| 00:00:00 | Presentazioni e introduzione. |
| 00:00:47
L’inizio dell’impegno teatrale |
L’intervistatrice, Roberta Gandolfi (RG) chiede all’intervistato, Alberto Rusconi (AR), di ricordare gli anni di direzione del Festival internazionale del teatro universitario (FITU). AR spiega di aver diretto il festival anche dopo aver conseguito la laurea in chirurgia (aa 71/72). Aveva iniziato a partecipare alla vita della politica universitaria grazie ad un amico, Max Magi, membro dell’Associazione Goliardica Italiana (AGI) mentre l’intervistato apparteneva, invece, all’Unione Goliardica Italiana (UGI). AR sottolinea l’impegno profuso come direttore del FITU malgrado il notevole impegno come chirurgo. |
| 00:02:24
L’occupazione dell’ex ENAL nel ‘69 |
L’intervistato ricorda di aver assistito ad uno spettacolo particolare in Portogallo, a Coimbra, durante il quale c’era un numero di levitazione. È nel momento in cui porta questo spettacolo a Parma come direttore del FITU che il CUT-Parma decide di occupare gli spazi dell’Ex Enal (attuale Fondazione Teatro Due), non usando più solo gli spazi del Teatro Regio di Parma. AR ricorda anche l’happening di Jean-Jacques Lebel nel ‘68. |
| 00:04:11
L’impegno teatrale di Rusconi e i legami amicali di lungo corso, durati una vita |
RG chiede a AR perché un giovane chirurgo come lui fosse implicato in un’impresa teatrale come il FITU, in anni di forte contestazione politica e come questo suo ruolo di direzione fosse giudicato dagli altri. L’intervistato ribadisce il suo forte impegno come medico-chirurgo ma anche il suo interesse per il festival: “mi piaceva, e avevo tantissimi amici” come Oddone Pattini, Chiara Valentini e ricorda in particolare Nice Terzi, sua amica di infanzia, e Luigi “Gigi” Dall’Aglio. Evoca rapidamente la figura dell’ambasciatore Alberto Toscano, amico anche di Nice. |
| 00:07:15
Il ruolo di scouting per il FITU e un ricordo di Nancy |
Intervistato ed intervistatrice cercano di ricordare quale fosse lo spettacolo visto da AR a Coimbra e l’intervistatore Tommaso Zaccheo (TZ) pensa allo spettacolo Macbeth:¿ o que se passa na tua cabeça?, un adattamento del Circulo de Iniciacâo teatral dell’Accademia di Coimbra. RG ricorda che in un’altra intervista Chiara Valentini ha raccontato che aveva il compito di vedere spettacoli teatrali in Europa da portare a Parma e chiede se l’intervistato abbia avuto anche lui questo ruolo negli anni successivi a quelli di impegno di Valentini,.L’intervistato conferma e racconta del viaggio effettuato nel 1968 al Festival Mondial du Théâtre di Nancy (ex Festival international du théâtre universitaire di Nancy) e evoca la figura di Jack Lang. |
| 00:10:22
Gli spazi dell’ex Enal, il ritorno al Teatro Regio e il rapporto con i tecnici del teatro |
AR ricorda che la troupe CUT-Compagnia del Collettivo di Parma nasce proprio negli spazi dell’ Ex Enal. RG chiede la ragione del ritorno al Regio di Parma dopo le edizioni del 1969 e del 1970. L’intervistato spiega che questo ritorno non era dovuto a delle motivazioni politiche e parla del forte legame di amicizia con i tecnici e con le maestranze di quel teatro. |
| 00:13:25
Un ricordo di Giuseppe Negri |
AR ricorda che Giuseppe Negri, assessore alla Cultura della città di Parma, staccò la luce al Teatro Regio mentre era occupato dalle troupe del FITU. |
| 00:14:58
Interruzione e ripresa del festival all’inizio degli anni Settanta |
RG chiede le ragioni dell’interruzione di due anni, nel 1971 e 1972, del festival. Per AR, la ragione è dovuta alla crisi generale dei teatri universitari europei in quel periodo, una decisione collettiva, non legata a delle dinamiche locali. RG chiede, allora, come mai il FITU riprende nel 1973 e TZ legge il programma di quella edizione del festival. |
| 00:16:33
La programmazione del FITU nel 1973, l’anno della ripresa. Ricordo di Giorgio Gennari, attore del CUT-Compagnia del Collettivo |
Guardando insieme il programma del 1973, RG commenta che molti spettacoli in programma sono legati a delle tradizioni popolari, europee o extra-europee. AR commenta la bellezza grafica delle brochure realizzate per illustrare i programmi del FITU da Franco Maria Ricci, amico dell’intervistato. AR ricorda che in questo periodo non era lui a scegliere la maggior parte degli spettacoli, tranne per quello che riguarda l’ensemble de La Cuadra di Siviglia: il suo impegno come medico era già importante e, dunque, si faceva aiutare nel suo ruolo di direttore da Giorgio Gennari, che per motivi di salute aveva dovuto limitare gli ingaggi attoriali e concertarsi piuttosto sull’organizzazione. (ndr.,. In realtà Gennari affiancò Rusconi nello scouting piuttosto per Teatro Festival negli anni ’80, come chiarisce più avanti lo stesso intervistato) |
| 00:20:43
I contatti con le troupe spagnole politicizzate, di opposizione |
RG chiede a AR del suo rapporto con i gruppi spagnoli durante il periodo della dittatura franchista. AR ricorda il nome di un direttore o artista spagnolo, Alberto Castilla, e delle “varie peripezie politiche” avute in Spagna per cercare di rintracciare e contattare questi gruppi che erano molto politicizzati, di opposizione. Il direttore stesso del gruppo La Cuadra era stato incarcerato. |
| 00:23:01
L’amicizia con Michele Mirabella |
Sempre riflettendo alla programmazione del festival, AR spiega di essere rimasto amico con Michele Mirabella, ex direttore del CUT-Bari, con il quale, dopo la fine del FITU, organizzerà anche Il Medichinale, una “rassegna di medicina”, organizzata al Regio. AR ricorda anche l’impegno di Mirabella con il programma televisivo Elisir, che parlava di medicina. |
| 00:25:15
La crisi dei teatri universitari e l’interruzione di due anni del festival |
Continuando a leggere i programmi del FITU, in particolare dell’edizione del 1974, RG chiede come e perché il gruppo abbia voluto riprendere il festival, proponendo una offerta di spettacoli ricca. AR non ha però ricordi delle ragioni della ripresa del festival ma solo ricorda che l’interruzione dopo l’edizione del 1970 fu dovuto alla “crisi dei teatri universitari”. |
| 00:27:13
Il FITU e l’UITU |
RG chiede quali ricordi avesse della relazione con l’Unione Internazionale dei Teatri Universitari (UITU). AR spiega che il rapporto con questa organizzazione non era in fondo molto stretto, la partecipazione del FITU era piuttosto “d’obbligo” e “formale”, perché il festival internazionale di Parma era membro di diritto di questa organizzazione. TZ chiede se esistesse una pubblicazione di questa organizzazione, l’intervistato però non ne ha memoria. |
| 00:29:35
Un ricordi dello spettacolo Macbeth:¿ o que se passa na tua cabeça? |
Sollecitato da TZ, AR conferma che era Juan Carlos Oviedo il regista dell’Accademia di Coimbra citato precedentemente, del cui spettacolo l’intervistato ricorda bene il momento della levitazione. |
| 00:30:46
L’occupazione dell’Ex ENAL |
RG chiede se AR abbia dei ricordi anche aneddotici dell’occupazione dell’Ex Enal. L’intervistato spiega che la città di Parma “non diceva niente” e il gruppo del CUT-Compagnia del Collettivo ha ripulito questo spazio industriale dismesso prima di poterlo utilizzare. Ricorda alcuni dei membri del gruppo teatrale presenti in quel frangente: Gigi Dall’Aglio, Paolo Bocelli, Tiziana “Tania” Rocchetta, Walter Le Moli, Roberto Abbati. AR ricorda che proprio da questa esperienza di occupazione la Compagnia del Collettivo si struttura, mentre il FITU resta legato all’Associazione Universitaria Parmense (AUP) anche logisticamente, situando il suo quartier generale al secondo piano dell’AUP. |
| 00:33:02
Dopo il 1968, la ripresa con gli organi ufficiali della rappresentanza studentesca |
RG chiede quale fosse, dopo la crisi del 1968, il rapporto con l’AUP.
AR spiega che durante e dopo la fase di contestazione gli scontri furono anche violenti, però in seguito il rapporto è stato riallacciato e il festival ha potuto riprendere. L’intervistato sottolinea anche che l’AUP era attraversato da varie correnti politiche. |
| 00:34:37
L’articolazione fra FITU e la Compagnia del Collettivo nelle ultime stagioni del Festival
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RG chiede quale fosse l’apporto dei membri del Collettivo all’organizzazione del FITU negli ultimi anni. AR spiega che i membri della troupe hanno sempre partecipato al FITU e alla sua organizzazione ma le due realtà dovevano restare separate, poiché, altrimenti, alcune decisioni del FITU avrebbero potuto mettere in crisi le dinamiche interne alla compagnia. Riflettendo su questi aspetti, AR ricorda il ruolo chiave svolto da Dall’Aglio, ponte tra le due realtà ma anche principale “testa pensante” del gruppo che, di più, aveva molti contatti internazionali. |
| 00:36:04
I legami personali più stretti con i membri della Compagnia del Collettivo |
AR, su richiesta di RG, spiega che era molto amico di Dall’Aglio, anche se in seguito hanno fatto percorsi separati. Ha poi “buonissimi” ricordi con Abbati mentre vede ancora Bocelli, il quale tutt’ora si riunisce con Mario Ghiretti. |
| 00:37:48
La direzione di Teatro Festival Parma dall’ 84 e i contatti di Rusconi con gli altri festival europei |
RG chiede come mai lui sia stato chiamato a dirigere Teatro Festival, organizzato dalla Compagnia del Collettivo presso il Teatro Due a partire dal 1984.
AR spiega che la sua direzione fu sollecitata per dare una continuità. Inoltre il suo era un nome ormai noto e conosciuto, in città ma anche da altre troupe europee legata alla storia del teatro universitario, come la troupe di Erlangen, e durante il loro festival, lo Studententheaterwoche, AR aveva anche recitato. AR era conosciuto anche dagli organizzatori del Festival Mondial du Théâtre di Nancy, anche se l’intervistato giudicava il direttore di Nancy Jack Lang troppo “borioso”. |
| 00:40:42
La politica universitaria a Parma e nel festival. |
RG chiede a AR in che modo l’organizzazione del festival per vent’anni abbia cambiato la città. L’intervistato spiega che, negli anni del FITU, tutto era diverso, la politica contava molto di più, i giovani erano politicizzati e, all’interno dell’AUP, gli scontri erano accesi tra gruppi di destra e di sinistra. Questo clima politico ha influito anche sul FITU e, benché il festival fosse nato negli anni Cinquanta con altre ambizioni, in particolare nel periodo della direzione di Dall’Argine, per la continuazione del festival “la politica ha contato tantissimo”. |
| 00:42:48
Divisioni fra destra e sinistra in seno all’AUP: “io ero un cattivo”
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Ricordando le divisioni notevoli in seno all’AUP, AR evoca i nomi di Giorgio Vozza, piuttosto a sinistra, e quello di Andrea Borri, quest’ultimo legato alla Democrazia Cristiana (DC), due personalità ugualmente attive nel FITU (l’intervistato nomina anche un altro collega, di nome Zavattini). Dato il suo orientamento politico di sinistra, l’intervistato ricorda che era mal giudicato dagli altri colleghi. D’altro canto lui non ha mai nascosto il suo impegno e le sue opinioni nel corso di dibattiti o discussioni che potevano nascere anche durante il festival. |
| 00:44:16
Discussioni in seno all’AUP riguardo alla nazionalità delle compagnie universitarie invitate al festival |
RG chiede se l’AUP partecipasse al festival e se commentasse, discutesse degli spettacoli.AR spiega che i gruppi che facevano parte di quest’associazione non commentavano mai gli spettacoli, ma gli scontri si producevano nel momento di dover scegliere la provenienza delle troupe internazionali da invitare. Viene ricordato anche il passaggio al FITU di troupe provenienti dall’Unione Sovietica oltreché di paesi del Patto di Varsavia. Questi inviti internazionali erano comunque fonte di scontro. |
| 00:46:18
L’importanza del FITU per la città di Parma |
RG chiede come fosse percepito questo festival e quale ruolo avesse per la città. AR spiega che il FITU era sinceramente sentito dai cittadini di Parma e racconta che il padre, uomo di destra, con il quale l’intervistato ha avuto molti scontri, si vantava con i suoi amici del fatto che lui, il figlio, fosse direttore del festival. Evoca il bar “Otello”, in Piazza Garibaldi, all’epoca frequentato da tutta la città. Il FITU era prestigioso perché conosciuto a livello europeo. |
| 00:48:52
Nostalgia per la Parma di allora: l’aneddoto dei netturbini che nel ’68 soccorsero gli studenti dalle squadracce fasciste |
AR spiega di non amare più molto la sua città perché non vi ritrova lo spirito “di allora”. Evoca allora un aneddoto in particolare: durante l’occupazione dell’Università nel ’68, furono i netturbini ad aiutare gli occupanti, tra i quali anche l’intervistato, da un assalto di squadracce fasciste. Per AR l’aneddoto è emblematico del cambiamento della composizione sociale e culturale della città, sottolineando come la classe operaia oggi sostenga dei governi di destra. “Era una città che viveva” |
| 00:52:10
Consigliere comunale negli anni ‘90 |
L’intervistato ricorda che negli anni Novanta è stato anche consigliere comunale, per il PD, durante il mandato del sindaco di Parma Stefano Lavagetto (suo nipote è l’attuale assessore alla Cultura) |
| 00:53:25
La crisi del Teatro Universitario e del FITU |
AR spiega di aver “seguito fino in fondo” il FITU e aggiunge che il festival “non è finito bene” perché la necessità stessa del teatro universitario è venuta meno. Per l’intervistato rimangono i ricordi molto positivi degli spettacoli, come Quejío (Lamento), spettacolo de La Cuadra. |
| 00:55:48
Relazioni con le troupe dell’Est e incontri con i giovani d’Europa al FITU |
L’accoglienza delle troupe dell’Est Europa avveniva nella palestra di Via Cavestro e ricorda che queste troupe erano accompagnate da un commissario politico il quale ammoniva attrici ed attori ad essere “gentili con il Direttore”. La frequentazione dei festival, del resto, era una possibilità unica di incontrare giovani donne e giovani uomini di tutta Europa, facendo nascere molti rapporti amorosi e amicizie. |
| 00:58:05
Gli anni piu belli, quelli del Festival e dei viaggi |
L’intervistato conserva un ricordo intenso e felice degli anni di direttore del FITU e di frequentatore degli altri festival internazionali. RG chiede, allora, che cosa siano o siano stati i festival per AR, il quale risponde che la specificità dei festival da lui frequentati era di essere dei luoghi dove incontrare e scambiare idee con persone che venivano da nazioni lontane e che non sarebbe altrimenti stato possibile incontrare. Rusconi anche allora viaggiò molto: ricorda di essere andato in viaggio in India e, nel 1972, a Kabul in auto, un viaggio durato 8 mesi. |
| 01:01:25
Si viveva a Piazza Garibaldi |
AR ricorda, su stimolo di RG che evoca l’intervista ad Antonio Mascolo, Piazza Garibaldi a Parma era il luogo di ritrovo di tutte e tutti giovani della città, da dove si partiva per i viaggi. Soprattutto, lì ci si incontrava per discutere, parlare, venivano organizzati anche comizi accessi, forieri di scontri fisici ma proprio qui, l’intervistato ha incontrato sua moglie. |
| 01:02:35 | Conclusione |
Interview Duration: 01:30:00
Registration Duration: 01:02:55
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
- Dipartimento Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC), Università degli Studi di Parma
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Citation
Intervista a Rusconi Alberto, di Gandolfi Roberta e Zaccheo Tommaso, Parma, il 24/06/2024, Progetto “Il teatro dei festival tra locale e globale (PRIN 2022)”, Collezione Ormete (ORMT-13p), consultata in URL: < https://www.patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-rusconi-alberto>, (data di accesso).
Relation:
Bibliography:
- Becchetti Margherita, Il teatro del conflitto. La compagnia del Collettivo nella stagione dei movimenti. 1969-1976, Odradek Roma, 2003.
- Becchetti Margherita et alii, Parma dentro la rivolta. Tradizione e radicalità nelle lotte sociali e politiche di una città dell’Emilia “rossa”. 1968/1969, Edizioni Punto Rosso, Milano, 2000.
