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Presentazione |
Laura Mariani apre l’intervista facendo ascoltare una conversazione con il fratello Francesco Mariani. In accordo con il gruppo, l’intervista è stata successivamente ripetuta da Laura Mariani e la versione finale è pubblicata su Patrimonio Orale. | |
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Primi ricordi del Festival |
LM si presenta e ricostruisce i suoi primi anni a Spoleto, contemporanei alla nascita del Festival dei Due Mondi. Il primo ricordo teatrale è La Traviata di Visconti, vista con la madre nel 1963. Solitamente frequentava il teatro con l’amica Anna Leonardi e i suoi genitori, per lei riferimenti culturali significativi. La presenza della madre allo spettacolo del 1963 quindi, maestra elementare che non si riconosceva come intellettuale, la sorprende e diventa per LM un indizio del fatto che il festival non coinvolgesse esclusivamente a un pubblico d’élite. Alla domanda di EL sui prezzi dei biglietti, LM non ricorda cifre precise: non usufruivano di biglietti omaggio, ma il costo non veniva percepito come un problema. Ciò che emerge con forza è l’idea del festival come processo esteso nel tempo: non solo i giorni delle rappresentazioni, ma la lunga preparazione precedente. | |
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Legami famiglia e festival |
LM ricostruisce i rapporti tra le famiglie spoletine e il festival, sottolineando come questi non fossero solo spettatoriali ma anche personali e professionali. Lidia Gialloreti, zia di Laura Mariani, faceva parte dell’entourage ristretto di Gian Carlo Menotti, con il quale intratteneva un rapporto diretto e confidenziale. Viene ricordato anche il coinvolgimento delle maestranze locali: uno spoletino progettò e realizzò la famosa struttura a conchiglia per migliorare l’acustica del concerto in Piazza Duomo. | |
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Sulla memoria LISTEN AUDIO |
In preparazione all’incontro, LM svolge un lavoro di riattivazione della memoria attraverso la rilettura delle lettere scambiate con l’amica Anna Leonardi. Riflette sul funzionamento della memoria e sulla sua infedeltà: da un lato emergono ricordi prevalentemente felici, legati alla bellezza e a esperienze che le hanno aperto il mondo durante il festival; dall’altro, le lettere restituiscono un clima di inquietudine, senso di inadeguatezza, desiderio di altrove e di differenza.
LM ricorda nel 1964 lo spettacolo Bella ciao, e il sostegno espresso anche da figure apparentemente lontane come il nonno operaio, con istruzione elementare, che partecipò alle proteste a favore dello spettacolo. Ricorda inoltre la presenza di Rudolf Nureev, chiamato a sostituire Margot Fonteyn, si stupisce di non ricordare lo spettacolo in sé, ma di conservare piuttosto la memoria della persona. Vengono poi ricordate le attività artistiche stimolate dal festival ma collocate al di fuori del suo programma ufficiale. In questo contesto emerge la figura Anna Di Meo, attrice romana, organizza un seminario a Villa Redenta: LM vi assiste come uditrice e segue il percorso nel tempo. Da questa esperienza l’amica Anna Leonardi avrebbe intrapreso poi la formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. |
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L’agenda ritrovata: 1967 tra vita e festival |
LM mostra una sua agenda del 1967, in cui compaiono appunti e nomi significativi, tra cui Allen Ginsberg e Jerzy Grotowski. Legge una lettera di Anna Leonardi, nella quale l’amica racconta di aver visto figure celebri dello spettacolo come Romolo Valli e Marcello Mastroianni. Nello stesso periodo, LM lavora come commessa presso la boutique Kitta, nel centro di Spoleto, collegata a un negozio a Piazza di Spagna a Roma. Ricorda di non aver partecipato alla manifestazione di Valle Giulia del 1968 perché lei e Anna Leonardi si trattennero da Kitta, a Roma, fino a tardi. | |
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Il Principe Costante LISTEN AUDIO |
LM parla dello spettacolo Il Principe Costante di Jerzy Grotowski, soffermandosi sul modo singolare in cui l’esperienza è rimasta inscritta nella sua memoria corporea. | |
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Il Sessantotto e la trasformazione
LISTEN AUDIO |
LM riflette sull’ambivalenza del suo 1968. Il festival le aveva mostrato l’esistenza di un’altra realtà possibile, qualcosa che si poteva osservare, attraversare e che nutriva. Ma il Sessantotto è la scoperta di una possibilità concreta di cambiamento: la consapevolezza che sofferenze, angosce e senso di inadeguatezza non fossero esclusivamente individuali. Da questa presa di coscienza deriva un cambiamento biografico: il matrimonio con Claudio Meldolesi nel 1969 e il cambio nome, da Anna Laura a Laura. | |
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00:57:52 Ricordi di inadeguatezza |
EL chiede a LM se la sensazione di inadeguatezza e di inquietudine, mista a speranza, fosse innescata dal Festival dei Due Mondi. LM risponde negativamente: il festival, per lei, mostrava soprattutto la bellezza e l’apertura. Il senso di inadeguatezza nasceva piuttosto dal confronto con una classe intellettuale percepita come autoreferenziale e dominante, che “pontificava”, dando l’impressione di aver letto tutto e compreso ogni aspetto della vita. Il Sessantotto accentua l’esposizione a questo mondo intellettuale e ne rende più acuto il disagio, ma senza che ciò sia direttamente collegato al festival. | |
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Schippers e Menotti |
RS chiede di Thomas Schippers. LM avvicina la figura del direttore d’orchestra a quella dell’attore: lo sguardo del pubblico si concentrava su di lui e il suo corpo diventava la traduzione visibile di una dimensione musicale e spirituale altrimenti immateriale.
RS chiede poi di Gian Carlo Menotti. LM ricorda in particolare il giorno del suo compleanno, vissuto come un momento di ritorno a una Spoleto condivisa, al di là delle differenze. La celebrazione aveva una forza aggregante: prescindeva dagli spettacoli, anche dai più importanti, ed era segnata dai fuochi d’artificio e da un clima di festa popolare. Non una ricorrenza patronale, ma un evento capace di tenere insieme la città. |
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L’Omosessualità al Festival |
EL sollecita una riflessione sul ruolo dell’omosessualità nella costruzione del festival. LM risponde distinguendo tra l’idea di “corruzione”, spesso associata retrospettivamente al festival, e ciò che lei ha vissuto come un’esperienza di liberazione del corpo. Più che uno scandalo morale, il festival introduceva una diversa esposizione dei corpi, dei desideri e delle forme di espressione, percepita come eccedente rispetto alla norma locale.
LM ricorda un episodio personale: invitata a una festa da ballo, venne raggiunta dalla madre, che la riportò a casa. A Spoleto circolava l’idea che il festival potesse essere fonte di corruzione. |
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Il Sessantotto a Spoleto |
RS chiede del rapporto tra il Sessantotto e il Festival dei Due Mondi. LM afferma di non conservare ricordi diretti di una politicizzazione del festival in quegli anni. Colloca però un episodio significativo nel 1975, quando, dopo un periodo di militanza politica a tempo pieno con il marito Claudio Meldolesi, torna a Spoleto. In quell’occasione ricorda il caso di un giovane, coinvolto in un violento conflitto con il padre e trovato in stato confusionale, che venne internato nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino. Attorno alla sua vicenda si sviluppò una mobilitazione cittadina che portò alla nascita di un comitato di liberazione per il ragazzo, morto successivamente per disidratazione mentre si trovava legato a un letto di contenzione. La manifestazione fu molto partecipata a Spoleto e si concluse con una vittoria legale contro il manicomio. | |
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Distanze critiche |
RS ricorda un convegno su Spoleto, a cui avrebbero partecipato Piergiorgio Giacchè, Claudio Meldolesi e Laura Mariani, in cui il Festival dei Due Mondi veniva criticato. LM afferma di non ricordare l’episodio, ma riconosce che tale posizione è del tutto plausibile. Il suo rapporto con il Festival dei Due Mondi, infatti, cambia drasticamente negli anni Settanta, anni in cui il suo interesse per il teatro è espressamente politico e si sposta quasi esclusivamente sulla frequentazione del Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo piuttosto. Spoleto appariva politicamente irrilevante, fuori dal mondo, e soprattutto profondamente borghese e costoso. Resta tuttavia un sentimento di fastidio per l’atteggiamento di molti amici e compagni di percorso intellettuali che hanno continuato a rifiutare il Festival dei Due Mondi senza riconoscerne neppure il ruolo pionieristico, ad esempio nelle prime sperimentazioni all’aperto. In questa prospettiva, LM osserva come il Nuovo Teatro abbia operato una rottura radicale con il passato e come anche il Festival dei Due Mondi abbia finito per subirne le conseguenze. | |
Interview Duration: 02:00:00
Registration Duration: 01:42:30
Format: M4a
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
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Citation
Intervista a Mariani Laura, di Luciani Eleonora e Sacchettini Rodolfo, Bologna, casa di Laura Mariani, il 27/06/2025, Progetto “Festival dei Due Mondi di Spoleto”, Collezione Ormete (ORMT-14r), consultata in URL:< https://www.patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-mariani-laura/>, (data di accesso).
Relation:
- Archivio di Stato di Perugia (sezione Spoleto)
- Comune di Spoleto
- Intervista a Leonardi Anna
- Intervista a Mariani Francesco
Bibliography:
