Intervista a Fernandez Maria Laila

ORMT-11Mq

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La formazione e l’arrivo alla Scuola del Piccolo Teatro  

 

 

 

Racconto della formazione. Arriva al teatro dalla danza, dopo una crisi, ispirata dal fratello che fa teatro. Si iscrive al corso biennale di avviamento del Teatro delle Muse Franco Corelli” di Ancona dove studia tra gli altri con Leo Muscato. 

 

Inizia a lavorare con Muscato ne La commedia degli errori di Shakespeare nel 2011 poi fa il provino al Piccolo.  

 

Racconto dei provini: una sessione con Marise Flach, una con Enrico D’Amato e una con Ronconi. Con lui, provino in gruppo su una rosa di letture date (F. sceglie La teiera di Andersen). Non conosceva R. prima, gliene parla un collega. La prova dura dalle 15 alle 18, F. non vuole che finisca, sentiva istintivamente l’altezza delle cose che R. vedeva, sentiva e proponeva.  

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“L’incontro” autentico con R.  

L’incontro autentico con R. arriva più tardi: durante i primi anni della scuola c’era troppo desiderio di piacere che offuscava una reale comprensione. C’era reverenza, quando entrava R. ci si alzava in piedi, si creava anche una distanza. R. metteva da parte chi non era pronto, si creava competizione. A un certo punto F. molla la tensione di dover piacere. R. cercava di innalzarsi e innalzarti.  

 

Racconto dell’incontro autentico, che avviene quando lui la vede lavorare su Tre sorelle di Čechov con D’Amato in una prova aperta, lei lavora sul personaggio di Masha. R. vede una scena fisica senza testo, ne resta colpito, la prende come esempio di come non serve sapere come dire la battuta e perché dirla. F. capisce solo negli anni a seguire cosa lui avesse visto, resta l’insegnamento più grande: in ognuno di noi esiste una memoria fisica cui si accede in modo non razionale e che fa emergere una verità. 

 

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Il pensiero è corpo 

 

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(25:35 – 00:28:06) 

 

A.G. cita il quaderno di Fernandez dove lei si annota la frase di R. “questo è un lavoro dionisiaco” e chiede di raccontare cosa significhi per lei (ndr. pubblicato in Il quaderno delle lezioni di Luca Ronconi, a cura di Antonella Astolfi)  

M.L.F. Necessità di tempo per poter andare a fondo nel lavoro dell’attore. Lavoro di R. molto fisico, il modo di pensare si trasforma in modo di parlare. La madre insegnante di grammatica lo aveva influenzato nella lettura dei testi: importanza delle punteggiature e delle appoggiature, del modo di parlare. Il pensiero è corpo, necessità di trovare il modo in cui il personaggio parla.  

 

Lavoro su La fidanzata povera di Alexandr Ostrovskij: le indicazioni di R. erano molto concrete aprivano un mondo sensoriale che dava anche indicazioni al corpo su come stare. 

R. diceva sempre: dovete “capire in che gabbia siete”, intendendo sia il contesto di lavoro, sia il testo.    

 

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Lavoro sul personaggio 

 

 

 

Ronconi insegna a M.L.F. che in scena l’attore ha più interlocutori: il pubblico, l’interlocutore diretto, ma anche se stesso o altri interlocutori non diretti, e questo determina diverse direzioni fisiche.  

 

Racconto del lavoro su personaggio della Signora Evans da Strano interludio di Eugene O’Neill con Giovanni Crippa. Lavorano sulla regia di R. cercando di replicare esattamente il lavoro degli attori e attrici guardando le registrazioni. Fernandez osserva il corpo dell’attrice che lo aveva interpretato (ndr Paola Bacci) e si “sposta” da sé, si trasforma.  

 

R. parlava di guardare oltre, andare altrove da sé. Lui aveva gli strumenti per portarti, aveva letto tantissimo ed era un osservatore della realtà.  

 

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Come si svolgevano le lezioni 

 

 

 

Racconto delle lezioni. Lavoro su più testi contemporaneamente, salvo momenti in cui R. stava lavorando a un testo e voleva soffermarsi. Sceglieva lui a volte con chi lavorare ma a lavoro avviato si aspettava che le persone si offrissero. Quando sceglieva lui o lavorava soprattutto con una persona era destabilizzante per la classe, si attivavano dinamiche che lui intuiva immediatamente. 

 

Digressione su Intermezzo di Sally Rooney per raccontare di come lo stile di scrittura cambia da un personaggio all’altro, da R. capisce la necessità di capire come ogni persona porta un mondo che poi si traduce in un corpo.  

 

Torna alla lezione: R. in cattedra e alunni e alunne seduti in cerchio con i copioni in mano. R. poteva lavorare su una frase per ore. A volte faceva andare in piedi ma già in lettura c’era una tensione fisica. Lui non era intellettuale, era estremamente fisico.  

 

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Lehman Trilogy 

 

 

Racconto del lavoro in Lehman Trilogy appena finita la scuola.  

Il lavoro di regista e di pedagogo non era diverso, lui era sempre lui, erano diverse le risposte che le persone davano a quello che chiedeva. A volte accettava anche proposte che andavano in una direzione diversa dalla sua.  

Alla fine della scuola M.L.F.  sente un “lutto” perché è stata un’esperienza stupenda, si sente orfana anche perché sa che R. è anziano e malato, pensa che non l’avrebbe più visto. Poi arriva la telefonata per una parte, anche se piccola.  

 

Lehman Trilogy un viaggio bellissimo, sereno. Gioia di lavorare con Popolizio Massimo, che per F. era un mito. Stupendo vedere come gli attori e le attrici reagivano alle sue richieste.  

Il cast non si aspettava la sua morte, R. muore mentre c’è in scena lo spettacolo. Dopo la replica scappano dai giornalisti e vanno a cena per condividere il momento.  

 

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Dopo Ronconi: Santacristina  

 

 

 

 

Lavoro a Santacristina, la prima edizione senza Ronconi. Prima andava come uditrice quando lavorava con attori della Silvio d’Amico. Dopo la perdita si sente orfana, l’esperienza fu un regalo. A condurre sono tutti i suoi più grandi attori che a turno lavorano su un testo. 

Segue brano non ascoltabile per tutela privacy. 

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finale  

 

 

Eredità di R. per M.L.F.: la consapevolezza che la complessità dell’essere umano emerge prima della battuta; necessità di trovare un compromesso tra autore e contesto e pubblico, tirare i fili invisibili; importanza della memoria fisica, il corpo parla prima della battuta.  

 

M.L.F.  ha dovuto lasciare il lavoro di R. nella ricerca di una verità cinematografica, dove il lavoro fisico da fare è diverso.  

 

R. fondamentale per farle capire chi era, la propria unicità e natura. R. ha visto in lei una verità che era già dentro di lei ed era stata messa a servizio in modo non razionale, con la memoria del corpo.  

 

 


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Interview Duration: 01:04:11

Registration Duration: 01:06:51

Format: wav

Type: Audio

Language: Italiano

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Citation 

 

Intervista a Fernandez Maria Laila, di Gennari Alessia, Piattaforma Zoom, il 1672025, Progetto La memoria del teatro. Luca Ronconi”, Collezione Ormete (ORMT-11Mq), consultata in URL:  

< https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..,  

 (data di accesso).   

  

 

 



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