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Scheda biografica di Biondi Lydia

Surname and Name
Place and date of birth
Profession
Brief biography
Bibliography
Surname and Name

Biondi Lydia

Place and date of birth

–

Profession
  • Profession:
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Brief biography

Lydia Biondi nasce a Livorno. È a Livorno che, a dieci anni, inizia a studiare danza classica ed è sempre qui che inizia a fare teatro con il “Centro artistico Il Grattacielo”. Si iscrive quindi alla Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studia scenografia e costume, ma interrompe al terzo anno per iniziare la carriera teatrale come danzatrice classica. Negli anni Sessanta si trasferisce a Roma, dove frequenta con borsa di studio il Centro Sperimentale di Cinematografia. In questo periodo che partecipa attivamente alle sperimentazioni e alle avanguardie teatrali romane, lavorando con Giancarlo Celli, Simone Carella, Silvano Bussotti, Domenico Guaccero e Alvin Curran.

Nel 1965 inizia la collaborazione con Calenda, Gazzolo e Piera Degli Esposti al Teatro 101 di ROma.

Nel 1968 incontra Bernhard De Vries, giovane leader del movimento di contestazione giovanile olandese (Provos), dal quale ha un figlio. Studia e lavora per lungo tempo con il mimo svizzero Roy Bosier e nel 1979 fonda la prima Scuola di mimo a Roma, la MTM mimoteatromovimento. Con l’MTM conduce classi e produce spettacoli in cui è impegnata come attrice. Nel frattempo lavora come attrice e mimo con numerosissimi registi in teatro, televisione e cinema (Cobelli, Enriquez, Parodi, Guicciardini, Gagliardo, Maestranzi, Amelio, Fellini, Pietrangeli, Steno, Bava, Pasolini, Rossellini).

Nel 1981 lascia l’Italia, scritturata dalla compagnia dei Mummenschanz e con loro compie una lunghissima tournée in tutto il mondo. Rientrata in Italia nel 1985, unisce la sua Associazione MTM con quella del suo Maestro Bosier e dà vita al Teatro Studio svolgendo una intensissima attività laboratoriale nel campo della Recitazione e delle Tecniche del movimento.
Inizia anche una fitta collaborazione registica, come coreografa dei movimenti mimici, in Teatro di Prosa e nell’Opera Lirica. Affronta le sue prime regie a Spoleto Sperimentale (Treemonisha di Scott Joplin, 1986), a Toronto (Il malato immaginario, 1990), a Copenaghen (I due gemelli Veneziani,1992), in Calabria (Il cavalier Maramaldo, teatro per ragazzi 1992) e a Roma (Giovanna la pazza di Anna Carabetta 1996).

Ha condotto laboratori di Teatro e di Commedia dell’Arte negli Stati Uniti, in Colombia, in Canada, in Italia, in Francia e a Omsk (Siberia), a Mosca

È stata per 11 anni Direttore Artistico della manifestazione “Fontanonestate” a Roma (1996/2006). Direttore artistico del progetto Europeo Polytheater 2012/2014.

Ha ripreso a Modena (2010), Siviglia (2011), Malaga (2011) e al Petruzzelli di Bari (2015), la regia cobelliana del Macbeth di Verdi. Attualmente in compagnia con Paola Gassmann e Mirella Mazzeranghi per lo spettacolo La vita non è un film di Doris Day di Mino Bellei.

Ha inoltre lavorato e continua a lavorare per il cinema e la televisione come attrice.

Tra il 2002 il 2015 ha preso parte a numerosissime produzioni televisive, come Il bello delle donne regia di M. Ponzi, ROME con la HBO statunitense, Onore e rispetto regia di Salvatore Samperi, Una Buona Stagione, Il Bosco, la Squadra, Sole a Catinelle di Checco Zalone.

Lydia Biondi ci ha lasciati il 14 giugno 2016.

Lydia Biondi nasce a Livorno. È a Livorno che, a dieci anni, inizia a studiare danza classica ed è sempre qui che inizia a fare teatro con il “Centro artistico Il Grattacielo”. Si iscrive quindi alla Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studia scenografia e costume, ma interrompe al terzo anno per iniziare la carriera teatrale come danzatrice classica. Negli anni Sessanta si trasferisce a Roma, dove frequenta con borsa di studio il Centro Sperimentale di Cinematografia. In questo periodo che partecipa attivamente alle sperimentazioni e alle avanguardie teatrali romane, lavorando con Giancarlo Celli, Simone Carella, Silvano Bussotti, Domenico Guaccero e Alvin Curran.

Nel 1965 inizia la collaborazione con Calenda, Gazzolo e Piera Degli Esposti al Teatro 101 di ROma.

Nel 1968 incontra Bernhard De Vries, giovane leader del movimento di contestazione giovanile olandese (Provos), dal quale ha un figlio. Studia e lavora per lungo tempo con il mimo svizzero Roy Bosier e nel 1979 fonda la prima Scuola di mimo a Roma, la MTM mimoteatromovimento. Con l’MTM conduce classi e produce spettacoli in cui è impegnata come attrice. Nel frattempo lavora come attrice e mimo con numerosissimi registi in teatro, televisione e cinema (Cobelli, Enriquez, Parodi, Guicciardini, Gagliardo, Maestranzi, Amelio, Fellini, Pietrangeli, Steno, Bava, Pasolini, Rossellini).

Nel 1981 lascia l’Italia, scritturata dalla compagnia dei Mummenschanz e con loro compie una lunghissima tournée in tutto il mondo. Rientrata in Italia nel 1985, unisce la sua Associazione MTM con quella del suo Maestro Bosier e dà vita al Teatro Studio svolgendo una intensissima attività laboratoriale nel campo della Recitazione e delle Tecniche del movimento.
Inizia anche una fitta collaborazione registica, come coreografa dei movimenti mimici, in Teatro di Prosa e nell’Opera Lirica. Affronta le sue prime regie a Spoleto Sperimentale (Treemonisha di Scott Joplin, 1986), a Toronto (Il malato immaginario, 1990), a Copenaghen (I due gemelli Veneziani,1992), in Calabria (Il cavalier Maramaldo, teatro per ragazzi 1992) e a Roma (Giovanna la pazza di Anna Carabetta 1996).

Ha condotto laboratori di Teatro e di Commedia dell’Arte negli Stati Uniti, in Colombia, in Canada, in Italia, in Francia e a Omsk (Siberia), a Mosca

È stata per 11 anni Direttore Artistico della manifestazione “Fontanonestate” a Roma (1996/2006). Direttore artistico del progetto Europeo Polytheater 2012/2014.

Ha ripreso a Modena (2010), Siviglia (2011), Malaga (2011) e al Petruzzelli di Bari (2015), la regia cobelliana del Macbeth di Verdi. Attualmente in compagnia con Paola Gassmann e Mirella Mazzeranghi per lo spettacolo La vita non è un film di Doris Day di Mino Bellei.

Ha inoltre lavorato e continua a lavorare per il cinema e la televisione come attrice.

Tra il 2002 il 2015 ha preso parte a numerosissime produzioni televisive, come Il bello delle donne regia di M. Ponzi, ROME con la HBO statunitense, Onore e rispetto regia di Salvatore Samperi, Una Buona Stagione, Il Bosco, la Squadra, Sole a Catinelle di Checco Zalone.

Lydia Biondi ci ha lasciati il 14 giugno 2016.

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