| 00:00:00 | Introduzione |
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La giovinezza femminista e il teatro militante a Firenze da studentessa di matematica e l’incontro con il CUT- Compagnia del Collettivo |
Intervistatrice, RG, chiede come è arrivata a essere organizzatrice delle ultime tre edizioni del FITU?
OV risponde che in quegli anni “divertenti e pieni di cose”, si stava laureando in matematica a Firenze, poi sposò il suo prof. Universitario…Ma oltre al mondo astratto di matematica aveva bisogno di connessione molto forte con la vita, la sera usciva, amava il teatro, frequentava i circoli ARCI. Grande apertura nella Firenze di allora, c’era Padre Balducci, il gruppo dei catto-comunisti… Alla Casa del Popolo di Castello frequentata da vecchie signore comuniste loro giovani femministe spiegavano la pillola col teatro, avevano uno spettacolo, Non lo fo per amor mio ma per dar dei figli a Dio, ovvero i figli di Ogino (ndr. Ogino-Knaus) L’allora PCI le chiamò al Circolo culturale di Ariccia, dove si riunì tutto il teatro militante della sinistra, fra loro anche il CUT-Compagnia del Collettivo, era il ’71 o ’72. OV ricorda Giorgio Gennari che parlava, sempre serio e spiritoso, e anche Ambrosini. |
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OV accetta di lavorare col CUT ed è testimone del progetto di riprendere il FITU LISTEN AUDIO |
OV alla riunione nazionale fece amicizia con tutti, ricorda anche Mirabella del CUT Bari “i CUT allora erano molto importanti”, ma in particolare con i parmensi. I quali poi le telefonarono chiedendole se volesse cambiar mestiere… OV parlò col marito e decise di andare a Parma, dove la ospitavano Gigi Dall’Aglio e moglie; si trovò molto bene anche con Paolo Bocelli. Un giorno venne “il bellissimo Alberto” (ndr. Rusconi) e disse: “Dobbiamo ritirare fuori il festival”. A loro, e anche a Le Moli e Ambrosini, si deve la scommessa di riprendere il FITU rimettendo in campo tutti i rapporti internazionali. |
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Il FITU e il CUT accettati e riconosciuti da Parma come propri figli |
OV sui suoi tre anni a Parma… non ricorda i nomi delle compagnie invitate ma ricordo che “la città era con noi”…Un gruppo tedesco che fece cantare a tutto il Regio La solidarietè… Alberto Rusconi:: medico, persona affidabile, “bravo bello e intelligente”, “era la faccia che andava a chiedere”, mentre OV definisce lei e compagni del CUT-Compagnia del Collettivo “una marea di smandrappati ma pieni di entusiasmo”. L’impegno di Gennari perché la Compagnia venisse percepita dalla città come qualcosa di proprio. |
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Il lavoro con il Collettivo fra il ’75 e l’80, i tratti comuni alle Cooperative teatrali: etica del lavorare insieme e pratica del decentramento |
OV Non ricorda perché fini il FITU, nel ’75 era incinta e tornò a Firenze. Dopo il parto riprese a lavorare con la Compagnia del Collettivo fino al 1980, quando fu assunta alla Regione Toscana. In quegli anni nel Collettivo tutti facevano un po’ di tutto, recitare, montaggio e smontaggio organizzazione… Anche oggi vi sono esperienze così. Bocelli era l’attore piu bravo, Tiziana (ndr., Rocchetta) era la nostra prima attrice… Questi tratti connotavano le cooperative teatrali degli anni ’70, che andavano a poi far spettacolo nei piccoli comuni. |
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L’implicazione reciproca fra le Cooperative e i nuovi Circuiti teatrali, un assetto di cui è erede anche il teatro odierno |
RG osserva che nel ’75 al FITU ci fu il Convegno sulle Cooperative;
OV commenta che anche oggi è impoverente, per gli attori, fare semplicemente gli scritturati… Senza le Cooperative non sarebbero nati nemmeno i circuiti teatrali, ERT Emilia-Romagna Teatro… un passaggio storico cui il teatro di oggi è ancora debitore. |
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Gli altri Festival: La Rassegna Internazionale dei Teatri Stabili a Firenze, Spoleto e Santarcangelo… E l’ambiente delle Cooperative teatrali |
OV ritiene che Il FITU dette il via a un afflato internazionale che non c’era, se si esclude la Rassegna Internazionale dei Teatri Stabili di Firenze diretta da Bernard Dort, di taglio istituzionale, dove, ai tempi del liceo a Firenze, vide cose che non si vedevano neanche a Milano o a Roma…
RG chiede del Festival dei Due Mondi a Spoleto. OV risponde che da ragazzi ci andavano con la tenda, ma gli spettacoli avevano costi spaventosi; ricorda che lì aveva visto l’Orlando Furioso. Santarcangelo per lei fu un luogo di rapporti lavorativi ai tempi del FITU, ma l’ambito cui sentiva di appartenere erano le Cooperative teatrali, L’Elfo, la Compagnia del Collettivo e il Gruppo della Rocca. |
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Il miracolo del FITU, un festival ancora amatoriale; la sua formula in quegli anni: appoggiarsi alla Compagnia del Collettivo; poi il prevalere del movimento generale e dei nuovi assetti teatrali sul FITU. |
RG chiede a OV di tornare al suo lavoro di organizzatrice per il FITU.
OV afferma che “Il FITU era un miracolo, uno di noi telefonava a un suo amico, lo invitava e lo ospitava a casa sua”… “Io non sapevo niente, mi sono studiata libri per capire come si faceva l’agibilità!” (ride). Ma fu una stagione destinata a durare poco, doveva subentrare l’istituzione (il Collettivo, orami compagnia professionale) Il FITU “diede il là a una serie di pensieri”, rinacque “da un soffio di vento”, da uno straordinario entusiasmo; c’era anche un CUT a Palermo, aprirono un piccolo festival internazionale anche loro… Insomma la ripresa del FITU coincise con un gran fervore, il CUT parmense era diventato Compagnia, il circuito ERT apriva verso il nuovo teatro; il movimento creativo e politico era più forte e ha prevalso sul FITU. |
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Legame fra PCI e Compagnia del Collettivo: “difendevamo fortemente la nostra autonomia”. |
Il PCI aveva piacere di chiamare spettacoli come La colpa è sempre del diavolo al Festival dell’Unità a Modena, ma nessuno di loro del Collettivo era iscritto al partito, tutti difendevano fortemente questa autonomia,” non eravamo gente di partito, ognuno di noi aveva le sue idee!” (la testimone ride).
RG: “dunque il PCI, in Emilia Romagna, Lombardia e Toscana intercettò le Cooperative…” OV considera che in queste regioni “c’era un PCI piu intelligente”. Nelle Marche ad esempio le Cooperative teatrali nacquero soprattutto sul Teatro Ragazzi, in Umbria il Festival di Spoleto si mangiava tutto, e non era il luogo delle cooperative”. |
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Nel ’75 i modi di operare informali e dell’amatorialità vengono meno |
OV insiste che bisogna dare atto al FITU di aver fatto partire varie cose, ma poi nel ’75 “c’e stata l’Istituzionalizzazione delle cooperative, i circuiti, a quel punto avevamo bisogno di lavorare… a quel punto a Parma ebbi un ufficio”! (ride). |
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Ricordo degli altri Festival del circuito universitario, in particolare quello di Wroclaw in Polonia |
OV seguiva il CUT-Compagnia del Collettivo anche negli altri festival del circuito universitario: ricorda Erlangen e Wroclaw in Polonia, ma era giovanissima. Ricorda Cracovia con le bandiere gialle del papa nelle chiese, situazione complicatissima, ricorda all’Est l’ospitalità nei teatri, che avevano i posti per dormire per gli attori, e loro a chiedersi perché anche in Italia non fosse così. OV e RG commentano che oggi questa è diventata l’idea delle residenze… |
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Attrice con la Compagnia del Collettivo; ricordi divertiti di Bogdan Jerković e de La colpa è sempre del diavolo |
OV ricorda che quando rimase incinta il Collettivo fu meraviglioso, “sospesero La colpa è sempre del diavolo e misero in scena Pulcinella di Eduardo, dove io non c’ero”… Nello spettacolo di Fo faceva la strega, “era sempre un’allegria, Bogdan Jerković ti spingeva sempre in avanti “non aver paura, voi italiani sempre paura!” (ndr. lo imita parlando un finto slavo)”. Jerković si trovava benissimo col Collettivo perché non erano attori di scuola, lei era l’unica ad avere un’infarinatura di teatro tradizionale… Il suo impegno di attrice era di secondo piano: nel ’75-’76, “quando siamo diventati grandi”, ha fatto l’organizzatrice. |
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Il lavoro organizzativo e amministrativo al FITU nelle ultime tre stagioni LISTEN AUDIO |
RG chiede di definire cosa faceva per il FITU a livello organizzativo.
OV ricorda La SIAE “erano tutti gruppi esteri e nessuno aveva autorizzazioni… Ma a quel tempo i funzionari ti capivano, e se c’era qualche problema chiamavo il presidente, Rusconi era un’apertura credibile”. Dice che il lavoro amministrativo lo faceva più Gennari, a lei spettava chiamare la compagnia, capire quale era lo spazio giusto… “era tutto molto improvvisato e molto affettuoso”. |
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Gli studenti universitari spettatori del FITU, e la gestione collaborativa del Festival |
Aggiunge che “la gente c’era sempre, gli studenti pure… Il pubblico era essenzialmente l’Università”. Ricorda che lavorava nell’ufficio sito nell’edificio della mensa universitaria, al terzo piano. “Tutto era molto miracoloso… perché ognuno faceva molto più di quel che doveva fare. Gennari da casa sua… e Gigi insegnava a scuola la mattina e poi veniva a recitare lontano, nei posti più incredibili”. |
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Ricordi di compagnie in rassegna, e i collaboratori esterni a Parma: solo lei e Franco Vazzoler |
Fra gli ospiti del FITU, OV ricorda i polacchi da cui poi andarono ospiti, i tedeschi di Erlangen…I francesi no “forse erano molto presi dalle loro vicende post-sessantottine”. RG commenta che Il FITU è anche figlio del ’68. OV sottolinea che lei non era “nelle stanze dei bottoni “: “mi veniva detto da Gennari o da altri cosa fare, come accogliere le compagnie”. Era l’unica del Collettivo entrata da fuori, solo dopo venne anche Vazzoler, da Genova. |
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1980: Vannetti termina la collaborazione con la Compagnia del Collettivo e rientra a Firenze. I nuovi incarichi all’Estate Fiesolana e con “Quaderni di Teatro” |
RG chiede a OV perché finì il suo pezzo di vita con il Collettivo.
OV dice che lasciò Parma per ragioni personali, la figlia e la famiglia, e perché la chiamarono a organizzare l’Estate Fiesolana, con Farulli direttore per la parte musicale e Guazzotti per la parte teatrale. Assunse anche il ruolo di segretaria di redazione di “Quaderni di Teatro”, rivista figlia del Circuito Regionale Toscano, che aveva cominciato da poco le pubblicazioni. |
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Gli Organizzatori delle cooperative teatrali negli anni Settanta e le loro carriere |
RG commenta che dunque la professionalità maturata le venne riconosciuta all’esterno….
OV considera che la Compagnia del Collettivo e il FITU le hanno certo lasciato in dote una professionalità che venne riconosciuta dagli ambienti esterni. Lo stesso accadde agli altri organizzatori delle Cooperative, come Fiorenzo Grassi oggi Presidente dell’Elfo (a quei tempi ne era l’organizzatore). Osserva che alcuni di loro hanno speso una vita nelle cooperative: nessuno si è mosso, anche al Teatro Due, escluso Le Moli, che “avrà avuto le sue ragioni”. |
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Valutazione sul Collettivo |
Altre considerazioni di OV sul Collettivo come straordinaria invenzione: “c’erano una volta a Parma 5 o 6 ragazzi … se non ci fossero stati loro Parma non avrebbe avuto il suo teatro”. Di segno simile ciò che è successo a Milano, il ruolo di Fiorenzo Grassi nell’unificazione fra Elfo e Porta Romana. |
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Parma nei primi anni Settanta e la calda accoglienza riservatole dal Collettivo |
RG: Da non parmense, cosa puoi dirmi della Parma anni ’70?
OV risponde: “Ho nel cuore il ricordo di una città che mi ha accolto. Avevo preso casa, anche se andavo e venivo, a causa della bambina, ma non mi pesava, perché nella Compagnia del Collettivo si conservava la struttura di lavoro e amicizia. Per loro il collettivo era la cosa più importante!” (risata). |
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La vita spartana della compagnia, pendolari fra Parma e Milano, e Fo e Rame a vedere La colpa è sempre del diavolo |
Fecero La colpa è sempre del diavolo al Teatro Uomo, Corso Manusardi a Milano sempre come pendolari da Parma, non avevano i soldi per restare a dormire…
(con tono divertito): “E una sera arrivarono Dario (Fo) e Franca (Rame) a vedere lo spettacolo!”. |
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Il ricordo di Parma |
OV dice di avere solo bellissimi ricordi di Parma. Il venerdì prima di andare a Firenze comprava il formaggio grana… |
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“Fai l’organizzatore per piacere”! La rete informale degli organizzatori delle cooperative e compagnie negli anni ’70. |
Come OV smise di fare l’attrice per concentrarsi sull’organizzazione: riferimenti alla riunione dell’AGIS a Roma. La battuta di Bocelli: “attrici come te ne troviamo 20, organizzatori come te nessuno”!
Forte identificazione con gli altri organizzatori delle cooperative, il loro autodidattismo: Guazzotti, organizzatore del Gruppo della Rocca, aveva una laurea in scienze politiche, a Milano c’era Fiorenzo Grassi, Franco Martini che lavorava per Sepe era laureato in farmacia… Nessuno di loro aveva una formazione ad hoc che allora non esisteva. Fra di loro non c’era competizione, caso mai complicità, solidarietà. Però al FITU non si invitava il teatro delle cooperative |
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Sulla vena etica ed estetica del popolare, perseguita da FITU, dal Collettivo, quella che OV istintivamente cercava. LISTEN AUDIO |
RG: C’era una politica del popolare al FITU?
OV: Si, proprio questo è stato il segreto, anche il segreto del Collettivo. Ripensando retrospettivamente, OV considera che Gigi Dall’Aglio e Flavio Ambrosini abbiano fatto fare al Collettivo cose popolari. RG chiede se questo riguardava anche le scelte di programmazione del FITU.. cita La Cuadra di Siviglia che OV ricorda bene. OV conferma che La parte artistica aveva scelto per il FITU la linea del popolare, e cioè “il rovescio della rassegna dei Teatri Stabili di Firenze”, dove lei aveva visto da ragazza Il principe di Homburg con la regia di Peter Stein, forse lo spettacolo più bello della sua vita; eppure la sua scelta è andata sul Collettivo, sul popolare. RG commenta che il popolare era sia un’estetica che un’etica, OV conferma e osserva: “se oggi collaboro con Marco Lorenzi, è perché lui sta con il popolare…” Popolare, dice, era anche Fernando Farulli, la prima viola del quartetto italiano, suo direttore della parte musicale a Fiesole, e fondatore della scuola di musica di Fiesole. |
| 00: 57:12
Conclusione |
L’intervista termina bruscamente (OV deve scappare al treno). |
Interview Duration: 01:30:00
Registration Duration: 00:57:12
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
- Dipartimento Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC), Università degli Studi di Parma
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Citation:
Intervista a Vannetti Ornella, di Gandolfi Roberta, Milano, il 17/09/2025, Progetto “Il teatro dei festival tra locale e globale (PRIN 2022)”, Collezione Ormete (ORMT-13t), consultata in URL:<https://www.patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-vannetti-ornella/>, (data di accesso).
Relation:
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