Intervista a Tatò Carla
ORMT-18i
Interviewee: Tatò Carla
Interviewer: Orecchia Donatella Morganti Arianna
Orecchia Donatella Morganti Arianna
3 Marzo 2024 – Casa di Carla Tatò, Genazzano, Roma
Inizio anni Ottanta
Keywords
- Abramović Marina
- Ashley Robert
- Benjamin Walter
- Bennink Ham
- Branciaroli Franco
- Brega Piero
- Castellitto Sergio
- Celant Germano
- Cinque Luigi
- Coen Massimo
- Colombaioni Willi
- Colombo Eugenio
- Conti Bicocchi Maria Gloria
- Coudray Michelle
- Cutarelli Dino
- de Sade Donatien-Alphonse-François
- Dell’Orso Edda
- Fabbri Marisa
- Fabro Luciano
- Fuchs Rudi
- Geremia Renato
- Gianelli Ida
- Gordon Peter
- Hermann Nitsch
- Jonas Joan
- Kounellis Jannis
- Laysiepen Uwe
- Lerici Roberto
- Lessing Gotthold Ephraim
- Marini Giovanna
- Marlowe Christopher
- Mengelberg Misha
- Michetti Ulderigo
- Morricone Ennio
- Neumann Andrés
- Paolini Giulio
- Pellion Paolo
- Petroselli Luigi
- Piperno Giacomo
- Pirandello Luigi
- Prasca Giuliano
- Proietti Gigi
- Quartucci Carlo
- Quartucci Toto
- Saffo
- Scalchi Ada
- Schiaffini Giancarlo
- Tatò Carla
- ten Cate Ritzaert
- Van Tieghen David
- von Kleist Heinrich
- Wedekind Frank
- 1793, da Parigi di Fuchs Rudi
- Borgatacamion di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Comédìe Italienne di Lerici Roberto, Paolini Giulio e Quartucci Carlo
- Didone di Lerici Roberto (regia di Quartucci Carlo)
- Double Lunar Dogs di Jonas Joan
- Florville e Courval di de Sade François (regia di Quartucci Carlo)
- Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
- Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
- Histoire du soldat di Stravinskij Igor Fёdorovič (regia di Quartucci Carlo)
- L’ultimo spettacolo di Nora Helmer di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Pentesilea di von Kleist Heinrich (regia di Quartucci Carlo)
- Platea di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
- Prologo di Paolini Giulio
- Robinson Crusoe mercante di York di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Scene di Periferia di Quartucci Carlo
- Tamerlano Il Grande di Marlowe Christopher (regia di Quartucci Carlo)
- Un teatro musicale - Concerto scenico di Bennink Ham, Colombo Eugenio, Mengelberg Misha e Geremia Geremia
- Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Genazzano (RM)
- Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
- Progetto Genazzano
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| 00:00:00 – 00:24:55
Frammenti video di Uscite. |
Visione di frammenti video tratti da Uscite con commenti in contemporanea di Carla Tatò.
C.T. Carla Tatò accompagna la visione con un commento in tempo reale, rievocando aspetti della costruzione scenica, della composizione performativa e del processo creativo. Le osservazioni si concentrano sulla configurazione dello spazio, sulla presenza dei performer e sulla dimensione collettiva dell’azione, intrecciando ricordo autobiografico e rilettura critica dell’esperienza. |
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| 00:24:56 – 01:13:35
Frammenti video di Nozze Immaginarie. |
Visione di alcuni frammenti video tratti da Nozze Immaginarie: documentazione che alterna sequenze di pratica scenica e momenti della vita quotidiana della comunità di Genazzano.
C.T. Carla Tatò commenta le immagini, ricostruendo il contesto di realizzazione delle diverse azioni performative. La testimonianza richiama la performance di Marina Abramović e Uwe Laysiepen nei vicoli di Genazzano, interpretata come una rielaborazione contemporanea della Pietà, l’esperienza delle 30 ore vissute in musica e il progetto Pentesilea. Attraverso la visione emerge la continuità tra pratiche artistiche e vita comunitaria, cifra distintiva di Progetto Genazzano. |
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| 01:13:35 – 01:20:25
Frammenti video di Double Lunar Dogs di Joan Jonas. |
Visione di alcuni frammenti video tratti da Double Lunar Dogs di Joan Jonas a Genazzano.
C.T. Carla Tatò commenta le immagini dedicate a Double Lunar Dogs di Joan Jonas, presentato nell’ambito di Progetto Genazzano. La testimonianza si concentra sulla presenza dell’artista e sulla configurazione dell’azione performativa nel contesto del progetto, richiamando il dialogo tra ricerca internazionale e spazio locale che caratterizzò l’esperienza genazzanese. |
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Pausa.
Ripresa dell’intervista:
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| 00:00:00 – 00:06:33
Il laboratorio dell’ETI al Teatro Nuovo di Spoleto e la genesi di L’ultimo spettacolo di Nora Helmer. |
A.M. Arianna Morganti introduce il periodo trascorso da Carlo Quartucci e Carla Tatò a Spoleto nell’inverno del 1977, interrogando l’intervistata sulle ragioni della loro presenza al Teatro Nuovo e sull’organizzazione del laboratorio promosso dall’ETI. C.T. Carla Tatò ricostruisce la nascita del laboratorio, sviluppato al di fuori del Festival dei Due Mondi e concepito come prosecuzione del percorso avviato con la Trilogia. Conclusa l’esperienza di Borgatacamion, il gruppo intende realizzare il film L’ultimo spettacolo di Nora Helmer (sceneggiatura di Carlo Quartucci e Roberto Lerici, da un’idea di Carla Tatò), seguito da Robinson Crusoe. La scelta del Teatro Nuovo di Spoleto nasce dall’esigenza di confrontarsi con uno spazio teatrale storico, individuato anche attraverso il dialogo con Giulio Paolini. Tatò sottolinea come il progetto fosse estraneo alle logiche produttive del Festival e orientato, invece, all’esplorazione dello spazio teatrale e del processo creativo. Il laboratorio, promosso dall’ETI con il sostegno della Rai, è concepito come un percorso aperto al pubblico, articolato in incontri successivi e finalizzato a costruire una forma di conoscenza reciproca tra artisti, spettatori e luogo teatrale. Il racconto scenico si sviluppa progressivamente, attraverso una struttura per frammenti. |
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| 00:06:34 – 00:09:34
La partecipazione del pubblico al laboratorio. |
D.O. Donatella Orecchia chiede quali fossero le modalità di partecipazione del pubblico al laboratorio e quale ruolo gli spettatori assumessero nel processo creativo.
C.T. Carla Tatò descrive il laboratorio come un’opera aperta, nella quale il pubblico assisteva allo sviluppo progressivo del lavoro scenico e poteva intervenire attraverso domande e osservazioni. L’esperienza coinvolgeva anche i tecnici teatrali, chiamati a confrontarsi con modalità operative non convenzionali. Tatò sottolinea la dimensione di esposizione condivisa che caratterizzava il progetto, fondato sull’assenza di ruoli rigidamente definiti e sulla costruzione collettiva del processo creativo. Ribadisce inoltre che il laboratorio, promosso dall’ETI e sostenuto dalla Rai, si svolgeva in modo indipendente rispetto alla programmazione del Festival dei Due Mondi. |
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| 00:09:35 – 00:11:04
Il Teatro Nuovo di Spoleto e il rifiuto della programmazione festivaliera. |
D.O. Donatella Orecchia chiede a Carla Tatò quale fosse il rapporto con la programmazione ufficiale del Festival dei Due Mondi di Spoleto.
C.T. Carla Tatò chiarisce come né lei né Carlo Quartucci fossero interessati a prendere parte al Festival. L’interesse era rivolto, piuttosto, alla possibilità di abitare il Teatro Nuovo durante il periodo invernale, indagandone lo spazio e le potenzialità sceniche al di fuori della programmazione ufficiale. Da questa esperienza nacquero i due sipari dipinti destinati a diventare elementi fondamentali per il successivo lavoro su L’ultimo spettacolo di Nora Helmer. |
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| 00:11:05 – 00:20:25
Giulio Paolini e la genesi scenica e performativa di Platea. |
A.M. Arianna Morganti domanda quali elementi dell’esperienza laboratoriale di Spoleto confluiscano successivamente nel lavoro sviluppato a Genazzano.
C.T. Carla Tatò individua nella relazione tra teatro e cinema e nella divisione dello spazio scenico le principali acquisizioni maturate durante il laboratorio di Spoleto, successivamente rielaborate negli ambienti del Castello Colonna. Ricostruisce l’arrivo di Giulio Paolini a Genazzano durante l’allestimento di Didone con Jannis Kounellis e ricorda il Prologo realizzato nell’ottobre 1981 nell’Ala Borgia, caratterizzato dall’impiego di uno dei sipari di Nora e dalla proiezione delle fotografie di Genazzano realizzate da Paolo Pellion. Nel maggio 1982 il lavoro si concentra sulla Sala Martino V, individuata come spazio destinato alle azioni teatrali. Tatò ripercorre quindi la genesi scenica e performativa di Platea, concepita in dialogo con lo spazio progettato da Jannis Kounellis. Il dispositivo scenico mette in relazione il sipario, la posizione del pubblico e la figura di Penelope, interpretata dalla stessa Tatò, collocata in una posizione complementare rispetto alla visione normalmente riservata agli spettatori. L’azione si sviluppa attraverso una precisa organizzazione dei performer nello spazio, secondo il dispositivo ideato da Giulio Paolini, che prevede l’ingresso di trentasei spettatori alla volta. Tatò descrive inoltre la disposizione dei personaggi: Joan Jonas nel ruolo di Anticlea, Lawrence Weiner in quello di Antinoo e Antonio Manganaro, padre di Carlo Quartucci, nel ruolo di Eumeo, mentre Penelope guida simbolicamente il percorso dello spettatore nella ricerca di Ulisse. D.O. Donatella Orecchia precisa che il riferimento all’esperienza di Spoleto riguarda in particolare la genesi dell’allestimento di Platea. |
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| 00:20:26 – 00:27:06
Progetto Genazzano e la ridefinizione del concetto di festival. |
D.O. Donatella Orecchia richiama alcuni documenti nei quali Progetto Genazzano viene definito un “contro-festival” e chiede a Carla Tatò quale fosse la posizione del gruppo rispetto all’idea di festival, evidenziando la dimensione residenziale e il rapporto continuativo con il territorio.
C.T. Carla Tatò problematizza il concetto stesso di festival, osservando come esso sia generalmente fondato sulla presentazione di opere già realizzate e sulla logica della tournée. Al contrario, gli artisti invitati a Genazzano erano chiamati a soggiornare nel paese, conoscerne il contesto e sviluppare i propri progetti attraverso un confronto diretto con il luogo e con la comunità. Le discussioni riguardavano il processo della creazione artistica e mettevano in relazione teatro contemporaneo, arti visive e ricerca interdisciplinare. Secondo Tatò, l’immagine di Progetto Genazzano come festival nasce soprattutto dalla rappresentazione offerta dalla stampa, che interpretava la successione delle azioni artistiche come una programmazione festivaliera. D.O. Donatella Orecchia richiama infine il dibattito sul concetto di festival sviluppato da Bacci tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. C.T. Carla Tatò ricollega tale riflessione all’esperienza di Camion a Santarcangelo, descritta come un’azione provocatoria fondata sull’apertura al dialogo. Definisce l’arrivo a Genazzano come un approdo “camionistico”, nato dall’incontro con una proposta proveniente dalla realtà provinciale e orientato alla costruzione di nuove forme di relazione tra pratica artistica e territorio. Fine dell’intervista. |
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Interview Duration: 06:00:00 circa
Registration Duration: 01:39:30 (01:20:25) + 00:27:06
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- Museo Biblioteca dell’Attore
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
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Citation
Intervista a Tatò Carla, di Orecchia Donatella, Morganti Arianna, Casa di Carla Tatò, Genazzano (RM), il 03/03/2024, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18i), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-tatò-carla-10/>, (data di accesso).
Relation: Bibliography:
