Intervista a Piperno Elsa

ORMT-18ad

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  • Tatò Carla
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Titles (Theatre Performances, Texts, Films)
  • Comédie Italianne di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
  • Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
Places
  • Via del Gesù, Roma
  • Teatro dell’Opera di Roma
  • Ninfeo del Bramante, Genazzano (RM)
  • Genazzano (RM)
  • Castello Colonna, Genazzano (RM)
Collective Organisations (Companies, Institutions)
  • AIAD (Associazione Italiana Attività di Danza)
  • La Zattera di Babele
  • TeatroDanza Contemporanea

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:06:37

L’incontro con Carlo Quartucci e Carla Tatò.

D.O. Nel corso delle presentazioni preliminari, Donatella Orecchia invita Elsa Piperno a rievocare il primo incontro con Carlo Quartucci e Carla Tatò.

E.P. La testimone dichiara di non ricordare con precisione né il luogo né le circostanze dell’incontro, ma sottolinea come Quartucci fosse già a conoscenza della sua attività artistica e del Centro di danza da lei fondato a Roma, in Via del Gesù, nel 1972. Piperno ricostruisce quindi la storia del centro, definendolo il primo spazio italiano dedicato alla tecnica Graham e alla danza moderna americana, attivo come luogo di formazione professionale, sperimentazione interdisciplinare e ricerca tra danza, musica e voce. Ricorda inoltre la fondazione della compagnia TeatroDanza Contemporanea e il decennale celebrato al Teatro dell’Opera di Roma tra il 1981 e il 1982, collocando la propria esperienza all’interno del più ampio contesto della sperimentazione artistica degli anni Settanta.

00:06:37 – 00:21:47:

Collaborazioni artistiche tra Carlo Quartucci, Carla Tatò ed Elsa Piperno. L’esperienza di Funerale.

D.O. Donatella Orecchia orienta la conversazione verso le collaborazioni artistiche condivise da Elsa Piperno con Carlo Quartucci e Carla Tatò.

E.P. La testimone ricorda anzitutto il rapporto con Massimo Coen e descrive il proprio Centro di danza come un luogo aperto all’incontro tra esperienze artistiche differenti, definito metaforicamente un “porto di mare”. Ripercorrendo le origini del rapporto con Quartucci, individua nelle collaborazioni comuni il punto di avvio della loro conoscenza.

Soffermandosi su Funerale, realizzato nell’ambito di Progetto Genazzano, Elsa Piperno ricorda la proposta ricevuta da Quartucci e la sfida rappresentata dall’essere in scena per circa cinquanta minuti senza interruzione. Descrive il metodo di lavoro del regista, fondato su indicazioni essenziali che lasciavano ampi margini di elaborazione personale. All’interno dello spettacolo interpretava lo spirito della prostituta morta, unica figura in movimento continuo nello spazio scenico e in relazione con tutti gli altri personaggi. Ricorda inoltre la presenza del cavallo come elemento di forte suggestione simbolica e i duetti con Carla Tatò, percepita come una figura complementare e opposta: Tatò associata alla parola e alla vocalità, Piperno al movimento e alla danza. L’intera esperienza viene descritta come un processo aperto e continuamente trasformabile, nel quale ogni replica generava configurazioni differenti.

00:21:48 – 00:25:30

La cornice scenica del Ninfeo del Bramante e l’atmosfera di (Progetto) Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Elsa Piperno in che misura il Ninfeo del Bramante abbia influito sulla realizzazione di Funerale.

E.P. La testimone riconosce il carattere suggestivo dello spazio, pur precisando che il suo impatto fu maggiormente percepibile in altri lavori, come Comédie Italienne, dove il rapporto con l’ambiente scenico risultava più diretto e statico. In Funerale, al contrario, l’intensità dell’azione lasciava poco spazio a una riflessione sul contesto. Piperno sottolinea tuttavia il clima particolare che caratterizzava Genazzano: una condizione di lavoro collettivo, attraversata da forme di comprensione reciproca e di scambio umano che andavano oltre i singoli progetti artistici.

D.O. Donatella Orecchia sollecita Elsa Piperno a riflettere sul carattere eccezionale di quell’esperienza.

E.P. La testimone conferma la percezione di trovarsi in una situazione unica, animata dalla presenza simultanea di molteplici attività, luoghi e protagonisti. Ricorda inoltre Corrado Falsini, fotografo che iniziò il proprio percorso documentando il suo lavoro.

00:25:31 – 00:37:58

Formazione della danza e scoperta della danza.

D.O. Donatella Orecchia invita Elsa Piperno a ripercorrere la propria formazione.

E.P. La testimone ricostruisce la propria infanzia a partire dall’Africa, ricordando come il corpo e la danza costituissero forme privilegiate di comunicazione. Dopo il trasferimento in Italia viene iscritta all’Accademia Nazionale di Danza, dalla quale sarà allontanata a quattordici anni per ragioni che attribuisce a discriminazioni di carattere antisemita. Racconta quindi il periodo trascorso lavorando nel settore turistico e il successivo trasferimento in Inghilterra, dove approfondisce inizialmente la danza classica e scopre successivamente il lavoro di Martha Graham. Gli anni Sessanta trascorsi nel Regno Unito vengono ricordati come decisivi per la propria formazione artistica e professionale.

00:37:59 – 00:49:54

Il ritorno in Italia e la diffusione della tecnica Graham.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Elsa Piperno di riflettere sul ritorno in Italia.

E.P. La testimone descrive questa fase come particolarmente complessa, a causa della quasi totale assenza di spazi dedicati alla danza moderna e alla tecnica Graham. Ripercorre il ruolo svolto dalla famiglia del marito, in particolare dalla cognata Marina Piperno, produttrice cinematografica, e racconta le iniziative promosse per far conoscere in Italia il lavoro di Martha Graham. Tra queste ricorda le lecture demonstrations, lezioni dimostrative destinate a presentare la tecnica attraverso esempi pratici e momenti performativi. Menziona inoltre l’incontro con Francesca Astaldi, figura importante per la promozione della danza, e sottolinea come il suo centro divenne rapidamente un punto di riferimento per numerosi artisti e studenti, anche internazionali.

00:49:55 – 01:00:54

Roma tra gli anni Settanta e Ottanta: fermento culturale e organizzativo della danza.

D.O. Donatella Orecchia invita la testimone a descrivere il contesto culturale romano nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta.

E.P. Elsa Piperno restituisce l’immagine di una società attraversata da profonde contraddizioni, segnata contemporaneamente dagli anni di piombo e da una straordinaria vitalità culturale. Ricorda Via del Gesù come un luogo di incontro tra linguaggi artistici differenti e sottolinea l’energia di una generazione animata dal desiderio di trasformazione sociale e culturale. La conversazione si sposta quindi sulle difficoltà di riconoscimento istituzionale della danza, che all’epoca non trovava adeguata rappresentanza nelle principali organizzazioni di settore. Piperno ricorda la fondazione dell’AIAD (Associazione Italiana Attività di Danza) e individua negli anni Settanta una stagione particolarmente fertile per lo sviluppo della danza contemporanea in Italia. Tra le sue allieve menziona Donatella Bertozzi e Leonetta Bentivoglio.

01:00:55 – 01:06:30

La questione del postmoderno.

D.O. Donatella Orecchia introduce il tema dell’affermazione delle poetiche postmoderne nel teatro e nelle arti performative degli anni Ottanta, chiedendo a Elsa Piperno di confrontarle con la generazione di Carlo Quartucci, Jannis Kounellis e Giulio Paolini.

E.P. La testimone osserva come, nel campo della danza, il postmoderno si sia imposto soprattutto a partire dalla metà del decennio. Ribadisce la forte sintonia che la legava a Quartucci, fondata su una comune idea di rigore artistico e di responsabilità culturale. Esprime invece una posizione critica nei confronti di alcune derive del postmoderno, ritenute responsabili di un progressivo allontanamento del pubblico. In contrapposizione a tali processi, richiama il proprio impegno nella diffusione della cultura della danza attraverso attività educative, incontri pubblici e partecipazioni a manifestazioni come le Feste dell’Unità.

01:06:31 – 01:10:42

Lavorare con Carlo Quartucci.

D.O. Tornando al rapporto con Carlo Quartucci, Donatella Orecchia chiede cosa abbia significato lavorare con lui e con il gruppo promotore di Progetto Genazzano.

E.P. Elsa Piperno definisce quell’esperienza un importante arricchimento umano e professionale. Sottolinea in particolare la capacità di Quartucci di promuovere un dialogo concreto tra discipline artistiche differenti, trasformando l’interdisciplinarità in una pratica effettiva e non soltanto teorica. Ricorda inoltre il clima di rispetto reciproco che caratterizzava il lavoro comune e l’assenza di atteggiamenti autoritari da parte del regista, il cui metodo privilegiava la cooperazione e la valorizzazione dei diversi contributi artistici.

01:10:43 – 01:19:36

Arte e politica a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia affronta il tema della dimensione politica di Progetto Genazzano e del rapporto tra attività artistiche e partecipazione civile.

E.P. Elsa Piperno conferma di aver percepito chiaramente questa componente, ricordando come l’impegno politico fosse parte integrante della vita culturale del proprio Centro di danza.

D.O. Donatella Orecchia sollecita la testimone a riflettere sul rapporto tra Progetto Genazzano e il contesto politico locale, rievocando la visita di Enrico Berlinguer a Genazzano.
E.P. Elsa Piperno ricorda la visita di Enrico Berlinguer. In quell’occasione Carlo Quartucci le propose di interpretare scenicamente alcune lettere di condannati a morte della Resistenza, trasformandole in azione coreografica. Pur non ricordando con precisione il luogo dell’intervento, definisce quell’esperienza come particolarmente intensa e significativa.

01:19:37 – 01:27:18

Femminismo, danza e relazioni professionali.

D.O. Donatella Orecchia introduce una riflessione sul rapporto tra femminismo e pratiche artistiche negli anni Settanta e Ottanta, chiedendo alla testimone se abbia percepito forme di maschilismo nel teatro-danza dell’epoca.
E.P. Elsa Piperno distingue nettamente le diverse esperienze vissute, ricordando atteggiamenti maschilisti nell’ambiente teatrale legato a Carmelo Bene, ma non nel contesto di Progetto Genazzano. Racconta come le principali difficoltà fossero piuttosto legate alla marginalità della danza rispetto ad altre discipline artistiche, citando la sproporzione di rappresentanza tra musica e danza nelle commissioni ministeriali. Tornando a Genazzano, ricorda rapporti cordiali ma relativamente distaccati con artisti come Jannis Kounellis e Giulio Paolini.
01:27:19 – 01:32:29

Il rapporto con la comunità di Genazzano.

D.O. In conclusione, Donatella Orecchia chiede a Elsa Piperno di riflettere sul rapporto instaurato con gli abitanti di Genazzano.

E.P. La testimone ricorda soprattutto forme di accoglienza e simpatia incontrate nei luoghi della socialità quotidiana, come ristoranti e spazi di ristoro. Non conserva invece il ricordo di un’interazione continuativa con la comunità locale, anche a causa dell’intensità del lavoro artistico, che la lasciava spesso fisicamente esausta dopo prove e spettacoli. Tornando infine al metodo di Carlo Quartucci, sottolinea ancora una volta l’equilibrio tra indicazioni registiche precise e ampi margini di libertà interpretativa concessi agli artisti coinvolti.

Fine dell’intervista.

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Interview Duration: 03:00:00 circa
Registration Duration: 01:38:54 (01:32:29)
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
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Citation

Intervista a Piperno Elsa, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, Casa di Elsa Piperno, Rione Monti, Roma, il 27/11/2025, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18ad), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/progetto/progetto-genazzano-1981-1984/>, (data di accesso). 


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