Intervista a Neri Piera

ORMT-14n

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Ricordi di famiglia.

 

 

Preliminari. P. N. si presenta come custode del Teatro Caio Melisso di Spoleto. Abita in un appartamento situato dentro il complesso del teatro da quando è nata, perché anche suo padre e suo nonno erano custodi del Teatro Caio Melisso. Il nonno, nell’immediato dopoguerra, diventa custode del teatro, che in realtà all’epoca funzionava soprattutto come cinema. È stato anche il primo pompiere di Spoleto. Il padre muore a soli quarantaquattro anni e la madre, rimasta sola, continua a svolgere, come dipendente del Comune, tutte le funzioni di custodato.

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I restauri del Teatro Caio Melisso

 

Descrizione del teatro e racconto dei fantasmi che lo popolano. Varie fasi dei lavori di ristrutturazione, in particolare l’ultimo finanziato da Carla Fendi. Restauro dell’antico sipario che racconta la storia di Caio Melisso, liberto di Mecenate, in particolare il momento della festa per la liberazione. Ricorda anche il restauro del teatro avvenuto nel 1956. Il padre di P.N., Enzo Neri, fu il primo macchinista chiamato a lavorare da Gian Carlo Menotti.

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L’atmosfera del Festival dei Due Mondi

L’intervistata, nata più o meno con l’inizio del Festival, racconta l’atmosfera che si respirava nei giorni della manifestazione (riferendosi agli anni Sessanta), soprattutto grazie alla presenza dei musicisti americani che suonavano anche nei locali notturni e nei bar, e parla degli amori che potevano nascere in quei giorni. Descrizione delle botteghe adibite a gallerie. La prima immagine legata al Festival è riferita alla manifestazione Sculture in città del 1962. I bambini salivano sulle sculture (soprattutto i cubi sistemati oggi di fronte a Palazzo Collicola) che erano state allestite in varie piazze di Spoleto. Il M° Menotti non li rimproverava, ma sembrava felice. Si sofferma sul negozio di tessuti in Piazza del Mercato, dove Giorgio Cervelli, il ragazzo di sartoria, recuperava i materiali necessari per i costumi.

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Il compleanno di Gian Carlo Menotti

R.S.: chiede di parlare dei rapporti che aveva con il Festival. P.N.: ricorda che i lavori cominciavano a maggio con le donne delle pulizie che sistemavano il teatro, poi iniziava il lavoro delle sarte, delle fioraie per gli addobbi e dei vari tecnici (macchinisti, elettricisti, scenografi e ragazzi dell’Istituto d’Arte che venivano chiamati anche come aiuto attrezzisti). P.N. si sofferma sul compleanno di Gian Carlo Menotti che veniva festeggiato pubblicamente alla fine del festival. Se ne occupava personalmente la fotografa Rosella de Furia. Veniva preparata una grande torta. A mezzanotte arrivava il maestro a tagliare il dolce in Piazza Duomo o in Piazza della Libertà, con tutti gli spoletini presenti e molti striscioni di festeggiamento.

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Ricordi di Gian Carlo Menotti e dei registi ospitati al Teatro Caio Melisso

P.N. descrive la gentilezza di Menotti e il suo spirito innovativo, molto avanzato rispetto alla realtà di Spoleto. Menotti seguiva gli allestimenti, a volte era presente alle prove, anche se si fidava completamente dei registi che aveva coinvolto. Tra i nomi che sono passati dal Teatro Caio Melisso l’intervistata ricorda Luchino Visconti («così perfezionista da far spolverare ogni giorno anche il retro dei mobili utilizzati come scenografia»), Romolo Valli, Massimo Ranieri, Eduardo De Filippo e Giorgio De Lullo, a cui dedica alcuni aneddoti. Infine dedica parole di ammirazione a Thomas Schippers che, quando dirigeva, «sembrava un angelo che apriva le ali».

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I Concerti di mezzogiorno

 

Tra le iniziative di più largo successo che si svolgevano al Teatro Caio Melisso P.N. ricorda i Concerti di mezzogiorno. Alle otto di mattina veniva aperto il teatro, allestito il palcoscenico, sistemato il pianoforte. Seguivano le prove musicali fino a mezzogiorno quando iniziava il concerto. Il teatro era sempre strapieno. Non essendo in vigore le attuali regole di agibilità, il teatro conteneva un gran numero di spettatori che assisteva al concerto anche in piedi. I musicisti coinvolti di solito erano giovani talenti che negli anni successivi hanno raccolto grandissimi successi. Alla fine del concerto il palcoscenico veniva rapidamente sistemato perché poteva essere previsto uno spettacolo nel pomeriggio, oltre a quello serale. Perciò l’attività era frenetica. Per facilitare i lavori di montaggio e smontaggio venivano occupati spazi limitrofi (quelli diocesani) per sistemare le scenografie, anche Piazza del Duomo funzionava da prolungamento del teatro e veniva utilizzata anche per stendere e bagnare le corde. Sulla piazza il locale Tric Trac era un punto di riferimento per la cena e la vita notturna del Festival. Un luogo di ritrovo era La Tartaruga. L’intervistata racconta l’atmosfera notturna del festival, con accenni anche agli anni in cui cominciava a diffondersi la droga.

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Le qualità umane del Maestro Gian Carlo Menotti

Tra gli appuntamenti più importanti del Festival P.N. si sofferma sul concerto finale del Festival, caratterizzato da un’atmosfera quasi magica. Descrive inoltre il centro di Spoleto e alcuni luoghi che il maestro Menotti era solito frequentare, in particolare i ristoranti tipici. Ricorda L’Osteria Panciolle, il cui nome fu suggerito proprio da Menotti perché diceva di sentirsi come a casa, libero da giacche e altri impedimenti, perciò “in panciolle”. R.S. le mostra una foto che ritrae Menotti, già anziano, con il figlio Francis Menotti. P.N. osserva la foto e si sofferma sul sipario visibile sullo sfondo, che è quello restaurato del Caio Melisso. Ancora riferisce alcuni aneddoti di Menotti e del figlio. In particolare ricorda che Gian Carlo Menotti aveva sempre la battuta pronta e sapeva parlare con tutti. Oltre alle cene più esclusive organizzava cene anche con i macchinisti e gli elettricisti. Si prendeva carico di tutti con molto garbo e umanità.


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Interview Duration: 01:20:00

Registration Duration: 00:46:00

Format: mp3

Type: Audio

Language: Italiano

Subjects:

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Citation

 

Intervista a Neri Piera, di Sacchettini Rodolfo, Spoleto, il 23/10/2024, Progetto “Festival dei due mondi” di Spoleto, Collezione Ormete (ORMT-14n), consultata in URL: <https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-neri-piera/> (data di accesso)



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Bibliography: