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L’arrivo alla Scuola del Piccolo Teatro
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La formazione teatrale, la scuola di Anna Bolens a Torino, l’incontro con Judith Malina. S.M.avrebbe voluto entrare alla Paolo Grassi, però passa la selezione al Piccolo. Ricordo della selezione con Luca Ronconi e Franca Nuti su Gli ultimi giorni dell’umanità di Kraus.
Componente di casualità nell’arrivo alla scuola del Piccolo. Il racconto della busta con il telegramma di ammissione firmato Luca Ronconi.
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Gli spettacoli durante la scuola: Il sogno di Strindberg e Lolita
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Racconto della partecipazione agli spettacoli durante gli anni della scuola.
Il primo è Il sogno di Strindberg. Grande senso di responsabilità artistica, consapevolezza cheil segno registico di Ronconi era destinato a durare. Il lavoro fatto con gli allievi e gli attori era lo stesso, Ronconi usava la scuola per studiare con gli allievi. Ancora su Il sogno: racconto delle indicazioni sulla battuta assegnatagli. La selezione degli allievi era anche finalizzata agli spettacoli che Ronconi aveva in programma di realizzare. Ronconi era curioso e divertente, era più “giovane” degli stessi allievi, non era austero come aveva immaginato, aveva una libertà sorprendente. Racconto della partecipazione a Lolita. Racconto della prova generale, in cui viene tagliata un’ora di spettacolo e R. entra nel cast. Racconto di un momento in cui S.M. è in scena con R. e gli vede negli occhi il suo stesso panico.
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Lavoro sui testi di Ronconi e influenza
VAI A LISTEN AUDIO 00:34:40 – 00:37:30
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Influenza del lavoro sulla parola appreso da Ronconi sul percorso accademico di S.M.(dottore di ricerca in Letterature Comparate, ndr.). Ha avuto bisogno di un lungo periodo e di lontananza per smettere di essere allievo e diventare attore autonomo.
Lavoro sui testi di Ronconi è stato importante per accendere interessi. Il candelaio di Giordano Bruno, su cui ha scritto un saggio, e l’opera di Giovan Battista Andreini, su cui si è laureato, li ha conosciuti grazie a Ronconi. Le intuizioni di Ronconi sono entrate nelle sue ricerche. Ronconi sapeva leggere l’architettura del testo. Aveva visto e letto tanto. La sua visione era popolata di fantasmi. Influenza dello strutturalismo degli anni ‘70, dell’incontro con Marisa Fabbri e della lettura di Roland Barthes sulla nascita della “recitazione ronconiana”.
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Il ruolo del corpo e la formazione come ricerca
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Energia e potenza fisica di Ronconi, con S.M. aveva un rapporto molto diretto, gioviale, fisico. Per Ronconi la battuta deve essere corpo. Era un regista che recitava, mostrava con il corpo. A tavolino si sudava.
Racconto delle prove a Santacristina per le Lezioni su Ibsen. Santacristina per Ronconi era un luogo dove poteva uscire dall’istituzione e sperimentare. Ronconi ha costantemente fondato scuole, dalla scuola traeva linfa creativa, sperimentava quello che poi portava negli spettacoli.
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Lavoro a scuola sui testi
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Anche a scuola Ronconi portava testi su cui aveva lavorato o voleva lavorare: es. Venezia salva di Simone Weill e Venezia salvata di Thomas Otway; es. Il Candelaio.
Non assegnava le parti, eri libero di scegliere cosa preparare. Non “chiamava”, era l’allievo a doversi proporre. Proponeva anche testi del Premio Riccione per il Teatro. Ronconi era un grande comparatista, un “saggio vivente di letterature comparate”.
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Dal tavolino alla scena: Lezioni su Ibsen |
Ancora su Lezioni su Ibsen a Santacristina, racconto del lavoro di messinscena che prevedevascene non finite, commentate anche con il pubblico. Impaccio del passaggio dal tavolino alla scena nel lavoro di Ronconi. Aneddoto sul monologo di un’attrice da Casa di bambola e il lavoro che Ronconi fece con lei davanti al pubblico: Ronconi propone una Nora feroce, “come un volatile”. L’attore come interprete che sceglie una possibilità. Ronconi ti insegnava a scegliere.
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Approccio di Ronconialla ricerca e questione del metodo
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Ronconi aveva un’attitudine al divertimento negli anni della scuola, ma soprattutto c’era un grande senso di responsabilità, perché Ronconi pretendeva molto.
Lo spazio per la ricerca c’era, ma bisognava poi smettere di cercare e finalizzare. La ricerca per Ronconi sta nella curiosità: nella scelta dei testi, nella scelta delle diverse possibilità interpretative, nell’unione di alto e basso. Nello spettacolo la ricerca sta nel ricreare un percorso che però è definito. A un certo punto S.M. ha perso il divertimento con Ronconi e lo ha ritrovato altrove. Di lui, porta con sé la curiosità, lo stupore verso il mondo, il non accontentarsi. Ronconi non aveva un metodo, diceva che per lui il metodo era Orazio Costa. Riprodurre oggi Ronconi non ha senso perché non esiste un metodo, il metodo era lui.
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Interview Duration: 01:08:29
Registration Duration: 01:08:29
Format: wav
Type: audio
Language: italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
- Archivio storico e biblioteca del Piccolo Teatro di Milano , Largo Paolo Grassi 2, 20121, Milano
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Citation
Intervista a Moretti Stefano, di Gennari Alessia, Milano, il 18/04/2025, Progetto “La memoria dei teatro. Luca Ronconi”, Collezione Ormete (ORMT-11Mc), consultata in URL:< https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..>, (data di accesso).
Relation:
Bibliography:
