Interviewee: Maraini Dacia
Interviewer: Maia Giacobbe Borelli Fava Francesca
Giacobbe Borelli Maia
7 Febbraio 2018 – Roma, casa dell’intervistata
1960-1990
Keywords
- Accardi Carla
- Albertazzi Giorgio
- Archetti Eugenia
- Avalli Ippolita
- Banotti Elvira
- Barilli Carlotta
- Bassignano Ida
- Bellini Vincenzo
- Bene Carmelo
- Benigni Roberto
- Boggio Maricla
- Bompiani Ginevra
- Bonacelli Paolo
- Bonito Oliva Achille
- Bruck Edith
- Cambria Adele
- Cassola Carla
- Cavarero Adriana
- Cerliani Annabella
- Cirino Bruno
- Dante Emma
- De Beauvoir Simone
- De Gouges Olympia
- Degli Esposti Piera
- Di Lucia Rosa
- Fabbri Marisa
- Firestone Shulamith
- Friedan Betty
- Gadda Carlo Emilio
- Gianini Belotti Elena
- Girone Remo
- Gravina Carla
- Guarnieri Annamaria
- Guasti Gloria
- Guiducci Armanda
- Hegel George Wilhelm Friedrich
- Hochhuth Rolf
- Kusterman Manuela
- Irigaray Luce
- Leone Lu
- Lonzi Carla
- Magli Ida
- Mancinelli Lydia
- Maraini Yuki
- Marini Giovanna
- Mead Margaret
- Mealli Marzia
- Melato Mariangela
- Mill John Stuart
- Millet Kate
- Miscuglio Annabella
- Molero Prudencia
- Montagna Carlo
- Morandini Giuliana
- Moravia Alberto
- Muraro Luisa
- Nanni Giancarlo
- Or Rossella
- Pansa Francesca
- Parise Goffredo
- Pasolini Pier Paolo
- Peragallo Perla
- Perilli Achille
- Petrignani Sandra
- Piccioni Anna
- Poli Lucia
- Quintavalla Letizia
- Rame Franca
- Rich Adrienne
- Ronconi Luca
- Sabatini Alma
- Scabia Giuliano
- Scerrino Rosabianca
- Scalfi Saviana
- Siciliano Enzo
- Sonnino Fufi
- Tornabuoni Lorenzo
- Valeri Franca
- Vasilicò Giuliano
- Vasilicò Lucia
- Volontè Gian Maria
- Wilcock Rodolfo
- Zamengo Ranata
- Baccanti (Le) di Euripide
- Bambino di ricotta (Il) (regia di Piccioni Anna)
- Cicche di Maraini Dacia
- Cioni Mario di Benigni Roberto
- Dalla parte delle bambine di Gianini Belotti Elena
- Da Roma a Milano, di Maraini Dacia
- Dialogo di una prostituta con il suo cliente di Maraini Dacia
- Diciamo no, testo collettivo di tipo agit prop
- Donna perfetta (La) di Maraini Dacia
- Dramma d’amore al circo Bagno Balò (regia collettiva)
- Due donne di provincia, di Maraini Dacia
- Effe
- Famiglia normale (La) di Maraini Dacia
- Fare teatro di Maraini Dacia
- Liquidi di Poli Lucia
- Mani di carne e mani di ferro di Rich Adrienne
- Manifesto dal carcere di Maraini Dacia
- Mara Maria Marianna, testo e scrittura scenica collettivi di Leone, Pansa, Boggio, Picchi con Bruck, Morandini, Scalfi.
- Maria Stuarda di Maraini Dacia (regia di Scalfi Saviana)
- Memorie di una cameriera di Maraini Dacia (regia Ronconi Luca)
- Mistica della femminilità (La) di Friedan Betty
- Molly Cara da Joyce James (regia di Bassignano Ida)
- Noi e il nostro corpo di Women’s Health Collective
- Nonostante Gramsci di Cambria Adele
- Norma 44 di Maraini Dacia
- Orlando Furioso di Ariosto Ludovico (regia di Ronconi Luca)
- Per il tuo bene di Bruck Edith
- Sputiamo su Hegel di Lonzi Carla
- Suor Juana Ines de la Cruz di Maraini Dacia
- Vicario (Il) di Hochhuth Rolf
- Viva l’Italia di Maraini Dacia
- Zena di Maraini Dacia
- Argentina, Roma
- Beat 72, Roma
- Casa della donna del Buon Pastore, Roma
- Casa delle donne del Governo Vecchio, Roma
- Centocelle, Roma
- Civitavecchia
- Firenze
- Garbatella, Roma
- Giappone
- Milano
- Parioli, Roma
- Porcospino di via Belsiana, Roma
- Teatro Alberichino, Roma
- Teatro Alberico, Roma
- Teatro delle Arti, Roma
- Teatro della Maddalena, Roma
- Teatro di Via Belsiana, Roma
- Teatro La Fede, Roma
- Teatro La Piramide, Roma
- Trastevere, Roma
- Venezia
- Via Gioacchino Belli, Roma
- Via Pompeo Magno, Roma
- Via Veneto, Roma
- Beat 72
- Collettivo femminista di via Pompeo Magno
- Effe
- Fare Teatro
- Festival di Teatro della Biennale di Venezia
- Mitipretese
- Partito Comunista Italiano (PCI)
- Rivolta Femminile
- Teatra
- Teatro del Porcospino di via Belsiana
- Teatro La Maddalena
- Teatro La Piramide
- Unione Donne Italiane- UDI
| 00:00:00 | Preliminari. Consenso dell’intervistata |
| 00:01:18
Mara Maria Marianna, primo testo collettivo del Teatro della Maddalena; Cicche, scritto da adolescente |
Domanda su* personagg* dei testi drammaturgici del Teatro La Maddalena. Dacia Maraini inizia presentando Mara Maria Marianna, testo che nasce da una serie di testimonianze, opera collettiva di Lu Leone, Francesca Pansa, Maricla Boggio, Rita Picchi, con Edith Bruck, Giuliana Morandini, Saviana Scalfi. Ognuna di loro aveva scritto un pezzo. Tutte queste donne lavoravano al Teatro La Maddalena. Un passo indietro: Maraini racconta di aver iniziato a fare teatro in collegio a Firenze all’età di 13 anni con Cicche, opera dedicata agli umili. |
| 00:02:56
Influenza del Teatro Noh |
L’esperienza del Teatro Noh in Giappone fu importantissima per lei. In Manifesto dal carcere a parlare è una donna morta. Maraini afferma di far parlare i morti nei suoi testi teatrali come ha imparato dal teatro Noh che spesso tratta di dialoghi tra morti e vivi. |
| 00:03:40
Il teatro di via Belsiana a Roma, il primo in cui lavora, e il suo primo testo teatrale, La famiglia normale |
L’attività di creazione inizia a via Belsiana, uno spazio di teatro con Volonté e Gravina dove fecero Il vicario di Rolf Hochhuth per il quale furono condannati e il teatro venne chiuso. Successivamente lo spazio fu ripreso da un’altra compagnia, con Paolo Bonacelli, Carlotta Barilli e Carlo Montagna che le chiesero di scrivere per loro. La famiglia normale è il suo primo testo, con scene di Tornabuoni. In questo testo affronta tematiche sociali, sul malessere e la disgregazione della famiglia. |
| 00:05:34
Tematiche sociali a via Belsiana. Teatro non solo d’immagine ma anche di parola |
Continua citando altri testi messi in scena in quegli anni: quelli di Gadda, Parise, Wilcock, Moravia, Enzo Siciliano perché volevano creare un nuovo repertorio di parola. Loro facevano teatro d’innovazione ma non solo di immagine. Conosceva tutti: Perilli, Bene, Vasilicò, ecc. |
| 00:06:27
La misoginia di Carmelo Bene |
In polemica con Carmelo Bene perché misogino: trattava le donne come oggetti. Rosabianca Scerrino che aveva lavorato con Bene nei primi anni Sessanta le disse di maltrattamenti e botte. Uscirono suoi articoli su «effe» contro il nudo femminile non necessario in scena. Invece Lydia Mancinelli lo difese perché si sentiva la sua musa, nonostante si lamentasse degli incarichi amministrativi. Ma qui già siamo negli anni ’70, con spettacoli in teatri più grandi. |
| 00:08:32
Il secondo teatro in cui lavora, a Centocelle, e il teatro di strada |
Dopo via Belsiana ci fu l’esperienza politica di Centocelle, dove lavoravano molte donne, venivano affrontati tematiche come la povertà e la guerra. Maraini fece molto teatro di strada in quegli anni. |
| 00:09:11
Nel 1973 fonda il teatro La Maddalena |
Nel 1973 fonda con le altre il teatro La Maddalena. L’idea era di fare un teatro gestito da sole donne, ma diretto a un pubblico misto. Voleva uno spazio creativo per affidare lavori di regia, drammaturgia, scenografia alle donne, perché allora non ricoprivano ruoli del genere. Ai tempi c’era solo la Valeri che era considerata una comica ‘battutista’, ma non una drammaturga. Anche Franca Rame scrisse molto dopo. La Maddalena fu la prima a dare spazio e valore alle donne.
Il teatro della Maddalena fonda anche una scuola per le professioni tecniche delle donne perché non ne esistevano. Qui si forma l’argentina Eugenia Archetti, tecnico teatrale. |
| 00:11:54
All’inizio la drammaturgia era più importante La Maddalena creò il primo spazio dove le donne potessero creare |
Nei primi anni della fondazione si diede importanza alla drammaturgia. Successivamente vennero organizzati corsi professionali strutturati. Nel teatro normale le donne non avevano spazio: erano solo attrici, nessuna era regista o drammaturga o scenografa. Erano solo esecutrici. L’idea della Maddalena era di creare spazio dove le donne potessero creare. Adele Cambria fece uno spettacolo su Gramsci, c’erano Annabella Cerliani, Sandra Petrignani. |
| 00:13:32
La Maddalena era teatro fatto in economia che però ebbe molto successo |
Era sempre pieno, tutto fatto in economia, nessuna pagata, non presero alcun finanziamento. La sala non aveva più di cento posti e i biglietti costavano poco. Con il ricavato dei biglietti si riuscivano a pagare solo le spese, ma Maraini ritiene che la legislazione di allora fosse migliore rispetto a quella di oggi. Il teatro di oggi ha troppe tasse a cui far fronte. |
| 00:16:04
Le riunioni della Maddalena |
Venivano organizzate continue riunioni dove le decisioni si prendevano sempre in maniera collettiva. Vi era una democrazia totale nonostante le discussioni che ne generavano. Era difficile raggiungere l’unanimità, si passavano notti intere a discutere in assemblea. |
| 00:16:40
Chi non accettava le critiche abbandonava il teatro |
Dalle riunioni venne fuori che alcune persone avevano ambizioni sbagliate: la Maddalena voleva dare spazio a tutte nonostante ci fossero proposte di testi considerati di poco valore. Queste situazioni fecero emergere il problema della meritocrazia, della capacità, del talento. Alcune notti vennero passate interamente a litigare, alcune artiste abbandonavano. |
| 00:18:00
Le giovani erano le più agguerrite |
Maraini afferma che il contrasto tra le generazioni non si sentiva, anche perché erano quasi tutte giovani, tranne Anna Piccioni (fece lo spettacolo Il bambino di ricotta) e Lu Leone che erano più anziane. Le altre avevano dai 20 ai 30 anni. Chi aveva altre ambizioni, se ne andava. Le più grandi erano anche le più mature. La maggioranza accettava le critiche, le più giovani avevano difficoltà. Anna Piccioni era collaborativa. |
| 00:19:44
Edith Bruck |
Anche Edith Bruck lavorò alla Maddalena ma sostenne di aver avuto contrasti perché discriminata come ebrea. Dacia Maraini non ricorda il fatto ma probabilmente Edith aveva una forte sensibilità su questo tema. Il suo testo Per il tuo bene venne comunque messo in scena ed ebbe successo. |
| 00:20:50
Dialogo di una prostituta con il suo cliente: il dibattito durante lo spettacolo |
Coinvolgevano il pubblico. Alla fine dello spettacolo c’era un dibattito come facevano anche le altre cantine di ricerca. Ne Dialogo di una prostituta con il suo cliente che debutta all’Alberichino c’erano molti spettatori e durante questo spettacolo Dacia lo fece interrompere, con gli attori che iniziavano a provocare il pubblico con domande personali. Non un dibattito che avveniva post-spettacolo, ma durante. |
| 00:22:49
Rovesciare i cliché: un uomo nudo in scena |
Dialogo di una prostituta con il suo cliente fece scandalo perché in scena c’era un uomo, sempre nudo, di spalle. Così, non era più solo la donna ad essere svestita a teatro ma anche l’uomo. L’attore capì la situazione, era molto bravo e coraggioso. Ribaltamento che fece scalpore. |
| 00:24:11
Altri spettacoli della Maddalena. La donna perfetta alla Biennale di Venezia |
Alla Maddalena misero in scena molti spettacoli che ebbero sempre successo. Dialogo di una prostituta con il suo cliente fu tradotto in molte lingue e replicato molto, anche all’estero. Altro spettacolo importante fu Suor Juana Ines de la Cruz, nel 76. Prima di questo ci fu Zena, da Roma a Milano e La donna perfetta che andò alla Biennale del Teatro di Venezia nel 1974. |
| 00:25:05
Suor Juana |
Lo spettacolo Suor Juana ebbe successo perché parlava di una monaca messicana ribelle del 600, condannata perché scrisse un libro sul libero arbitrio. In scena c’erano solo due attrici ma diedero l’impressione di essere di più, grazie ad un gioco di luci, ideato sempre per ragioni economiche. |
| 00:27:03
La storia della prima femminista argentina |
L’idea di Suor Juana nasce dall’ attrice di origine argentina Prudencia Molero che fece conoscere a Dacia questo personaggio, la prima femminista dell’America latina. La suora scrisse un testo straordinario contro gli uomini, molto polemico. Lo spettacolo debutta il 6 dicembre 1979. |
| 00:28:19
Dramma d’amore al Circo Bagno Balò |
Un testo comico era Dramma d’amore al circo Bagno Balò, messo in scena da un gruppo di attrici nel 1981. Narrava di un circo povero, dove non erano i leoni ad essere ammaestrati ma le formiche. Era uno spettacolo modesto e paradossale: con finto orso e acrobata in altalena. |
| 00:29:10
Le critiche positive |
Le critiche che erano solite ricevere erano positive: le attrici che vi lavoravano erano tutte professioniste, non era un teatro amatoriale, c’era un certo livello. Erano anche tempi in cui il teatro di cantina era preso sul serio dai critici e dalla stampa. Tante recensioni. |
| 00:30:13
Suor Juana personaggia a cui si affeziona |
Dacia Maraini si affezionerà al personaggio della suora, che passa dalla poesia d’amore al libero arbitrio, la chiesa le si scatenerà contro bruciandole tutti i libri. Suor Juana alla fine farà una scelta suicida ossia quella di curare gli appestati, tra i quali morirà. Una storia eroica. |
| 00:31:34
Rapporti con i partiti politici |
Il teatro di Centocelle era in una sede del Partito Comunista mentre la Maddalena fu ignorata dai partiti di sinistra e direttamente osteggiata da quelli di destra. Ricevette l’appoggio dei gruppi femministi, e l’unico partito loro vicino fu quello radicale, anche perché facevano le stesse battaglie sull’aborto e per il divorzio. Il teatro di strada era a Centocelle, alla Garbatella, davanti alle scuole, ci si occupava di tematiche sociali come i senzatetto e l’occupazione delle case. |
| 00:33:25
Interventi di teatro Agit Prop |
Intervento dell’intervistatrice che vede un’affinità con l’Agit Prop, il teatro situazionista. In questo come in quello della Maraini spesso non c’erano nemmeno i testi, erano azioni di provocazione e di dialogo con il pubblico. Spettacoli del genere erano Diciamo no, o uno spettacolo itinerante fatto a Civitavecchia che consisteva in una ricostruzione del mondo femminile di inizio Novecento. Vennero create azioni in vari ambienti reali come un lavatoio, messo in scena in piazza un matrimonio dell’epoca, oppure la partenza di una nave di emigrati italiani con un barcone da pesca vero, un treno di emigrati, un ballo di addio. Ricevettero l’aiuto del comune di Civitavecchia ed ebbero molto successo. |
| 00:36:03
I rapporti con gli altri movimenti e collettivi femministi |
C’erano problemi con alcuni movimenti femministi. Il movimento Rivolta Femminile non si trovava d’accordo con loro, non considerandole abbastanza femministe. Con il Movimento femminista romano di via Pompeo Magno erano in sintonia. Ne facevano parte tra le tante, le cantanti Yuki Maraini e Fufi Sonnino. Loro appoggiavano la Maddalena, anche l’attivista Alma Sabatini. Le più estremiste no. |
| 00:38:36
Non solo teatro alla Maddalena |
Oltre al teatro c’era attività sociale come gli appuntamenti di auto-visita ginecologica che prendevano il nome di “self help” o gli incontri sulla storia delle donne. Molto spesso un testo teatrale nasceva da questi incontri, come Zena, che era la storia di una “strega”. |
| 00:39:27
Self help |
I locali del teatro della Maddalena non venivano usati per incontri direttamente politici, che erano trattati in altri sedi. Gli incontri di self help erano rivolti a conoscere meglio il corpo della donna, nello specifico veniva insegnato come esaminarsi la vagina da sole, una sorta di auto-visita preliminare, insegnamenti svolti sulla base del manuale americano Noi e il nostro corpo. Bisogna considerare che c’era una grande ignoranza su come era fatta l’anatomia femminile. |
| 00:41:24
La pratica dell’ autocoscienza |
Venivano organizzati all’epoca nelle case private i gruppi di autocoscienza, le ragazze si incontravano e si raccontavano le proprie esperienze, l’infanzia, i primi amori e le violenze subite. Si scoprì che tutte le donne erano state vittime di violenza ma che non ne parlavano perché sembrava una cosa abituale. Una sorta di gruppi in cui si faceva terapia di gruppo di tipo psicologico, un altro modo per avere conoscenza di se stesse e confrontarsi con le altre. L’idea alla base era che un certo privato dovesse diventare politico. |
| 00:43:27
Col femminismo l’esperienza privata diventa esperienza pubblica |
Maraini pensava che le proprie esperienze fossero private e con il confronto con le altre donne scoprì che le stesse problematiche di abusi e molestie erano comuni a tutte. Questo faceva diventare pubblica l’esperienza privata e la faceva diventare una questione politica, perché apparteneva a tutte. Il Self help fu un’attività più ridotta, mentre i gruppi di autocoscienza si sparsero in tutta Italia, dando grande consapevolezza su quale fosse l’atteggiamento maschile nei riguardi della donna. |
| 00.45:13
Maggiore consapevolezza e sorellanza |
Maraini riconosce che con queste pratiche le cose iniziarono a cambiare anche nel privato, perché le ragazze avevano più armi, più senso della storia, coscienti che non ci si doveva vergognare del privato. Questioni che entrano nella storia delle donne e davano chiavi di lettura, insieme ad un grande senso di solidarietà, la sorellanza. |
| 00:45:56
La solidarietà femminile Femminismo grande rivoluzione che spezza la mentalità che divide e inquadra le donne fra ‘buone’ e ‘cattive’ |
Dacia paragona quei valori ai valori fondanti del cristianesimo, come quello dell’uguaglianza. Il femminismo ha fondato valori come la sorellanza, la solidarietà che, anche se non praticati, sono comunque riconosciuti da allora. La cultura precedente era basata sulla divisione delle donne in due categorie: buone (la madre, la vergine, la moglie) e cattive, tutte le altre. Le donne si sentivano tra questi due mondi. Il cinema dei primi anni del Novecento era basato sulla guerra tra donne, Eva contro Eva. Il femminismo è stata la prima grande rivoluzione che ha detto basta alle divisioni tra donne. |
| 00:48:36
In teatro storie di vita che provocavano indignazione |
Questi valori messi in forma teatrale diventarono parte della quotidianità delle donne. Veniva spontanea l’indignazione che nasceva da una storia vera, non da una formula politica generica. Portare in scena queste storie di vita, dal vivo, rappresentò la forza di quel teatro. |
| 00:49:59
Manifestare e fare teatro, due gesti diversi |
Le manifestazioni erano altra cosa, servivano per rinnovare le leggi. Il sentimento personale delle donne, la nuova consapevolezza, arrivò dall’esperienza teatrale e dalla rete di pratiche personali. |
| 00:50:39
Rivolta Femminile, corrente estremista e critica con la Maddalena |
Nelle manifestazioni c’era lo striscione della Maddalena, ma anche quelli di UDI o del Collettivo di via Pompeo Magno. Il più aggressivo ed estremista era il gruppo di Rivolta Femminile le cui attiviste ogni volta si recavano in teatro a contestarle. Un esempio tra tutte, Elvira Banotti. |
| 00:51:42
La Maddalena era contro il patriarcato ma era propensa al dialogo con gli uomini |
La corrente Rivolta Femminile era particolarmente estremista, erano contro tutti gli uomini. Alla Maddalena invece parlavano di integrazione con gli uomini, non erano per la separazione drastica, necessaria per elaborare il tema in certe situazioni. Le più estremiste volevano decidere cosa fosse giusto da ciò che non lo era. Maraini le frequenta inizialmente, negli anni Sessanta, ai tempi di Ginevra Bompiani, ma poi se ne andò. Secondo le estremiste i peggiori nemici erano le donne stesse. La Maddalena invece se la prendeva con il potere maschile, il patriarcato. |
| 00:54:30
La letteratura femminista straniera |
Le letture importanti americane e inglesi dell’epoca erano Betty Friedan con La mistica della femminilità, Kate Millett con il suo libro sulla prostituzione, Adrienne Rich con Mani di carne e mani di ferro, sulla nascita, contro il forcipe e il parto come un’attività gestita solo da uomini. Riferimento inglese Shulamith Firestone. Tra le francesi c’era Luce Irigaray, con la quale non va d’accordo dal punto di vista teorico, De Beauvoir per la quale la donna non nasce donna ma diventa donna socialmente. Tra le pensatrici italiane: Ida Magli, teorica importante. |
| 00:57:54
Pausa |
Sfoglio per cercare i nomi (silenzio e discorsi tra le due intervistatrici) |
| 00:59:19
La letteratura italiana femminista |
Ricordo di Shulamith Firestone, un’attivista canadese. Tra le scrittrici italiane c’erano Armanda Guiducci, Alma Sabatini, Elena Gianini Belotti con Dalla parte delle bambine, molto importante. Carla Accardi pittrice e Carla Lonzi con Sputiamo su Hegel, più estremiste. |
| 01:00:41
I classici del femminismo e altri testi che si discutevano alla Maddalena |
Altri nomi: Luce Irigaray, belga, Annabella Miscuglio che fece bei film sulle donne. Margaret Mead, Simone De Beauvoir, Rosella Or e Ida Magli, alcune scrissero già negli anni ’50 e ’60, prima delle mobilitazioni femministe degli anni ’70. Questi erano i classici che si leggevano alla Maddalena e creavano dibattito. Leggevano anche Stuart Mill, filosofo esponente del femminismo e Olympia de Gouges, tanti testi classici e poi i contemporanei. |
| 01:02:35
La provocazione di Carla Lonzi |
Carla Lonzi era una teorica molto provocatrice, con la quale non va d’accordo. Ma probabilmente c’era anche bisogno di quello. |
| 01:02:52
Le attrici che non lavoravano alla Maddalena la consideravano comunque un punto di riferimento e alcune la frequentavano |
C’erano anche attrici d’avanguardia che non lavoravano alla Maddalena ma che la frequentavano, come Rossella Or, Lucia Poli, Piera degli Esposti, che alla Maddalena non ha fatto spettacoli ma seminari di formazione al teatro, o Mariangela Melato, soprattutto verso la fine degli anni ’70.
Altri nomi di filosofe: Luisa Muraro e Adriana Cavarero. Lucia Poli è un’altra attrice molto attiva alla Maddalena. Un altro nome di formatrice è Perla Peragallo. La Maddalena divenne un punto di riferimento anche per loro. |
| 01:05:04
L’epoca dell’Alberico, del Beat 72, della Piramide |
Frequentavano anche l’Alberico, il Beat 72, il Teatro La Piramide, dove Benigni fece il suo primo spettacolo, Cioni Mario, monologo di un personaggio toscano, un testo politico. |
| 01:06:14
Viva l’Italia al Teatro delle Arti |
Maraini mette in scena testi teatrali prima a Centocelle, al teatro La Fede, al Porcospino di via Belsiana. La Maddalena fu l’ultima sede. Fece anche Viva l’Italia in un teatro che stava ai Parioli e poi fu chiuso. |
| 01:07:36
La Maddalena negli anni Ottanta |
Nella seconda parte della vita del teatro della Maddalena, negli anni Ottanta, tutte lavorano altrove. Maraini porta i temi del femminismo in teatri più istituzionali. Una crisi di crescita. |
| 01:08:00
La fine della Maddalena e l’esigenza di crescita professionale |
La Maddalena dura 18 anni, poi si esaurisce, come svanisce anche il movimento. Il movimento di sposta alla Casa della Donna del Buon Pastore nel 1989. La Maddalena era un teatro di guerra che poi diventa una scuola di teatro con i seminari.
Intervento dell’intervistatrice su certi teatri che continuano il discorso femminista. Poche donne conoscono il teatro La Maddalena. Oggi non c’è un libro di storia del teatro che parli della Maddalena. |
| 01:10:26
Il libro Fare Teatro |
Sfoglio del libro di Maraini Fare Teatro, con tutte le messinscene: Viva l’Italia scritto nel 1971, con Bruno Cirino, era in scena al Teatro delle Arti, una traversa di via Veneto a Roma. |
| 01:12:53
Norma 44 del 1986 |
L’opera Norma 44, del 1986, racconta la storia, ambientata in un campo di concentramento nazista, di due cantanti ebree che verranno salvate da un militare tedesco che ama l’Opera. Cantano la Norma di Bellini dentro il campo: il canto diventerà la loro salvezza. Fu uno spettacolo che andò anche in Argentina, con Remo Girone. Nell’opera succede come nell’opera Norma, un rapporto a tre: una delle due muore per salvare l’altra. |
| 01:15:36
Perché scrivere di donne |
Maraini scrive di donne perché si identifica con loro, le sente più vicine. La storia delle due ragazze ebree nasce da un episodio verosimile nei campi di concentramento. Maraini a due anni finì in un campo di concentramento in Giappone. Parla spesso di personalità coraggiose che hanno avuto a che fare con la discriminazione. |
| 01:17:15
Attrici seguite al di fuori della Maddalena |
Le attrici che ammira al di fuori della Maddalena sono state: Piera Degli Esposti, che rompe con la tradizione del teatro convenzionale, introduce modi, tempi e stilemi nuovi; Rosa Bianca Sciarrino che veniva da Carmelo Bene, che recita con Maraini a Centocelle, anche lei attrice di rottura che aveva tempi ed energie diversi dal tradizionale; anche Lucia Poli introduce temi nuovi; Perla Peragallo, Rosa Di Lucia con cui fece molto teatro di strada in Centocelle. Anche Franca Valeri e la Melato nei circuiti tradizionali. |
| 01:21:19
Memorie di una cameriera; Maria Stuarda e Due donne di provincia e le loro interpreti |
In Memorie di una cameriera lavora l’attrice Annamaria Guarnieri con la regia di Luca Ronconi. Marisa Fabbri, frequenta come docente la scuola della Maddalena, lavorò a un monologo da Le baccanti con la regia di Ronconi. Giovanna Marini fa musica per lo spettacolo Maria Stuarda con Scalfi e Zamengo. |
| 01.23:25
Riflessioni sul teatro di oggi |
Maraini riflette sul teatro di oggi. Considera che non abbia più senso uno spazio teatrale solo per le donne. Naturalmente è ancora e sempre necessario affrontare a teatro tematiche femministe. Ci sono registe, come Emma Dante, che non lo fanno, a differenza di altre come Letizia Quintavalla. Maraini ricorda anche l’attrice Carla Cassola e la compagnia Mitipretese che ha la necessità creativa, l’esigenza, di dedicarsi a questioni che interessano alle donne. Per Maraini oggi c’è un problema di drammaturgia e poco interesse di produttori e organizzatori a rappresentare questo tipo di drammaturgie. |
| 01:25:52
Teatro misogino anche oggi. Ruolo della Maddalena nell’aprire il mondo del teatro alle donne |
Il teatro è sempre stato misogino. Dal Teatro greco a quello elisabettiano le donne non erano ammesse. Le donne continuano ad avere meno spazio e meno parti soprattutto quando raggiungono l’età matura. Esempio di Franca Valeri. Le donne, grazie alla Maddalena, sono entrate nel mondo del teatro; prima non c’erano proprio. |
| 01:27:43
Ida Bassignano |
Ida Bassignano, la regista di Molly cara, non era femminista. Ma anche lei diceva che in quanto donna era molto faticoso entrare nel mondo istituzionale. |
| 01:28:54
La Maddalena ospitava le compagnie di donne |
La Maddalena ha aperto la strada, finalmente un gruppo teatrale al femminile aveva effettivamente un luogo stabile in cui esprimersi. Subito dopo nacquero delle compagnie al femminile, ma nessuno aveva un proprio teatro. Ospitavano anche attrici americane dando loro alloggio nelle loro case; non avevano soldi per ospitarle negli alberghi. |
| 01:30:14
Date persone e spettacoli |
Molly cara è del 79 ed è la prima regia di Ida Bassignano.
Maricla Boggio nasce alla Maddalena. |
| 01:31:14
Necessario un manuale di storia del teatro delle donne |
Intervento dell’intervistatrice F.F. sulla volontà di creare un manuale di storia del teatro delle donne. Per la Maraini il teatro è stato un non luogo per le donne, a differenza della letteratura. L’accesso a loro in questo luogo fin dall’inizio fu difficilissimo perché spazio sacro da cui furono sempre escluse. |
| 01:32:25
L’importanza di raccogliere le tracce della presenza femminile nella storia del teatro |
Sembra che il teatro etrusco sia l’unico teatro antico in cui le donne erano presenti. E anche nel neolitico.
Si riflette sull’ importanza di raccogliere queste tracce. |
| 01:35:14
L’esperienza della performance nello spazio della Maddalena |
Negli anni ’70 anche la performance approda alla Maddalena. In particolare Gloria Guasti, Ippolita Avalli e Marzia Mealli volevano fare teatro di immagine eliminando la parola. Erano personalità un po’ aggressive che occuparono lo spazio della Maddalena ma Maraini riuscì a mediare. Erano più legate a Bonito Oliva. Odiavano la parola, ma Maraini sostiene che una cosa non escluda l’altra. |
| 01:38:00
Il teatro di parola e il teatro del corpo |
Nel teatro di parola c’era l’immagine, il corpo e le parole. Per le performance invece il pensiero passava tutto attraverso il corpo. Carmelo Bene seguiva questa filosofia. Ci furono persone che volevano normare questa idea, volevano mostrare che il teatro di parola doveva essere sostituito. Maraini non era d’accordo. |
| 01:39:27
Polemica tra teatro d’avanguardia e teatro di parola |
Manuela Kusterman, Lucia Vasilicò, e Perilli lavoravano al teatro immagine, come Remondi e Caporossi. Era un teatro d’avanguardia, però finita l’ondata tutti tornarono a lavorare sui testi. L’ accusa era che il teatro di parola fosse didattico. Per Dacia Maraini non era così anzi era rappresentativo della realtà. Esempio degli spettacoli Mara Maria e Marianna e Le donne di Gramsci. |
| 01:41:35
Zena |
Zena non era un testo didascalico, era la storia di una strega che faceva trucchi tremendi per non confessare e non essere messa al rogo. Intervento dell’intervistatrice F.F. relativo a Giancarlo Nanni per il quale il testo non era importante. Anche per Perilli e Vasilicò era un pretesto. Carmelo Bene teorizza questa idea, vede il linguaggio scenico come centrale. |
| 01:43:26
La fine dell’avanguardia e il ritorno alla parola |
L’avanguardia aveva voglia di svecchiare il teatro ma le donne volevano parlare delle donne dimenticate e storicizzare. Ci fu un momento in cui l’avanguardia era predominante e le teatranti della Maddalena erano considerate didascaliche. Con la fine dell’avanguardia ritornarono tutti al teatro di parola. |
| 01:44:38
Questioni di etica ed estetica: postavanguardie teatrali e Teatro della Maddalena a confronto |
Intervento dell’intervistatrice la quale afferma che Rosella Or nei suoi monologhi, oppure Lucia Poli in Liquidi furono significative perché di rottura anche dal punto di vista del linguaggio artistico. Per Maraini erano innovative anche alla Maddalena, con preoccupazioni estetiche di regia, costumi, musica, e collaborazioni di professioniste come Giovanna Marini o Deanna Frosini. Gli altri propagandavano l’idea di essere gli unici a occuparsi di estetica e alla Maddalena solo di etica. Maraini contesta questa idea. |
| 01:47:52
Il teatro delle donne per lungo tempo non è entrato nei compendi di storia del teatro |
Intervento dell’intervistatrice su un altro pregiudizio che ha subito il teatro delle donne anche all’estero, cioè non essere inserito nei manuali di storia del teatro. Anche le mistiche scrissero testi di filosofia bellissimi ma non entrarono nei manuali ufficiali. |
| 01:48:56
Buco nella storiografia del Novecento |
Intervento dell’intervistatrice F.F. sulla necessità di storicizzare il femminismo perché resta un buco riguardo il teatro delle donne, tuttora assente dai manuali. |
| 01:50:05
Alcuni spettacoli che vanno inseriti nelle storie del teatro italiano.
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I testi da inserire in un ipotetico manuale sul teatro delle donne per la scrittrice sono: Molly cara, gli spettacoli di Rosella Or, Liquidi, Dialogo di una prostituta con il suo cliente, Maria Stuarda e Suor Juana, quest’u
ltimo meno internazionale. |
| 01:50:52
Giuliano Scabia |
Intervento delle intervistatrici su come si valorizza anche la parola di Giuliano Scabia che lavorava nel teatro sociale, nel teatro terapeutico e sul territorio. Pubblicando i suoi testi, il suo lavoro non è più inteso solo come animazione ma anche significativo per la ricerca teatrale. |
| 01:52:34
Il teatro delle donne deve ancora trovare una adeguata collocazione storica |
Maraini conclude con la necessità di riempire il buco di conoscenze sul teatro delle donne, che deve trovare una adeguata collocazione storica. |
| 01:52:58 | Formula di rito finale |
Interview Duration: 01:52:59
Registration Duration: 01:53:55
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
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Citation:
Intervista a Maraini Dacia, di Fava Francesca e Giacobbe Borelli Maia, Roma, il 02/07/2018, Progetto “Donne di teatro a Roma ai tempi della mobilitazione femminista (1965-1985)”, Collezione Ormete (ORMT-04s), consultata in URL: <https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-maraini-dacia/>, (data di accesso).
Relation:
Bibliography:
- Chiaraluce Izumi. regia di, Dacia vita mia, dialoghi giapponesi, documentario, 85 min., 2025.
- Gandolfi Roberta, I teatri femministi in Italia negli anni Settanta e Ottanta: note di metodo e quadro d’insieme, fra associazioni e cooperative, in S. Bruno e L. Stendardo, a cura di, Donne e impresa teatrale, pp.111-126, Editoriale scientifica, Napoli 2024.
- Giacobbe Borelli Maia, Il collettivo La Maddalena dal teatro di barricata all’apertura di nuovi circuiti: il segno e il senso dell’imprenditoria femminista nella testimonianza di Carmen Pignataro, in S. Bruno e L. Stendardo, a cura di, Donne e impresa teatrale, pp.127-147, Editoriale scientifica, Napoli 2024.
- Fortini Laura, a cura di, Maraini Dacia, Per un nuovo lessico della letteratura e del teatro, Roma, Viella, 2023.
- Pulga Mirka, Donne in scena. Il teatro femminista della Maddalena negli anni Settanta, Roma, Aracne, 2020.
- Gandolfi Roberta, Goliarda Sapienza, il teatro delle scrittrici a Roma e il femminismo, in Stefania Rimini e Maria Ricciarelli, Un estratto di vita, Goliarda Sapienza fra teatro e cinema, Duetredizioni, 2018.
- Bertone Manuela e Meazzi Barbara, a cura di, Curiosa di mestiere, Saggi su Dacia Maraini, Pisa, Edizioni ETS, 2017.
- Depaolis Federica e Scancarello Walter, a cura di, Dacia Maraini. Bibliografia delle opere e della critica, 1953-2014. Una prima ricognizione, con una nota di Attilio Mauro Caproni, saggi di Paolo Di Paolo e Eugenio Murrali, Pontedera, Bibliografia e Informazione, 2015.
