Intervista a Cornacchia Maia

DARB-01g

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Introduzione

LB: spiega alla testimone la natura e gli scopi del progetto.

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Teatro e filosofia

AM: sensazioni e ricordi odierni lasciati dal progetto Antigone delle città (1991)

MC: qualità delle relazioni umane prodotte da Antigone delle città permane nel tempo. Collaborazione con Marco Baliani era già in atto, c’era già familiarità. Connubio di teatro e filosofia.

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Insegnare imparando: l’ascolto

MC: inizia da poco più che ventenne a operare nel teatro: da sempre il suo percorso è segnato dall’ascolto, che le permette di insegnare imparando.

Lavora nel teatro ragazzi con Marco Baliani. Teatro- residenza in Villa Guastavillani: il fulcro è stato condividere la quotidianità con la comunità.

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L’animazione teatrale e la Pratica di Lavoro Organico

MC: di Antigone delle città ricorda la grande organizzazione e l’eterogeneità dei contributi: regia, danza, musica.

Scrive un manifesto con Marco Baliani e Remo Rostagno “In morte dell’animazione teatrale”, pubblicato in «Scena» nel 1980; studia, teorizza e pratica, anche con i ragazzi di Antigone delle città, un nuovo metodo: la “Pratica di Lavoro Organico”.

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La Pratica di Lavoro Organico e Grotowski

MC: La “Pratica del Lavoro Organico” deriva dalla propria esperienza, nell’apertura del 1980, del “Teatro delle Sorgenti” di Jerzy Grotowski, che si fonda sull’idea che all’origine del teatro ci siano delle tecniche universali: svolta fondamentale nella vita e nella poetica di Maia Cornacchia.

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Ascolto e fiducia

MC: laboratori trasversali tenuti in Villa Guastavillani avevano come chiave l’ascolto, raggiunto tramite: presenza, attenzione vigile, apertura e intenzione. L’acquisizione di fiducia avviene lasciando che il cammino si faccia sotto i propri piedi.

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Esercizi svolti in Villa Guastavillani

AM: quali gli esercizi tecnici proposti agli attori per allenare e mettere in pratica l’ascolto.

MC: esempi di tecniche universali di Grotowski: “touching space”, “sguardo aperto”. Fa un approfondimento su quest’ultima tecnica, in cui gli occhi si aprono all’ascolto di tutto il campo visivo, privilegiando l’emisfero destro del cervello, quello non verbale.

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Diventare sensibili all’invisibile

MC: allenare la propria attenzione (“attenzione vigile” secondo Grotowski), tramite il mantenimento dello sguardo aperto. Riferimento grotowskiano all’immagine mutuata dalla Bhagavadgītā: l’uomo intero è formato da due uccelli, uno che becca il mangime e l’altro che l’osserva. Allenare a una sensibilità profonda all’invisibile: tipico nei bambini molto piccoli.

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Ascoltare il silenzio in Piazza Maggiore

MC: cento attori sparsi nella piazza camminano lentamente con lo sguardo aperto e tutti i sensi allertati: ascoltano il silenzio. La testimone ricorda che, durante l’avanzamento silenzioso degli attori verso la piramide, gli unici rumori che si sentono sono provocati da bambini e cani.

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Lasciare aperta la finestra del proprio cuore

MC: ricorda una frase di Jiddu Krishnamurti sul “sublime”: questo arriva solo a chi mantiene aperta “la finestra del proprio cuore”. Ricollega questo discorso al concetto proprio dello Stoicismo che riguarda la scissione tra ciò che dipende dall’individuo, su cui egli può intervenire, e ciò che, al contrario, non è nel suo controllo, da cui deve distaccarsi.

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La connessione energetica tra gli attori

MC: la sensazione degli attori era di sentirsi isolati in una bolla, come protezione e connessione tra loro.

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Rinunciare al controllo e aprirsi alla sorpresa

EC: nel lavoro con gli attori, come mantenere la stessa profondità e la stessa intensità nonostante il loro elevato numero?

MC: il suo approccio all’insegnamento è quello di fornire un’occasione, la cui ricezione non dipende da lei. Esempio- limite è il lavoro con i disabili: ognuno recepisce ed esegue l’esercizio proposto da Maia in un modo totalmente personale e unico; questo le ha insegnato che non c’è un modo “giusto o sbagliato” di approcciarsi ai suoi laboratori percettivi.

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La complementarità dei laboratori preparatori allo spettacolo

AM: in Antigone delle città il lavoro “di base” e il lavoro teatrale si sono sempre intrecciati o hanno mantenuto i propri confini?

MC: tutti gli apporti artistici si sono intrecciati continuamente e sono stati pensati per essere l’uno in funzione dell’altro, con lo scopo di costruire una performance completa.

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Ringraziamenti e considerazioni finali

Testimone e intervistatrici si ringraziano e si lasciano ad alcune considerazioni conclusive.

LB: cita Sista Bramini, notando la comune formazione grotowskiana con la testimone.

Si accenna all’interazione tra le “vecchie antigoni” e le “giovani antigoni”, immagine suggestiva mutuata da Antigoni della terra, ed emersa da altre interviste sul tema.

MC: chiude con una suggestiva citazione da Grotowski e Carlo Sini.


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Interview Duration: 00:47:00

Registration Duration: 00:46:51

Format: mp4

Type: Audio

Language: Italiano

Subjects:

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Citation
Intervista a Cornacchia Maia, di Comotti Emma e Milan Anna, Google Meet, il 21/11/2024, Progetto “Antigone delle città” Collezione Dipartimento delle Arti – Unibo
(DARB-01g), consultata in URL:< https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..>, (data di accesso).



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