Intervista ad Arcangeli Mario

ORMT-14h

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L’inizio della storia di Mastro Raphaël con il Festival dei Due Mondi

M.A. racconta la sua prima volta da artigiano al Festival. Nel 1967 una cameriera di un ristorante situato in Piazza del Mercato a Spoleto entra nel negozio laboratorio di Mario Arcangeli, in quegli anni a Cascia. La cameriera gli suggerisce di proporre una bottega al Festival dei Due Mondi. Per Mario Arcangeli è uno dei segnali della vita, il giorno dopo si reca al Festival, scopre un mondo di cui aveva solo sentito parlare, e l’anno successivo affitta la prima bottega al prezzo di 40.000 lire al mese. Già nel 1968 ottiene un successo senza precedenti.

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Lo stimolo del Festival, gli incontri, il Patchwork

M.A. mostra a E.L. un articolo su Casa Vogue 1978 dove si racconta il successo della sua bottega. La spinta artistica ed emotiva non è stata mai unicamente quella del successo commerciale, quanto più quella legata al giudizio e alla stima di un eccezionale pubblico attirato a Spoleto dall’arte. M.A. ricorda in particolare l’incontro con un architetto americano che lavorava a Roma con lo studio Angeletti. L’architetto (ndr si tratta di Howard Dilday), vedendo M.A. intento nella cura del suo lavoro, gli promette di portargli la domenica successiva il catalogo di una mostra che aveva appena visto a Parigi, al Museo dell’Arti Decorative, sull’arte popolare americana. Così M.A. inizia la sua famosissima serie patchwork, dal 1971 al 1977.

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I motivi del successo

 

E.L. chiede a M.A. quale fosse a suo parere il motivo di tanto successo. M.A. risponde che in quegli anni mancava tutto, non esisteva nulla di simile alle sue proposte, e questo proprio grazie all’influenza e allo stimolo del Festival dei Due mondi. La sua notorietà si fa più concreta quando viene invitato a partecipare alla prima fiera di settore STAR (Salone Internazionale del Tappeto e del Tessile di Arredamento) a Milano, dove conosce importanti acquirenti dalla Francia e dalla Germania. Ma la cosa più sorprendente, sottolinea, erano di certo gli incontri magici concessi dal Festival, come quello con due ragazzi di Milano che decisero di regalare per Natale, al posto dello Champagne, coperte e tessuti d’arredamento: un totale di 16 milioni di lire di ordine.

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Lo scambio

Lo scambio culturale proposto dal Festival era di grande qualità. Lungo la Via dei Duchi M.A. ha conosciuto nomi importanti, da Valentino a Paul Nelson o a Giuseppe Samonà, che realizzava intarsi sulla maglieria. Il pubblico del Festival era vario, immenso, fatto di gente straniera ma anche italiana, giornalisti, artisti, intenditori. M.A. ricorda con affetto il maestro Thomas Schippers al quale fornì un tessuto pregiato per un divano della sua casa in Grecia, dove avrebbe ospitato la principessa Margaret Windsor.

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L’amicizia con Menotti

M.A. ricorda l’amicizia che lo legava a Menotti, conosciuto già nei primi anni ’70 quando il maestro girava per le botteghe. M.A. mostra un biglietto di auguri natalizi ricevuto da Menotti, una fotografia che ritrae il maestro, Francis Menotti, sua moglie Melinda Rockefeller e i loro figli. Ricorda di essere stato ospite presso il famoso castello in Scozia, ma anche tutte le volte nelle quali Menotti è entrato nel suo negozio accompagnato da personaggi famosi, come Pavarotti o la moglie di Amintore Fanfani (ndr. Maria Pia Tavazzani).

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Uno sguardo sul 1968 e uno sguardo a oggi

Sollecitato dall’intervistatrice, M.A. ricorda l’eco del 1968 fuori dalla sua bottega, in particolare provocazioni e proteste di giovanissimi e giovanissime. Ma si trattava, a suo parere, di ragazzi strumentalizzati, spesso cacciati da altre fazioni con l’uso della violenza. Le contestazioni, spiega M.A., segnano sempre l’inizio di un cambiamento, ma non erano sentimenti che potevano penetrare nella direzione del Festival: il comune e la politica sono sempre stati in quegli anni dalla parte di Menotti. M.A. commenta come le cose sono poi cambiate in peggio a causa di alcuni politici locali che hanno voluto il loro momento di notorietà.
 

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L’importanza della novità

Secondo M.A. la ricerca e la novità sono stati i caratteri fondanti del Festival sotto la direzione artistica di Menotti. Il testimone racconta che il pubblico moderno è cambiato, non è dello stesso calibro del precedente soprattutto per l’assenza di “prime”, di eventi unici e nuovi. Gustavo Dudamel, Bob Wilson o Spiros Argiris, oggi colossi, sono arrivati da ragazzi proprio grazie alla lungimiranza del maestro.

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I problemi della speculazione sull’arte

E.L chiede informazioni sull’affanno economico del Festival durante gli anni ’70. M.A. sostiene di non ricordare problemi finanziari negli anni Settanta, il maestro si è trovato in difficoltà più avanti, quando i finanziamenti statali sono diventati importanti e su quei soldi si è fatta speculazione.

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Il Festival di Charleston

M.A. racconta del famoso Spoleto Festival di Charleston e dei controversi rapporti tra il suo sindaco, Joseph P. Riley, e Giancarlo Menotti. I due, racconta il testimone, stipularono un accordo piuttosto casalingo, con il desiderio, in particolare del sindaco americano, di rilanciare Charleston in America. Il nome “Spoleto” nel 1977, anno di nascita del Festival di Charleston, era di grande prestigio, concedeva un’identità forte già formata da Menotti in Italia; in cambio pare ci fossero dei contributi dovuti al Festival dei Due Mondi. Tuttavia, il legame si interruppe, Charleston non ci assicurò più il suo contributo, ma quando Menotti chiese di eliminare il nome Spoleto, non fu possibile imporlo senza un accordo stipulato da un legale.

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Chiusura

L’intervista si chiude sulle ultime questioni. Il testimone spiega l’origine e l’importanza del nome “Mastro Raphaël”, dal padre Raffaele Arcangeli, e consiglia altri contatti per le interviste. M.A. parla soprattutto di Giuseppe D’Amelio del noto bar Tric Trac, amico e occasionalmente chef privato per Menotti. M. A. mostra poi alcune riviste d’arte e d’architettura, case di artisti che vivono in Umbria, racconta ancora dei suoi inizi, ma soprattutto fa riferimento alla preziosa collaborazione della sua azienda con le donne spoletine, grazie alle quali ha composto molte delle sue coperte ricamate.



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Interview Duration: 01:30:00

Registration Duration: 01:03:39

Format: M4a

Type: Audio

Language: Italiano

Subjects:

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Citation

 

Intervista ad Arcangeli Mario, di Luciani Eleonora, Mastro Raphaël, Via dei Duchi 7, Spoleto, il 23/10/2024, Progetto “Il teatro dei festival tra locale e globale (PRIN 2022)”, Collezione Ormete (ORMT-14h), consultata in URL:<  https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-ad-arcangeli -mario/ >, (data di accesso).



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