Intervista al gruppo attori di Antigone delle città

DARB-01a

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Saluti iniziali e introduzione

Gli intervistati si rincontrano con grande emozione, alcuni non si sono più incontrati da allora.

LB: spiega brevemente il progetto, ricostruire questo evento tramite le memorie di chi vi ha partecipato e con l’aiuto delle VHS di Bruno Tognolini.

EC e SS: stabiliscono alcune regole perché la chiamata sia fluida.

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La strage e i primi ricordi di Antigone delle città: Anna Amadori

EC: quali i ricordi degli intervistati in merito alla strage della stazione ferroviaria del 2 agosto 1980.

AAmadori: nel 1991 a Bologna la ferita portata dalla strage era ancora viva. Dolore del ricordo della strage si unisce a bellezza e freschezza del progetto teatrale.

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La strage e i primi ricordi di Antigone delle città: Alessandra Anzaghi

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AAnzaghi: passione politica e forza espressiva della testimonianza della strage, ancora molto viva a Bologna. Emozione nell’essere stata selezionata per un grande laboratorio di teatro-residenza; creazione di legami familiari.
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Drammaturgia e regia di Antigone delle città

BT: riflessione sulla risata come motore del progetto: drammaturgia a contrasto. Incontro con le tre vecchie partigiane, portare questa testimonianza in scena.

AAmadori.: riflessione sull’abbraccio tra le partigiane e le attrici.

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La strage e i primi ricordi di Antigone delle città: Bruno Cappagli

BC: viene in contatto con il teatro ragazzi tramite “La Baracca Testoni ragazzi”. Ricordo indelebile della strage: è coinvolto emozionalmente e politicamente a questo evento. Teatro di formazione.
00:26:16 – 00:31:04

La strage e i primi ricordi di Antigone delle città:

Caterina Pontrandolfo

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CP: stazione ferroviaria di Bologna come forte punto di riferimento per chi attraversava l’Italia da Sud a Nord e viceversa. Provini alternativi di Marco Baliani.
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La strage e i primi ricordi di Antigone delle città: Christian Di Domenico

CDD: tema dell’assenza di un corpo morto da piangere. Viene scelto insieme ad Alessandro Quattro da Baliani, che assiste a una loro esercitazione alla “Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi”.
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La strage e i primi ricordi di Antigone delle città: Alessandro Quattro

AQ: esperienza di Antigone delle città come formazione e educazione politica. Indagine introspettiva tramite i laboratori trasversali di Maia Cornacchia, filosofa e operatrice teatrale. Idea del gruppo di cento attori come un gruppo di guerrieri.
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Dalle dieci piazzette a Piazza Maggiore

BT: Precisazione tecnica riguardo la coordinazione dei cento attori “guerrieri”.
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La “conquista della piazza”: Carlo Ottolini

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CO: ricorda l’esercizio della “conquista della piazza”, tramite cui tutti gli attori riescono a collegarsi energicamente tra loro, seppur distanti.
00:44:36 – 00:51:05

L’organizzazione della macchina teatrale

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EC: reazione al metodo di lavoro e alla “drammaturgia volante” di Antigone delle città

AAmadori: carattere collettivo del progetto; ogni gruppo, con la rispettiva guida, ha la sua indipendenza, ma è inserito nel grande meccanismo teatrale guidato da Marco Baliani in modo organico. Rilevanza degli incontri formativi e dei momenti di condivisione di quotidianità collettiva.

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Il “Cantamaggio” a cura de “La Baracca Testoni ragazzi”

BC: applica il modo di fare teatro che ha appreso in Antigone delle città al “Cantamaggio”, un laboratorio teatrale residenziale che ogni anno avviene a Medicina (Bologna) e che Cappagli guida da 26 anni. Teatro comunitario, politico, sociale e formativo.
00:56:04 -01:00:14

La poesia in Antigone delle città

AAnzaghi.: drammaturgia continuamente in divenire. Multiculturalismo dei gruppi e possibilità di fare teatro con la poesia.

BT: suddivisione tra la drammaturgia delle dieci piazzette e quella di Piazza Maggiore, composta dalle poesie di Franco Fortini e Franco Loi.

01:00:15 -01:07:16

L’organizzazione della macchina teatrale

BT: Marco Baliani, il suo occhio registico e le riunioni serali.

Ricorda la sua esperienza da drammaturgo nel laboratorio del Teatro Settimo Dura Madre Mediterranea, guidato da Gabriele Vacis nel 1989: similitudini con metodo di lavoro di Antigone delle città e sodalizio con Marco Baliani e Maria Maglietta.

Teatro civile che pronuncia i nomi di cronaca contemporanea. 

01:07:22 -01:10:21

Rapporto tra attore e drammaturgia: Christian Di Domenico

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CDD: esperienza di Antigone delle città è stata occasione di stretto contatto con il “sé creativo”, in modo liberatorio. Drammaturgia di relazioni come specchio della drammaturgia delle giornate passate in Villa Guastavillani. Nelle performance, parola e azione sono sostenute da energia e bagaglio emotivo costruito durante la residenza.
01:10:41 -01:12:26

Rapporto tra attore e drammaturgia: Alessandro Quattro

AQ: la drammaturgia viene alimentata ulteriormente dalla contaminazione tra i gruppi che assistono alle reciproche performance.
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La ninnananna salentina

CP: ricorda la ninnananna salentina, un canto di tradizione popolare, parte dei materiali scenici di Antigone delle città
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La drammaturgia spaziale e corporale di Antigone delle città

AAmadori: drammaturgia della città fa da collante tra le varie performance. Il teatro invade la città, creando un’unione che impedisce l’inscrizione di Antigone delle città in una definizione univoca: è rito, teatro, manifestazione…

CO: drammaturgia del corpo e del movimento, in base a cui ogni attore sposta la visione su diversi elementi scenici.

01:16:20 – 01:20:24

Rapsodia e profili dei personaggi

BT: interviene per una precisazione riguardo il proprio ruolo da drammaturgo. Paragone con il rapsodo.

Poi condivide lo schermo: mostra a tutto il gruppo l’elenco dei personaggi “forti” emersi dalle improvvisazioni e individuati da Baliani che compaiono nei copioni.

01:20:32 -01:24:24

La cronaca diventa teatro

AAmadori: Antigone delle città come esempio di cronaca che si fa teatro, e si sorregge sulla grande figura mitica di Antigone.

LB: riprendendo le parole di Marco Baliani: Antigone delle città porta in scena il punto di vista dei morti, non dei vivi. AAm e AAn fanno alcune considerazioni a questo proposito.

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Il dialogo tra l’Innocente e il Consapevole

BT: illustra una discussione avvenuta tra due ragazzi- durante la residenza in Villa Guastavillani- riguardo il sentirsi addosso una responsabilità sui morti della strage della stazione ferroviaria: il dialogo tra l’Innocente e il Consapevole.
01:27:15 -01:28:15

La cronaca diventa teatro

AQ: fa notare come l’idea di mettere in scena i morti e non i vivi c’è fin dall’inizio del laboratorio. 
01:28:21 -01:33:38

L’importanza della memoria: Alessandro Quattro

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EC: importanza della memoria e emozioni provate dagli intervistati dopo la chiamata a testimoniare un progetto di più di 30 anni prima.

AQ: il ricordo che rimane di Antigone delle città è il percorso di crescita formativa come cittadino e come artista. Ricorda il suo lavoro anche in Antigone della terra, nel 1992.

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L’importanza della memoria:

Christian Di Domenico

CDD: esigenza personale di fare memoria tramite il teatro. Problema nel coinvolgimento delle nuove generazioni in progetti teatrali in nome della memoria di eventi così pesanti come la strage di Bologna.
01:36:59 – 01:42:01

L’importanza della memoria: Anna Amadori

AAmadori.: viene a conoscenza di questo progetto grazie a un post Facebook di Bruno Tognolini. Antigone delle città è stato un atto di memoria, tangibile ed esperibile da tutta la comunità e la città.

Memoria come qualcosa di essenziale per la sopravvivenza.

01:42:02 – 01:45:07

L’importanza della memoria: Bruno Cappagli

BC: la chiamata per l’intervista ha riacceso in lui la memoria dell’evento. Lavora al teatro “La Baracca Testoni ragazzi” con gli adolescenti sulla memoria.
01:45:15 -01:47:14

L’importanza della memoria:

Alessandra Anzaghi

AAnzaghi: forza dirompente della memoria collettiva e testimonianza rituale comunitaria.

Nonostante i 30 anni passati, Antigone delle città è molto viva in lei.

01:47:18 – 01:57:06

Testimone, testamento e testimonianza

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BT: distinzione tra memoria da conservare e memoria da consegnare. Rapporto tra “vecchie” Antigoni e “giovani” Antigoni: passaggio di testimone. Riproporsi di Antigone delle città nel contesto diverso, contemporaneo.

LB: piacevolmente stupita da tutto ciò che è nato dall’intervento di Tognolini in aula durante il suo corso di Scenografia al Dams di Bologna.

01:57:07 -01:57:39

Saluto finale

CO: saluta con emozione.
01:57:40 -01:58:50

Raccontare il vero

AAmadori: legge i versi finali di Amleto e ci aggancia un ragionamento riguardo il racconto vero di una strage vera, tramite Antigone delle città.
01:58:51 -02:02:06

Scenografia in Antigone delle città

BC: prova straniamento nel trovarsi nell’ensamble musicale che accompagna i “Morti” in cima alla piramide in Piazza Maggiore. Considerazioni sui due nuclei scenografici di Antigone delle città: i cumuli di macerie e la piramide tronca.
02:02:07 -02:04:04

Attori- musicisti

BT: attori che vengono “strappati” dai propri personaggi per mettere al servizio di tutti la loro maestranza musicale.

BC: costruisce il paragone con i suonatori di cornamusa che guidano le truppe anglosassoni.

02:04:07 -02:06:51

La memoria emotiva

CDD: il dolore è spesso escluso dalle rappresentazioni perché improduttivo. Il teatro ha anche il compito di formare una comunità attorno a un dolore. 
02:06:52 -02:10:44

Ultime considerazioni e saluti

AAmadori: con la molteplicità di elementi che compongono Antigone delle città, questo evento diventa un vero e proprio modello.

BT: attori regalano la propria vita ai “Morti”.

Saluti e ringraziamenti.

 



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Interview Duration: 02:14:20

Registration Duration: 02:10:44

Format: mp4

Type: Audio

Language: Italiano

Subjects:

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Citation

Intervista ad Amadori Anna, Anzaghi Alessandra, Cappagli Bruno, Di Domenico Christian, Ottolini Carlo, Pontrandolfo Caterina, Quattro Alessandro, di Comotti Emma, Sanguedolce Sara, Via Google Meet, il 05-06-2024, Progetto “Antigone delle città”, Collezione Dipartimento delle Arti – Unibo (DARB-01a), consultata in URL:< https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..>, (data di accesso).



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Bibliography: