Intervista a Mazzone Beno

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Preliminari

Introduzione e apertura dell’intervista
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L’archivio del Teatro Libero di Palermo: l’importanza della memoria

Beno Mazzone illustra il concetto di memoria teatrale a partire dall’archivio del Teatro Libero di Palermo da lui fondato nel 1968 e da lui curato e organizzato. Sin dal primo istante, Mazzone si è posto nell’ottica di conservare la memoria del proprio lavoro, raccogliendo quanti più documenti possibili e conservandoli in ordine cronologico, stagione per stagione, anno per anno. Particolare importanza assume la memoria audiovisiva che ha permesso di documentare, in video, spettacoli, interviste, laboratori, attività teoriche e pratiche, testimoniando e restituendo in toto l’evento teatrale.
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Dal teatro universitario palermitano ai festival internazionali

Mazzone racconta che quando cominciò a fare teatro a Palermo, oltre al Teatro Biondo, non c’erano tracce di Teatro Stabile, né di compagnie teatrali professionali. Mazzone era stato impegnato dal 1965 al 1967 con il teatro universitario, caratterizzato da creazioni teatrali con un’identità differenziata e non precisa. Conclusasi questa esperienza, produce il primo spettacolo del Teatro Libero – Insulti al pubblico di Peter Handke – e lo presenta all’interno della sala Biblioteca del Goethe-Institut di Palermo; da lì comincia a muoversi nei festival di teatro universitario sia nella ex Jugoslavia sia in Polonia, dove nel 1971 conosce Jerzy Grotowski.
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“Incontroazione”: la nascita del “non festival”

Ritornato a Palermo, Mazzone avverte l’esigenza di farsi mediatore della sua fruizione di teatro dal grande respiro con la città di Palermo e si inventa la formula di un “non festival” che chiama: “Incontroazione”. L’esigenza di Mazzone è quella di creare a Palermo una forma di residenza internazionale che permetta l’incontro e la permanenza di gruppi teatrali, compagnie di teatro e di danza provenienti da diversi paesi che si ritrovano sotto il tendone del circo Martini per socializzare, scambiarsi idee e progetti, vedere spettacoli.
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L’approdo di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret in Sicilia

L’archivio del Teatro Libero rappresenta l’unico esempio conclamato di archivio teatrale siciliano che testimoni il passaggio di Eugenio Barba in Sicilia. Tra l’8 e l’11 maggio 1980, in occasione del seminario internazionale “Ricerca teatrale e diverso culturale” organizzato da Mazzone per l’allora Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, l’Odin Teatret ed Eugenio Barba approdano per la prima volta in Sicilia, a Trappeto, nel borgo di Danilo Dolci. Quel seminario ha rappresentato un momento di incontro teorico tra storici del teatro, antropologi, psicanalisti e studiosi provenienti da diversi paesi e un’occasione preziosa per far conoscere a Palermo la compagnia dell’Odin Teatret che ha presentato due spettacoli di repertorio, Il Milione e Anabasis, debuttando con Ceneri di Brecht.
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Le esperienze parateatrali con Jerzy Grotowski e l’omaggio di Mimmo Cuticchio

Nell’1981 Mazzone si dedica al teatro-laboratorio di Grotowski che aveva già chiuso la sua esperienza di creazione teatrale e lavora, insieme al suo ensemble, a diversi progetti che chiama “parateatrali”: L’albero delle genti affidato a Ludwik Flaszen, Antoni Jahołkowski, Zygmunt Molik, Stanisław Scierski, Ryszard Cieslak e ad altri e poi Il Teatro delle sorgenti, progetto curato personalmente da Grotowski nelle campagne di Rocca Busambra con un gruppo di venti persone. Inoltre, ancora nel 1981, viene presentato un nuovo spettacolo creato dai suoi attori e intitolato Thanatos Polski, di cui purtroppo non è rimasta alcuna documentazione video. L’accoglienza del pubblico siciliano sia per Grotowski che per Barba è stata molto positiva. L’esperienza di Ceneri di Brecht per Mazzone è stata notevole: ricorda, in particolar modo, l’interpretazione del personaggio di Katherine interpretato da Iben Nagel Rasmussen. Nel 1980 viene invitato anche Mimmo Cuticchio che, durante una sezione di lavoro, salta sul tavolo rotondo e fa un frammento del suo cunto La spada di Celano davanti a Barba e ai suoi amici, docenti di teatro, che se ne innamorano.
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Mappare il territorio: il censimento delle realtà teatrali siciliane

Il seminario internazionale rappresenta per Mazzone anche l’occasione per poter realizzare, nel 1980, un censimento delle realtà teatrali attive alla fine degli anni Settanta tra Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Messina e Palermo attraverso la somministrazione di un questionario che conferma la netta minoranza di compagnie teatrali del Sud rispetto a quelle del Nord emersa già a Casciana Terme tre anni prima. L’idea di Mazzone nasce dalla volontà di far conoscere i gruppi teatrali tra di loro per fare rete e per creare un’esperienza di “Incontroazione” itinerante in Sicilia.
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Ascesa e crisi del circuito itinerante siciliano

Mazzone, con la complicità dell’Ente Teatrale Italiano, decide nel 1981 di far fare tappa a compagnie italiane e straniere a Palermo, a Enna, ad Agrigento (esperimento fallimentare), a Catania (con la complicità di Mario Giusti e del Teatro Stabile), a Noto e a Messina, a Siracusa e a Ragusa. Il circuito funziona fino all’89, anno del terremoto che fece venir meno il progetto: i due teatri comunali di Enna e di Noto vengono danneggiati, infatti, e restano solo Palermo, Catania e Messina (il cui rapporto col teatro comunale era travagliato).
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Fare teatro “altro” in Sicilia: ostacoli e resistenze

Le difficoltà logistiche, economiche, sociali che deve affrontare chi vuole fare teatro “altro” in Sicilia sono molteplici. Tra queste, il clientelismo che connota culturalmente la Sicilia ma anche la diffusione di un circuito teatrale che non è siciliano e che comprende per lo più compagnie che Mazzone definisce “televisione dal vivo”. Il Teatro Libero per 58 anni ha accolto gruppi di sperimentazione teatrale e di ricerca e resiste ancora. In una città come Palermo in cui l’intrattenimento è imperante, sopravvivere è già una fortuna.
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L’eredità del Terzo Teatro in Sicilia

Oggi parlare di Terzo Teatro in Sicilia è anacronistico? Esiste ancora? Che tracce sono rimaste? Secondo Mazzone, gli unici gruppi un po’ “barbiani” in passato erano stati l’Opra 2 Teatro di Donatella Capraro e Marcello Parisi che sono poi passati a un tipo di teatro istituzionale (Capraro, infatti, ha cominciato a lavorare con il Teatro Stabile di Catania) e la Cooperativa Le Nuove Proposte di Enna, capitanata da Antonio Maddeo, che durò poco data la scomparsa prematura dello stesso Maddeo. Mazzone dichiara, pertanto, di non intravedere alcuna traccia di Terzo Teatro in Sicilia né nel passato né nel presente.
00:57:27

Conclusione

Saluti finali e ringraziamenti.


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Interview Duration: 01:00:00

Registration Duration: 00:57:25

Format: mp3

Type: Audio

Language: Italiano

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Citation

Intervista a Mazzone Beno, di Giudice Doriana, Palermo, Teatro Libero, il 25/11/2025, “Il Terzo Teatro in Sicilia: memorie e fonti orali (TISC-1e), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-mazzone-beno/>(data di accesso).



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