Intervista a Vignai Arturo

ORMT-17c

 

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Cenni storici: storia di Monticchiello dall’epoca etrusca al Medioevo alla Seconda Guerra Mondiale

L’intervista si apre con il ricordo della guerra, precisamente dell’anno 1944. Il testimone, che all’epoca aveva dieci anni, rivive il tragico episodio dei giovani fucilati al muro, lo scontro armato tra le milizie fasciste e i partigiani, noto come la “Battaglia di Monticchiello” (6 aprile 1944), e il coinvolgimento dei soldati tedeschi chiamati in supporto. Successivamente, A.V. compie un viaggio nel passato, risalendo all’epoca degli etruschi che, secoli prima, abitavano queste terre della campagna senese. Con l’arrivo dei romani, il territorio fu conquistato e una famiglia romana fece erigere una villa sul colle che avrebbe dato il nome al paese: villa della Gens Clelia, da cui deriva il toponimo di Mons Cleli (“Monti dei Cheli”), da cui si è evoluto il nome Monticchiello. Attorno alla villa furono costruite abitazioni e si sviluppò un castello, o meglio, un “borgo murato”. Il feudo passò prima all’Abbadia Amiatina, che lo cedette poi alla famiglia Forteguerri, per arrivare infine nelle mani di Papa Adriano IV. Nel 1120, il Papa lo cedette a sua volta all’Ordine dei Cavalieri Teutonici, che mantennero il controllo fino al 1200, quando il feudo fu annesso dalla Repubblica di Siena, diventando una roccaforte strategica.
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Nascita del Teatro Povero, come forma di protesta e resistenza, all’epoca dello spopolamento delle campagne

Con un ulteriore salto nella storia più recente, A.V. giunge agli anni Sessanta del Novecento, periodo in cui si affaccia il tema dell’abbandono delle terre e della fine della mezzadria. I contadini lasciarono le loro terre, abbandonando la vita rurale che per secoli aveva caratterizzato la zona. È proprio in questo contesto di spopolamento che, nel 1967, nasce il teatro a Monticchiello, come forma di resistenza a tale fenomeno. Tuttavia, ammette il testimone, i primi anni non furono del tutto soddisfacenti. «Il Teatro Povero è nato perché volevamo, attraverso il teatro, cercare di porre l’attenzione anche verso l’autorità per l’abbandono che vivevamo, perché lei deve pensare che non c’era neanche una strada asfaltata, non c’era la corrente elettrica nelle campagne, e pensammo di farne una protesta attraverso il teatro per richiamare quest’attenzione.»
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Quel 6 aprile del ’44 e  il contributo di  Mario Guidotti nel corso degli anni Settanta.

La protesta, afferma A.V., ebbe successo nel 1969, quando il gruppo portò in scena la battaglia partigiana del 6 aprile 1944. Per scrivere il testo, si rivolsero allo scrittore Mario Guidotti, all’epoca capo delle informazioni alla Camera dei deputati. Grazie alle sue competenze e conoscenze, Guidotti riuscì a far conoscere il Teatro di Monticchiello alla critica teatrale, segnando un punto di svolta per la compagnia che conobbe la direzione dello scrittore fino al 1981. Fu proprio Guidotti a coniare il termine “Teatro Povero”, intendendo con tale appellativo un teatro «povero di scene» (ispirandosi al concetto di teatro povero di Grotowski). A.V. sottolinea che Monticchiello non è un luogo di attori professionisti, ma è «un paese che recita», e aggiunge che quando chiamarono a partecipare un «vero attore» non funzionò perché questi «stonava» in mezzo agli abitanti di Monticchiello. Questo era «un paese che dava se stesso». A partire da Quel 6 aprile ’44 (1969), con Mario Guidotti, il teatro di Monticchiello iniziò a parlare del mondo contadino. Successivamente le tematiche si apriranno verso fatti nazionali e non solo locali.
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Assemblee e tempistiche del Teatro Povero

 A.V. descrive il processo creativo e di messa in scena del Teatro Povero, che inizia ogni anno a gennaio con delle assemblee regolari, che si svolgono quasi ogni quindici giorni. Durante queste riunioni, il gruppo discute e cerca un testo o un tema da portare in scena. Successivamente, un gruppo più ristretto di persone prende le decisioni finali, e gradualmente vengono scritte le diverse parti dello spettacolo. Il testimone spiega che il ciclo del Teatro Povero inizia a gennaio e si conclude a metà agosto, tenendo conto non solo delle assemblee per scegliere il soggetto e scrivere il testo, ma anche delle prove e degli spettacoli.
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I direttori del Teatro Povero dopo Guidotti

A.V. ripercorre la successione alla direzione del Teatro Povero, iniziando con Mario Guidotti, che guidò il teatro fino al 1981. Successivamente, la direzione passò ad Andrea Cresti, che continuò a portare avanti il progetto teatrale fino al 2019. Il testimone ricorda Cresti come un vero e proprio artista poliedrico: pittore, regista, scenografo, musicista, un uomo che «sapeva fare tutto». Oggi, la direzione del Teatro Povero è condivisa da due registi: Manfredi Rutelli e Giampietro Giglioni.
00:11:57 – 00:13:42

Rapporto tra scena e pubblico

E.M. rivolge all’intervistato una domanda riguardo al rapporto tra gli attori e il pubblico durante la messa in scena, chiedendosi se quest’ultimo venga effettivamente coinvolto. A.V. risponde che, inizialmente, durante gli anni della direzione di Guidotti, alla fine di ogni spettacolo venivano organizzati dibattiti sul tema trattato. Tuttavia, questo approccio è stato abbandonato nel tempo. Il testimone spiega che, col passare degli anni, si è scelto di non proseguire con questi interventi poiché, come afferma, «si trattava di una cosa pericolosa»: si finiva sempre per parlare di politica, e «la politica divide sempre». Per questa ragione, si decise di non coinvolgere più il pubblico in discussioni post-spettacolo che sempre terminavo in discussioni «accese».
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L’Eroina di Monticchiello

E.M. chiede al testimone di scegliere l’anno più significativo per il Teatro Povero. A.V. risponde citando il 1967, anno del primissimo spettacolo, L’eroina di Monticchiello. Si tratta di una storia di fantasia ispirata al libro di Giuseppe De Lorenzo, Maria Mangiavacchi, ovvero L’eroina di Monticchiello: racconto del secolo 16 (pubblicato nel 1890). Il testimone, che partecipò come attore a tutti gli spettacoli del Teatro Povero, interpretò il padre dell’eroina in quella prima messa in scena.
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Quel 6 aprile ’44, il mondo contadino e la ribellione della donna

A.V. prosegue poi ricordando il 1969, anno di Quel 6 aprile ‘44, lo spettacolo che lanciò la compagnia anche a livello di critica. Questo lavoro fu particolarmente importante perché iniziava a portare in scena il mondo contadino e la ribellione della donna. A.V. racconta che le donne furono tra le prime artefici dell’abbandono delle terre, stanca dei disagi quotidiani come la mancanza di luce, acqua e servizi igienici. Questo malessere portò a un flusso massiccio di persone dalle campagne verso le città.
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Le tematiche del Teatro Povero oggi: le questioni politiche e sociali d’attualità, la guerra in Ucraina

A.V. riprende il discorso sui temi trattati dal Teatro Povero, ribadendo che da qualche anno si sono presi in considerazione argomenti che non riguardano solo Monticchiello e la vita contadina ma che sono importanti a livello nazionale: problemi sociali e politici. Racconta che un anno si portò in scena, ad esempio, la guerra in Ucraina (fa riferimento alla seconda edizione del mini-festival culturale “Avanti, Popolo!”, 14-15 settembre 2024) durante una serie di dibattiti riguardanti temi cruciali la libertà di informazione, il ritorno della guerra, il turismo di massa e il cambiamento climatico.
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Conclusione

A.V. Conclude il racconto parlando dell’edificio dove si trovano – il granaio – e con alcuni aneddoti riguardanti gli ultimi proprietari nobili della fattoria, i conti Bichi Borghesi.


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Interview Duration: 00:21:14

Registration Duration: 00:21:14

Format: mp3

Type: Audio

Language: Italiano

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Citation

Intervista a Vignai Arturo, di Musarò Elena, Monticchiello (SI), il 07/02/2023, Progetto “Il Teatro Povero di Monticchiello fra ieri e oggi”, Collezione Ormete (ORMT-17c), consultata in URL: <https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..>, (data di accesso).



Relation:

  • teatropovero.it



Bibliography:

  • Giglioni Gianpiero, Per un teatro necessario: in piazza e in scena a Monticchiello. Il Teatro Povero, tesi di laurea inedita, Università degli studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere Moderne, a.a. 2006/2007
  • Musarò Elena, I teatri di comunità e la sfida del presente: l’esperienza del Teatro Povero di Monticchiello, tesi di laurea inedita in Beni artistici e dello spettacolo, Università di Parma, A.A. 2021/2022, relatrice prof.ssa Roberta Gandolfi (consultabile presso il museo TePoTratos a Montichiello)