Intervista a Tatò Carla
ORMT-18h
Interviewee: Tatò Carla
Interviewer: Orecchia Donatella Morganti Arianna
Orecchia Donatella Morganti Arianna
14 Febbraio 2024 – Casa di Carla Tatò, Genazzano, Roma
Inizio anni Ottanta
Keywords
- Ashley Robert
- Balestrini Nanni
- Benjamin Walter
- Bennink Ham
- Branciaroli Franco
- Brega Piero
- Buren Daniel
- Castellitto Sergio
- Celant Germano
- Cinque Luigi
- Coen Massimo
- Colombaioni Willi
- Colombo Eugenio
- Conti Bicocchi Maria Gloria
- Coudray Michelle
- Cutarelli Dino
- de Sade Donatien-Alphonse-François
- Dell’Orso Edda
- Fabbri Marisa
- Fabro Luciano
- Fadini Edoardo
- Fuchs Rudi
- Geremia Renato
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- Kounellis Jannis
- Lerici Roberto
- Lessing Gotthold Ephraim
- Lucci Massimiliano
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- Marini Giovanna
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- Mengelberg Misha
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- Petroselli Luigi
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- Pirandello Luigi
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- Quartucci Carlo
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- Saffo
- Scalchi Ada
- Schiaffini Giancarlo
- Schiavoni Piero
- Sudano Rino
- Tatò Carla
- ten Cate Ritzaert
- Van Tieghen David
- von Kleist Heinrich
- Wedekind Frank
- Weiner Lawrence
- 1793, da Parigi di Fuchs Rudi
- Borgatacamion di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Comédìe Italienne di Lerici Roberto, Paolini Giulio e Quartucci Carlo
- Didone di Lerici Roberto (regia di Quartucci Carlo)
- Florville e Courval di de Sade François (regia di Quartucci Carlo)
- Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
- Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
- Histoire du soldat di Stravinskij Igor Fёdorovič (regia di Quartucci Carlo)
- L’ultimo spettacolo di Nora Helmer di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Pentesilea di von Kleist Heinrich (regia di Quartucci Carlo)
- Platea di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
- Prologo di Paolini Giulio
- Robinson Crusoe mercante di York di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Scene di Periferia di Quartucci Carlo
- Tamerlano Il Grande di Marlowe Christopher (regia di Quartucci Carlo)
- Un teatro musicale - Concerto scenico di Bennink Ham, Colombo Eugenio, Mengelberg Misha e Geremia Geremia
- Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
- Aranciera di San Sisto Vecchio, Roma
- Borgata Romanina, Roma
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Erice
- Fabbrica Salzmann, Kassel
- Genazzano (RM)
- Hotel Cremona, Genazzano (RM)
- Mickery Theatre, Amsterdam
- Museum Fridericianum, Kassel
- Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
- Compagnia Laboratorio Camion
- Progetto Genazzano
- Zattera di Babele
| DESCRIPTION | ||
| 00:00:00 – 00:15:51
Genesi di Uscite e contesto di realizzazione tra Amsterdam e Genazzano. |
Presentazioni preliminari.
D.O. A partire da alcune stampe fotografiche di Uscite, richiesta di descrizione delle immagini e di chiarimento sul significato della presenza del sipario di bicchieri e della configurazione del pubblico. C.T. Carla Tatò colloca Uscite all’interno di una costellazione di azioni sceniche (Didone, Platea, Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. La ballerina che genera galli), sottolineandone la natura processuale. Il titolo viene interpretato come sintesi del gesto teatrale nella sua totalità: passaggio tra spazio dei camerini e scena, e viceversa. Uscite è definito come dispositivo che ingloba l’intero atto del “fare teatro”. Viene richiamato l’intervento di Jannis Kounellis nella Sala Martino V, con la divisione verticale dello spazio e l’introduzione del sipario di bicchieri, realizzato per la prima volta nel novembre 1981 al Mickery Theatre di Amsterdam, in occasione di una performance con Valeria Magli (presentata da Nanni Balestrini). In tale contesto si registra anche un primo tentativo di proiezione del film Robinson Crusoe su un sipario-cornice ideato da Kounellis. A Genazzano, il dispositivo scenico si arricchisce con l’inserimento delle bottiglie di vino dei contadini, rese possibili da un rinforzo strutturale del palcoscenico. L’intervistata sottolinea la presenza compatta della comunità contadina e della sua tradizione culturale. Dopo l’esperienza di Vinaliae (con la partecipazione di Gigi Proietti) e il successivo soggiorno al Festival di Avignone, Carla Tatò e Carlo Quartucci entrano in contatto con modelli di aggregazione artistica caratterizzati da una forte componente popolare e partecipativa. Nel 1982, il ritorno a Genazzano avviene con un bagaglio di esperienze maturate tra Amsterdam e Avignone, integrato con i racconti della comunità locale. L’intervistata definisce questo processo come un “innesto culturale”. Uscite viene ricordato come momento di forte adesione collettiva: lo spettatore-abitante manifesta un desiderio attivo di partecipazione. |
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| 00:15:52 – 00:24:04
Configurazione scenica di Uscite e ruolo performativo. |
D.O. / A.M. Richiesta di chiarimento sul ruolo della compagnia all’interno di Uscite.
C.T. Riferimento a un’immagine fotografica scattata al Mickery Theatre, suggerita da Rudi Fuchs in relazione al dipinto Il bar delle Folies-Bergère di Édouard Manet. L’immagine ritrae Carla Tatò bendata, configurando la sua presenza come enigma conoscitivo. La figura è associata all’“urlo muto” di Edvard Munch, sottolineando l’assenza di parola in scena. L’azione scenica è strutturata attraverso ingressi e uscite di Willy Colombaioni, Piero Brega, Luigi Cinque ed Eugenio Colombo, che comportano anche la rottura fisica di alcuni bicchieri del sipario. L’unico elemento vocale è rappresentato dal canto di Piero Brega, mentre Carla Tatò e Willy Colombaioni operano in regime di silenzio. Colombaioni è descritto in una dinamica performativa basata sull’errore simulato (cadute finte, esercizi disfunzionali). Carla Tatò sottolinea come questa configurazione segni uno scarto rispetto alle modalità operative precedenti all’interno del Progetto Genazzano. |
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| 00:24:05 – 00:30:14
Processo di ideazione di Funerale. |
D.O. Richiesta di ricostruzione del processo ideativo di Funerale.
C.T. L’opera viene descritta come emergente da un processo dialogico tra Carlo Quartucci, Carla Tatò e Jannis Kounellis. Quest’ultimo operava prevalentemente attraverso schizzi, mentre Quartucci e Tatò sviluppavano una dimensione verbale e immaginativa intensa (“fiume” di evocazioni). Il punto di partenza è individuato nell’immaginario del Cabaret degli Undici Boia, esteso ad altri modelli di cabaret primo-novecenteschi, intesi come spazi di libertà e di incontro artistico non istituzionalizzato. Carla Tatò richiama inoltre la partecipazione alle assemblee comunali di Genazzano come momento fondamentale di immersione nella realtà locale. Viene menzionata l’azione Genealogia di Luciano Fabro, basata sulla lettura dei nomi degli abitanti del paese, accompagnata dalle fotografie di Paolo Pellion. L’evento è interpretato come momento di attesa collettiva e di costruzione di una temporalità condivisa, in linea con la riflessione di Fabro sul rapporto tra tempo e teatro. |
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| 00:30:15 – 00:32:31
Prime configurazioni immaginative di Funerale. |
D.O. Invito a tornare sull’immagine di Funerale.
C.T. Carla Tatò richiama la divisione dello spazio nella Sala Martino V e la relazione con l’atmosfera culturale del paese. Durante il periodo definito dei “sei mesi di silenzio” (1981), la comunicazione avveniva prevalentemente attraverso immagini elaborate da Jannis Kounellis. Tra queste emerge la visione di uno spazio scenico bipartito: livello superiore occupato dagli attori e livello inferiore associato alla dimensione istituzionale (sindaco e assemblee comunali). |
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| 00:32:32 – 00:43:16
Trasformazioni sceniche di Funerale e nozione di “Drammaturgia delle Arti”. |
D.O. Osservazione sulla differenza tra le prime configurazioni immaginative e le realizzazioni sceniche di Funerale a Kassel e al Ninfeo del Bramante.
C.T. Riferimento alla messa in scena a Berlino e alla contemporaneità storica segnata dalla presenza del Muro. Carla Tatò definisce la “Drammaturgia delle Arti” come pratica di dialogo con lo spazio, inteso come elemento attivo e generativo. Le immagini progettuali acquisiscono forma attraverso l’interazione con contesti specifici. A Kassel, lo spazio individuato è quello di una fabbrica dismessa, caratterizzata da una vetrata affacciata sulla città. D.O. Precisazione sul rapporto tra ideazione e adattamento dello spazio. C.T. Il Castello Colonna è descritto come spazio dotato di una forte stratificazione storica, che ha orientato il processo creativo. Lo spazio viene concepito come “autore” con cui instaurare un dialogo. D.O. Sintesi interpretativa del processo. C.T. L’urgenza di Funerale nasce dalla sedimentazione delle esperienze genazzanesi e dalla difficoltà di operare nello stato di rovina del Castello. L’azione scenica si sviluppa quindi in estensione orizzontale, anziché verticale. Nella fase iniziale di elaborazione non era presente un testo drammaturgico, successivamente introdotto da Roberto Lerici. |
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| 00:43:17 – 00:44:33
Il rapporto con Edoardo Fadini durante Progetto Genazzano. |
D.O. Domanda sul rapporto con Edoardo Fadini nel periodo di Progetto Genazzano.
C.T. Carla Tatò richiama l’esperienza del cabaret e il riferimento al Cabaret Voltaire fondato da Fadini negli anni Settanta. A Genazzano, Fadini segue l’idea del Cabaret degli Undici Boia, in continuità con il percorso avviato durante Camion. Il rapporto è definito come “fratellanza a distanza”, fondata su una condivisione prolungata di pratiche e riflessioni. |
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| 00:44:34 – 00:48:58
Ruolo di Rudi Fuchs e Germano Celant all’interno di Progetto Genazzano. |
D.O. Rudi Fuchs all’interno di Progetto Genazzano.
C.T. Rudi Fuchs è descritto come responsabile delle relazioni artistiche e istituzionali, con un approccio definito “rivoluzionario”. La sua azione si estende anche alle esperienze successive, come quella di Erice. Il rapporto con Germano Celant, avviato durante Camion, si concentra sulla rete di artisti internazionali, in particolare provenienti dagli Stati Uniti, prevalentemente attivi nei campi del cinema e della performance. |
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| 00:48:59 – 01:06:31
Il frammento come principio estetico e operativo. |
D.O. Richiamo a una riflessione sul concetto di frammento.
C.T. Carla Tatò collega la nozione di frammento alle esperienze in borgata e al lavoro con il Canzoniere del Lazio. Il frammento è inteso come parte di una totalità spaziale (borgata, paese), capace di contenere e articolare una pluralità di elementi. A Genazzano il riferimento è il paese; a Roma, la borgata della Romanina. In entrambi i contesti si sviluppa un lavoro simultaneo su materiali eterogenei: testi classici (Henrik Ibsen), letteratura moderna (Robinson Crusoe), e produzioni contemporanee (Scene di periferia, 1978). D.O. Relazione tra frammento e pratica del cabaret. C.T. L’esperienza del Castello Colonna è associata a un forte senso di libertà e a una dimensione rivoluzionaria, affine a quella dei cabaret storici, caratterizzati da una distanza rispetto ai circuiti borghesi.. Fine dell’intervista. |
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Interview Duration: 06:00:00 circa
Registration Duration: 01:06:31
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
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Citation
Intervista a Tatò Carla, di Orecchia Donatella, Morganti Arianna, casa di Carla Tatò, Genazzano (RM), il 14/02/2024, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18h), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-tatò-carla-7/>, (data di accesso).
Relation: Bibliography:
