Intervista a Tatò Carla
ORMT-18e
Interviewee: Tatò Carla
Interviewer: Orecchia Donatella Morganti Arianna
Orecchia Donatella Morganti Arianna
3 Dicembre 2023 – Casa di Carla Tatò, Genazzano, Roma
Inizio anni Ottanta
Keywords
- Ashley Robert
- Benjamin Walter
- Bennink Ham
- Branciaroli Franco
- Brega Piero
- Buren Daniel
- Castellitto Sergio
- Celant Germano
- Cinque Luigi
- Coen Massimo
- Colombaioni Willi
- Colombo Eugenio
- Conti Bicocchi Maria Gloria
- Coudray Michelle
- Cutarelli Dino
- de Sade Donatien-Alphonse-François
- Dell’Orso Edda
- Fabbri Marisa
- Fabro Luciano
- Fuchs Rudi
- Geremia Renato
- Gianelli Ida
- Gordon Peter
- Jonas Joan
- Kounellis Jannis
- Lerici Roberto
- Lessing Gotthold Ephraim
- Marini Giovanna
- Marlowe Christopher
- Mengelberg Misha
- Michetti Ulderigo
- Morricone Ennio
- Neumann Andrés
- Paolini Giulio
- Pellion Paolo
- Petroselli Luigi
- Piperno Elsa
- Piperno Giacomo
- Pirandello Luigi
- Prasca Giuliano
- Proietti Gigi
- Quartucci Carlo
- Quartucci Toto
- Saffo
- Scalchi Ada
- Schiaffini Giancarlo
- Tatò Carla
- ten Cate Ritzaert
- Van Tieghen David
- von Kleist Heinrich
- Wedekind Frank
- 1793, da Parigi di Fuchs Rudi
- Borgatacamion di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Comédìe Italienne di Lerici Roberto, Paolini Giulio e Quartucci Carlo
- Didone di Lerici Roberto (regia di Quartucci Carlo)
- Florville e Courval di de Sade François (regia di Quartucci Carlo)
- Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
- Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
- Histoire du soldat di Stravinskij Igor Fёdorovič (regia di Quartucci Carlo)
- L’ultimo spettacolo di Nora Helmer di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Pentesilea di von Kleist Heinrich (regia di Quartucci Carlo)
- Platea di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
- Prologo di Paolini Giulio
- Robinson Crusoe mercante di York di Camion (regia di Quartucci Carlo)
- Scene di Periferia di Quartucci Carlo
- Tamerlano Il Grande di Marlowe Christopher (regia di Quartucci Carlo)
- Un teatro musicale - Concerto scenico di Bennink Ham, Colombo Eugenio, Mengelberg Misha e Geremia Geremia
- Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Fabbrica Salzmann, Kassel
- Firenze
- Genazzano (RM)
- Mickery Theatre, Amsterdam
- Museum Fridericianum, Kassel
- Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
- Roma
- Teatro Nuovo, Spoleto (PG)
- Cabaret degli Undici Boia
- Compagnia Laboratorio di Camion
- Documenta 7
- Progetto Genazzano
| DESCRIPTION | ||
| 00:00:00 – 00:06:20
La dimensione del viaggio e del sogno. |
D.O. Ripresa dell’ultimo frammento dell’intervista a Carla Tatò datata 26 novembre 2023.
C.T. Riferimento al documento Organizzazione di un gruppo di lavoro con borse di studio (1981), conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM). Carla Tatò definisce la compagnia come una comunità di “viaggiatori”, tanto sul piano fisico quanto su quello mentale. “Non erano le prove dello spettacolo, io non ho mai provato, soprattutto nella mia vita scenica in viaggio con Carlo… mai provato eppure provavamo sempre. Era una vita in prova, perché il viaggio, essendo una scoperta continua, ti trasforma. Era una metamorfosi continua” (00:01:17 – 00:01:48). La pratica teatrale non è concepita come una fase separata di prove, ma come una condizione permanente: una “vita in prova”, caratterizzata da trasformazione continua. Il viaggio, inteso come esperienza conoscitiva, produce una metamorfosi costante dell’attore e del dispositivo scenico. In questo quadro, lo spazio – in particolare quello di Genazzano, segnato da condizioni di degrado e discontinuità – agisce come agente attivo: la relazione con il contesto e con i suoi abitanti stimola e orienta il processo creativo, alimentando il desiderio di abitare artisticamente il luogo. |
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| 00:06:21 – 00:15:56
Comunità locale e nozione di “cultura naufragata”. |
D.O. Lettura del documento Appunti per una convenzione (1981), conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM).
C.T. Carla Tatò distingue il contesto delle borgate romane da quello dei centri minori della provincia: mentre nelle borgate l’intervento artistico si configura come pratica di conflitto politico, nei piccoli centri emerge una maggiore coesione sociale e una disponibilità relazionale che favoriscono forme di partecipazione condivisa. La cultura contadina locale – esemplificata dalla festa del vino Vinaliae – viene riconosciuta come struttura portante del tessuto sociale. In questo contesto, ogni abitante assume un ruolo centrale nel processo creativo (“ogni cittadino era una colonna”), contribuendo alla genesi di azioni sceniche come Uscite. La nozione di “cultura naufragata” viene articolata attraverso una duplice genealogia: da un lato la tradizione letteraria europea (Lessing, Kleist), dall’altro le forme spettacolari del cabaret mitteleuropeo (Cabaret degli Undici Boia). Il Prologo e il film Florville e Courval si configurano come dispositivi inaugurali di tale riflessione. |
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| 00:15:57 – 00:18:30
Dispositivi creativi e drammaturgia dello spazio. |
D.O. Interrogativo sull’impiego delle fotografie nel Prologo di Giulio Paolini.
C.T. Carla Tatò riconduce tale scelta alla riflessione sul dispositivo teatrale sviluppata a partire dal 1977 (Teatro Nuovo di Spoleto), fondata sulla duplicità dello sguardo (attore/spettatore). D.O. Donatella Orecchia domanda sul significato del sipario di Paolini. C.T. L’arrivo a Genazzano comporta il riuso di materiali scenici precedenti, rielaborati in nuove configurazioni. L’opera Platea (1982), realizzata da Paolini e Quartucci nella Sala Martino V, introduce una concezione del sipario come dispositivo stratificato, portatore di molteplici livelli di significato. |
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| 00:18:31 – 00:21:28
Voce, ascolto e sostenibilità economica. |
C.T. Carla Tatò descrive una fase iniziale segnata dalla sospensione della parola e da un ascolto profondo dello spazio, percepito come acusticamente e percettivamente ostativo. La dimensione sonora è affidata prevalentemente alla musica (ad esempio il violino di Renato Geremia nel Prologo di Jannis Kounellis).
D.O. Donatella Orecchia domanda sulla reazione della comunità locale. C.T. Il pubblico manifesta una risposta immediata e sensibile, partecipando attivamente anche attraverso gli spazi conviviali della Teatroteca. D.O. Riferimento al documento Organizzazione di un gruppo di lavoro con borse di studio, conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM). C.T. Tatò evidenzia la mancata realizzazione concreta del progetto, sottolineando la limitata risposta istituzionale e le difficoltà economiche sostenute autonomamente dalla compagnia, fino all’accumulo di un significativo indebitamento. |
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| 00:21:29 – 00:26:20
Seminari aperti e reti artistiche. |
D.O. Riferimento al documento Teatroteca – Progetto Genazzano (1981), conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM).
C.T. Le attività formative si configurano come seminari aperti, orientati alla condivisione dei processi creativi. Tra le presenze rilevanti, la cantante Edda Dell’Orso, coinvolta attraverso la mediazione di Marisa Fabbri. Emergono connessioni tra pratiche teatrali, musicali e cinematografiche, come nel caso della rielaborazione di Pentesilea (Kleist) e nella realizzazione di materiali audiovisivi nel territorio di Genazzano. |
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| 00:26:21 – 00:31:06
Laboratorio e partecipazione comunitaria. |
A.M. Arianna Morganti domanda sulle finalità dei laboratori.
C.T. Il laboratorio è concepito come strumento di consapevolezza per la comunità locale. L’approccio, derivato dall’esperienza di Camion, si fonda sull’apertura e sull’interazione diretta con gli abitanti, attraverso assemblee pubbliche e dispositivi di comunicazione diffusa (altoparlanti). La cultura contadina viene riconosciuta come matrice di ascolto e di relazione, contribuendo in modo determinante alla riuscita del progetto. “La cultura contadina era sovrana […]. Una cultura antica capace di ascoltare: questo ha determinato, secondo me, il successo effettivo di tutta Genazzano” (00:33:38 – 00:34:10). |
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| 00:31:07 – 00:37:58
Dimensione internazionale e dimensione locale: la dialettica. La programmazione artisitca di Germano Celant. |
D.O. 1981-1982: introduzione della dimensione internazionale a Progetto Genazzano.
C.T. Carla Tatò ricorda il contatto con Ritsaert Ten Cate (Mickery Theatre, Amsterdam) e la circuitazione internazionale di opere come Nora Helmer e Robinson Crusoe. Il 1982 segna una fase di espansione del progetto. Germano Celant orienta la programmazione verso la scena statunitense, includendo artisti quali Bob Ashley, Peter Gordon, David Van Tieghem e Joan Jonas, rappresentativi della New Wave americana. |
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| 00:37:59 – 00:43:39
Interdisciplinarietà e “amicizia artistica”. |
D.O. Relazione tra le diverse ricerche artistiche.
C.T. Carla Tatò evidenzia la capacità curatoriale di Celant nel mettere in relazione pratiche artistiche eterogenee senza generare conflitto, ma favorendo processi di interazione interdisciplinare. A Genazzano si sviluppa un clima di condivisione definito come “amicizia artistica”, in cui musicisti e performer operano in dialogo continuo nello spazio scenico. |
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| 00:43:40 – 00:44:43
Temporalità del progetto. |
D.O. Organizzazione temporale delle attività.
C.T. Il progetto si articola in periodi intensivi che concentrano laboratori, seminari e azioni sceniche. Alcuni membri del gruppo (Carlo Quartucci, Carla Tatò, Jannis Kounellis, Michelle Coudray) risiedono stabilmente a Genazzano, mentre gli artisti ospiti trovano accoglienza in strutture locali. |
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| 00:44:44 – 00:53:43
Didone: costruzione drammaturgica e riattivazione della voce (Carla Tatò). |
D.O. Donatella Orecchia domanda sulla ripresa della voce di Carla Tatò nel 1982, in relazione allo spettacolo Didone.
C.T. Carla Tatò descrive le difficoltà legate alla resa vocale all’interno degli spazi del Castello Colonna, caratterizzati da una forte risonanza acustica che impediva il controllo del suono. Il lavoro si orienta quindi verso una ricerca tecnica e performativa volta a “tagliare” lo spazio, anche attraverso l’uso di materiali (stoffe) capaci di modulare la propagazione sonora. Si configura una divisione dei ruoli nel processo creativo: Carla Tatò è impegnata nella ricerca vocale; Jannis Kounellis nella costruzione dell’immagine scenica; Carlo Quartucci nell’organizzazione complessiva del dispositivo teatrale. Il riferimento al mosaico di Palestrina, osservato insieme a Roberto Lerici, introduce il tema dell’approdo di Enea nel Lazio, che diviene matrice drammaturgica di Didone. Il lavoro di scrittura, affidato a Lerici, si colloca tra traduzione e riscrittura, attraversando fonti classiche (Virgilio) e testi moderni (Marlowe). La scena è costruita come un ambiente immersivo e conflittuale: elementi visivi (le “lingue di fuoco” di Kounellis), sonori (musiche di Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Luigi Cinque, Massimo Coen) e acustici (rumori secchi delle palle da biliardo) contribuiscono a generare una percezione di tensione, assimilabile a una condizione bellica. D.O. Donatella Orecchia domanda il perché della scelta di Didone? C.T. La motivazione è da rintracciare nello spazio. Didone compie un viaggio: dal latino di Virgilio all’italiano di Roberto Lerici. |
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| 00:53:44 – 00:54:27
La funzione del Narratore. |
D.O. Riferimento alla figura del Narratore, già presente nell’esperienza di Camion.
C.T. Carla Tatò descrive la funzione del narratore come esperienza di verifica e rigenerazione, evocando una dimensione quasi tattile della conoscenza. D.O. Reazione del pubblico. C.T. La ricezione è definita come estremamente positiva, fino a configurarsi come un “successo epocale”. |
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| 00:54:28 – 01:00:19
Didone a Documenta 7: trasposizione e adattamento dello spazio. |
D.O. Donatella Orecchia domanda sulle diverse versioni di Didone.
C.T. Carla Tatò sottolinea la necessità di adattare la partitura scenica ai diversi contesti spaziali, in particolare nel passaggio da Genazzano a Documenta 7. Il contatto con Rudi Fuchs, mediatore dell’invito, avviene tramite Jannis Kounellis. Lo spazio espositivo di Kassel – descritto come un museo-teatro – impone una riorganizzazione percettiva e scenografica: la visione si struttura dal basso verso l’alto, generando un effetto di immersione verticale. La disposizione del corpo dell’attrice (rivolto verso l’alto) produce una condizione di difficoltà fisiologica nella emissione vocale, trasformata però in elemento drammaturgico. L’urlo diventa dispositivo attrattivo, capace di attivare la curiosità e la partecipazione del pubblico. |
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| 01:00:20 – 01:01:45
Didone a Kassel: variazioni sceniche. |
C.T. Nella versione presentata a Kassel, la scena subisce ulteriori trasformazioni: le fiamme sono sostituite da una composizione umana (cadetti prussiani disposti in forma circolare). Lo spazio si articola in una struttura tripartita: al centro Tatò; ai lati, un ensemble musicale jazz e una danzatrice classica. Tale configurazione evidenzia una tensione tra linguaggi performativi differenti.
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| 01:01:46 – 01:05:47
Funerale a Kassel: spazio industriale e dimensione rituale. |
D.O. Funerale a Documenta 7: prima alla Fabbrica Salzmann, Kassel poi al Ninfeo del Bramante, Genazzano.
C.T. Carla Tatò descrive le difficoltà logistiche e materiali della messa in scena, tra cui il trasporto degli animali (cavalli) nello spazio industriale. L’azione si svolge in un capannone tessile, caratterizzato da aperture visive sulla città e da una temporalità che segue il passaggio dal tramonto alla notte. |
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| 01:05:48 – 01:07:45
Il ruolo di Carlo Quartucci. |
D.O. Donatella Orecchia domanda sul ruolo di Carlo Quartucci.
C.T. Tatò ne sottolinea la funzione di coordinamento totale: Quartucci interviene su tutti gli aspetti della produzione, dalla gestione degli attori alla cura dei costumi. |
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| 01:07:46 – 01:12:43
Collettività, rischio e improvvisazione. |
D.O. Confronto tra Funerale (dimensione corale) e Didone (dimensione solitaria).
C.T. Carla Tatò evidenzia la differenza tra il sostegno collettivo del corteo scenico in Funerale (a Genazzano, la presenza e il dialogo con Elsa Piperno) e la condizione di isolamento performativo in Didone. D.O. Margine di improvvisazione. C.T. L’instabilità degli elementi scenici (in particolare i cavalli per Funerale) introduce una dimensione di imprevedibilità e rischio reale. Tale condizione è deliberatamente ricercata da Quartucci e Kounellis come componente drammaturgica. |
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| 01:12:44 – 01:14:13
Presenza autoriale e ricezione a Documenta 7. |
D.O. La presenza di Jannis Kounellis e Carlo Quartucci durante le performance.
C.T. Entrambi partecipano attivamente, rimanendo ai margini dell’azione ma pronti a intervenire. D.O. Posizionamento all’interno di Documenta 7. |
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| 01:14:14 – 01:16:51
Genazzano e il contesto europeo. |
D.O. Relazione tra dimensione locale (Genazzano) e globale.
C.T. L’esperienza europea è descritta come spazio di libertà e scoperta. Il ritorno a Genazzano assume invece il valore di rielaborazione e restituzione. |
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| 01:16:52 – 01:21:16
Il Ninfeo del Bramante: pratiche di abitazione dello spazio. |
D.O. Domanda sull’allestimento di Funerale al Ninfeo del Bramante.
C.T. Carla Tatò ricorda la difficoltà di abitare il Ninfeo del Bramante. Descrive l’intervento, costruito da Toto Quartucci, come non invasivo: lo spazio viene rispettato nella sua configurazione originaria, con l’aggiunta di elementi funzionali ma non trasformativi, per esempio il pavimento con tavole di legno. |
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| 01:21:17 – 01:23:15
Riattivazione del Ninfeo del Bramante. |
D.O. Uso precedente del Ninfeo del Bramante da parte della comunità cittadina di Genazzano e ri-uso dello spazio con Progetto Genazzano.
C.T. Il Ninfeo, percepito come luogo marginale e non abitato (“bosco delle streghe”), viene progressivamente riattivato attraverso l’intervento congiunto degli artisti e dell’amministrazione locale. |
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| 01:23:16 – 01:24:18
Produzione artistica al Ninfeo del Bramante. |
D.O. Riferimento a Comédie Italienne al Ninfeo del Bramante.
C.T. Comédìe Italienne, Funerale ed Edith Christiansen Bunuel. Il Ninfeo diventa spazio di sperimentazione continuativa, contribuendo a generare un senso di appartenenza e appropriazione da parte della comunità. |
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| 01:24:19 – 01:28:55
Trasformazione culturale del territorio. |
A.M. Riflessione sulla dimensione del viaggio tra Europa e Genazzano, divenuta crocevia delle arti.
C.T. Carla Tatò descrive Genazzano come un paese compatto, dove forte era la cultura contadina Carla Tatò descrive il viaggio come una circolarità trasformativa: gli artisti, assimilabili a “navigatori”, attraversano contesti diversi e restituiscono al territorio esperienze rielaborate. La comunità locale partecipa a questo processo, riconoscendosi in una dinamica di continua metamorfosi che intreccia dimensione locale e internazionale. |
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| 01:28:56 – 01:36:50
Lettura della testimonianza di Ritsaert Ten Cate. |
D.O. Lettura di Ritsaert Ten Cate, Ad Amsterdam 15-30 novembre 1981 in Progetto Genazzano, 1982 in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM). | |
| 01:36:51 – 01:50:11
Comédie Italianne e Dispositive Scenique n. 1 al Ninfeo del Bramante. |
D.O. Rievocazione dello spazio del Ninfeo del Bramante.
C.T. Carla Tatò descrive la configurazione scenica di Comédie Italienne: utilizzo delle colonne come elementi strutturali, presenza di sipari multipli, distribuzione dinamica dei performer.
Fine intervista. |
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Interview Duration: 06:00:00 circa
Registration Duration: 01:50:11
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
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Citation
Intervista a Tatò Carla, di Orecchia Donatella, Morganti Arianna, Genazzano (RM), il 03/12/2023, “Progetto Genazzano”, Collezione Ormete (ORMT-18e), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-tatò-carla-4/>, (data di accesso).
Relation: Bibliography:
