Intervista a Tatò Carla

ORMT-18d

Keywords

People
  • Argan Giulio Carlo
  • Benjamin Walter
  • Bennink Ham
  • Branciaroli Franco
  • Brega Piero
  • Celant Germano
  • Cinque Luigi
  • Colombo Eugenio
  • Conti Bicocchi Maria Gloria
  • Coudray Michelle
  • Cutarelli Dino
  • de Sade Donatien-Alphonse-François
  • Fabro Luciano
  • Geremia Renato
  • Gianelli Ida
  • Kounellis Jannis
  • Lerici Roberto
  • Lessing Gotthold Ephraim
  • Marini Giovanna
  • Mengelberg Misha
  • Michetti Ulderigo
  • Neumann Andrés
  • Nicolini Renato
  • Panepuccia Cesare
  • Paolini Giulio
  • Pellion Paolo
  • Petroselli Luigi
  • Piperno Giacomo
  • Prasca Giuliano
  • Proietti Gigi
  • Quartucci Carlo
  • Quartucci Toto
  • Scalchi Ada
  • Tatò Carla
Titles (Theatre Performances, Texts, Films)
  • Borgatacamion di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
  • Histoire du soldat di Stravinskij Igor Fёdorovič (regia di Quartucci Carlo)
  • L’ultimo spettacolo di Nora Helmer di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Prologo di Paolini Giulio
  • Robinson Crusoe mercante di York di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Scene di Periferia di Quartucci Carlo
  • Un teatro musicale - Concerto scenico di Bennink Ham, Colombo Eugenio, Mengelberg Misha e Geremia Geremia
  • Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
Places
  • Anzio
  • Aranciera di San Sisto Vecchio, Roma
  • Castello Colonna, Genazzano (RM)
  • CCPD - Centro culturale polivalente decentrato, Roma
  • Cinema Statuto, Torino
  • Genazzano (RM)
  • Nettuno (RM)
  • Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
  • Roma
  • Romanina, quartiere della città metropolitana di Roma
  • Todi
Collective Organisations (Companies, Institutions)
  • Cabaret degli undici boia
  • Compagnia Laboratorio di Camion
  • Zattera di Babele

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:10:54

 

Dall’esperienza di Camion all’avvio di Progetto Genazzano.

 

 

D.O. Dopo aver precisato lo spazio temporale entro cui l’intervista si svolge, Donatella Orecchia apre l’intervista con una riflessione sull’eredità e sulla continuità tra l’esperienza di Camion e la nascita di Progetto Genazzano.

C.T. Carla Tatò ricostruisce il percorso artistico e politico che precede l’arrivo a Genazzano, identificando nell’esperienza romana di Camion un vero e proprio “bagaglio” progettuale. Il lavoro nelle borgate – dalla Romanina e il CCPD (Centro culturale polivalente decentrato) fino ad altri quartieri oltre il Grande Raccordo Anulare – rappresenta una fase di sperimentazione che intreccia teatro, cinema e intervento nel tessuto sociale.

Da questa esperienza nasce una trilogia di lavori – Borgatacamion, Robinson Crusoe e L’ultimo spettacolo di Nora Helmer – che sintetizza un lungo percorso di ricerca scenica.

Tatò ricorda inoltre la richiesta avanzata a Renato Nicolini di uno spazio stabile per sviluppare forme di “stazionamento” creativo. Questo processo conduce all’utilizzo dell’Aranciera di San Sisto Vecchio, inizialmente ostacolato da difficoltà burocratiche legate al contesto politico-amministrativo della capitale. Il progetto diventa possibile grazie al sostegno del sindaco Giulio Carlo Argan. Le parole di Carla Tatò in merito all’esperienza: “fuori le piante, dentro gli artisti. Quindi era d’accordissimo con Renato Nicolini. Era il ‘78 e noi abbiamo cominciato a vivere in questo spazio di ferro e vetro” (00:07:23 – 00:07:43).

In questo spazio prende forma una prima azione scenica con Histoire du soldat, realizzata in collaborazione con Jannis Kounellis e caratterizzata da un dispositivo scenico progettato con Totò Quartucci.

00:10:55 – 00:19:17

La ricerca di un nuovo spazio e l’approdo a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede di approfondire il ritorno di Jannis Kounellis e la condivisione del concetto di spazio.

C.T. Carla Tatò descrive l’esperienza all’Aranciera di San Sisto Vecchio come fondamentale per immaginazioni e operazioni sceniche. Scene di periferia è un frammento che esprime appieno il concetto di “drammaturgia dello spazio” – spazio come autore drammaturgico..

Con la conclusione della trilogia nel 1979, Quartucci e Tatò avviano una riflessione sulla prosecuzione della ricerca artistica. In questo passaggio emerge il ruolo dell’amministrazione provinciale e, in particolare, dell’Assessora al Turismo Ada Scalchi, che propone una serie di possibili località nella provincia di Roma. Le prime esperienze di intervento nei contesti locali rivelano difficoltà nel rapporto con le comunità. Tatò ricorda episodi di forte incomprensione durante alcune azioni performative, come il monologo di Nora o gli esperimenti vocali e musicali condotti da artisti come Piero Brega e Luigi Cinque.

L’arrivo a Genazzano segna un passaggio decisivo. L’esplorazione degli spazi del Castello Colonna suscita l’idea di un luogo capace di accogliere una progettualità drammaturgica più ampia, legata al tema della “cultura naufragata”, evocata attraverso riferimenti letterari e teatrali (da Lessing al Cabaret degli Undici Boia – Die Elf Scharfrichter).

“Siamo arrivati lì [a Genazzano] ed è una strana cosa. Dall’Europa ci si parò davanti… stavamo leggendo le 120 giornate di Sodoma e de Sade aveva un fiorellino che si chiamava Florville e Courval. Ce lo leggevamo in Camion, poi girando per quelle stanze del Castello Colonna, che ci hanno presentato il Sindaco di allora Ulderigo Michetti e l’Assessore di allora Dino Cutarelli dicendo è vostro, fate quello che volete. E cominciammo ad andare in queste stanze vuote, straordinariamente vuote, ma piene di storia” (00:17:07 – 00:18:16). Nasce in questo contesto il film Florville e Courval, interpretato da Giacomo Piperno, Carla Tatò e Franco Branciaroli, prodotto da Camion e concepito come primo momento di conoscenza diretta del territorio.

00:19:18 – 00:30:18

Il Castello Colonna come spazio scenico e laboratorio progettuale.

D.O. Donatella Orecchia domanda a Carla Tatò quali fossero le condizioni del Castello Colonna al momento del loro arrivo.

C.T. Tatò descrive le condizioni del Castello Colonna al momento dell’arrivo del gruppo: un edificio in larga parte devastato e in stato di abbandono. L’ala Colonna (oggi Sala delle Armi) appariva quasi completamente distrutta, mentre la Sala Martino V risultava parzialmente utilizzabile; l’ala Borgia conservava invece una maggiore integrità.

Attorno al progetto si costituisce un gruppo promotore composto da artisti, curatori e operatori culturali – tra cui Germano Celant, Roberto Lerici, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Paolo Pellion, Maria Gloria Conti Bicocchi, Ida Gianelli e Andrés Neumann – che collaborano con il nucleo della Compagnia Laboratorio Camion. Il lavoro si sviluppa in dialogo con la comunità locale e con l’amministrazione comunale, attraverso assemblee pubbliche e incontri con i cittadini. Un ruolo di mediazione con la storia del territorio è svolto dall’architetto Cesare Panepuccia.

Le prime azioni sceniche realizzate nel castello assumono la forma di “prologhi” performativi: Il fuoco che genera fumo, Il fumo che genera ballerina e l’installazione di Jannis Kounellis con galli vivi nella Sala Martino V. Parallelamente Giulio Paolini realizza un Prologo nell’ala Borgia, mentre fotografie del paese scattate da Paolo Pellion vengono proiettate sulle finestre dello spazio.

00:30:19 – 00:32:11

Il contatto con gli artisti internazionali e non.

D.O. Riferimento al documento Teatroteca Progetto Genazzano (1981) conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM). In particolare, Un teatro musicale – Concerto scenico con Misha Mengelberg, Ham Bennink, Renato Geremia e Eugenio Colombo. A partire dal primo anno di attività, Progetto Genazzano si apre alla partecipazione di artisti e musicisti provenienti da contesti internazionali. Donatella Orecchia domanda alla testimone quali fossero le dinamiche del loro arrivo a Genazzano.

C.T. Carla Tatò sottolinea come questi incontri derivino in parte dalle reti artistiche sviluppate durante l’esperienza di Camion e in parte dalle collaborazioni successive, tra cui quella con Giovanna Marini, protagonista di concerti domenicali nel corso del primo anno di attività.

00:32:12 – 00:36:55

Primo anno di attività: la dialettica con il paese. Il rapporto con la comunità locale.

D.O. Il primo anno di attività è caratterizzato da un radicamento delle azioni artistiche nel Castello Colonna. Donatella Orecchia chiede a Carla Tatò quali fossero le dinamiche del coinvolgimento del paese.

C.T. Il primo anno di attività è caratterizzato da una forte interazione con la comunità genazzanese. Il dialogo con i cittadini avveniva attraverso incontri pubblici, assemblee e tramite l’utilizzo di impianti di diffusione sonora installati lungo le principali vie del paese.

Tra gli episodi ricordati emerge la festa contadina del vino, Vinaliae, organizzata con la partecipazione dei produttori locali e con l’intervento di Gigi Proietti. L’evento diventa occasione di riflessione sul concetto di “innesto culturale”, che ispira la creazione dell’azione scenica Uscite, caratterizzata dal sipario di bicchieri e dall’installazione delle bottiglie di vino dell’annata prodotta dai contadini del luogo.

00:36:56 – 00:40:43

Il laboratorio come metodologia creativa e la relazione con lo spettatore.

D.O. Riferimento al programma Progetto Genazzano – La Zattera di Babele (1982) conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM). Donatella Orecchia chiede alla testimone di approfondire il concetto di laboratorio, centrale nella modalità lavorativa e creativa di Carlo Quartucci e Carla Tatò.

C.T. Il laboratorio costituisce il principio metodologico centrale del lavoro di Quartucci e Tatò. Quest’ultima lo definisce come una “condizione poetica” piuttosto che come una struttura gerarchica.Artisti provenienti da discipline diverse – attori, pittori, danzatori – avviano azioni autonome che progressivamente entrano in relazione tra loro, generando processi creativi aperti e non predeterminati. “Questo inizio sollecitava altri inizi autonomi e poi dialoganti. […] Il laboratorio è un processo che apre relazioni che non si conoscono, per cui non si sa l’approdo, ma si ha una necessità da paura. Il grande conduttore, perché ce l’aveva in mente da sempre, certamente, era Carlo con la sua affabulazione, che però contagiava gli altri” (00:38:58 – 00:39:50).

Carlo Quartucci svolgeva in questo contesto un ruolo di guida informale: la sua capacità narrativa e la sua presenza scenica stimolavano e orientavano il lavoro collettivo, senza configurarsi come un’autorità direttiva tradizionale.

00:40:44 – 00:43:51

La Teatroteca come spazio di socialità.

D.O. Donatella Orecchia domanda alla testimone quale sia stata la reazione della comunità paesana all’avvio di Progetto Genazzano.

C.T. Il rapporto con la comunità locale si sviluppa attraverso i luoghi di incontro.. La Teatroteca – oggi Sala Martino V inferiore – è ricordata come uno spazio di convivialità e discussione, dove artisti e cittadini si incontravano per condividere pasti, conversazioni e confronti sulle attività in corso.

00:43:52 – 00:47:10

Processo creativo e drammaturgia dell’immagine.

D.O. Donatella Orecchia legge alcuni frammenti dell’intervento di Germano Celant in L’incontro 16-18 ottobre 1981 conservato in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM), per affrontare il tema della drammaturgia dell’immagine.

C.T. Carla Tatò sottolinea come il processo creativo del progetto si fondi sull’interazione tra clima relazionale e azione scenica. Da questo intreccio nasce una forma di partitura teatrale in cui immagini, azioni performative e spazio architettonico concorrono alla costruzione dell’evento scenico.

00:47:11 – 00:54:08

Lo spazio del Castello Colonna tra fascino e difficoltà tecniche.

D.O. Donatella Orecchia si sofferma sulla continuità e discontinuità di spazi ripercorrendo le esperienze di Carlo Quartucci e Carla Tatò: Camion in viaggio, rifiuto della stabilità; Genazzano luogo fermo, con una sua storia, sono gli artisti a muoversi.

C.T. Il Castello Colonna è descritto come una rovina carica di potenzialità simboliche. Tatò lo definisce un luogo segnato dalla storia e dalla guerra, capace di stimolare un processo creativo fondato sull’idea di costruzione e ricostruzione.
Gli eventi tragici dell’incendio di Todi e del Cinema Statuto di Torino determinano un irrigidimento delle normative di sicurezza. A seguito di controlli della commissione di vigilanza, alcune aree del castello vengono chiuse, rendendo necessario il trasferimento di parte delle attività al Ninfeo del Bramante.

00:54:09 – 00:56:37

Attenzione internazionale e modalità di finanziamento.

D.O. Donatella Orecchia descrive Genazzano come un luogo di rovine. Chiede alla testimone se sia stata questa sua caratteristica ad attirare l’attenzione da parte degli artisti internazionali.

C.T. Il carattere di rovina e di spazio abbandonato contribuì, secondo Tatò, ad attirare artisti internazionali interessati a sperimentare nuove forme di drammaturgia dello spazio.

Il progetto si sosteneva attraverso una combinazione di risorse provenienti dall’esperienza precedente di Camion, da finanziamenti ministeriali e dal sostegno delle amministrazioni locali.

00:56:38 – 00:57:39

 

Struttura organizzativa di Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede alla testimone di approfondire la struttura organizzativa di Progetto Genazzano.

C.T. L’organizzazione di Progetto Genazzano si basava inizialmente sulla Compagnia Laboratorio Camion, composta da Carlo Quartucci e Carla Tatò, affiancata da collaboratori esterni e successivamente da un nucleo promotore più ampio.

00:57:40 – 01:00:38

Il rapporto con le istituzioni locali.

A.M. Arianna Morganti domanda a Carla Tatò quale fosse il rapporto con le istituzioni.

C.T. Tatò ricorda il sostegno ricevuto dalle istituzioni locali, in particolare dall’assessora Ada Scalchi e dagli amministratori di Genazzano – il sindaco Ulderigo Michetti e l’assessore Dino Cutarelli – interessati a promuovere una nuova immagine culturale del paese.

L’arrivo del Camion bianco nel contesto di un piccolo centro di circa cinquemila abitanti generò curiosità e fascinazione, favorendo l’avvio del progetto.

01:00:39 – 01:05:04

Compagnia intesa come organismo collettivo.

D.O. Lettura dell’intervento di Carla Tatò in L’incontro 16-18 ottobre 1981 in Archivio Carlo Quartucci-Carla Tatò presso Castello Colonna, Genazzano (RM). Donatella Orecchia domanda di approfondire il concetto di compagnia.

C.T. Il concetto di compagnia era strettamente legato alla dimensione laboratoriale. Gli artisti partecipavano al progetto mantenendo la propria autonomia creativa, ma all’interno di un processo condiviso di crescita e sperimentazione. Tatò sottolinea il ruolo di Quartucci nel valorizzare le intuizioni altrui e nel favorire un clima di collaborazione basato su amicizia, entusiasmo e intensità del lavoro.

01:05:05 – 01:12:48

Identità del gruppo promotore e significato dell’esperienza.

DO. Nella parte conclusiva dell’intervista, Donatella Orecchia invita Carla Tatò a riflettere sull’identità del gruppo promotore di Progetto Genazzano.

CT. Carla Tatò riflette sull’identità del gruppo promotore di Progetto Genazzano, descrivendolo come una comunità artistica animata da una forte tensione creativa e da un senso di scoperta condivisa.

La scelta di operare in un piccolo centro come Genazzano viene interpretata come una sfida culturale: trasformare un contesto periferico in un luogo di sperimentazione artistica e di produzione culturale.

L’esperienza è ricordata come uno spazio di sogno e realizzazione insieme, in cui immaginazione artistica e pratica concreta hanno coinciso nella costruzione di un progetto collettivo.

Fine intervista.

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Interview Duration: 06:00:00 circa
Registration Duration: 01:12:48
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
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Citation

Intervista a Tatò Carla, di Orecchia Donatella, Morganti Arianna, Genazzano (RM), il 26/11/2023, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18d), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-tatò-carla-3/>, (data di accesso). 


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