Intervista a Ricci Maria Teresa e De Carolis Claudia
ORMT-18x
Interviewee: Ricci Maria Teresa De Carolis Claudia
Interviewer: Orecchia Donatella Morganti Arianna
Orecchia Donatella Morganti Arianna
17 Maggio 2025 – Online, piattaforma Microsoft Teams
Fine anni Settanta – Inizio anni Ottanta
Keywords
- Abramović Marina
- Benjamin Walter
- Bennink Ham
- Berlinguer Enrico
- Beuys Joseph
- Bonito Oliva Achille
- Branciaroli Franco
- Brega Piero
- Buren Daniel
- Bussotti Sylvano
- Celant Germano
- Cinque Luigi
- Colombo Eugenio
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- Coudray Michelle
- Cutarelli Dino
- de Sade Donatien-Alphonse-François
- Fabro Luciano
- Filippini Enrico
- Geremia Renato
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- Gianelli Ida
- Kounellis Jannis
- Lerici Roberto
- Lessing Gotthold Ephraim
- Marini Giovanna
- Mengelberg Misha
- Michetti Ulderigo
- Neumann Andrés
- Nitsch Hermann
- Panepuccia Cesare
- Paolini Giulio
- Pellion Paolo
- Petroselli Luigi
- Piperno Giacomo
- Poe Amos
- Prasca Giuliano
- Proietti Gigi
- Quartucci Carlo
- Quartucci Toto
- Scalchi Ada
- Tatò Antonio
- Tatò Carla
- Ulay
- Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
- Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli by Kounellis Jannis
- Prologo di Paolini Giulio
- Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Genazzano (RM)
- Ninfeo del Bramante, Genazzano (RM)
- Piazza Senile, Genazzano (RM)
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| 00:00:00 – 00:07:11
L’avvio di Progetto Genazzano e la scoperta di un nuovo orizzonte culturale. |
Presentazioni preliminari.
D.O. Donatella Orecchia chiede alle testimoni quale sia il loro primo ricordo di Progetto Genazzano e dell’incontro con Carlo Quartucci, Carla Tatò e gli artisti coinvolti nel progetto. M.T.R. Maria Teresa Ricci ricorda che lei e Claudia De Carolis avevano circa diciassette anni durante gli anni di Progetto Genazzano. C.D.C. Claudia De Carolis descrive l’arrivo degli artisti come un’esperienza di forte apertura culturale: il paese sembrava improvvisamente proiettato in una dimensione diversa, popolata da figure e pratiche sconosciute che suscitavano curiosità e interesse. Attraverso Mario Ricci, fratello di Maria Teresa, entrambe iniziano a frequentare gli ambienti del progetto e a partecipare alle sue attività. M.T.R. Conserva il ricordo di un periodo caratterizzato da grande fermento culturale e creativo. L’esperienza viene percepita come un vero risveglio per Genazzano, trasformata in un luogo attraversato da artisti internazionali, laboratori, incontri e performance. Pur riconoscendo che gran parte della popolazione faticava a comprendere ciò che stava accadendo, ricorda l’esperienza come profondamente positiva. Dopo la conclusione di Progetto Genazzano seguirà anche le attività promosse da Sylvano Bussotti. C.D.C. Definisce quegli anni come una sorta di “magia” collettiva. Il paese appare improvvisamente animato da pratiche artistiche innovative che inizialmente disorientano la comunità ma che progressivamente favoriscono partecipazione e coinvolgimento. M.T.R. Ricorda inoltre la notorietà internazionale raggiunta dall’esperienza, citando il legame con Rudi Fuchs e la consapevolezza, percepita durante alcuni viaggi, che il nome di Genazzano fosse conosciuto anche in contesti culturali europei. |
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| 00:07:12 – 00:10:11
Le azioni artistiche viste da spettatrici.
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D.O. Donatella Orecchia chiede alle testimoni di ricordare alcuni momenti artistici particolarmente significativi ai quali hanno assistito.
M.T.R. Ricorda l’azione di Hermann Nitsch con l’agnello squarciato collocato in Piazza del Senile, esperienza che definisce scioccante ma indimenticabile. Conserva inoltre il ricordo di una performance sul corso principale del paese, presso il portone di Judi Mondi, dove Carla Tatò appariva vestita di nero, immobile davanti a un fuoco acceso. Ripensando a quegli anni, descrive Genazzano come un vero museo diffuso, attraversato da interventi artistici, scritte, installazioni e performance. C.D.C. Ricorda in particolare l’intervento di Lawrence Weiner con la scritta Essendo stato messo a nudo entro il regno dell’illuminazione, ancora oggi impressa nella sua memoria. Sottolinea come ogni giornata portasse con sé una nuova sorpresa e come l’esperienza si distinguesse per la capacità di coinvolgere contemporaneamente artisti e cittadini. |
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| 00:10:12 – 00:14:26
Tra spaesamento e partecipazione: come il paese visse il progetto. |
D.O. Donatella Orecchia chiede se le testimoni abbiano vissuto l’esperienza come un’invasione esterna oppure come un’occasione di coinvolgimento.
C.D.C. Ricorda di essersi sentita parte integrante di ciò che stava accadendo e di aver partecipato con entusiasmo alle attività del progetto. M.T.R. Osserva che gran parte della popolazione più anziana percepiva quelle pratiche come estranee e difficili da comprendere. Personalmente, però, interpretava l’arrivo degli artisti come una “invasione positiva”, capace di risvegliare un paese fino ad allora percepito come statico. Ricorda il clima di leggerezza, allegria e vitalità che caratterizzava quei giorni. |
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| 00:14:27 – 00:18:08
Il Ninfeo del Bramante e l’esperienza collettiva dello spettacolo. |
D.O. Richiama un racconto di Carla Tatò secondo cui gli spettatori portavano con sé una sedia per assistere agli spettacoli al Ninfeo del Bramante.
C.D.C. Conferma questa pratica ricordando che molte persone arrivavano con la propria sedia, come avveniva abitualmente durante feste e manifestazioni popolari del paese. Lei preferiva assistere agli spettacoli in piedi, mentre la madre portava la sedia da casa. M.T.R. Ricorda lo spettacolo Funerale e una mostra organizzata al Castello Colonna negli anni successivi, nella quale venivano riproposti materiali audiovisivi legati a Progetto Genazzano. In quell’occasione ebbe l’impressione che Carlo Quartucci e Carla Tatò guardassero a quell’esperienza come a una stagione ormai conclusa e lontana. |
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| 00:18:09 – 00:26:34
Luciano Fabro e la creazione di Genealogia. |
D.O. Donatella Orecchia invita le testimoni a raccontare il loro coinvolgimento diretto nell’opera Genealogia di Luciano Fabro.
M.T.R. Ricorda l’incontro con Fabro attraverso Mario Ricci e Alfredo Moroncelli. L’artista propose una ricerca sulla storia delle famiglie genazzanesi che richiese lunghe consultazioni dei registri comunali e dei registri battesimali conservati presso il Santuario Madre del Buon Consiglio. Maria Teresa ripercorre il lavoro di ricerca e selezione delle genealogie, spiegando come fosse impossibile includere l’intera popolazione e come si dovessero compiere scelte e sintesi. C.D.C. Aggiunge che la ricerca partiva dai registri comunali per poi proseguire negli archivi ecclesiastici, tra documenti antichi e registri storici. Ricorda che alcuni abitanti descrivevano scherzosamente l’opera come una sorta di rosario laico recitato attraverso gli altoparlanti del paese. M.T.R. Sottolinea come l’idea fosse stata concepita da Luciano Fabro, mentre la realizzazione pratica coinvolse direttamente lei, Claudia De Carolis e altri collaboratori. Il Comune e la Chiesa sostennero il progetto, permettendo sia le ricerche archivistiche sia la diffusione pubblica della genealogia attraverso il sistema di altoparlanti che collegava tutto il paese. |
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| 00:26:35 – 00:35:58
Genealogia e la reazione del paese. |
D.O. Donatella Orecchia chiede quale sia stata la reazione dei cittadini all’opera di Luciano Fabro.
M.T.R. Ricorda scherzosamente che alcuni abitanti sembravano quasi “odiare” le giovani collaboratrici per il lavoro svolto, soprattutto per la delicatezza delle informazioni emerse durante le ricerche. C.D.C. Spiega che il progetto sollevò questioni legate alla privacy e alla sensibilità dei dati. Alcune genealogie contenevano riferimenti a persone adottate o registrate come figli di genitori non identificati, rendendo necessario riflettere attentamente su quali informazioni fosse opportuno diffondere pubblicamente. M.T.R. Ricorda inoltre che la trasmissione di Genealogia era organizzata rispettando i ritmi della vita comunitaria e religiosa del paese, evitando sovrapposizioni con momenti particolarmente significativi come le celebrazioni liturgiche. D.O. Chiede se Luciano Fabro fosse presente durante la realizzazione dell’opera. M.T.R. Conferma la sua presenza e ricorda la soddisfazione manifestata dall’artista per il lavoro svolto. C.D.C. Sottolinea l’entusiasmo provato nel partecipare direttamente al progetto, non più soltanto come spettatrice ma come protagonista attiva. M.T.R. Ribadisce come molti genazzanesi guardassero all’esperienza con curiosità ma anche con una certa distanza dovuta all’incomprensione dei linguaggi artistici contemporanei. C.D.C. Descrive l’arrivo degli artisti come un evento che scosse profondamente un paese fino ad allora percepito come tranquillo e immobile. |
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| 00:35:59 – 00:40:38
La riattivazione di luoghi desolati: Castello Colonna e Ninfeo del Bramante. |
D.O. Donatella Orecchia osserva come Progetto Genazzano abbia contribuito alla riattivazione di luoghi storici del paese e chiede alle testimoni come abbiano vissuto questa trasformazione.
M.T.R. Ricorda la partecipazione agli eventi organizzati al Castello Colonna e la presenza di numerosi visitatori provenienti sia da Genazzano sia dall’esterno. Il progetto viene ricordato come un’occasione fondamentale per restituire vita a uno spazio fino ad allora marginalizzato. Richiama inoltre il ruolo successivamente svolto da Achille Bonito Oliva, che proprio a Genazzano presentò alcune iniziative legate alla Transavanguardia. C.D.C. Sottolinea il valore della riqualificazione del Castello Colonna e del Ninfeo del Bramante, attribuendo un ruolo decisivo all’apertura culturale dell’amministrazione comunale che sostenne tali interventi. |
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| 00:40:39 – 00:42:40
Memoria lacunosa di Uscite. |
D.O. Richiama lo spettacolo Uscite e il celebre allestimento di Jannis Kounellis con il sipario di bicchieri e le bottiglie provenienti dalle cantine dei contadini.
C.D.C. Non conserva ricordi diretti dell’evento, ma ne conosce l’importanza attraverso i racconti di Mario Ricci. M.T.R. Ricorda di non essere sempre presente a Genazzano in quegli anni, vivendo parte del tempo a Roma, e di non aver assistito personalmente a quell’allestimento. C.D.C. Sottolinea tuttavia il dispiacere che si provava quando non si riusciva a partecipare a una delle iniziative del progetto. |
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| 00:42:41 – 00:46:00
Artisti e cittadini: vicinanze e distanze. |
D.O. Chiede se tra la comunità artistica e quella cittadina si fosse instaurato un rapporto stabile oppure se fossero rimaste separate. M.T.R. Ricorda che gli artisti non vivevano continuativamente a Genazzano e che, di conseguenza, non si sviluppò una vera integrazione quotidiana con la popolazione. Esistevano però figure di raccordo costanti, soprattutto all’interno dell’amministrazione comunale e del gruppo organizzativo.C.D.C. Condivide questa lettura e ipotizza che persone come Mario Ricci abbiano svolto un ruolo importante di mediazione tra artisti e cittadini. |
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| 00:46:01 – 00:50:30
La fine di Progetto Genazzano e il senso di un’eredità incompiuta. |
D.O. Donatella Orecchia chiede quale sia stata la reazione delle testimoni e del paese alla conclusione di Progetto Genazzano. M.T.R. Ritiene che l’esperienza abbia lasciato una traccia duratura nella memoria collettiva, pur accompagnata da una sensazione di vuoto e di perdita una volta terminata.C.D.C. Ricorda di aver sperato a lungo che qualcosa di simile potesse ripetersi. L’esperienza viene ricordata come intensa, formativa e profondamente positiva. Negli anni successivi, l’arrivo di figure come Achille Bonito Oliva e Sylvano Bussotti contribuì a mantenere viva una parte di quell’eredità culturale. |
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| 00:50:31 – 00:52:50
Considerazioni finali. |
D.O. Donatella Orecchia chiede alle testimoni quando hanno lasciato Genazzano.
C.D.C. Claudia De Carolis ha cominciato a frequentare la scuola di Sylvano Bussotti, col quale ha collaborato occupandosi della sezione danza. Fine dell’intervista. |
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Interview Duration: 01:30:00 circa
Registration Duration: 01:04:27 (00:52:50)
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
Usage and Rights:
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Citation
Intervista a Ricci Maria Teresa e De Carolis Claudia, di Orecchia Donatella, online piattaforma Microsoft Teams, il 17/05/2025, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18x), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-ricci-maria-teresa-e-a-de-carolis-claudia>(data di accesso).
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