| 00:00:00 – 00:00:31
Presentazione della testimone e suo inserimento a Monticchiello |
E.M. chiede alla testimone di presentarsi. Valentina Prati, originaria di Pienza, inizia a lavorare a Monticchiello nel 2003, per poi trasferirvisi definitivamente nel 2011. Si impiega inizialmente presso l’ufficio turistico del paese, situato nell’ex granaio, che attualmente ospita anche la sede della Cooperativa. Fin da subito, la testimone sottolinea il suo sentirsi parte integrante della «comunità» di Monticchiello, mettendo in evidenza la distinzione tra il paese e Pienza. Con il tempo, il suo coinvolgimento nella vita locale cresce, tanto da portarla a far parte del Consiglio di amministrazione della Cooperativa come Consigliera e a entrare anche nella compagnia teatrale del Teatro Povero, dove recita come attrice. |
| 00:00:32- 00:02:51
I servizi in carico alla Cooperativa del Teatro Povero |
V. P. parla del suo lavoro nella Cooperativa, sottolineando che lei e Fabio Rossi sono i due dipendenti a tempo indeterminato responsabili dell’ufficio turistico. Gli altri membri della Cooperativa, come i ragazzi e le ragazze che lavorano al Ristorante Bronzino, sono invece assunti con contratti stagionali. «Poi è chiaro che l’impegno va oltre il discorso lavorativo», afferma la testimone, evidenziando come la dedizione alla comunità e alla Cooperativa sia un impegno che trascende il lavoro formale. |
| 00:02:52 – 00:03:44
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Dialoghi con persone che in quel momento entrano all’ufficio turistico, dove si sta svolgendo l’intervista. |
| 00:03:45 – 00:07:46
Museo TePoTraTos |
La testimone prosegue raccontando del Museo TePoTraTos (anagramma di Teatro Popolare Tradizionale Toscano). Spiega che Stefania del Ciondolo è la presidente dell’Associazione culturale che gestisce il museo mentre Gianpiero Giglioni ne è il direttore. |
| 00:07:47 – 00:08:28
Inizi da attrice
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E.M. domanda alla testimone quando ha iniziato a recitare. V.P. risponde che iniziò partecipando a uno spettacolo (si tratta di Valzer di mezzanotte, portato in scena nel 2018) dove c’era un pranzo e lei compariva come cameriera insieme ad altri ragazzi della compagnia: Francesca Rella, Kabiru Souane Diarouka e Aliu Diediou. |
| 00:08:29 – 00:09:59
L’ex Centro Accoglienza Migranti di Montichiello e il lavoro di integrazione svolto sul territorio e dalla Cooperativa |
La testimone racconta che i ragazzi in questione, insieme ad altri, sono giovani che si sono trasferiti a Monticchiello dopo essere stati accolti nel Centro di Accoglienza Migranti. Fino a qualche anno fa, il centro era ospitato nella Foresteria di Monticchiello, dove veniva gestito come un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). Successivamente, il centro è stato trasferito in un appartamento fuori dal paese e, infine, chiuso definitivamente a causa delle elevate spese di gestione e del taglio ai finanziamenti. Nonostante le dimensioni contenute, il Centro è sempre stato molto apprezzato, soprattutto per il fatto che veniva gestito da una piccola comunità che si dedicava all’accoglienza con un impegno maggiore rispetto ai grandi centri urbani. I ragazzi accolti si sono integrati perfettamente, grazie al supporto degli abitanti di Monticchiello che hanno offerto corsi di italiano, accompagnamenti o semplicemente inviti a pranzo. Molti di loro hanno trovato lavoro presso la Cooperativa e ora vivono in appartamenti in affitto nel paese. |
| 00:10:00 – 00:13:46
Le Ciclofficine del Teatro Povero |
V.P. racconta che nel 2019 la Regione Toscana ha bandito un concorso per la creazione di Cooperative di comunità, prendendo spunto proprio dall’esperienza di Monticchiello. Grazie ai contributi ricevuti, sono nate circa venti Cooperative di comunità in tutta la Toscana. La comunità di Monticchiello ha utilizzato il proprio contributo per realizzare le Ciclofficine del Teatro Povero a Bagno Vignoni, dove attualmente lavorano Lamin Danso e Giulia Casiroli. |
| 00:13:47 – 00:17:40
Il Teatro Povero in inverno |
E.M. chiede delle attività invernali del Teatro Povero. V.P. accenna al Circolo Arci dove tutte le sere si raccoglie la comunità. |
| 00:17:41 – 00:19:10 | Dialoghi con persone che in quel momento entrano all’ufficio turistico, dove si sta svolgendo l’intervista. |
| 00:19:11 – 00:22:57
Servizi disponibili per i cittadini all’ex Granaio |
V.P. spiega che il rapporto fra gli abitanti di Monticchiello è molto stretto. Essendo l’ex Granaio il punto di ritrovo e sede della Cooperativa, le persone si fermano anche solo per chiedere aiuto o per dare una mano, come per inviare un fax, fare una fotocopia e altre necessità quotidiane. «I servizi che mancano cerchiamo di offrirli noi», afferma, facendo riferimento anche ai servizi come la farmacia e l’edicola, che non sono presenti nel paese ma vengono comunque gestiti in modo informale dalla comunità. |
| 00:22:58 – 00:24:00
Convergenze e divergenze interne alla comunità di Monticchiello |
E.M. chiede: «Si può parlare dunque di comunità?» V.P. risponde: «Esatto. Il Teatro Povero è nato come risposta all’esigenza della comunità di resistere e affrontare insieme i problemi.» «Scendere in piazza» significa portare temi di discussione alla collettività. Un esempio, accenna la testimone, è la questione della mancanza di strade asfaltate. Il teatro, quindi, diventa uno strumento per rimanere attivi nel dibattito pubblico. Nel corso degli anni, tuttavia, ci sono stati anche dei problemi e delle divisioni all’interno della comunità, come nel caso del conflitto riguardante l’Ecomostro, che ha suscitato forti divisioni tra gli abitanti. |
| 00:24:01 – 00:25:35
Il caso dell’Ecomostro |
V.P. fornisce chiarimenti sul caso dell’Ecomostro, spiegando che uno dei problemi storici di Monticchiello, raccontato anche dal Teatro Povero, è sempre stato lo spopolamento, poiché molti abitanti lasciavano il paese in cerca di opportunità lavorative. Nel 2006 si presenta la possibilità di costruire degli appartamenti a Monticchiello. Il Comune, vedendo questa come una buona opportunità di sviluppo, accetta il progetto. Tuttavia, successivamente si scopre che l’intervento era troppo grande rispetto alle dimensioni del borgo, creando un contrasto evidente con l’identità e le caratteristiche del luogo. |
| 00:25:36 – 00:27:37 | Presentazione dell’attrice Maddalena Zannini. |
| 00:27:38 – 00:28:14
Ancora sull’Ecomostro e sulla speculazione edilizia |
V.P. continua a raccontare il caso dell’Ecomostro, spiegando che furono costruiti circa ottanta appartamenti, ma a un certo punto i lavori furono bloccati perché le abitazioni vennero etichettate come «ecomostri». La testimone sottolinea, però, che non si trattava di una tipica cementificazione; al contrario, le case erano villette in pietra molto carine. Il problema, secondo V.P., era che queste case non erano destinate alla gente comune del paese, in quanto piuttosto costose, e questo le rese oggetto di speculazione edilizia. |
| 00:28:15 – 00:33:38
La funzione del Teatro Povero oggi: perché un paese non diventi soltanto un presepe |
E.M. chiede: «Se il Teatro Povero nacque negli anni Sessanta come risposta al fenomeno dello spopolamento, qual è la sua funzione oggi?» V.P. risponde: «La funzione del Teatro Povero è quella di mantenere vivo il dibattito e il dialogo, di non arrendersi poiché i problemi vi sono ancora.» Racconta, ad esempio, il caso dell’ufficio postale, che stava per chiudere, ma che grazie alle proteste della comunità (portate anche in scena), si riuscì a evitarne la chiusura. Inoltre, il Teatro Povero è una realtà che crea opportunità: come il Ristorante Bronzino, che è stato creato per offrire posti di lavoro. Lo scopo del Teatro Povero e della Cooperativa è attirare persone e focalizzare l’attenzione su problematiche condivise da altri luoghi. Si tratta di protestare contro la morte di un paese, affinché non diventi solo un «presepe». Ciò che la Cooperativa vuole offrire, aggiunge, è un’esperienza diversa, non quella di un semplice tour operator, ma delle proposte di conoscenza autentica di questi luoghi attraverso gli occhi della gente di Monticchiello. «Queste terre devono essere conosciute per il loro patrimonio, ovvero le persone che hanno combattuto per la difesa di questi posti.» |
| 00:33:39 – 00:39:16 | Dialoghi con persone che in quel momento entrano all’ufficio turistico, dove si sta svolgendo l’intervista. |
| 00:39:17 – 00:44:27
“Comunità”: prendersi cura l’uno dell’altro… |
E.M. condivide la sua esperienza di teatro in comunità e chiede alla testimone come definirebbe “comunità”. V.P. risponde: «Per me, comunità significa vivere a stretto contatto e prendersi cura l’uno dell’altro, nonostante le differenze. Una comunità può incontrare anche dei limiti nel portare avanti le proprie iniziative, ma ciò che funziona, anche se non so spiegare bene come, è il fatto di rimanere uniti. Cerchiamo di mantenere viva l’identità culturale e le radici di questo luogo.» |
| 00:44:28 – 00:44:27 | Dialoghi con persone che in quel momento entrano all’ufficio turistico, dove si sta svolgendo l’intervista. |
| 00:44:28 – 00:45:42
Sul valore delle piccole comunità, come Monticchiello, le loro dinamiche, il ruolo degli anziani |
V.P. prosegue: racconta della sua esperienza, affermando che, essendo originaria di Pienza, si è sempre sentita un po’ fuori posto. È stato a Monticchiello, però, che ha imparato il vero significato di comunità, grazie agli abitanti del paese. Col tempo, si è integrata in questa dinamica, perché ogni giorno c’è sempre qualcosa da fare. Sottolinea che gli ambiti di impegno sono molteplici: non si tratta solo di teatro e cultura, ma anche di attenzione al sociale, alla vita quotidiana e all’aiuto reciproco. Afferma che le piccole realtà come Monticchiello sono i luoghi ideali dove possono nascere questi meccanismi di comunità, poiché qui si affrontano difficoltà maggiori rispetto alle città. Il contatto con gli anziani, poi, è fondamentale, perché sono una fonte di conoscenze e competenze legate al mondo passato e alla realtà contadina, che altrimenti rischiano di andare perdute. |
| 00:45:43 – 00:51:21 | Dialoghi con persone che in quel momento entrano all’ufficio turistico, dove si sta svolgendo l’intervista. Presentazione e dialogo con Francesco Carpini, altro consigliere della Cooperativa e presidente della squadra calcistica di Monticchiello. |
| 00:51:22 – 00:56:39
Il Teatro Povero durante il Covid
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V.P. e Francesco Carpini ci raccontano alcune nuove formule di spettacolo che hanno dovuto adottare durante il periodo del Covid, tra cui uno spettacolo itinerante intitolato Isole d’istanti. Questo è stato l’unico spettacolo messo in scena in questa modalità, poiché rappresentava l’unica possibilità per rispettare le normative sanitarie in vigore. Lo spettacolo era strutturato in modo che guide/attori accompagnassero gruppi di 15 persone per volta in vari luoghi del paese, dove venivano animate le scene teatrali. Questo format ha permesso agli spettatori di apprezzare la bellezza del borgo e di rimanere coinvolti senza distrazioni durante gli spostamenti. Isole d’istanti è stato rappresentato dal 1° al 15 agosto 2020. La particolarità della messa in scena ha limitato il numero di spettatori, con circa 60 persone per sera, rispetto alle 300 che si sarebbero potute ospitare con la modalità tradizionale. Nonostante il successo riscontrato tra coloro che hanno assistito allo spettacolo, questa formula non è stata replicata e non è stato possibile adattarla alla modalità abituale. Infine, si fa riferimento al radiodramma SemPRe viva il Barone Lamberto, liberamente tratto da Gianni Rodari, prodotto nel 2020-2021. Si trattava di un testo narrato e registrato in diverse puntate. |
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Interview Duration: 01:02:45
Registration Duration: 01:02:45
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
- Museo TePoTraTos, Monticchiello
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Citation
Intervista a Prati Valentina, di Musarò Elena, Monticchiello (SI), il 07/02/2023, Progetto “Il Teatro Povero di Monticchiello fra ieri e oggi”, Collezione Ormete (ORMT-17b), consultata in URL:< https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..>, (data di accesso).
Relation:
Bibliography:
- Giglioni Gianpiero, Per un teatro necessario: in piazza e in scena a Monticchiello. Il Teatro Povero, tesi di laurea inedita, Università degli studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere Moderne, a.a. 2006/2007
- Musarò Elena, I teatri di comunità e la sfida del presente: l’esperienza del Teatro Povero di Monticchiello, tesi di laurea inedita in Beni artistici e dello spettacolo, Università di Parma, A.A. 2021/2022, relatrice prof.ssa Roberta Gandolfi (consultabile presso il museo TePoTratos a Montichiello)
