Intervista a Orzilli Roberto
ORMT-18t
Interviewee: Orzilli Roberto
Interviewer: Orecchia Donatella Morganti Arianna
Orecchia Donatella Morganti Arianna
28 Settembre 2024 – Castello Colonna, Genazzano (RM)
Inizio anni Ottanta
Keywords
- Abramović Marina
- Benjamin Walter
- Bennink Ham
- Branciaroli Franco
- Brega Piero
- Bussotti Sylvano
- Casamonica Enrico, detto “Ringo”
- Celant Germano
- Cinque Luigi
- Colombo Eugenio
- Conti Bicocchi Maria Gloria
- Coudray Michelle
- Cutarelli Dino
- de Sade Donatien-Alphonse-François
- Fabro Luciano
- Filippini Enrico
- Geremia Renato
- Géricault Théodore
- Gianelli Ida
- Kounellis Jannis
- Lerici Roberto
- Lessing Gotthold Ephraim
- Lucci Massimiliano
- Marini Giovanna
- Mengelberg Misha
- Michetti Ulderigo
- Neumann Andrés
- Nitsch Hermann
- Panepuccia Cesare
- Paolini Giulio
- Pellion Paolo
- Petroselli Luigi
- Piperno Giacomo
- Pizzolante Marina
- Poe Amos
- Prasca Giuliano
- Proietti Gigi
- Quartucci Carlo
- Quartucci Toto
- Scalchi Ada
- Tatò Carla
- Weiner Lawrence
- Etnro il regno dell’illuminazione di Weiner Lawrence
- Genealogia di Fabro Luciano
- Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
- Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
- Bar Gemelli, Genazzano (RM)
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Genazzano (RM)
- Ninfeo del Bramante, Genazzano (RM)
- Piazza Senile, Genazzano (RM)
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| 00:00:00 – 00:03:18
Il primo ricordo del Castel Colonna prima dell’avvio di Progetto Genazzano. |
Presentazioni preliminari.
D.O. Donatella Orecchia introduce la testimonianza di Roberto Orzilli, che all’epoca dell’avvio del progetto era in età infantile, sollecitando un ricordo del Castello Colonna precedente all’arrivo di Carlo Quartucci e Carla Tatò. R.O. Roberto Orzilli descrive il Castello come uno spazio segnato dagli esiti della Seconda Guerra Mondiale: una struttura parzialmente distrutta, caratterizzata da macerie e da un’ala completamente compromessa. Nonostante ciò, il luogo era vissuto come spazio ludico, parte integrante dell’esperienza quotidiana e dell’immaginario infantile. |
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| 00:03:19 – 00:09:28
L’arrivo di Carlo Quartucci e Carla Tatò a Genazzano e la percezione della comunità locale. |
D.O. Donatella Orecchia invita l’intervistato a rievocare l’arrivo di Carlo Quartucci e Carla Tatò e a descrivere la trasformazione percettiva del Castello in relazione alla loro presenza.
R.O. Roberto Orzilli definisce tale arrivo come un “fulmine a ciel sereno”, sottolineando la discontinuità rispetto al contesto socio-culturale locale, caratterizzato da un’economia agricola e da pratiche quotidiane legate al lavoro nei campi. Evidenzia inizialmente una distanza tra la dimensione artistica introdotta e la cultura del paese, seguita però da un progressivo processo di integrazione degli artisti nella vita comunitaria (frequentazione di spazi sociali, relazioni dirette con gli abitanti). Ricorda inoltre la presenza di artisti internazionali e di azioni performative diffuse tra il Castello e gli spazi urbani, percepite come “inimmaginabili” per la sua età. Tra gli episodi evocati:un intervento riconducibile a Lawrence Weiner (testi in forma di scritte murali); un’installazione di Jannis Kounelli con animali in gabbia (precisata da Carla Tatò come presenza di topi associati a letti ospedalieri) C.T. Carla Tatò interviene puntualizzando la conservazione della scritta di Lawrence Weiner, preservata grazie a Massimiliano Lucci e all’azione di tutela locale. R.O. Il testimone restituisce un’immagine di forte fermento sociale: il progetto diviene oggetto di discussione trasversale tra generazioni, configurandosi come evento collettivo diffuso. |
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| 00:09:29 – 00:10:11
Uscite e il sipario di bicchieri: memoria parziale e mediazione testimoniale. |
D.O. Donatella Orecchia mostra materiali fotografici relativi a Uscite e al sipario di bicchieri realizzato da Jannis Kounellis.
R.O. Roberto Orzilli dichiara di non conservare ricordi diretti di tali azioni, sottolineando una fruizione limitata alle ore diurne, in quanto escluso dagli spettacoli serali per ragioni anagrafiche. C.T. Carla Tatò integra la testimonianza con riferimenti alla raccolta delle bottiglie presso la Cantina Sociale, evidenziando il coinvolgimento della comunità nei processi di costruzione scenica. |
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| 00:10:12 – 00:13:18
Il Ninfeo del Bramante e la percezione dell’alterità.
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D.O. Donatella Orecchia introduce lo spazio del Ninfeo del Bramante e il tema della presenza di visitatori esterni.
R.O. Roberto Orzilli afferma di non aver frequentato direttamente tale spazio, mantenendo i propri ricordi ancorati al Castello e alle aree limitrofe. Rileva la presenza di visitatori stranieri, interpretati però come turismo religioso, senza una chiara consapevolezza di un flusso culturale legato al progetto. In una riflessione retrospettiva, definisce Progetto Genazzano come un’esperienza “ultramoderna” in contrasto con un contesto percepito come statico, riconoscendone tuttavia l’importanza culturale per la comunità. |
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| 00:13:19 – 00:18:03
La conclusione di Progetto Genazzano e la memoria dell’azione di Hermann Nitsch. |
A.M. Arianna Morganti introduce la questione della fine di Progetto Genazzano e del possibile senso di vuoto.
R.O. Roberto Orzilli riconosce un ritorno alla condizione precedente, sottolineando la natura eccezionale e temporanea dell’esperienza. D.O. Donatella Orecchia chiede dell’azione di Hermann Nitsch a Piazza del Senile. R.O. Riferisce una conoscenza indiretta dell’episodio, interpretandolo come gesto artistico. C.T. Carla Tatò interviene precisando il contesto dell’azione, evidenziandone la relazione con la cultura contadina locale e sottolineando una ridefinizione del significato rituale del gesto nel passaggio da contesto artistico a contesto comunitario. |
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| 00:18:05 – 00:20:01
Il coinvolgimento della comunità e la percezione infantile. |
D.O. Donatella Orecchia interroga sulla partecipazione diretta dei bambini alle azioni sceniche.
R.O. Roberto Orzilli nega un coinvolgimento personale, ma ricorda la diffusione di elementi visivi (scritture, segnaletica artistica). C.T. Carla Tatò ribadisce l’importanza della segnaletica sparsa per tutta Genazzano, in particolare quella realizzata da Lawrence Weiner. R.O. Sottolinea il coinvolgimento diffuso dell’intera popolazione, evidenziando una partecipazione intergenerazionale. |
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| 00:20:02 – 00:22:14
Presenze artistiche e memoria episodica: Gigi Proietti a Genazzano. |
A.M. Arianna Morganti sollecita un ricordo relativo alla presenza di Gigi Proietti alla festa del vino Vinaliae.
R.O. Roberto Orzilli, in maniera aneddotica, rievoca un episodio legato a condizioni atmosferiche avverse che impedirono una prima esibizione, poi recuperata successivamente. C.T. Carla Tatò precisa che i testi interpretati erano di Roberto Lerici, evidenziando il legame tra dimensione popolare e scrittura contemporanea. |
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| 00:22:15 – 00:25:43
La Sala Martino V e l’esperienza spettatoriale mancata. |
D.O. Donatella Orecchia e Carla Tatò mostrano degli scatti fotografici della Sala Martino V.
R.O. Roberto Orzilli ricorda il trasferimento del biliardo dal Bar Gemelli al Castello, sottolineando lo spaesamento generato da tale decontestualizzazione. Esprime un rammarico retrospettivo per non aver potuto vivere pienamente l’esperienza artistica, riconoscendo tuttavia la portata innovativa dell’intervento di Quartucci e Tatò nel contesto locale. |
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| 00:25:44 – 00:28:01
il lascito materiale e simboli di Progetto Genazzano. |
D.O. Donatella Orecchia interroga sul periodo successivo alla partenza degli artisti.
R.O. Roberto Orzilli evidenzia come l’amministrazione comunale abbia intrapreso interventi di recupero strutturale del Castello, riconoscendo al progetto una funzione propulsiva nella valorizzazione del patrimonio locale. Definisce l’esperienza come un’irruzione trasformativa capace di rivelare le potenzialità latenti del territorio. |
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| 00:28:02 – 00:36:27
Memoria, trasmissione e confronto con il presente. |
C.T. Carla Tatò riflette sull’importanza della raccolta testimoniale come strumento di trasmissione della memoria. Durante Progetto Genazzano, Roberto Orzilli ha fatto parte del gruppo che occupava gli spazi e le strade del paese.
R.O. Roberto Orzilli sottolinea la possibilità, per artisti successivi, di beneficiare dell’eredità lasciata dal progetto, citando la presenza di Sylvano Bussotti. Emergono considerazioni critiche sullo stato attuale del paese, in relazione alla perdita di vitalità culturale. |
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| 00:36:28 – 00:40:24
Le figure artistiche nella memoria di Roberto Orzilli. |
D.O. Donatella Orecchia chiede quali figure artistiche siano rimaste più impresse.
R.O. Roberto Orzilli ricorda principalmente Carlo Quartucci, Carla Tatò e Jannis Kounellis, oltre alla figura di Massimiliano Lucci, evidenziando una memoria selettiva legata alla visibilità e alla prossimità relazionale. |
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| 00:40:25 – 00:43:57
L’impatto soggettivo di Progetto Genazzano. |
D.O. Donatella Orecchia invita a riflettere sull’impatto dell’esperienza nella traiettoria personale.
R.O. Il testimone interpreta Progetto Genazzano come un segnale di cambiamento potenziale, non pienamente sviluppato nel tempo, ma capace di indicare una possibile traiettoria evolutiva per il contesto locale. Ringraziamenti e saluti finali. |
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Interview Duration: 01:00:00 circa
Registration Duration: 00:43:57
Format: M4A
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
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Citation
Intervista a Orzilli Roberto, Orecchia Donatella e Morganti Arianna, Castello Colonna, Genazzano (RM), il 28/09/2024, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18t), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-orzilli-roberto/>, (data di accesso).
Relation: Bibliography:
