Intervista a Moroncelli Alfredo e Ricci Mario

ORMT-18y

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  • Tatò Carla
  • Ulay
Titles (Theatre Performances, Texts, Films)
  • Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
  • Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli by Kounellis Jannis
  • Platea di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
  • Prologo di Paolini Giulio
  • Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
Places
  • Castello Colonna, Genazzano (RM)
  • Genazzano (RM)
  • Museum Fridericianum, Kassel
  • Ninfeo del Bramante, Genazzano (RM)
  • Piazza Senile, Genazzano (RM)
Collective Organisations (Companies, Institutions)

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:10:22

Genazzano tra cultura popolare, acquisizione del Castello Colonna e nascita di Progetto Genazzano.

Presentazioni preliminari.

D.O. Donatella Orecchia invita Alfredo Moroncelli a riprendere il racconto di Progetto Genazzano, iniziato prima dell’avvio della registrazione.

AL.MO. Alfredo Moroncelli colloca l’esperienza di Progetto Genazzano all’interno della vicenda dell’acquisto del Castello Colonna da parte del Comune di Genazzano nel 1979. Ricorda il sopralluogo effettuato nel luglio di quell’anno dal sindaco Ulderigo Michetti, dall’assessore alla cultura Dino Cutarelli e da Achille Bonito Oliva, chiamato a progettare una mostra inaugurale per il castello appena acquisito. Per Moroncelli la mostra Le stanze rappresentò una vera rivelazione: il castello, fino ad allora vissuto soltanto dall’esterno a causa delle sue condizioni di degrado, si mostrava improvvisamente come uno spazio da riscoprire e abitare. Moroncelli ricostruisce inoltre il clima culturale dell’epoca, segnato dal confronto tra Arte Povera e Transavanguardia, ricordando la presenza di artisti quali Jannis Kounellis e Marisa Merz. All’epoca aveva ventun anni ed era impegnato come dirigente politico e funzionario della CGIL. Descrive Genazzano come una realtà fortemente radicata nella cultura popolare, caratterizzata dall’incontro tra mondo operaio e mondo contadino: il sindaco Michetti proveniva dall’esperienza dei tranvieri romani, mentre la nascita della cantina sociale rappresentava uno dei principali momenti di aggregazione della comunità agricola. In questo contesto si inserirono successivamente Carlo Quartucci, Carla Tatò e l’esperienza di Progetto Genazzano.

00:10:23 – 00:21:28

Il dibattito culturale e politico nella Genazzano degli anni Ottanta.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale relazione esistesse tra l’esperienza inaugurata da Le stanze e il successivo arrivo di Carlo Quartucci e Carla Tatò.

AL.MO. Alfredo Moroncelli riflette sulle differenti prospettive culturali che attraversavano il dibattito artistico del periodo. Richiama il ruolo di Achille Bonito Oliva e il clima culturale che accompagnò l’affermazione della Transavanguardia, contrapponendolo alla dimensione collettiva e relazionale sviluppata dalla Zattera di Babele di Carlo Quartucci e Carla Tatò. La riflessione si estende al rapporto tra teatro, letteratura e arti visive. Moroncelli ricorda inoltre l’incontro con alcune delle principali figure della cultura contemporanea presenti a Genazzano, tra cui Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Germano Celant e Rudi Fuchs. A suo giudizio, uno degli aspetti più significativi dell’esperienza genazzanese fu la possibilità di assistere contemporaneamente a orientamenti culturali differenti, che convivevano all’interno dello stesso contesto territoriale. A questo quadro aggiunge il ricordo delle attività di Sylvano Bussotti, la cui presenza contribuì ulteriormente ad ampliare il panorama delle esperienze artistiche ospitate a Genazzano.

00:21:29 – 00:25:50

La Zattera di Babele e il dibattito sul postmoderno.

D.O. Donatella Orecchia chiede ai testimoni se l’esperienza della Zattera di Babele possa essere interpretata come una manifestazione della cultura postmoderna.

M.R. Mario Ricci risponde ricordando il clima che accompagnò l’allestimento di Le stanze. Rievoca un episodio legato a Jannis Kounellis, che manifestò dubbi sulla permanenza della propria opera all’interno della mostra. Per Ricci tale episodio rivela alcune delle tensioni che attraversavano il dibattito artistico del periodo. Sottolinea inoltre la differenza tra l’impostazione della mostra curata da Achille Bonito Oliva, concentrata sugli spazi del Castello Colonna, e la logica della Zattera di Babele, che tendeva invece a diffondere l’esperienza artistica nell’intero tessuto urbano.

AL.MO. Alfredo Moroncelli amplia la riflessione affrontando il tema dell’immagine e delle trasformazioni dell’arte contemporanea, facendo riferimento in particolare alle opere e alle poetiche di Jannis Kounellis e Giulio Paolini.

00:25:51 – 00:33:55

Immagine, territorio e pratiche artistiche diffuse.

D.O. Donatella Orecchia approfondisce il tema dell’immagine, richiamando il lavoro di Carlo Quartucci, il dialogo con Jannis Kounellis e il ruolo della parola affidata alla presenza scenica di Carla Tatò. Richiama inoltre Uscite, soffermandosi sul sipario di bicchieri ideato da Kounellis e sull’utilizzo delle bottiglie provenienti dalla produzione vinicola locale.

M.R. Mario Ricci collega queste esperienze a precedenti iniziative culturali svoltesi a Genazzano, ricordando il Premio Genazzano.

AL.MO. Alfredo Moroncelli amplia il discorso ripercorrendo alcune vicende della cultura figurativa locale e ricordando la formazione della pinacoteca cittadina negli anni Cinquanta, inserendo così Progetto Genazzano in una storia più ampia di relazioni tra arte e territorio.

00:33:56 – 00:40:47

Il ricordo dell’arrivo di Carlo Quartucci e Carla Tatò a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia invita i testimoni a ricordare il momento dell’arrivo di Carlo Quartucci e Carla Tatò a Genazzano.

AL.MO. Alfredo Moroncelli ricorda il forte impatto esercitato dalla presenza di Carla Tatò, figura che associa immediatamente alla memoria di quel periodo.

M.R. Mario Ricci richiama il proprio coinvolgimento nel progetto Genealogia di Luciano Fabro.

AL.MO. Moroncelli descrive Genealogia come un’azione che prendeva avvio dalla lettura pubblica dei registri anagrafici della popolazione attraverso gli altoparlanti del paese. A suo giudizio il progetto contribuì a rendere visibile la struttura sociale e familiare della comunità genazzanese, trasformando l’archivio anagrafico in una forma di rappresentazione collettiva della memoria locale.

00:40:48 – 00:43:24

La memoria di Mario Ricci tra Le stanze e la Zattera di Babele.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Mario Ricci quale sia il suo primo ricordo legato all’esperienza di Progetto Genazzano.

M.R. Mario Ricci ricorda di frequentare il liceo artistico durante l’allestimento di Le stanze. Il primo impatto con la mostra fu caratterizzato dal confronto tra la pittura e le installazioni realizzate attraverso oggetti e materiali. Sottolinea come la mostra fosse concentrata negli spazi del Castello Colonna, mentre le iniziative della Zattera di Babele si sviluppavano progressivamente in tutto il paese, trasformando Genazzano in uno spazio artistico diffuso. Ricorda inoltre opere e interventi di artisti come Jannis Kounellis e Giulio Paolini.

AL.MO. Alfredo Moroncelli richiama alla memoria anche gli interventi di Lawrence Weiner e la segnaletica realizzata da Daniel Buren.

00:43:25 – 00:49:01

Documenta 7 e la delegazione genazzanese a Kassel.

M.R. Mario Ricci ricorda il proprio coinvolgimento nell’esperienza di Documenta 7 a Kassel.

AL.MO. Alfredo Moroncelli ripercorre alcuni momenti della permanenza in Germania, evocando il Museum Fridericianum, le azioni performative di Carla Tatò e le visite agli spazi espositivi insieme agli artisti coinvolti nel progetto. Ricorda in particolare una mattinata trascorsa con Giulio Paolini all’interno del teatro di Kassel, esperienza che definisce particolarmente significativa per la propria formazione culturale.

00:49:02 – 00:56:10

Documenta 7: dal contesto locale alla scena internazionale.

D.O. Donatella Orecchia invita così i testimoni a riflettere sul rapporto tra le esperienze sviluppate a Genazzano e la loro successiva presentazione in un contesto internazionale come Documenta 7.

M.R. Mario Ricci ricorda il forte impatto suscitato dal ritrovare a Kassel pratiche e opere artistiche nate nel contesto di Progetto Genazzano.

A.M. Arianna Morganti chiede quale fosse il ruolo dei testimoni durante il soggiorno tedesco.

AL.MO. Alfredo Moroncelli spiega che la delegazione comprendeva figure con funzioni differenti: Mario Ricci partecipava come osservatore appassionato e presenza costante delle attività, mentre lui rappresentava il versante politico e istituzionale dell’amministrazione comunale.

00:56:11 – 01:03:46

Le opere artistiche tra Genazzano e Kassel: continuità e trasformazioni.

 

D.O. Donatella Orecchia domanda quale significato assumesse assistere alla presentazione internazionale di opere e pratiche elaborate a Genazzano, chiedendo se prevalesse la percezione dell’internazionalità o quella della decontestualizzazione.

M.R. Mario Ricci ricorda numerose installazioni degli artisti coinvolti nel progetto: l’opera di Jannis Kounellis con la parete dorata, l’attaccapanni e il cappello; gli interventi di Daniel Buren; la mostra curata da Rudi Fuchs. Della componente teatrale conserva invece ricordi meno nitidi.

AL.MO. Alfredo Moroncelli sposta l’attenzione su un episodio avvenuto a Genazzano, ricordando la performance di Marina Abramović e Ulay dedicata alla luce dell’alba. Al termine dell’azione, artisti e abitanti del paese si ritrovarono insieme nella piazzetta, testimonianza del rapporto di familiarità costruito negli anni del progetto.

M.R. Tornando a Documenta 7, ricorda l’installazione di Joseph Beuys composta da migliaia di pietre, sottolineandone il forte impatto visivo e materiale.

AL.MO. Alfredo Moroncelli ricorda che l’area interessata dall’intervento di Beuys era stata precedentemente teatro di un attentato, elemento che contribuiva alla complessità simbolica dell’opera.

M.R. L’esperienza maturata a Genazzano gli aveva fornito strumenti per leggere le opere attraverso la loro dimensione materiale e simbolica, sviluppando una particolare sensibilità verso il linguaggio della materia, della leggerezza e del peso.

01:03:47 – 01:13:13

Accoglienza, spaesamento e partecipazione: la risposta della comunità.

D.O. Donatella Orecchia chiede come gli abitanti di Genazzano abbiano vissuto l’esperienza di Progetto Genazzano.

M.R. Mario Ricci ricorda una fase iniziale caratterizzata da sorpresa e incomprensione nei confronti delle pratiche artistiche proposte.

AL.MO. Alfredo Moroncelli sottolinea invece la disponibilità e l’accoglienza manifestate dagli abitanti, ricordando in particolare la partecipazione diffusa agli interventi artistici disseminati nel paese.

D.O. Chiede di approfondire il lavoro realizzato con Lawrence Weiner.

AL.MO. Alfredo Moroncelli descrive il progetto come una delle esperienze più significative di coinvolgimento della cittadinanza. Le scritte e gli interventi di Weiner entrarono nelle abitazioni e negli spazi quotidiani, favorendo relazioni dirette tra artisti e abitanti. Ricorda inoltre il ruolo svolto da Carla Tatò nel promuovere questa modalità di interazione.

M.R. Richiama l’azione di Hermann Nitsch, osservando come la cultura contadina locale fosse già abituata alla visione di pratiche rituali legate alla macellazione degli animali. Ricorda inoltre la centralità di Piazza del Senile come spazio delle azioni artistiche.

AL.MO. Interpreta l’esperienza di Progetto Genazzano come un processo di spaesamento produttivo, capace di trasformare rituali e consuetudini collettive in nuove forme di partecipazione culturale. Definisce l’intervento degli artisti come la costruzione di un “rito laico” condiviso dalla comunità e ricorda la forte presenza scenica di Carla Tatò nello spazio pubblico.

01:13:14 – 01:21:07

Hermann Nitsch e la costruzione collettiva dell’opera.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale fosse la reazione della comunità di fronte alle azioni di Hermann Nitsch.

M.R. Mario Ricci interpreta l’intervento di Nitsch come una sorta di processione contemporanea, caratterizzata da una partecipazione ampia e diffusa.

AL.MO. Alfredo Moroncelli sottolinea come opere di questo tipo abbiano progressivamente reso comprensibili processi artistici inizialmente percepiti come enigmatici, favorendo una maggiore familiarità con i linguaggi dell’arte contemporanea.

M.R. Ricorda soprattutto il clima di stupore e il coinvolgimento attivo della cittadinanza. Accanto agli artisti partecipavano elettricisti, falegnami e altre figure del paese, contribuendo concretamente alla realizzazione delle opere. In questo senso, osserva come la figura dell’artista apparisse meno distante e più integrata nelle pratiche quotidiane della comunità.

01:21:08 – 01:23:53

L’arrivo dei “forestieri” e l’apertura della comunità locale.

D.O. Donatella Orecchia osserva come Progetto Genazzano abbia attirato nel paese numerosi visitatori, artisti e operatori culturali provenienti dall’esterno, chiedendo quale fosse la percezione di questo fenomeno da parte degli abitanti.

AL.MO. Alfredo Moroncelli ricorda un sentimento prevalente di entusiasmo e orgoglio. L’arrivo di persone provenienti da contesti diversi veniva percepito come un’occasione di apertura e crescita collettiva. Progetto Genazzano è ricordato come un fenomeno non soltanto artistico, ma anche sociale, capace di mettere in relazione la comunità locale con reti culturali nazionali e internazionali.

01:23:54 – 01:29:01

La memoria di Progetto Genazzano tra partecipazione pubblica e vita quotidiana.

D.O. Donatella Orecchia chiede ai testimoni se, a loro avviso, la memoria di Progetto Genazzano sia rimasta viva nella comunità o si sia progressivamente dispersa.

AL.MO. Alfredo Moroncelli osserva come gran parte della memoria collettiva dell’esperienza si sia nel tempo affievolita, nonostante l’importanza che essa ebbe per il paese.

A.M. Arianna Morganti richiama il ruolo svolto da Carlo Quartucci e Carla Tatò nelle assemblee cittadine, chiedendo quali fossero i temi affrontati durante quegli incontri.

AL.MO. Alfredo Moroncelli ricorda assemblee molto partecipate, nelle quali cittadini, amministratori e artisti discutevano insieme il significato delle attività in corso e il loro rapporto con la vita della comunità. Il confronto era aperto e coinvolgeva l’intero paese. .

M.R. Mario Ricci sottolinea come l’aspetto più significativo dell’esperienza non fossero soltanto gli eventi pubblici, ma soprattutto il lavoro quotidiano che li precedeva. Ricorda le prove e i laboratori aperti che si svolgevano attorno a progetti come Platea, con la partecipazione di Giulio Paolini, Roberto Lerici e Carlo Quartucci. Progetto Genazzano viene descritto come uno spazio permanente di sperimentazione e confronto, accessibile alla cittadinanza e capace di generare occasioni di crescita culturale e professionale.

01:29:02 – 01:34:43

La riscoperta del Ninfeo del Bramante e la riattivazione degli spazi storici.

D.O. Donatella Orecchia chiede ai testimoni quali ricordi conservino delle modalità di lavoro sviluppate tra il Castello Colonna e il Ninfeo del Bramante.

AL.MO. Alfredo Moroncelli ricorda lo stato di abbandono in cui versava il Ninfeo prima dell’arrivo di Progetto Genazzano. Lo spazio, poco frequentato e marginalizzato nella vita del paese, venne progressivamente recuperato grazie a un intervento collettivo che coinvolse anche gli operai comunali impegnati nella pulizia e nel disboscamento dell’area. L’esperienza viene ricordata come un processo di riscoperta dell’architettura e della memoria storica del luogo, successivamente restituito alla comunità come spazio culturale e performativo.

01:34:44 – 01:45:23

Le condizioni che resero possibile Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia invita Alfredo Moroncelli a riflettere sulle ragioni che resero possibile un’esperienza come Progetto Genazzano nel contesto degli anni Ottanta.

AL.MO. Alfredo Moroncelli individua nelle caratteristiche sociali e culturali della comunità locale una delle condizioni fondamentali del progetto. Ricorda un paese ancora fortemente legato alla cultura operaia e contadina, caratterizzato da curiosità, disponibilità all’incontro e capacità di lasciarsi sorprendere. In questo contesto, l’esperienza artistica trovò terreno fertile grazie a una comunità ancora abituata al racconto condiviso, alla dimensione collettiva e alla partecipazione pubblica.

 

01:45:24 – 01:53:56

Funerale al Ninfeo del Bramante: memoria di uno spettacolo simbolo.

D.O.  Donatella Orecchia chiede ai testimoni quali ricordi conservino dello spettacolo Funerale.

M.R. Mario Ricci colloca l’opera in una fase delicata dell’esperienza della Zattera di Babele, segnata da crescenti difficoltà politiche e istituzionali. Ricorda come alcune componenti del contesto locale non fossero più favorevoli alla permanenza di Carlo Quartucci e Carla Tatò a Genazzano. In questo quadro, la visita di Enrico Berlinguer viene interpretata come un momento di rilancio e sostegno dell’esperienza. Sul piano visivo, Funerale rimane impresso nella memoria per la forza delle sue immagini: uno spettacolo percepito come duro, dominato da atmosfere oscure e da una forte intensità emotiva.

AL.MO. Alfredo Moroncelli conserva soprattutto il ricordo della dimensione iconica e statica dell’allestimento, sottolineandone la potenza evocativa e la capacità di trasformare il Ninfeo del Bramante in uno spazio di grande suggestione simbolica.

01:53:57 – 02:03:40

Il ricordo di Carlo Quartucci e il significato dell’esperienza.

D.O. Donatella Orecchia conclude l’intervista chiedendo ai testimoni di ricordare il rapporto personale instaurato con Carlo Quartucci.

AL.MO. Alfredo Moroncelli restituisce il ritratto di una persona generosa e disponibile, ricordando non soltanto Carlo Quartucci, ma anche i rapporti sviluppati nel tempo con la sua famiglia. La memoria dell’artista si intreccia così a quella di relazioni personali che hanno continuato a mantenersi vive oltre la conclusione di Progetto Genazzano.

Fine dell’intervista.

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Interview Duration: 03:00:00 circa
Registration Duration: 02:03:40
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
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Citation

Intervista a Moroncelli Alfredo e Ricci Mario, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, studio di Mario Ricci, Genazzano (RM), il 08/06/2025, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18y), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-moroncelli-alfreado-e-ricci-mario>, (data di accesso). 


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