Intervista a Cecconi Massimo

ORMT-18p

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  • Tatò Carla
  • Tedesco Giglia
  • Ugazzi Marco
Titles (Theatre Performances, Texts, Films)
  • Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
  • Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
Places
  • Castello Colonna, Genazzano (RM)
  • Genazzano (RM)
  • Ninfeo del Bramante, Genazzano (RM)
  • Piazza Senile, Genazzano (RM)
Collective Organisations (Companies, Institutions)

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:02:07

Avvio di Progetto Genazzano: contesto biografico di Massimo Cecconi e prime percezioni della comunità.

Presentazioni preliminari.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Massimo Cecconi di collocare temporalmente la propria esperienza all’inizio degli anni Ottanta e di descrivere il proprio ruolo nel momento di avvio di Progetto Genazzano.

M.C. Massimo Cecconi riferisce di avere circa vent’anni e di essere impiegato presso il Comune di Genazzano. In questa fase iniziale, partecipa alla preparazione delle scene collaborando con Toto Quartucci. Ricorda come, in un primo momento, la presenza degli artisti e le loro pratiche fossero percepite dalla comunità come “qualcosa di dubbioso”; tuttavia, con il tempo, il paese iniziò progressivamente a familiarizzare con l’esperienza.

Alla domanda sullo stato del Castello Colonna e sulle prime attività svolte, M.C. lo descrive come un edificio diroccato, acquisito dal Comune con l’intento di restaurarlo e trasformarlo in un luogo dedicato all’arte, segnando così, a suo avviso, un “inizio bello” per il paese.

00:02:08 – 00:04:03

 

Il ruolo operativo in Progetto Genazzano e la partecipazione ai processi di allestimento.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale sia stata la reazione iniziale all’incontro con Carlo Quartucci e Carla Tatò.

M.C. Massimo Cecconi descrive una prima sensazione di straniamento, seguita da una progressiva comprensione e apprezzamento, soprattutto per il coinvolgimento del pubblico. Sottolinea inoltre il sostegno costante dell’amministrazione comunale alle attività del progetto.

Il suo ruolo viene definito come prevalentemente pratico: movimentazione di oggetti e supporto logistico. Ricorda in particolare il trasporto di un biliardo da un bar del paese al Castello Colonna [Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli], operazione che comportò il blocco temporaneo della circolazione. In un primo momento, non ne comprendeva la funzione, che gli appariva insolita; successivamente ne riconoscerà l’inserimento in un dispositivo scenico. L’episodio è ricordato come significativo per l’effetto di spaesamento prodotto dal trasferimento di un oggetto quotidiano in un contesto artistico.

00:04:04 – 00:04:28

Prime reazioni collettive e difficoltà di ricezione.

D.O. Donatella Orecchia chiede se i coetanei di Massimo Cecconi partecipassero alle attività di Progetto Genazzano.

M.C. Massimo Cecconi evidenzia una fase iniziale caratterizzata da perplessità e difficoltà di comprensione da parte della comunità. Sottolinea come il pubblico locale fosse abituato a forme artistiche tradizionali (come la pittura), ma non a pratiche performative contemporanee come quelle introdotte dal progetto.

00:04:29 – 00:05:44

 

Allestimento della Sala Martino V e organizzazione dello spazio scenico.

C.T. Carla Tatò richiama l’attenzione su una fotografia relativa a Uscite.

M.C. descrive le modalità di montaggio delle strutture sceniche, sottolineando come il lavoro avvenisse generalmente in coppia con Toto Quartucci, sulla base delle indicazioni fornite da Carlo Quartucci. Evidenzia l’inesperienza iniziale e la percezione di una funzione “strana” delle strutture realizzate.

Alla domanda di D.O. su Jannis Kounellis, M.C. afferma di non avere ricordi specifici.

00:05:45 – 00:08:07

Memorie sulla costruzione scenografica di Uscite.

C.T. Carla Tatò interviene descrivendo il sipario di bicchieri e l’utilizzo delle bottiglie di vino dei contadini.

M.C. Massimo Cecconi ricorda ricorda con una certa chiarezza le operazioni di costruzione della scenografia di Uscite, confermando la complessità dell’allestimento.

C.T. Carla Tatò approfondisce il processo ideativo che ha condotto alla costruzione della doppia immagine scenica.

M.C. Il testimone aggiunge il ricordo dell’installazione dei sistemi di riscaldamento nella Sala Martino V e della costruzione della struttura che divideva lo spazio in altezza, elemento centrale nell’organizzazione scenica.

00:08:08 – 00:08:47

Processi di comprensione e coinvolgimento della comunità.

D.O. Donatella Orecchia chiede come il paese sia giunto a comprendere le azioni di Progetto Genazzano.

M.C. Massimo Cecconi risponde che il processo è stato graduale, favorito anche dall’arrivo di artisti esterni e dalla visibilità mediatica. La diffusione delle notizie attraverso la televisione contribuì ad accrescere l’interesse.

Alla domanda di D.O. sul coinvolgimento, M.C. afferma che la comunità si sentiva partecipe e orgogliosa.

00:08:48 – 00:10:31

 

Interventi al Ninfeo del Bramante e partecipazione locale.

C.T. Carla Tatò sposta l’attenzione sul Ninfeo del Bramante.

M.C. Massimo Cecconi racconta di aver partecipato direttamente alla pulizia dell’area (disboscamento) e alla costruzione del palco in legno. Sottolinea come lo spazio fosse precedentemente in stato di abbandono e come, durante il progetto, sia stato restituito all’uso pubblico attraverso gli spettacoli serali.

Ricorda una forte partecipazione dei cittadini, di diverse fasce d’età, segnalando un progressivo coinvolgimento della comunità.

 

00:10:32 – 00:12:25

 

Memorie selettive e posizione operativa del testimone.

D.O. Donatella Orecchia sollecita ricordi relativi ad alcune azioni specifiche (segnaletica urbana, interventi artistici).

M.C. Massimo Cecconi ricorda la segnaletica, ma non altri eventi specifici. Si definisce come parte della “manovalanza pura”, sottolineando una posizione operativa che lo poneva in relazione diretta con i promotori principali piuttosto che con gli altri artisti coinvolti.

A.M. Arianna Morganti chiede al testimone dell’azione di Hermann Nitsch a Piazza del Senile, lo squartamento del capretto.

M.C. Massimo Cecconi dichiara di non averne memoria.

00:12:26 – 00:14:49

 

La conclusione di Progetto Genazzano e la percezione del declino.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Massimo Cecconi come sia cambiato il paese dopo la fine dell’esperienza di Carlo Quartucci e Carla Tatò.

M.C. Massimo Cecconi descrive un ritorno alla decadenza: il Castello Colonna e il Ninfeo tornano in stato di abbandono e il paese perde vitalità. Ricorda il sostegno convinto dell’amministrazione comunale durante il progetto, con la presenza costante delle istituzioni. L’esperienza viene valutata complessivamente come positiva.

00:14:50 – 00:18:59

Trasformazioni temporanee del contesto locale e memoria dell’esperienza.

D.O.Donatella Orecchia chiede se, durante quegli anni, Genazzano fosse percepita come diversa.

M.C. Il testimone conferma un cambiamento significativo: maggiore movimento nei luoghi pubblici, presenza di visitatori esterni e visibilità mediatica nazionale.

D.O. Chiede un’immagine sintetica del periodo iniziale di Progetto Genazzano.

M.C. Ricorda il freddo costante percepito da Carla Tatò e il diffuso interesse della popolazione, con particolare curiosità da parte degli anziani, attratti da un’esperienza artistica senza precedenti nel contesto locale.

Fine dell’intervista.

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Interview Duration: 01:00:00 circa
Registration Duration: 00:18:59
Format: wav
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
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Citation

Intervista a Cecconi Massimo, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, Caffetteria Pelle, Genazzano (RM), il 12/05/2024, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18p), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-cecconi-massimo/ >, (data di accesso). 


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