Intervista a Carpini Ismaele

ORMT-17a

 

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Presentazione del testimone

E.M. chiede al testimone di presentarsi e di condividere l’inizio della sua esperienza nel Teatro Povero di Monticchiello e nella sua comunità. Carpini Ismaele, dottore in antropologia, nato nel 1993, racconta di essersi avvicinato alla realtà di Monticchiello dopo aver preso servizio nella Cooperativa,  a seguito di un bando per i musei senesi. Fu chiamato per lavorare al Museo TePoTraTos sito in Monticchiello.
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Gli inizi a Monticchiello

Il testimone racconta che, fino al dicembre del 2021, data in cui ha preso servizio, la realtà di Monticchiello gli era nota solo per «sentito dire». Una volta entrato nella realtà locale e nella sua comunità, è stato coinvolto in diverse attività, tra cui la partecipazione agli spettacoli, ricoprendo anche il ruolo di attore. Menziona la sua partecipazione nello spettacolo del 2022, Ultima chiamata, dove ha interpretato il ruolo di un giovane Arturo Vignai.
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Scelta di risiedere a Monticchiello

E.M. chiede al testimone quali siano state le ragioni che lo hanno spinto a fermarsi a Monticchiello, oltre al servizio civile. I.C. risponde di essere rimasto colpito dall’ambiente e dal modo in cui si vive il «fare comunità» e «fare cultura». Racconta come, una volta entrato in questa realtà, sia riuscito a sviluppare un forte senso di appartenenza, un sentimento che non aveva mai provato prima. Un’altra motivazione che lo ha spinto a restare è stata la volontà di contribuire e lasciare un proprio segno in questa comunità.
00:06:50 – 00:09:50

Lo scopo del Teatro Povero

E.M. chiede al testimone quale sia lo scopo della Cooperativa nel proseguire questa esperienza  con il Teatro Povero e gli spettacoli. I.C. risponde che il teatro: «si fa perché si deve fare». È così dal 1967, e afferma che «sarebbe assurdo interrompere». Spiega che c’è una spinta interiore che non è obbligatoria, ma spontanea, una necessità che lo motiva. Prosegue ipotizzando che, anche se la Cooperativa dovesse fallire, il Teatro Povero continuerebbe comunque, perché alla gente piace. Sottolinea che molte persone vengono da fuori, per lavorare, assistere agli spettacoli o semplicemente partecipare alle celebri assemblee invernali. Aggiunge, infine, che queste assemblee, come ha letto recentemente, hanno effettivamente un effetto psicoterapeutico.
00:09:51 – 00:13:51

Rapporto tra passato e presente nel Teatro Povero

E.M. legge un estratto di una lettera di Pietro Clemente, datata 2013. L’antropologo, che frequenta la comunità di Monticchiello da molti anni, riflette sul legame tra il Teatro Povero e il presente, evidenziando la difficoltà di inserirsi nel contesto contemporaneo senza correre il rischio di rappresentarlo come una realtà degradata e corrotta. Aggiunge poi, sempre riferendosi agli scritti di Clemente, che «l’errore più comune dell’antropologo è proprio quello di concentrarsi troppo sul passato per studiare il presente, vedendo quest’ultimo solo come conseguenza del passato e non realtà a sé stante».  Chiede quindi l’opinione del testimone. I.C. risponde che il il lavoro del Teatro Povero, così come le sue assemblee, parte dall’idea di esprimere e tramandare le memorie storiche, che compaiono poi negli spettacoli, quindi nel presente. Conclude spiegando che, sebbene la «comunità sia vecchia», nel rappresentare eventi del passato sul palcoscenico, si riesce a trasmetterli anche alle nuove generazioni, replicandoli nel tempo. Pertanto, passato e presente sono strettamente collegati. Questo legame è un tratto identitario molto sentito dagli abitanti di Monticchiello.
00:13:52 – 00:21:07

Ancora sul rapporto con il presente

E.M. chiede se, nel coesistere tra passato e presente, non ci sia il rischio che il presente resti troppo legato al passato. I.C. ribadisce che, in realtà, l’attenzione al contemporaneo è presente, come dimostrano alcuni spettacoli che trattano temi attuali, come Ultima chiamata. Racconta che durante le riunioni per lo spettacolo, il tema iniziale era diverso, ma poi, con l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, è stato completamente capovolto. E.M. ricorda che, nel passato di Monticchiello, la realtà esterna rappresentava una minaccia e che il senso di appartenenza alla comunità nasceva anche dalla necessità di difendersi. Chiede come sia oggi il rapporto con la realtà esterna. I.C. afferma che si tratta di domande complesse e che ciò che può dire è che la comunità di Monticchiello sente il suo legame con il passato in modo molto forte, ma vive anche nel presente, per forza di cose. C’è una consapevolezza della realtà esterna soprattutto a livello economico.
00:21:08 – 00:28:27

La scarsità di risorse economiche

I.C. parla dei finanziamenti pubblici, confermando che sono sempre più scarsi, e apre un discorso sulle risorse economiche. Sottolinea i tagli ai fondi destinati a realtà come quella del Teatro Povero, evidenziando le difficoltà che queste piccole comunità rurali devono affrontare. Nonostante tutto, afferma che queste realtà continuano a resistere.
00:28:28 – 00:34:00

Definizione di comunità: prescrittiva e descrittiva

E.M. domanda  il significato di concetto di «comunità» per il testimone. I.C. distingue due tipi di definizione: prescrittiva e descrittiva. La definizione prescrittiva stabilisce come dovrebbe essere una comunità, quella descrittiva indica ciò che una comunità effettivamente è. La visione prescrittiva implica che tutti dovrebbero condividere certi comportamenti e un senso di appartenenza, dove ognuno contribuisce al benessere comune, riconoscendosi come parte di un insieme. La visione descrittiva, invece, riflette un approccio più pragmatico, in cui alcune persone, pur non avendo un forte senso di appartenenza, contribuiscono comunque in qualche modo. La comunità reale si trova nel mezzo di queste due prospettive: da un lato, chi sente il legame e cerca di trasmetterlo agli altri, anche agli esterni, e dall’altro chi partecipa per interesse personale, come nel caso di chi chiede un compenso.  Conclude affermando che è sempre un giostrarsi tra un ruolo, un senso d’appartenenza, l’identità, il valore affettivo, è un equilibrio delicato, cose non semplici.

 


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Interview Duration: 00:38:43

Registration Duration: 00:43:55

Format: mp3

Type: Audio

Language: Italiano

Subjects:

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Citation

Intervista a Carpini Ismaele, di Musarò Elena, Monticchiello (SI), il 07/02/2023, Progetto “Il Teatro Povero di Monticchiello fra ieri e oggi”, Collezione Ormete (ORMT-17a), consultata in URL:< https://www.patrimoniorale.ormete.net/../..>, (data di accesso).



Relation:


Bibliography:

  • Giglioni Gianpiero, Per un teatro necessario: in piazza e in scena a Monticchiello. Il Teatro Povero, tesi di laurea inedita, Università degli studi di Siena, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere Moderne, a.a. 2006/2007
  • Musarò Elena, I teatri di comunità e la sfida del presente: l’esperienza del Teatro Povero di Monticchiello, tesi di laurea inedita in Beni artistici e dello spettacolo, Università di Parma, A.A. 2021/2022, relatrice prof.ssa Roberta Gandolfi (consultabile presso il museo TePoTratos a Montichiello)