Intervista a Bistolfi Marina

ORMT-18ab

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Titles (Theatre Performances, Texts, Films)
  • 1793, da Parigi di Fuchs Rudi
  • Borgatacamion di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Comédìe Italienne di Lerici Roberto, Paolini Giulio e Quartucci Carlo
  • Didone di Lerici Roberto (regia di Quartucci Carlo)
  • Florville e Courval di de Sade François (regia di Quartucci Carlo)
  • Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
  • Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
  • Histoire du soldat di Stravinskij Igor Fёdorovič (regia di Quartucci Carlo)
  • L’ultimo spettacolo di Nora Helmer di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Pentesilea di von Kleist Heinrich (regia di Quartucci Carlo)
  • Platea di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
  • Prologo di Paolini Giulio
  • Robinson Crusoe mercante di York di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Scene di Periferia di Quartucci Carlo
  • Tamerlano Il Grande di Marlowe Christopher (regia di Quartucci Carlo)
  • Un teatro musicale - Concerto scenico di Bennink Ham, Colombo Eugenio, Mengelberg Misha e Geremia Geremia
  • Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
Places
  • Aranciera di San Sisto Vecchio, Roma
  • Castello Colonna, Genazzano (RM)
  • Erice
  • Genazzano (RM)
  • Genova
  • Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
  • Roma
Collective Organisations (Companies, Institutions)
  • Compagnia Laboratorio di Camion
  • Progetto Genazzano
  • Zattera di Babele

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:05:28

L’incontro di Marina Bistolfi con Carlo Quartucci e Carla Tatò.

Presentazioni preliminari.

D.O. Donatella Orecchia invita Marina Bistolfi a ricostruire il primo incontro con Carlo Quartucci e Carla Tatò. 

M.B. Marina Bistolfi descrive l’incontro come un episodio fortuito che segna l’inizio della sua collaborazione con il gruppo. Ripercorre la frequenza della seconda edizione del corso per organizzatori teatrali promosso dall’ETI e diretto da Fulvio Fo (1981–1982), svolto parallelamente a un periodo di studio a Berlino. Ricorda che, nel maggio 1982, l’incontro conclusivo del corso si svolse a Genazzano, poco dopo la seconda edizione di Progetto Genazzano. Carlo Quartucci e Carla Tatò accompagnarono i partecipanti alla scoperta del Castello Colonna e del paese, introducendo i principi del progetto artistico. In tale occasione emerse la necessità di una figura con competenze linguistiche in tedesco per la partecipazione a Documenta 7, circostanza che determinò l’avvio della collaborazione di Marina Bistolfi con il gruppo. 

D.O. Donatella Orecchia chiede quale fosse stata la prima impressione suscitata da Carlo Quartucci e Carla Tatò, prima ancora di assistere al loro lavoro artistico. 

M.B. Marina Bistolfi ricorda entrambi come figure di grande capacità affabulatoria, in grado di trasmettere con forza il proprio immaginario progettuale.

00:05:29 – 00:10:28

Il ruolo di Marina Bistolfi a Documenta 7, Kassel.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale ruolo Marina Bistolfi abbia ricoperto durante Documenta 7.

M.B. Marina Bistolfi ricostruisce il proprio inserimento nel progetto come assistente e traduttrice, precisando che le modalità della collaborazione si definirono progressivamente. Ricorda la presenza, a Kassel, di Carlo Quartucci, Carla Tatò, Roberto Lerici e Jannis Kounellis, nell’ambito della direzione artistica di Rudi Fuchs, caratterizzata da una struttura aperta alla collaborazione con figure quali Germano Celant e Walter Nikkels, futuro responsabile dell’identità grafica di Progetto Genazzano. Sottolinea che l’organizzazione del lavoro era allora affidata a Ida Giannelli, collaboratrice di Carlo Quartucci e Carla Tatò, la quale non conosceva il tedesco; tale circostanza rese necessario il suo coinvolgimento come mediatrice linguistica. 

D.O. Donatella Orecchia chiede come Marina Bistolfi abbia percepito il metodo di lavoro di Carlo Quartucci e Carla Tatò. 

M.B. Marina Bistolfi evidenzia come Documenta costituisse, insieme alla Biennale di Venezia, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’arte contemporanea. Ricorda che Didone fu recepita prevalentemente come un’opera performativa, mentre Platea si caratterizzava per un dispositivo scenico che ridefiniva la relazione tra scena e spettatore: lo spazio tradizionalmente destinato al pubblico veniva coperto da teli bianchi e gli spettatori erano invitati a salire direttamente sul palcoscenico. 

00:10:29 – 00:13:10

Rudi Fuchs e la collaborazione con Carlo Quartucci e Carla Tatò in Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale sia stato, secondo Marina Bistolfi, il motivo dell’interesse di Rudi Fuchs nei confronti del lavoro di Carlo Quartucci e Carla Tatò. 

M.B.Marina Bistolfi individua nella mediazione di Jannis Kounellis e di Germano Celant il principale elemento di raccordo tra Carlo Quartucci e l’ambiente internazionale di Documenta. Distingue il ruolo di Germano Celant, orientato prevalentemente alle strategie culturali e al sistema dell’arte, da quello di Rudi Fuchs, maggiormente interessato alla dimensione poetica e ai processi creativi, cui si affiancava il contributo progettuale di Walter Nikkels sul piano dell’immagine coordinata. Secondo la testimone, Carlo Quartucci privilegiò costantemente una ricerca artistica autonoma rispetto alle logiche del mercato. 

00:13:11 – 00:22:28

Funerale a Documenta 7.

D.O. Donatella Orecchia introduce il tema dell’allestimento di Funerale nel contesto conclusivo di Documenta 7

M.B. Marina Bistolfi definisce Funerale come una delle opere più significative realizzate da Carlo Quartucci. Ricorda la scelta di collocare l’azione scenica all’interno di un’ex fabbrica tessile dismessa, sottolineando la complessità organizzativa dell’allestimento. Rievoca il lavoro preparatorio di Jannis Kounellis, impegnato nella continua elaborazione di disegni progettuali, e le difficoltà logistiche legate al trasporto dei cavalli negli spazi industriali. 

D.O. Donatella Orecchia chiede quali elementi rendessero, a suo giudizio, Funerale un’esperienza particolarmente significativa. 

M.B. Marina Bistolfi attribuisce il valore dell’opera al carattere processuale della sua costruzione, vissuta direttamente dall’interno del gruppo di lavoro. Evidenzia il ruolo della drammaturgia di Roberto Lerici, della costruzione dell’immagine scenica e della collaborazione tra artisti italiani e tedeschi. Sottolinea come Funerale si sia progressivamente definito attraverso il confronto continuo tra musicisti, performer e artisti visivi, integrando riferimenti a Frank Wedekind e alla poesia lirica greca, in particolare a Saffo. 

00:22:29 – 00:26:39

Carla Tatò in Funerale.

D.O. Donatella Orecchia approfondisce il ruolo di Carla Tatò e il rapporto con gli altri interpreti in scena. 

M.B. Marina Bistolfi descrive Carla Tatò come figura centrale dell’azione performativa, sottolineando la profonda intesa sviluppata con il nucleo dei musicisti — tra cui Piero Brega, Giancarlo Schiaffini, Massimo Coen ed Eugenio Colombo — già consolidata nelle esperienze precedenti della Zattera di Babele. La testimone ricorda inoltre il sostegno ricevuto dall’assistente di Rudi Fuchs durante le complesse fasi organizzative di Documenta 7. 

00:26:40: – 00:32:19

L’adattamento scenico di Funerale: da Kassel a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia invita Marina Bistolfi a riflettere sul trasferimento di Funerale da Kassel al Ninfeo del Bramante di Genazzano e sul confronto con un nuovo contesto spaziale e con un diverso pubblico. 

M.B.Marina Bistolfi sottolinea il ruolo svolto da Jannis Kounellis nella riconfigurazione del Ninfeo del Bramante come dispositivo scenico. Evidenzia come il progressivo spostamento delle attività dal Castello Colonna verso gli spazi urbani e monumentali di Genazzano abbia ampliato il raggio d’azione del progetto. Interpreta le diverse versioni di Funerale come processi di riscrittura site-specific, nei quali ogni nuovo contesto generava differenti possibilità compositive. 

00:32:20 – 00:35:49

Carlo Quartucci e Jannis Kounellis a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede come Marina Bistolfi abbia osservato il rapporto di collaborazione tra Carlo Quartucci e Jannis Kounellis durante Progetto Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi precisa di essere rimasta esterna alla dimensione personale del loro rapporto, occupandosi prevalentemente delle relazioni internazionali e della mediazione linguistica. Sul piano artistico, descrive invece una collaborazione fondata su un sostanziale equilibrio progettuale, nella quale i due autori contribuivano in modo paritario allo sviluppo delle opere. 

00:35:50 – 00:42:38

Il ruolo di Marina Bistolfi in Progetto Genazzano e la partecipazione degli artisti internazionali.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale fosse il ruolo organizzativo di Marina Bistolfi all’interno della Zattera di Babele e se si occupasse dei rapporti con le istituzioni e con gli artisti stranieri. 

M.B. Marina Bistolfi precisa che la gestione delle relazioni artistiche e politiche rimaneva principalmente nelle mani di Carlo Quartucci e Carla Tatò, quest’ultima particolarmente coinvolta nei rapporti istituzionali. Il proprio contributo riguardava soprattutto la comunicazione e il coordinamento con gli artisti internazionali. 

D.O. Donatella Orecchia chiede se la presenza degli artisti stranieri nell’edizione 1983 di Progetto Genazzano sia stata determinata principalmente da Rudi Fuchs. 

M.B. Marina Bistolfi sottolinea il carattere condiviso delle scelte curatoriali, evidenziando la disponibilità collaborativa di Rudi Fuchs. Descrive la presenza degli artisti internazionali come un processo armonico di convivenza e scambio, nel quale la partecipazione e la condivisione dell’esperienza prevalevano sulla piena comprensione reciproca. 

00:42:39 – 00:45:42

Hermann Nitsch a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia introduce la performance di Hermann Nitsch, ricordata dagli abitanti di Genazzano come una delle azioni più significative del progetto, chiedendo quale ne sia stata la percezione da parte di Marina Bistolfi. 

M.B. Marina Bistolfi distingue l’intervento realizzato a Genazzano dalle più note azioni dell’Orgien Mysterien Theater, sottolineandone il carattere più contenuto. Ricorda la realizzazione di un telo dipinto con il sangue di una capra, conservato temporaneamente in contenitori di plastica all’interno del frigorifero dell’albergo. Evidenzia come la performance abbia suscitato curiosità e un’ampia partecipazione, coinvolgendo sia gli abitanti del paese sia i numerosi visitatori giunti a Genazzano. 

00:45:43 – 01:02:29

La costruzione della memoria testimoniale e la permanenza di Marina Bistolfi a Genazzano.

A.M. Arianna Morganti invita Marina Bistolfi a tornare sull’azione di Hermann Nitsch, chiedendo di chiarire alcuni aspetti ricorrenti nella memoria collettiva. 

M.B. Marina Bistolfi precisa che la performance si svolse in Piazza del Senile e smentisce il ricorrente racconto dello squartamento di un capretto durante l’azione. Ricostruisce come l’intervento prevedesse esclusivamente l’utilizzo di taniche contenenti sangue animale, mentre la macellazione era avvenuta precedentemente in un macello autorizzato. Interpreta tale discrepanza come un processo di costruzione mitica sviluppatosi nella trasmissione orale dell’evento. 

A.M. Arianna Morganti chiede quale fosse la permanenza effettiva di Marina Bistolfi a Genazzano, distinguendo tra il periodo della manifestazione e quello della preparazione. 

M.B. Marina Bistolfi ricorda una presenza distribuita tra Roma e Genazzano, legata soprattutto alle attività organizzative e ai rapporti con gli artisti stranieri, svolti prevalentemente attraverso un intenso lavoro di corrispondenza e comunicazione telefonica. .

Lettura e commento di alcune pagine del catalogo di Progetto Genazzano 1983.

01:02:30: – 01:07:48

La comunicazione con la comunità locale e l’ospitalità degli artisti.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale fosse la destinazione dei materiali prodotti per Progetto Genazzano, domandando se fossero rivolti esclusivamente all’uso interno oppure destinati anche alla stampa e alla comunicazione pubblica. 

M.B. Marina Bistolfi distingue tra materiali di lavoro e strumenti di divulgazione, ricordando la produzione di comunicati stampa e di schede informative distribuite al pubblico in occasione delle singole azioni sceniche, nel tentativo di favorire una comunicazione con la comunità locale. 

D.O. Donatella Orecchia approfondisce le modalità di permanenza degli artisti stranieri a Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi precisa che la durata della residenza variava in relazione ai tempi di allestimento delle opere e delle azioni performative. 

D.O. Donatella Orecchia chiede chi fosse responsabile dell’accoglienza degli artisti e del loro inserimento nel contesto operativo di Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi ricorda che tale funzione era svolta prevalentemente da Carla Tatò, pur con modalità differenti a seconda degli artisti coinvolti. Alcuni avevano già preso parte alle precedenti edizioni del progetto, altri erano stati conosciuti durante Documenta 7. Individua nell’ospitalità uno degli elementi qualificanti del metodo di lavoro di Carlo Quartucci e Carla Tatò. 

01:07:49 – 01:11:33

L’incontro tra poetiche e pratiche artistiche differenti.

D.O. Donatella Orecchia invita Marina Bistolfi a riflettere sulla convivenza tra artisti provenienti da discipline e percorsi differenti. 

M.B. arina Bistolfi sottolinea come la partecipazione al progetto fosse il risultato di una scelta consapevole. Gli artisti coinvolti condividevano curiosità intellettuale, disponibilità al confronto e interesse per pratiche di lavoro interdisciplinari. 

D.O. Donatella Orecchia domanda se tale dimensione collaborativa fosse percepibile anche dall’interno del processo creativo. 

M.B. Marina Bistolfi conferma l’esistenza di un clima caratterizzato da dialogo continuo, collaborazione e condivisione della quotidianità. L’ospitalità si traduceva nella convivenza, nei sopralluoghi comuni e nello scambio costante di idee. 

01:11:34 – 01:14:52

La formazione culturale e l’intuizione progettuale di Carlo Quartucci.

D.O. Donatella Orecchia richiama una riflessione emersa nell’intervista a Luigi Cinque sulla capacità intuitiva di Carlo Quartucci. 

M.B. Marina Bistolfi attribuisce tale qualità a una solida preparazione culturale e a una profonda conoscenza del teatro e delle arti contemporanee. Precisa inoltre che Luigi Cinque partecipava principalmente alle fasi organizzative e musicali delle produzioni, piuttosto che ai processi di ideazione scenica. 

01:14:53 – 01:18:08

Giulio Paoli e Jannis Kounellis: due modalità progettuali.

D.O. Donatella Orecchia chiede se il carattere site-specific di Progetto Genazzano fosse particolarmente affine alla ricerca di Giulio Paolini. 

M.B. Marina Bistolfi distingue il rapporto di Carlo Quartucci con Giulio Paolini da quello instaurato con Jannis Kounellis. Pur esprimendo grande stima per Paolini, ritiene che la dimensione sperimentale di Genazzano fosse maggiormente coerente con la ricerca di Kounellis, mentre individua una presenza più significativa di Paolini nel lavoro sviluppato a Kassel e, successivamente, nell’esperienza di Erice. 

01:18:09 – 01:22:20

Rudi Fuchs e Dispositivo scenico di Daniel Buren.

D.O. Donatella Orecchia introduce la presenza di Rudi Fuchs a Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi ricorda che Rudi Fuchs partecipò alla terza edizione di Progetto Genazzano (1983), mentre la sua presenza sarebbe stata più continuativa nelle successive esperienze di Erice. Richiama inoltre il testo 1793 da Parigi, inserito nel Dispositivo Scenico progettato da Daniel Buren. 

D.O. Donatella Orecchia osserva come Dispositivo Scenico, a differenza delle scritte realizzate con Daniel Buren nel paese, non emerga con frequenza nella memoria degli abitanti di Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi interpreta Dispositivo Scenico come un elemento funzionale alle azioni performative, analogamente al sipario di bicchieri ideato da Jannis Kounellis. Ne sottolinea il carattere di dispositivo spaziale, la cui efficacia dipendeva dall’interazione con gli eventi scenici ospitati dal Ninfeo del Bramante, luogo che registrò una significativa partecipazione di pubblico. 

01:22:21 – 01:27:26

La distanza fra il sistema teatrale contemporaneo e l’esperienza di Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia invita Marina Bistolfi a confrontare il contesto contemporaneo con quello in cui nacque Progetto Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi evidenzia un progressivo mutamento del sistema culturale, ricordando gli anni di Progetto Genazzano come una fase caratterizzata da forte sostegno istituzionale, ampia disponibilità di risorse e favorevoli condizioni per la sperimentazione interdisciplinare. Sottolinea il valore politico dell’iniziativa, resa possibile anche dal sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ulderigo Michetti. 

01:27:27 – 01:32:19

La conclusione di Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede come Marina Bistolfi abbia vissuto la conclusione di Progetto Genazzano.

M.B. Marina Bistolfi ricorda di aver partecipato esclusivamente all’edizione del 1983 e interpreta il successivo passaggio da Kassel a Genazzano e quindi a Erice come un’unica esperienza progettuale in continuo divenire, capace di trasformarsi adattandosi ai diversi contesti. 

01:32:20 – 01:44:04

L’eredità professionale del lavoro con Carlo Quartucci e Carla Tatò.

D.O. Donatella Orecchia chiede fino a quando Marina Bistolfi abbia collaborato con Carlo Quartucci e Carla Tatò. 

M.B. Marina Bistolfi colloca la conclusione della collaborazione all’inizio degli anni Novanta. 

D.O. Donatella Orecchia domanda quali insegnamenti abbia tratto da quell’esperienza. 

M.B. Marina Bistolfi definisce la collaborazione un’esperienza professionale e umana irripetibile, pienamente coerente con la propria inclinazione verso contesti artistici interdisciplinari. Sottolinea come il rapporto instaurato con Carlo Quartucci e Carla Tatò abbia assunto una dimensione sia lavorativa sia personale, contribuendo alla formazione della propria rete di relazioni nel mondo delle arti. 

D.O. Donatella Orecchia chiede se Carlo Quartucci e Carla Tatò siano riusciti a conciliare libertà artistica e compromesso istituzionale. 


M.B. Marina Bistolfi ritiene che tale equilibrio non sia stato pienamente raggiunto e richiama, in contrapposizione, il cosiddetto “modello Peter Stein”, fondato sull’alternanza tra produzioni istituzionali e ricerca artistica indipendente quale strategia di sostenibilità economica. 

01:44:05 – 01:47:56

Il lavoro con Carlo Quartucci e Carla Tatò come spazio di sperimentazione.

D.O. Donatella Orecchia osserva come numerosi collaboratori abbiano descritto il lavoro con Carlo Quartucci e Carla Tatò come uno spazio di particolare libertà creativa. 

M.B. Marina Bistolfi conferma tale interpretazione, evidenziando il carattere innovativo del loro metodo di lavoro e la capacità di introdurre nel teatro pratiche di ospitalità e collaborazione proprie del sistema delle arti visive, ancora poco diffuse nell’ambito teatrale dell’epoca. 

01:47:57 – 01:51:27

La ricezione critica di Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia richiama la presenza della critica teatrale nel racconto delle attività di Progetto Genazzano. 

M.B. Marina Bistolfi attribuisce la limitata ricezione critica alla natura interdisciplinare del progetto, ritenuta difficilmente riconducibile alle tradizionali categorie interpretative della critica teatrale. 

01:51:28 – 01:58:25

La visita di Enrico Berlinguer e la presenza di Antonio Tatò.

D.O. Donatella Orecchia invita Marina Bistolfi a sintetizzare Progetto Genazzano attraverso un’immagine significativa. 

M.B. Marina Bistolfi richiama la visita di Enrico Berlinguer all’edizione del 1983, accompagnato da Antonio Tatò, indicandola come una delle immagini più emblematiche dell’esperienza. 

D.O. Donatella Orecchia chiede se la presenza di Antonio Tatò fosse percepita come elemento significativo anche all’interno del progetto. 


M.B. Marina Bistolfi conferma che Antonio Tatò era una presenza costante e riconosciuta nel contesto di Progetto Genazzano.

Fine dell’intervista.

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Interview Duration: 04:00:00 circa
Registration Duration: 02:08:00 (01:58:25)
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
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Citation

Intervista a Bistolfi Marina, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, Casa di Donatella Orecchia, Roma, il 10/11/2025, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18ab), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-bistolfi-marina/>, (data di accesso). 


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