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Prime volte al Festival |
Primi ricordi di Fabio Biondi (F.B.) al Festival di Santarcangelo nel 1972, quando quindicenne, assiste allo spettacolo di Giorgio Gaber allo Sferisterio: l’emozione intensa e disorientante per la folla numerosa, mai vista prima. Poco dopo, un altro incontro memorabile con Claudio Remondi e Riccardo Caporossi alla Rocca Malatestiana. Arrivano poi i primi laboratori fatti a vent’anni, durante gli ultimi anni diretti da Piero Patino in un clima di grande vitalità. Con l’arrivo di Roberto Bacci, nel 1978, la quantità di pubblico rimane alta, ma cambia la tipologia: dal turismo occasionale proveniente dal mare, da un Festival preparato altrove (principalmente a Roma), si passa a un pubblico più consapevole e un’organizzazione culturale più legata al territorio. |
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00:04:41 Dall’impegno politico a quello culturale |
Stimolato dalle intervistatrici F.B. parla del passaggio dal ruolo di spettatore adolescente a quello odierno di operatore culturale, ne rintraccia le motivazioni anche in un impegno politico precoce. Già da ragazzo F.B. cerca di leggere il mondo attraverso la militanza, soprattutto in gruppi di estrema sinistra, maturando una visione in cui il personale si trasforma in collettivo. La chiama «l’utopia di una democrazia orizzontale», quella che guida anche la sua attività culturale e artistica. Tra il 1979 e il 1980 partecipa al collettivo Teatro In Cerca (TIC) di Rimini, poi fonda il Teatro degli Dei. Dal 1984 lavora come operatore culturale e direttore di teatri locali. |
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00:08:22 Il senso del Festival come bene comune LISTEN AUDIO |
F.B parla della figura di Romeo Donati, contadino, partigiano e sindaco illuminato, convinto che la cultura potesse essere motore di sviluppo e bene comune, anche in un tempo di urgenze economiche e sociali importanti. Il discorso vira ancora sulla differenza tra le due direzioni, Patino e Bacci: durante il periodo Patino il Festival veniva frequentato da un turismo benestante, capace di portare risorse e stabilità all’economia locale. Con l’arrivo di Bacci, invece, l’evento assume la forma di una grande regia unitaria: i giovani campeggiano, partecipano a laboratori e incontri dall’alba a notte fonda. È un consumo culturale nuovo, diverso, che stimola riflessioni, discussioni, anche frizioni e resistenze.
Nonostante questo, però, la solidità (politica, regionale, nazionale) del Festival assicura una protezione costante. A tal proposito si fa riferimento alla creazione del Consorzio, un legame con i comuni vicini per garantire stabilità e aiuto reciproco. |
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00:29:00 Cultura del progetto e decentramento
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F.B. fa riferimento al suo lavoro con la Compagnia del Teatro degli Dei (1981) nella quale lavora come regista e attore, ma anche alla direzione di progetti per i comuni di Rimini e Riccione. Racconta di come si appassiona progressivamente alla progettazione culturale più che alla messa in scena, interessandosi alla complessità del rapporto con il territorio e le comunità. Questa inclinazione lo porta alla fondazione e direzione de L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino. Riconosce a Bacci il merito di aver instillato una specie di cultura del processo più che del prodotto, chiedendo al pubblico di accettare nuove forme di partecipazione e alterità, ma sottolinea che attorno a Bacci operava anche una rete determinante di drammaturghi, studiosi e critici – nomina Nando Taviani, Claudio Meldolesi e Ugo Volli. Ancora, fa riferimento a Romeo Donati, al potere positivo e alla continuità di questa figura nelle scelte e nei rinnovamenti del Festival. |
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00:40:41 Festival e Politica
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F.B. ricorda le tensioni politiche tra Partito Comunista Italiano (PCI) e Partito Socialista Italiano (PSI), entrambi interessati a mantenere un’egemonia sul Festival di Santarcangelo. In questo senso va individuato l’incarico ad Antonio Attisani, voluto dal PSI che nel frattempo aveva acquisito maggior peso a livello regionale e nazionale. La scelta rappresenta un cambio radicale: Attisani, critico teatrale, porta al Festival un approccio nuovo e coraggioso, aprendo il Festival a scoperte di artisti ed esperienze teatrali diverse. F.B. mette a confronto la gestione di Bacci e quella di Attisani: la prima più collettiva ma centrata e stimolata dall’egemonia culturale del Terzo Teatro, la seconda più sperimentale e tentacolare. |
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Un teatro stabile nella città del teatro in piazza. |
Stimolato dalle intervistatrici, F.B. risponde in merito all’esigenza di un teatro stabile a Santarcangelo. Oggi lo crede necessario per dare continuità e stratificazione alla proposta culturale, per diversificare i pubblici e permettere programmazioni durante tutto l’anno. Racconta le proprie esperienze da direttore di teatri comunali, dove ha alternato proposte sperimentali a generi più popolari, riconoscendo la legittimità di tutte le domande culturali.
F.B. torna a parlare della logistica delle prime edizioni, che avevano l’obiettivo di proporre un evento estivo all’aperto, coraggioso e diverso da tutto ciò che si conosceva in quegli anni, ma rivolto ad un pubblico già avvezzo al teatro. In questo senso la piazza era soprattutto una necessità logistica, non un obiettivo culturale. |
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Conclusioni |
Nelle conclusioni, F.B. riflette ancora sul Festival come bene collettivo: anche chi non vi partecipa lo percepisce come un patrimonio della comunità, un elemento della memoria e della storia affettiva del luogo. Per questo ancora oggi è difeso, dalla comunità, dalla politica locale e regionale, così come da chi lo vive più direttamente. Parla di Santarcangelo come una matrice capace di creare un’eredità. |
Interview Duration: 02:00:00
Registration Duration: 01:51:05
Format: Waw
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
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Citation
Intervista a Fabio Biondi, di Eleonora Luciani, Donatella Sarais, Santarcangelo, il 01/11/2024, Progetto “Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo”, Collezione Ormete (ORMT-15l), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-biondi-fabio/>, (data di accesso).
Relation:
Bibliography:
