Intervista a Bacci Roberto

ORMT-15b

 

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1978, ricordi e analisi delle giornate e un bilancio finale

A partire dall’idea e dal concetto di festa-festival, R.B. ragiona sulla logica del laboratorio e sul modello di teatro di strada dietro l’edizione del 1978. Descrive con dettaglio molte delle azioni durante le diverse giornate: quella dedicata alla Musica, diretta da Mengelberg; quella dedicata al Fuoco o al Teatro della Fiera. Si accenna anche una ricostruzione di: giornata dedicata al Cibo e alla Maschera; Teatro in Verticale; Teatro Campesino e serata finale con l’assalto alla Rocca.
R.B. fa poi riferimento all’incontro dei teatri di base a Casciana Terme, e fa un bilancio conclusivo dell’edizione del 1978: lo chiama il «segreto della prima volta», quello che l’ha contraddistinta, si tratta dell’irripetibilità che tutti avevano condiviso. A tal proposito introduce alle edizioni successive con più disincanto. [si interrompe con una telefonata].
00:41:17

Progetti fuori formato a Santarcangelo e Pontedera

Si fa riferimento alle direzioni artistiche successive di R.B.: la scelta di portare la Societas Raffaello Sanzio nel 1988, le reazioni della stampa a Genet a Tangeri dei Magazzini Criminali nel 1985, l’opera con Mimmo Cuticchio nel 1980. Parla anche di altri progetti come Le pratiche del narrare, e del ruolo del Festival di Santarcangelo in questo periodo denso di ricerca. [si interrompe con una nuova telefonata]
00:51:10

Decentramento secondo la politica, decentramento secondo gli artisti

R.F. riprende il discorso interrotto dopo la prima telefonata e chiede ancora del disincanto a proposito delle edizioni immediatamente successive a quella del 1978, in particolare sul fallimento dell’idea di decentramento. Secondo R.B. quella del decentramento è stata un’idea buona, ma più sotto il punto di vista socio-politico che teatrale, e spiega il perché. Fa poi una riflessione sul funzionamento della memoria e la distanza temporale.
00:57:08

Cambiamenti negli anni Ottanta

R.F. chiede il criterio di selezione dei gruppi per la direzione artistica 1978. Per R.B. fu soprattutto affettivo e ideologico (fa l’esempio di K. Nambudiri e di Akademia Ruchu). Ancora il discorso vira sul cambiamento tra i due periodi di direzione artistica, così come il suo percorso di direttore artistico da Santarcangelo a Volterra. Parla di L’ultimo Festival, la scelta di mettere in una condizione difficile il Festival stesso, un tentativo di azzeramento, e le differenze con altri Festival.
01:10:12

Relazioni

Parla del rapporto con Tonino Guerra, di quello con Romeo Donati e con la sua famiglia. Fa riferimento al progetto di R. Ruiz e del rapporto con M. de Oliveira, poi la collaborazione con Pietro Valenti e la nascita dei centri di ricerca. Approfondisce i passaggi di Odin e Grotowski a Volterra con conferenze e incontri al Festival di Volterra. Approfondisce l’argomento di Volterra. [Pausa pranzo]
01:20.50

Teatro dei Gruppi

R.F. chiede a proposito del ruolo del Festival in rapporto al percorso dei gruppi: R.B. risponde per Pontedera, sulle economie, sul coinvolgimento collettivo, sulla direzione tecnica. Per gli altri gruppi suppone poi fossero stati importanti il ritorno di visibilità, l’ispirazione, l’orientamento culturale. Il discorso vira poi sul rapporto di R.B. con il teatro di gruppo, ieri e oggi (famiglia, fiducia, lavoro con gli attori), e fa riferimento a Maurizio Donadoni e Francesca Della Monica.
 

01:29:20

Il rapporto con gli intellettuali

R.F. chiede del rapporto con gli intellettuali, centrale in quegli anni anche a Santarcangelo: R.B. racconta l’esempio dell’Università itinerante, menziona Ferdinando Taviani, Fabrizio Cruciani, Franco Ruffini, Claudio Meldolesi, Ugo Volli e Mirella Schino. Ricorda l’attività politica insieme a Taviani (incontro di Palmi, organizzazione incontro di Casciana), il film I cinque sensi del teatro, le lezioni ai gruppi teatrali, la scoperta dell’importanza della storia, e la riflessione su quello che si può chiamare «il futuro del teatro, che non è il teatro del futuro». R.B. ragiona sui fraintendimenti della parola teatro, spesso legata agli edifici, ai testi, alle stagioni, e invece ricercata nella pratica, nelle domande aperte, negli studi. L’intervista si chiude con una discussione sullo spettacolo di oggi, fatto di abbonamenti, consumo, e di distanza dal teatro.



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Interview Duration: 05:00:00

Registration Duration: 01:45:00

Format: Waw

Type: Audio

Language: Italiano

Subjects:

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Citation

Intervista a Roberto Bacci,  di Roberta Ferraresi, Pisa, Casa di Roberto Bacci, il 17/10/2019, Progetto “Festival Internazionale del Teatro in Piazza a Santarcangelo di Romagna”, Collezione Ormete (ORMT-15b), consultata in URL: <https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-bacci-roberto/> (data di accesso).



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