Interviewee: Bassignano Ida
Interviewer: Gandolfi Roberta Fava Francesca
Gandolfi Roberta
1 Settembre 2016 – Roma, casa dell’intervistata
Keywords
- Benedetti Ulisse
- Benigni Roberto
- Carella Simone
- Civera Pierangelo
- Cobelli Giancarlo
- Dante Emma
- Di Leva Giuseppe
- Forcella Enzo
- Funaro Gigliola
- Frazer James Jorge
- Garosci Aldo
- Grotowski Jerzy
- Guardigli Gianni
- Kokosovski Michelle
- Kristof Agota
- Joyce James
- Leonzio Ugo
- Lombardi Germano
- Marinoni Eva
- Marzotto Marta
- Maselli Citto
- Maselli Titina
- Mezzadri Mina
- Moriconi Valeria
- Pasolini Pier Paolo
- Pedrazzi Betty
- Pellegrino Armando
- Popolizio Massimo
- Poli Lucia
- Proietti Gigi
- Puglisi Aldo
- Radaelli Paolo
- Ronconi Luca
- Rossi Gastaldi Patrik
- Sapienza Goliarda
- Sarnini Donato
- Schirinzi Tino
- Testori Giovanni
- Varetto Gianfranco
- Concorso all’epoca delle guerre locali (Un), di Lombardi Germano (regia Bassignano Ida)
- Folle de Chaillot (La)
- Figli della mezzanotte (I) di Rushdie Salman
- Giovane Törless (Il) di Musil Robert (adattamento e regia di Bassignano Ida)
- Lehman Trilogy di Massini Stefano (regia di Ronconi Luca)
- Lettera d’amore di Lord Byron di Williams Tennessee (regia di Bassignano Ida, radiodramma)
- Malia, di Guardigli Gianni (regia di Bassignano Ida)
- Maria D’Berloc, una storia piemontese, romanzo di Bassignano Ida
- Molly cara da Joyce James (regia di Bassignano Ida)
- Oratoria politica (regia di Bassignano Ida)
- Ore dieci, programma radiofonico di Bassignano Ida
- Uccellino azzurro (L’) di Maeterlink Maurice (regia di Ronconi Luca)
- Under 90, sceneggiato radiofonico di Bassignano Ida
- Racconti di Dame, sceneggiato radiofonico di Bassignano Ida
- Ramo d’oro (Il) libro di Frazer James George
- Vendetta (la) di Kristof Agota
- Villa arzilla, sceneggiato radiofonico
- Utopia (regia di Ronconi Luca)
- Belgio
- Cuneo
- Milano
- Nancy
- Pescara
- Piemonte
- Roma
- Teatro Uomo, Roma
- Torino
- Beat 72
- Cooperativa Tuscolano
- CUIFERD, Centre universitaire international de formation et de recherche dramatique de Nancy
- Festival d’Automne, Parigi
- Festival di Edimburgo
- Festival Mondial du Théâtre de Nancy
- Partito Comunista Italiano (PCI)
- Partito Socialista Italiano (PSI)
- Rai Radio Tre
- Teatro degli Opposti, Roma
- Teatro La Maddalena, Roma
- Teatro Stabile dell’Aquila
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Inizio intervista e lettura liberatoria |
Francesca Fava legge la liberatoria. | |
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Ricordi d’infanzia e adolescenza fra Piemonte e Roma |
Roberta Gandolfi (RG) chiede a Ida Bassignano (IB) di dare inizio alla sua testimonianza a partire dal suo approdo a Roma e al teatro. IB nacque a Milano, ma con la madre durante la guerra erano in campagna dalla nonna piemontese. Anedotti sulla strada in cui nacque. Ricorda il suo piccolo libro sulla casa e il dialetto d’infanzia. Nel ’45 si ricongiungono col padre farmacista, che lavorava a Roma. A 13 anni il padre eredita una farmacia a Cuneo e la famiglia torna in Piemonte, dove IB fa il liceo, poi l’Università a Torino facoltà di Storia: esperienza cupa dell’università d’elite pre-‘68. Morte del padre, vendita delle terre, perdita della farmacia. IB torna a Roma dopo gli ‘impedimenti alla vita’ dell’esperienza torinese. Laurea con Aldo Garosci. | |
| 00:06:58
Dal ‘65 insegna a Roma, dopo la laurea in Storia, e matura una coscienza politica e femminista |
A Roma, con la laurea in Storia, nel ’65 inizia a insegnare. Supplenza a Tor Sapienza, tranquillanti durante le riunioni dei professori, ancora non c’era coscienza politica e sua non consapevolezza del pensiero femminista, eppure formarsi di una sua coscienza individuale politica e femminista. Si oppone alle bocciature degli studenti provenienti da classi proletarie; ricordo delle classi dei ripetenti. | |
| 00:09:58
Nel ’67 capisce che non vuole fare la prof e intercetta il teatro LISTEN AUDIO |
Dal ‘67 supplenza al Liceo Scientifico, preside comunista Salinari, esperienza magnifica, insegna storia e filosofia, riscontro positivissimo degli studenti, IB capisce che non vuole fare la professoressa. Avevo bisogno di conoscere e capire. Era intrinsecamente femminista, non voleva sposarsi. Dice: “E’il teatro che ha scelto me: volevo rappresentare la realtà per capirla”. “Improvvisamente mi sono interessata a Grotowski”; “era l’epoca dove si cercavano soluzioni totali di vita”. | |
| 00:12:35
Secondi anni Sessanta, Teatro in Italia e all’estero nel segno di Grotowskij |
Si affianca a un altro appassionato di Grotowski, Gianfranco Varetto, attore nelle scene sperimentali, insieme letture importanti comuni come Il ramo d’oro di Frazer, lui però la voleva solo come consulente letteraria. Insieme a Pescara al Centro di Ricerca Sperimentale aperto dalla Società del Teatro e della Musica e affidato a lui, dove aggregarono un gruppo di giovani. Poi insieme a un centro grotowskiano in Belgio, quindi a Nancy (sede del Festival) dove al CUIFERD una certa Michelle Kokosovski conduce ricerche grotowskiane. Poi si lasciano, lui continua, diventa direttore del Teatro dell’Alberone a fine anni ’70. | |
| 00:17:12
Egemonia maschile nel teatro del secondo Novecento in Italia |
FF: è una costante che in quegli anni una donna avesse bisogno di accompagnarsi a un uomo, perché? IB, ne conviene e ricorda, Marta Marzotto, a Valeria Moriconi che stava con Erriquez, la Guarnieri che stava con Missiroli, c’erano le coppie e non c’era una regista, se non Mina Mezzadri, massacrata dal suo innamoramento con un uomo che l’ha estromessa dal Teatro di Brescia assumendone lui la direzione. Era l’unica regista vera di quell’epoca, è morta in solitudine. Intervistatrice e intervistata convengono che il teatro era governato da uomini, egemonia maschile. Nelle coppie la donna non era mai la figura egemone. Però c’erano luoghi come la Maddalena, dove ho fatto un corso, e lì c’erano donne che volevano fare regia: ci voleva, ieri come oggi, “pelo sullo stomaco” | |
| 00:20:50
La strategia vincente di Emma Dante |
Emma Dante come eccezione, “una tosta assoluta”, strategia vincente fare e mantenere una propria compagnia: lei invece aveva pensato di fare come i registi uomini, Cobelli e altri, chiamati dagli Stabili… | |
| 00:21:48
Il passaggio di IB alla regia e la sua prima regia al Beat 72. |
La ribellione interna di IB, la forza che la spinge alla regia. Avvicinamento in proprio al teatro di ricerca, allontanamento dall’orizzonte grotowskiano, convinta (a differenza di Varetto) che fosse fuori luogo in Italia. L’incontro con Paolo Radaelli e Luca Ronconi, l’amicizia con Radaelli che al tempo gestisce la Cooperativa Tuscolano e le commissiona una regia per il Beat 72 affidandole un testo di Germano Lombardi, Un concorso all’epoca delle guerre locali. Debutta nel ’73, è un lavoro su commissione, mentre l’anno successivo adatta lei stessa per le scene Il giovane Törless di Robert Musil. | |
| 00:25:52
Ancora su Beat 72 e sua prima regia |
Le conoscenze al Beat 72: Lucia Poli, Simone Carella, Ulisse Benedetti, Donato Sarnini, Roberto Benigni. IB insiste, è diventata regista su commissione, Radaelli aveva scelto il testo perché la drammaturgia italiana aveva sovvenzioni ad hoc, Lombardi era un ripiego dopo il rifiuto di Testori. | |
| 00:26:55
Leader di compagnia: il Teatro degli Opposti |
IB fonda una propria compagnia, il Teatro degli Opposti, lavora due anni, poi la cede ad altri. Vi partecipano per due anni gli stessi attori della Compagnia del Tuscolano: Pierangelo Civera, Aldo Puglisi, Gigliola Funaro. IB ebbe l’idea di prendere come attore Gianfranco Varetto, “un macello, ci insultavamo tutte le sere” (risate). | |
| 00:29:00
Fatica della burocrazia e solitudine nella leadership registica in quanto donna |
Il giovane Törless con Varetto protagonista. Impresa ricordata come molto faticosa, fatica della burocrazia. Sovvenzionato da Banca d’Italia. Aneddoti. Poca solidarietà degli attori rispetto ad una leader donna. Solitudine. | |
| 00:31:45
Con Ronconi, come aiuto-regista: Utopia |
Aiuto-regista di Ronconi per Utopia, perché il suo assistente storico, Ugo Tessitore, non accettava le condizioni di lavoro di scarsa paga. Le sue memorie dello spettacolo, per le quali sta cercando un editore.
Considerazioni su Ronconi, genio assoluto, che andrebbe studiato impresa per impresa. Cosa era Utopia: 6 commedie di Aristofane, 33 attori, spettacolo itinerante su una strada, commissionato dai Festival d’Autunno e di Edimburgo e, per la prima volta in Italia, dal PCI. Ricordi di uno spettacolo utopico e gigantesco |
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| 00:34:35
La genialità di Ronconi nell’interpretare i testi: cosa ha appreso da lui |
Roberta Gandolfi (RG) chiede cosa abbia comportato essere aiuto regista di Ronconi, IB mostra una sua foto con lui. Interlocuzione a tre, IB sottolinea l’importanza, per lei, dell’apprendistato con Luca Ronconi, ricorda che è anche stata aiuto-regia con lui per L’uccellino azzurro, fortissimo per lei “l’apporto mentale” al lavoro di regia, che ha segnato per lei uno spartiacque di giudizio e valore, apprezza di LR “la grande razionalità unita a grande immaginazione”. “Io detesto il teatro de core”. Grande intelligenza dì Ronconi nella lettura dei testi. Lo dimostra anche la sua ultima regia, I fratelli Lehmann, una scrittura scenica che le pare immersa in un setting di video-game con una recitazione straordinaria. “I suoi grandi attori non ronconeggiavano”. | |
| 00:39:13
Molly cara applica la lezione di Ronconi alla lettura del testo di Joyce, alludendo per via di scrittura scenica alla lotta fra immaginazione maschile dell’autore e prorompenza del personaggio femminile LISTEN AUDIO |
RG chiede cosa ha assimilato nella propria professionalità di regista. IB dice che questa resta una eredità non riconosciuta, sicuramente da lei giocata nella regia di Molly cara per Piera Degli Esposti. Lei era consapevole di stare affrontando un monologo scritto da un uomo, e si era all’inizio dell’era dei monologhi: lo tradusse scenicamente con la figurina di Molly schiacciata all’inizio dello spettacolo sul letto, nel grande palcoscenico vuoto del Teatro Uomo di Roma, volendo rendere insomma il fatto che Molly è immaginata da una mente maschile, ma nel corso dello spettacolo con la sua prorompenza Molly riesce a vincere l’immaginazione maschile che l’ha partorita. | |
| 00:43:00
L’incontro con Piera Degli Esposti |
FF chiede come fosse nata Molly cara. IB ricorda la fine di Utopia, che concise con la morte di Pier Paolo Pasolini, anni anche cupi ma di spinta propulsiva straordinaria che Ronconi aveva perfettamente capito e cavalcato. Disastro economico per il PCI che aveva finanziato Utopia. IB comincia il lavoro alla radio (programmi culturali, radiodrammi, altro, “di tutto”), ingaggia per la prima volta Piera Degli Esposti -che molto le era piaciuta ne La folle de Chaillot– per un radiodramma dall’atto unico di Tennessee Williams, Una lettera d’amore di Lord Byron. Ricordi di un altro progetto per RadioTre diretta da Enzo Forcella, uno sceneggiato intitolato Racconti di Dame, da lei scritto e curato, con dialoghi fra due donne dalla preistoria ad oggi | |
| 00:47:27
I suoi anni Settanta, femminista nelle scelte di vita ma non militante. LISTEN AUDIO |
RG osserva che si può parlare a quell’altezza storica di un intreccio della programmazione radiofonica con la cultura delle donne e chiede se a quel punto anche lei fosse imbevuta di cultura femminista. IB dice che si sentiva lontana dalla rigidità femminista; gli schemi rigidi, sempre e dovunque, l’hanno respinta, anche nel PCI: sicuramente viveva come una femminista, ma non faceva autocoscienza (se non con gli amici e le amiche, ma non come gesto politico), anche se partecipava alle manifestazioni per l’aborto e il divorzio. | |
| 00:50:35
Sul suo mettersi in disparte e sui luoghi comuni verso le donne registe |
“Non ho mai avuto l’animo del capopopolo e mi mettevo in disparte, questo mi ha danneggiato dal punto di vista registico, bisogna essere più dei panzer…”. Ricordo di una produzione per lo Stabile dell’Aquila, un testo su Frankenstein scritto da Ugo Leonzio che lo consegnò all’ultimo e non mi piaceva, al lavoro con Tino Schirinzi che era il compagno di Piera degli Esposti: l’idea dello spettacolo fu il direttore di allora del Teatro Uomo a Milano. Nel frattempo, fallimento dello Stabile dell’Aquila, lei si rifiuta di andare in scena, ma le dà fastidio la frase fatidica “quella è femmina ma ha le palle”. Lei allora non aveva abbastanza palle, la si percepiva un po’ come “signora”… FF chiede come le attrici la recepissero in quanto artista donna, IB dice “alcune molto bene, altre no”, soprattutto le attrici insicure che hanno bisogno “delle palle”. | |
| 00:56:00
Molly cara rende celebre Piera Degli Esposti in quanto attrice ma non lei in quanto regista |
“Il successo con Molly Cara io non l ho avuto, Piera si, d’altronde era un monologo e lei rivoluzionò la recitazione in quel monologo con la sua recitazione quasi cantata, che intendeva il testo come partitura”. La partitura l’avevo fatta io su Piera, sul suo copione ci mise scritte che nessuno poteva interpretare tranne lei, tipo “come zia Zelinda”. Piera è ‘un inconscio vivente”, Cobelli ha fatto teatro su Piera degli Esposti, sulle sue movenze a scatti (la chiamavano Piera degli spastici”) | |
| 00:59:37
Ricordi della prima di Molly cara, lo scandalo e l’effetto liberatorio LISTEN AUDIO |
La scandalosità di Molly cara, per il suo parlare esplicitamente di sessualità: un testo ridondante, carnale e molto coinvolgente. Ma lei, Piera, non era scandalosa. Ricordi della prima al Teatro Uomo di Milano, il successo, i boati, i momenti liberatori dello spettacolo, la straordinaria performance di Piera. Una collaborazione bellissima. | |
| 01:02:22
Ancora su Molly cara |
Ancora Molly cara, le prove, poi le tournée, a lungo in repertorio, anche con altre regie, perché “Piera non è solo mia, è di tutti”. Sul monologo finale, inventato da IB, molto commovente. Ma la regia inventata per il Teatro Uomo scomparve quando Piera fece le tournée dei teatrini, dove l’effetto del palcoscenico vuoto era irriproducibile. Diventò “un cabaret”. | |
| 01:04:33
Joyce, Molly e Piera: il ruolo di Giuseppe Di Leva |
Chiarimento su chi scelse di proporre il monologo di Joyce a Piera degli Esposti: fu Giuseppe Di Leva del Teatro Uomo, a proporlo a Piera. Si trattò dunque, per IB, di un incarico su commissione. La riduzione drammatica venne fatta da un critico milanese, lo stesso che più avanti tradusse I figli della mezzanotte di Salman Rushdie. | |
| 01:07:07
Altre regie dopo Molly cara |
IB ricorda altre successive regie, fra le quali l’Oratoria politica al Festival di Spoleto, nel 2000 a Gibellina Prometeus Concert con Popolizio e Marinoni, e nel 2005 La Vendetta, da alcuni racconti di Agatha Christof con Patrik Rossi Gastaldi e Betty Pedrazzi. L’ultimo al Vascello è stato Malia di Gianni Guardigli… Passò innosservato, venne a vederlo solo Capitta. | |
| 01:08:54 – 01:11:35
Marginalizzata negli anni Ottanta anche per l’arrembaggio socialista a tutti i posti della cultura e dei teatri. |
RG ritorna sul lavoro alla radio e sulla relativa sua emarginazione dalla scena teatrale: IB spiega che furono gli anni Ottanta, con l’arrembaggio socialista a tutti gli assessorati e a tutti i teatri, a farla rifugiare in Radio. Era cambiata l’epoca… “lavoravi se portavi piazze, spettatori e posti”. La radio pagava di meno e non c’era l’arrembaggio che c’era alla TV. | |
| AUDIO 2 | ||
| 00:00:00
Roma: anni settanta vs anni ottanta |
Confronto a più voci fra anni Settanta e anni Ottanta a Roma: anni Settanta a Roma piu aperti. Segue autovalutazione critica di Bassignano: ero cane sciolto, non ero capace di crearmi un nome, andare a cena coi giornalisti ecc, | |
| 00:02:09
Altro sul suo lavoro alla Radio: ricorda lo sceneggiato Under 90 |
Le intervistatrici tornano sul lavoro alla radio e la sua serie, Ore dieci, dedicata a personaggi femminili, che includeva anche interviste alle attrici. A quei tempi la radio non faceva solo giornalismo (dirette) ma progetti con sceneggiature e drammaturgie di valore; ricorda un suo sceneggiato, Under 90, il primo ad occuparsi di case di riposo. Lo ascoltarono alcuni sceneggiatori che poi dieci anni dopo, per lo sceneggiato televisivo Villa arzilla, Gigi Proietti, ne copiarono episodi interi e i personaggi. | |
| 00:06:27
Sue vicende biografiche: nessun figlio anche per il carico dell’accudimento materno fra gli anni Settanta e Ottanta LISTEN AUDIO |
RG chiede qualche elemento di biografia personale. IB dice che da ragazza aveva tutti amici maschi, ha cominciato tardi ad avere amiche donne e Piera è stata la sua prima vera amica. Mai sposata, non lesbica, ha avuto alcune storie, ma diffidenza ad aver figli, anche se ci è andata vicino. È stata vicinissima a sua madre e l’ha assistita da anziana per 10 anni, mentre diventava cieca e aveva l’apparecchio per la sordità e tanti piccoli ictus; è morta nell’82. | |
| 00:10:28
Autodefinizione: “traviata dagli anni Settanta” |
“Per chiudere direi che io sono stata traviata dagli anni Settanta”. (risate), dal loro impulso alla libertà e alla creatività, e non pensavo alla chiusura del dopo. Durante gli anni Ottanta pensavo che sarebbero finiti, non avevo capito, e non ho saputo dare un risvolto abbastanza forte e mi sono confinata alla radio… La mia tensione, ancora oggi, è una tensione alla conoscenza, e a non sapere mai abbastanza. Cose messe a fuoco di recente, durante la stesura di D’Berloc, una storia piemontese (ed. Leggendaria). | |
| 00:12:50 | Sul suo ultimo romanzo, Maria D’Berloc, una storia piemontese (ed. Leggendaria) | |
| 00:14:50 – 00:15:26 | Dichiarazione finale | |
| AUDIO 3 | ||
| 00:00:00
Ripresa registrazione per ricordi di Goliarda Sapienza e del giro amicale femminile che frequentava |
Goliarda Sapienza era una delle tante amiche di Piera, tutte incredibili, che vivevano con leggerezza la loro particolarità. Ci univa la grande curiosità e la voglia di divertimento, lei era stata la moglie di Citto Maselli e ai tempi stava con Pellegrino, di lei molto più giovane, relazione con elementi anche morbosi. Si viveva in questo giro di amiche, con Titina Maselli che ci ospitava spesso e sua madre che ci raccontava molti aneddoti | |
| 00:04:37
Sapienza e il furto di gioielli |
Ancora su Goliarda Sapienza, che rubò i gioielli della sua amica ricca che chiamavano Bambù, perché giravamo anche con i ricchi, gli aristocratici. La scopri la donna di servizio di Bambu, vide Goliarda ingioiellata ad una mostra… | |
| 00:07:05 -00:08:17
Ancora sul clima degli anni ’70 a Roma |
Esplosione del dopo anni ’60, ne uscì una società che aveva voglia di divertirsi e incontrarsi e si mescolava, andava, tutti erano abituati a questa invasione di gente. Poi IB ha visto chi è diventato formale, chi non la invitava perché erano tutte coppie e lei single… | |
Interview Duration: 02:00:00
Registration Duration: AUDIO 1 01:11:36 AUDIO 2 00:15:27 AUDIO 3 00:08:18
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Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
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Interviews may only be reproduced with permission by ORMETE.
Citation:
Intervista a Bassignano Ida, di Gandolfi Roberta e Fava Francesca, Roma, il 01/09/2016, Progetto “Donne di teatro a Roma ai tempi della mobilitazione femminista (1965-1985), Collezione Ormete (ORMT-004)”, consultata in URL:<httpS://www.patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-bassignano-ida/>, (data di accesso).
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