Intervista a Tatò Carla
ORMT-18w
Interviewee: Tatò Carla
Interviewer: Orecchia Donatella
Orecchia Donatella Morganti Arianna
13 Aprile 2025 – Casa di Carla Tatò, Genazzano, Roma
Inizio anni Ottanta
Keywords
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- Schiavoni Piero
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- Tatò Carla
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- Aranciera di San Sisto Vecchio, Roma
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Erice
- Genazzano (RM)
- Genova
- Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
- Roma
- Compagnia Laboratorio di Camion
- Progetto Genazzano
- Zattera di Babele
| DESCRIPTION | ||
| 00:00:00 – 00:02:35
1793 da Parigi: la genesi del poema scenico di Rudi Fuchs. |
Presentazioni preliminari.
D.O. Donatella Orecchia introduce 1793 da Parigi, testo di Rudi Fuchs realizzato nell’ambito della terza edizione di Progetto Genazzano. C.T. Carla Tatò ricostruisce la genesi dell’opera, precisando che 1793 da Parigi è un poema scritto da Rudi Fuchs appositamente per la regia di Carlo Quartucci e per lo spazio del Ninfeo del Bramante, dove venne presentato nel settembre 1983. Ricorda la composizione del cast, costituito da Elsa Piperno nel ruolo della moglie del capitano e da Rino Sudano in quello del capitano, definendo l’azione scenica un’esperienza di intensa forza poetica e visiva. |
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| 00:02:36 – 00:13:56
La composizione dello spazio scenico e la costruzione drammaturgica di 1793 da Parigi. |
Visione di alcuni frammenti video tratti da 1793 da Parigi.
C.T. Carla Tatò descrive l’allestimento scenico progettato da Daniel Buren: Elsa Piperno agisce dietro il dispositivo scenico, attraversandolo in continuo movimento, mentre Rino Sudano recita dall’interno del pozzo collocato nel quarto arco del Ninfeo del Bramante, mantenendo comunque la propria visibilità. D.O. Donatella Orecchia domanda come sia nata l’idea di realizzare 1793 da Parigi. C.T. Carla Tatò attribuisce la concezione dell’opera a Rudi Fuchs e Carlo Quartucci, inserendola nel più ampio processo di espansione di Progetto Genazzano durante la terza edizione, caratterizzato dall’occupazione progressiva degli spazi del paese fino al Ninfeo del Bramante. Ricorda inoltre la presenza diffusa dei musicisti e la collaborazione con Jannis Kounellis e Daniel Buren nella definizione dell’impianto visivo. D.O. Donatella Orecchia osserva come 1793 da Parigi rappresenti una drammaturgia originale, concepita appositamente per quel contesto. C.T. Carla Tatò sottolinea come l’intera esperienza di Genazzano sia stata fondata sulla creazione di opere inedite, sviluppate in relazione ai luoghi del Castello Colonna, del paese e del Ninfeo del Bramante. Ricorda inoltre il contributo di Roberto Lerici all’elaborazione delle drammaturgie. D.O. Donatella Orecchia chiede quale fosse l’origine dell’idea drammaturgica del testo. C.T. Carla Tatò riconduce la nascita di 1793 da Parigi a una precisa esigenza poetica di Rudi Fuchs, profondamente interessato al tema della Rivoluzione francese. |
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| 00:13:57 – 00:24:46
La scelta degli interpreti: Elsa Piperno e Rino Sudano. |
D.O. Donatella Orecchia chiede come sia maturata la scelta di Elsa Piperno quale presenza scenica silenziosa.
C.T. Carla Tatò definisce Elsa Piperno una straordinaria improvvisatrice, evidenziandone l’energia e il “furore scenico” come elementi determinanti della sua presenza performativa. D.O. Donatella Orecchia domanda quando e in quale contesto Rino Sudano sia entrato a far parte di Progetto Genazzano. C.T. Carla Tatò ricorda che Rino Sudano fu invitato da Carlo Quartucci e Carla Tatò nell’ambito della ripresa dei rapporti artistici già esistenti e precisa che 1793 da Parigi costituisce la sua unica partecipazione alle azioni sceniche di Genazzano. Ne sottolinea le qualità interpretative, evidenziando la particolare padronanza della vocalità, il controllo espressivo e la natura riservata della sua personalità artistica. D.O. Donatella Orecchia propone una riflessione sul particolare stile recitativo di Rino Sudano, definendolo un “distacco caldo”. C.T. Carla Tatò confronta la recitazione di Rino Sudano con quella di Carmelo Bene, individuando profonde differenze nella costruzione della presenza scenica e nella relazione con il corpo, la voce e l’identità di genere. D.O. Donatella Orecchia osserva come la ricerca performativa di Carla Tatò si configuri, sotto questo profilo, come una riflessione complementare rispetto al percorso artistico di Carmelo Bene. |
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| 00:24:47 – 00:39:52
Il processo creativo e l’eliminazione del tempo tradizionale delle prove. |
Visione di alcuni frammenti video tratti da 1793 da Parigi.
D.O. Donatella Orecchia chiede chiarimenti sull’organizzazione acustica dell’azione scenica, osservando la collocazione di Rino Sudano all’interno del pozzo. C.T. Carla Tatò descrive il sistema tecnico predisposto per la diffusione sonora, fondato sull’impiego di microfoni, casse acustiche e sulla distribuzione dei musicisti nello spazio del Ninfeo, ricordando in particolare la presenza di Giancarlo Schiaffini. D.O. Donatella Orecchia domanda quale fosse il ruolo delle prove nel processo di costruzione dello spettacolo. C.T. Carla Tatò afferma che 1793 da Parigi, come l’intera esperienza di Progetto Genazzano, non fu preceduto da prove tradizionali. Il lavoro prendeva avvio dalla progettazione drammaturgica dello spazio, proseguiva con la definizione delle azioni performative e trovava compimento direttamente nella messa in scena. D.O. Donatella Orecchia chiede quale livello di consapevolezza avessero interpreti e performer rispetto alla composizione complessiva dell’opera. C.T. Carla Tatò precisa che veniva realizzata una sorta di prova generale: Rino Sudano affrontava preliminarmente il testo, mentre Elsa Piperno sviluppava il proprio lavoro attraverso la relazione diretta con lo spazio scenico. L’intero gruppo viveva il processo creativo come esperienza collettiva, privilegiando la costruzione dell’insieme rispetto all’elaborazione dei singoli dettagli. D.O. Donatella Orecchia osserva come, fino ai primi anni Settanta, Carlo Quartucci fosse solito sviluppare lunghi periodi di prova, pur mantenendo una concezione aperta e processuale della creazione scenica, e rileva il cambiamento introdotto con l’esperienza di Camion. C.T. Carla Tatò descrive il periodo di Camion come una condizione permanente di ricerca, scoperta e azione, sottolineando come tale modalità operativa sia stata pienamente trasferita anche nell’esperienza di Progetto Genazzano. |
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| 00:39:53 – 00:53:19
La memoria dell’esperienza e la rilettura di 1793 da Parigi. |
Visione di alcuni frammenti video tratti da 1793 da Parigi.
C.T. Carla Tatò rievoca il significato della presenza di Rudi Fuchs all’interno di Progetto Genazzano, riconoscendone l’importanza nel percorso artistico condiviso. D.O. Donatella Orecchia invita Carla Tatò a riflettere sull’esperienza di rivedere, a distanza di molti anni, le immagini documentarie delle azioni sceniche realizzate a Genazzano. C.T. Carla Tatò descrive la visione dei materiali audiovisivi come un’occasione di ricostruzione del percorso creativo, riconoscendovi la permanenza degli elementi fondativi dell’esperienza e sottolineando il forte coinvolgimento emotivo suscitato dal confronto con la memoria documentaria. |
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| 00:53:20 – 01:02:48
Progetto Genazzano e il dibattito sul postmoderno a inizio anni Ottanta. |
D.O. Donatella Orecchia richiama il dibattito italiano sul postmoderno sviluppatosi nei primi anni Ottanta, con particolare riferimento alla rassegna Arti/Teatro, nuova performance–nuova spettacolarità (1981), ai contributi di Giuseppe Bartolucci e Jean-François Lyotard e all’emergere di nuove poetiche teatrali. Chiede quale fosse il rapporto di Carlo Quartucci e Carla Tatò con tale contesto culturale, caratterizzato anche dalla collaborazione con alcuni artisti riconducibili all’orizzonte postmoderno.
C.T. Carla Tatò ricostruisce il percorso artistico precedente a Progetto Genazzano, ricordando l’esperienza dell’Estate Romana presso l’Aranciera di San Sisto Vecchio e il successivo avvicinamento a Germano Celant. Sottolinea come Carlo Quartucci rifiutasse di aderire a orientamenti teatrali percepiti come estranei alla propria ricerca, privilegiando invece un percorso fondato sull’incontro tra teatro, arti visive e sperimentazione dello spazio. Rievoca la collaborazione con Jannis Kounellis nella realizzazione di Scene di periferia, da cui derivarono Scene di Teatro e Scene di Cinema, e richiama altri momenti fondamentali del percorso comune: il laboratorio su Nora Helmer al Teatro Nuovo di Spoleto, promosso dall’ETI, e il progetto Robinson Crusoe, sviluppato attraverso l’impiego della tecnologia del chroma key nel confronto tra linguaggio teatrale e nuovi dispositivi audiovisivi. D.O. Donatella Orecchia chiede di approfondire le ragioni dell’avvicinamento a Germano Celant. C.T. Carla Tatò attribuisce a Germano Celant un ruolo determinante nell’evoluzione della ricerca di Carlo Quartucci e Carla Tatò, ricordandone il sostegno già durante l’esperienza di Camion e il suo ruolo di mediatore internazionale nel campo delle arti contemporanee. Ricorda inoltre il successivo avvio della collaborazione con Rudi Fuchs e sottolinea come il dialogo si sia sviluppato prevalentemente con figure della critica, tra cui Achille Mango e Filiberto Menna, piuttosto che con altri artisti. |
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| 01:02:49 – 01:10:58
Metropoli e contesto locale: la ricerca di Carlo Quartucci e Carla Tatò oltre il paradigma postmoderno. |
D.O. Donatella Orecchia osserva come, agli inizi degli anni Ottanta, il crescente processo di tecnologizzazione della società abbia influenzato anche la ricerca teatrale. Chiede se Carlo Quartucci e Carla Tatò abbiano elaborato una posizione di distanza rispetto al cosiddetto teatro postmoderno oppure se abbiano semplicemente proseguito autonomamente il proprio percorso di ricerca.
C.T. Carla Tatò afferma che la loro ricerca non nasceva in opposizione a un preciso orientamento estetico, ma era guidata da un’esigenza interna di esplorazione artistica. Individua negli spazi abitati dalle comunità e nei contesti caratterizzati da bisogni sociali e culturali profondi il principale ambito di intervento della loro pratica teatrale. Definisce Genazzano come un luogo capace di offrire una risposta concreta a tale ricerca, grazie alla presenza di un Castello in rovina, di una comunità viva e della sua prossimità alla metropoli romana. D.O. Donatella Orecchia domanda quale fosse il grado di condivisione di tale impostazione da parte di artisti internazionali presenti a Genazzano, come Marina Abramović e Joan Jonas. C.T. Carla Tatò riconduce la partecipazione degli artisti internazionali al ruolo di mediazione svolto da Germano Celant e Rudi Fuchs, individuando in loro i principali garanti culturali del progetto. Ribadisce inoltre la volontà di Carlo Quartucci e Carla Tatò di mantenere una posizione autonoma rispetto agli orientamenti prevalenti della critica e delle istituzioni teatrali, riaffermando la distanza da quelli che definisce i “guardiani del teatro”. Fine dell’intervista. |
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Interview Duration: 06:00:00 circa
Registration Duration: 01:11:14 (01:10:58)
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- Museo Biblioteca dell’Attore
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
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Citation
Intervista a Tatò Carla, di Orecchia Donatella, Casa di Carla Tatò, Genazzano (RM), il 13/04/2025, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18w), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-tatò-carla-8/ >, (data di accesso).
Relation: Bibliography:
