Intervista a Scalchi Ada

ORMT-18q

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:09:32

Ricerca in situ, lutto per la morte di Giovanna Marini e attualità dell’archivio.

D.O. L’intervista si apre con la presentazione, da parte di Donatella Orecchia, del volume Stravedere la scena e con un inquadramento metodologico del lavoro di ricerca in corso, fondato sull’intreccio tra archivio e storia orale in situ.

A.S. Ada Scalchi introduce un riferimento emotivamente marcato alla recente scomparsa di Giovanna Marini (8 maggio 2024, avvenuta pochi giorni prima dell’intervista).

C.T. Carla Tatò aggiorna sulla situazione attuale del Castello Colonna e sul deposito dell’archivio Carlo Quartucci–Carla Tatò.

00:09:33 – 00:13:18

L’avvio di Progetto Genazzano e il quadro politico-amministrativo della Provincia di Roma.

D.O. Donatella Orecchia chiede ad Ada Scalchi quale sia il suo primo ricordo di Carla Tatò e Carlo Quartucci. Il primo incontro e il momento di avvio di Progetto Genazzano.

A.S. Ada Scalchi rievoca la loro giovinezza, descrivendo entrambi come figure di straordinaria energia creativa: Carla Tatò come “vulcano”, Carlo Quartucci inizialmente più “sornione”, ma ugualmente vulcanico. Il contesto è quello della Provincia di Roma tra 1977 e 1978, impegnata in un progetto di acquisizione dei palazzi storici dei comuni del territorio, tra cui il Castello Colonna di Genazzano. In questo quadro istituzionale matura l’ipotesi di collocare a Genazzano un progetto culturale strutturato, non effimero, caratterizzato da una forte carica creativa e da un orientamento “dal basso”. La testimone insiste sulla straordinarietà di quegli anni, definiti oggi “indescrivibili” per vivacità e spregiudicatezza progettuale, contrapponendo tale fase alla proliferazione di iniziative culturali percepite come effimere nel contesto romano.

00:13:19 – 00:20:43

 

Militanza condivisa e decentramento culturale.

D.O. Donatella Orecchia chiede se l’incontro con Carla Tatò e Carlo Quartucci sia avvenuto attraverso la conoscenza dell’esperienza di Camion o direttamente con Progetto Genazzano.

A.S. Ada Scalchi precisa che la conoscenza era radicata in una militanza politica comune, mentre la progettualità di Genazzano rappresentò un passaggio specifico.

D.O. Donatella Orecchia chiede se ci siano state altre esperienze di decentramento culturale e teatrale contemporanee a Progetto Genazzano incontrate durante l’assessorato di Ada Scalchi.

A.S. Nel suo ruolo presso l’Assessorato alla gioventù e al decentramento culturale, Scalchi era alle prime esperienze amministrative. L’obiettivo era portare il teatro e le attività culturali nei comuni della provincia (117 all’epoca), promuovendo spettacoli nelle piazze e sostenendo realtà come il Collettivo Isabella Morra e il Teatro della Maddalena. Il tratto distintivo di Progetto Genazzano, rispetto ad altre iniziative di decentramento, è individuato nella sua capacità di permanere nel tempo: “creavano e rimaneva”. Non un evento episodico, ma una costruzione duratura.

Ada Scalchi ricorda il quadro politico delle cosiddette “giunte rosse” insediate in numerosi comuni della provincia e nella stessa Roma, contesto che favorì l’apertura istituzionale verso sperimentazioni culturali. Vengono ricordate anche le resistenze incontrate in alcuni contesti locali (ad esempio opposizioni ecclesiastiche agli spettacoli in piazza. Qui si riferisce a un episodio del Collettivo di Isabella Morra a Palombaro Sabina), a testimonianza delle difficoltà del radicamento culturale nei territori.

00:20:44 – 00:22:14

 

La partecipazione personale.

D.O. Donatella Orecchia chiede se durante gli anni del Progetto Genazzano, Ada Scalchi si recasse in paese.

A.S. Ada Scalchi frequentava Genazzano con regolarità, in relazione al proprio incarico istituzionale. Oltre a sottolineare la creatività di Tatò e Quartucci, insiste sulla loro professionalità e capacità organizzativa. La memoria si intreccia anche con elementi conviviali e quotidiani, per esempio il cibo, per cui andava spesso a Genazzano.

00:22:15 – 00:25:44

I ricordi di Ada Scalchi.
Castello Colonna come spazio vuoto e spazio immaginato.

D.O. Donatella Orecchia mostra alcune fotografie di Progetto Genazzano.

A.S. La visione di fotografie sollecita una memoria operativa: “era tutto un lavorare per loro”.

C.T. [riferendosi alle fotografie] Carla Tatò descrive lo spazio della Sala Martino V.

A.S. Il Castello Colonna è ricordato come spazio vuoto e diroccato. “In mente forse c’avevano tutto quello che dovevano e potevano fare” (00:33:50 – 00:33:55). Il Ninfeo del Bramante resta, invece, più sfumato nel ricordo della testimone.

00:25:45 – 00:31:52

Camion di Carlo Quartucci e l’eredità culturale.

A.S. Ada Scalchi chiede notizie del Camion bianco di Carlo Quartucci.

C.T. Carla Tatò ricostruisce le vicende finali di Camion, tra l’ipotesi museale proposta da Rudi Fuchs e la volontà distruttiva di Quartucci; il Camion, infine, “si è spento” nel tempo.

D.O. Donatella Orecchia chiede se, secondo la prospettiva di Ada Scalchi, le azioni di Carlo Quartucci e Carla Tatò abbiano influenzato il panorama artistico-culturale e lasciato una traccia, anche nella visione politica.

A.S. Ada Scalchi definisce affettuosamente Quartucci e Tatò “i matti”, collocandoli nel clima di battaglie e manifestazioni della propria generazione. Gli anni Settanta non sono ricordati come effimeri, ma come anni di concrete conquiste (nuovo diritto di famiglia, divorzio) e di trasformazione profonda rispetto a una cultura patriarcale precedente.

00:31:53 – 00:34:34

Dopo Progetto Genazzano: arresto delle progettualità e dialettica istituzionale.

D.O. Donatella Orecchia evidenzia come la fine di Progetto Genazzano sia coincisa con l’arresto di progettualità simili. Chiede ad Ada Scalchi quale sia, secondo la sua percezione, la motivazione.

A.S. Alla riflessione sulla fine di Progetto Genazzano e sulla mancanza di esperienze analoghe successive, Ada Scalchi attribuisce un ruolo alla discontinuità politica e alla mancanza di piena coscienza culturale. Sottolinea inoltre le difficoltà incontrate, anche in quanto donna amministratrice, insieme a Lina Ciuffini (amministratrice), nel sostenere progetti d’avanguardia.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale tipo di dialettica ci fosse, a cavallo degli anni Ottanta, fra Provincia e Comune di Roma.

A.S. Nel rapporto tra Provincia e Comune di Roma emerge una dialettica complessa: la Provincia è percepita come più vicina ai cittadini, mentre Roma appare distante. Viene evocata la politica dell’effimero legata a Renato Nicolini.

00:34:35 – 00:40:45

La progettualità di Renato Nicolini: centro e periferia.

D.O. Donatella Orecchia domanda ad Ada Scalchi quale sia stata e qual è tutt’ora la sua posizione personale e istituzionale rispetto alla progettualità di Renato Nicolini.

A.S. La progettualità di Renato Nicolini è oggetto di valutazione critica. Secondo Scalchi, Roma manteneva un atteggiamento “snob” verso la Provincia; il decentramento si fermava spesso entro i confini urbani (IV/V Circoscrizione)  senza oltrepassare il Grande Raccordo Anulare. Si ribadisce la necessità, allora avvertita, di costruire una reale area metropolitana attraverso la collaborazione tra Provincia e Comune, mentre la Regione interveniva prevalentemente sul piano finanziario. Mancanza di unità di intenti con le istituzioni.

C.T. Carla Tatò riconosce un rapporto personale positivo con Renato Nicolini, ma distingue nettamente le scelte di politica culturale: la permanenza al centro di Roma (Aranciera di San Sisto Vecchio) con il Camion delle borgate era una scelta politica consapevole – “il nostro stare al centro di Roma, nell’Aranciera di San Sisto Vecchio con il Camion delle borgate, era una scelta politica, di politica culturale” (00:47:04 – 00:47:17). Viene ricordata la difficoltà della politica culturale istituzionale nel “tenere” gli artisti e la tendenza a concentrarsi su monoprogetti come il Festival di Castelporziano. Renato Nicolini è descritto come un “gran manovratore” culturale e politico.

00:40:46 – 00:43:45

L’incontro tra Carla Tatò e Ada Scalchi: militanza politica e reti territoriali.

D.O. Donatella Orecchia chiede sulle circostanze dell’incontro fra Carla Tatò e Ada Scalchi.

C.T. L’incontro tra Ada Scalchi e Carla Tatò avviene in ambito politico.

A.S. Scalchi ricorda il proprio ruolo di consigliera comunale ad Ardea, insieme a Mario Ugazzi, e la centralità della casa di Antonio Tatò a Tor San Lorenzo come luogo di riunione.

Emergono figure di riferimento, come Giglia Tedesco, e contesti segnati dqa tensioni sociali, abusivismo edilizio e sviluppo speculativo del litorale. Il Partito Comunista Italiano (PCI) è evocato come spazio di protezione e appartenenza.

00:43:46 – 00:45:50

Presenze politiche: Enrico Berlinguer a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia ricorda un momento chiave nella memoria popolare di Genazzano: l’arrivo di Enrico Berlinguer.

A.S. Alla domanda sulla presenza di Enrico Berlinguer a Genazzano, la testimone risponde con cautela (“penso di sì”), segnalando l’incertezza della memoria. Ricorda comunque la sua presenza anche a Fiano Romano.

00:45:51 – 00:54:19

La doppia dimensione locale-globale e la discontinuità politica della Provincia di Roma.

D.O. Donatella Orecchia affronta la duplice dimensione di Progetto Genazzano: radicamento comunitario e apertura internazionale. A fronte di questa specifica e particolare dialettica, chiede se la Provincia di Roma trovasse interesse in questa progettualità.

A.S. Ada Scalchi sottolinea l’interesse istituzionale verso il sapere e la sperimentazione, accompagnato da una sostanziale libertà d’azione.

C.T. Carla Tatò parla di “intuito” da parte dell’amministrazione, intuizione che consentiva di sostenere processi innovativi.

A.S. Con il cambio amministrativo (dal 1984) si registra una discontinuità negli atteggiamenti politici, in contrasto con l’ondata di consenso che aveva caratterizzato la metà degli anni Settanta. La fine di Progetto Genazzano è letta anche alla luce di questa trasformazione istituzionale.

C.T. L’intervista si chiude con il richiamo alla fratellanza politica.

Fine dell’intervista.



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Interview Duration: 05:00:00
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Registration Duration: 01:04:10 (00:54:19)
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Format: wav
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Type: Audio
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Language: Italiano
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Subjects:
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Original Document Placement:


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Citation

Intervista a Scalchi Ada, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, casa di Carla Tatò, Genazzano (RM), il 12/05/2024, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18q), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-scalchi-ada/ >, (data di accesso)


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