Interviewee: Cinque Luigi
Interviewer: Orecchia Donatella Morganti Arianna
Orecchia Donatella Morganti Arianna
9 Aprile 2024 – Studio Luigi Cinque, Roma
Fine anni Settanta – Inizio anni Ottanta
Keywords
- Abramović Marina
- Battistelli Giorgio
- Bene Carmelo
- Benjamin Walter
- Bennink Ham
- Branciaroli Franco
- Brega Piero
- Bussotti Sylvano
- Casamonica Enrico, detto “Ringo”
- Celant Germano
- Cinque Luigi
- Colombo Eugenio
- Conti Bicocchi Maria Gloria
- Coudray Michelle
- Curran Alvin
- Cutarelli Dino
- de Sade Donatien-Alphonse-François
- Fabro Luciano
- Filippini Enrico
- Geremia Renato
- Géricault Théodore
- Gianelli Ida
- Ibsen Henrik
- Kounellis Jannis
- Lerici Roberto
- Lessing Gotthold Ephraim
- Marini Giovanna
- Mengelberg Misha
- Michetti Ulderigo
- Morricone Ennio
- Neri Antonello
- Neumann Andrés
- Panepuccia Cesare
- Paolini Giulio
- Pellion Paolo
- Petroselli Luigi
- Piperno Elsa
- Piperno Giacomo
- Poe Amos
- Prasca Giuliano
- Proietti Gigi
- Quartucci Carlo
- Quartucci Toto
- Scalchi Ada
- Schiaffini Giancarlo
- Tatò Carla
- Didone di Quartucci Carlo e Kounellis Jannis
- Funerale di Quartucci Carlo e Lerici Roberto
- Genealogia di Fabro Luciano
- Il fuoco che genera fumo, fumo che genera ballerina, ballerina che genera galli di Quartucci Carlo, Kounellis Jannis, Paolini Giulio e Tatò Carla
- Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
- Anzio
- Castello Colonna, Genazzano (RM)
- Erice
- Genazzano (RM)
- Ninfeo del Bramante, Genazzano (RM)
- Piazza Senile, Genazzano (RM)
- Teatro Malibran, Venezia
- Beat 72
- Canzoniere del Lazio
- Gruppo MEV
- Gruppo 63
- Zattera di Babele
| DESCRIPTION | ||
| 00:00:00 – 00:13:25
Il Canzoniere del Lazio e il primo incontro con Carlo Quartucci e Carla Tatò. |
Presentazioni preliminari.
D.O. Donatella Orecchia invita Luigi Cinque a rievocare il primo incontro con Carlo Quartucci e Carla Tatò, precedente all’avvio di Progetto Genazzano. L.C. Luigi Cinque ricostruisce il proprio percorso all’interno del Canzoniere del Lazio (1973-1976), sottolineandone il ruolo innovativo nel rielaborare la tradizione musicale contadina attraverso linguaggi urbani e contemporanei, anche in dialogo con modelli provenienti dalla cultura musicale statunitense. Ricorda come il gruppo sia stato tra i primi a sperimentare tale approccio, diventando rapidamente un punto di riferimento nel panorama nazionale. Colloca questa esperienza all’interno di quella che alcuni studiosi, tra cui Alessandro Portelli, hanno definito la fase dell’«ingresso dei barbari», riflettendo criticamente sulle pratiche di documentazione della tradizione orale e osservando come ogni registrazione sul campo comporti inevitabilmente una trasformazione del materiale raccolto. Richiama inoltre il progressivo venir meno della cultura contadina, interpretandolo come il risultato di un processo di marginalizzazione favorito anche dalla centralità assunta dall’operaismo nella cultura politica della sinistra italiana. Luigi Cinque ricorda che Carlo Quartucci era già una figura ampiamente conosciuta nell’ambiente culturale romano. A suo giudizio, la Roma degli anni Settanta era caratterizzata da due condizioni fondamentali: da un lato, una straordinaria apertura culturale, in un momento storico in cui il massimo sviluppo tecnologico conviveva ancora con una forte pluralità di culture e linguaggi; dall’altro, il ruolo della città come centro internazionale della produzione artistica contemporanea, in particolare nell’ambito musicale. Infine, colloca il proprio percorso all’interno della ricerca sulla musica contemporanea, orientata alla destrutturazione delle forme tradizionali, alla centralità del corpo sonoro e al superamento dei modelli armonici convenzionali. In tale prospettiva, il Canzoniere del Lazio individuava una diversa forma di impegno culturale e politico, fondata sul recupero delle tradizioni popolari mediterranee, esterne sia alla cultura ecclesiastica sia a quella accademica. Secondo Luigi Cinque, fu proprio questa ricerca a suscitare l’interesse di Carlo Quartucci. |
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| 00:13:26 – 00:18:32
Dal Canzoniere del Lazio a Borgatacamion: il primo incontro con Carlo Quartucci. |
L.C. Luigi Cinque ricorda l’invito ricevuto da Carlo Quartucci a partecipare, insieme al Canzoniere del Lazio, all’esperienza di Borgatacamion. Pur ricordando con piacere il clima di lavoro, sottolinea l’intensità del processo di prove e individua in quell’esperienza il primo confronto sistematico con la ricerca teatrale di Quartucci.
La collaborazione rappresenta, per il testimone, l’apertura di una nuova fase artistica, nella quale la musica acquisisce una propria autonomia scenica, emancipandosi dalle convenzioni del teatro tradizionale. In tale contesto, Cinque contrappone la proposta quartucciana all’autoreferenzialità che, a suo giudizio, caratterizzava una parte del teatro d’avanguardia italiano dell’epoca, fatta eccezione per Carmelo Bene. Ricorda inoltre la presenza di musicisti quali Misha Mengelberg, Giancarlo Schiaffini, Giovanna Marini e Han Bennink, evidenziando come la conclusione dell’esperienza del Canzoniere del Lazio coincida con l’avvio della collaborazione con la Zattera di Babele. Definisce Progetto Genazzano come un’importante occasione di apprendimento tecnico, linguistico e artistico. |
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| 00:18:33 – 00:26:49
Carlo Quartucci, Carla Tatò, Jannis Kounellis e Progetto Genazzano. |
L.C. Luigi Cinque richiama la stretta collaborazione tra Carlo Quartucci e Jannis Kounellis, definendo quest’ultimo una figura di eccezionale intelligenza artistica, e sottolinea il ruolo centrale svolto da Carla Tatò all’interno del progetto.
Evidenzia la capacità di Quartucci di riunire artisti provenienti da discipline differenti e descrive la progressiva definizione della ricerca vocale e performativa di Carla Tatò come un percorso autonomo e originale. Colloca tale esperienza all’interno delle profonde trasformazioni artistiche del periodo, ricordando come anche nell’ambito musicale venisse messo in discussione il ruolo istituzionale del cantante. Nel complesso, definisce Progetto Genazzano come una vera e propria scuola di formazione artistica. |
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| 00:26:50 – 00:31:57
La permanenza a Genazzano e la dimensione laboratoriale di Progetto Genazzano. |
D.O. Donatella Orecchia chiede a Luigi Cinque quale fosse la durata della sua permanenza a Genazzano e come si articolasse il lavoro durante il progetto.
LC. Luigi Cinque ricorda una presenza intermittente ma prolungata, alternata tra periodi di permanenza di alcuni giorni, prove e momenti di preparazione delle attività. Descrive tale modalità operativa come una delle condizioni che hanno reso possibile la costruzione di quella che definisce una “drammaturgia delle arti”. Considera Carlo Quartucci e Carla Tatò figure anticipatrici di pratiche artistiche interdisciplinari e colloca Progetto Genazzano all’interno di un più ampio processo di apertura internazionale della cultura italiana. Definisce Genazzano il primo grande esperimento di concentrazione interdisciplinare delle arti, esperienza che troverà successivamente un ulteriore sviluppo a Erice, riconoscendo tuttavia nella prossimità geografica a Roma uno degli elementi distintivi del progetto genazzanese. |
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| 00:31:58 – 00:46:19
L’impatto di Progetto Genazzano sul percorso artistico e personale di Luigi Cinque. |
D.O. Donatella Orecchia richiama la collaborazione tra Carlo Quartucci e Jannis Kounellis, ricordando la successione tra il prologo Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. La ballerina che genera galli e Didone, interpretato da Carla Tatò, e chiede quale impatto abbia avuto, per Luigi Cinque, lavorare all’interno di un progetto concepito congiuntamente da Quartucci, Kounellis e Tatò.
L.C. Luigi Cinque descrive quel periodo come un’esperienza vissuta con spontaneità e leggerezza, ricordando il clima di forte sperimentazione che caratterizzava il gruppo. Ritorna quindi sul rapporto tra Quartucci e Kounellis, sottolineandone la complementarità artistica e il reciproco bisogno creativo. Richiama inoltre Uscite, evidenziando come Kounellis intervenisse anche sugli aspetti materiali della scena, attraverso dispositivi quali il sipario di bicchieri. Riflettendo sul percorso di Carla Tatò, osserva come l’attrice abbia progressivamente elaborato un linguaggio artistico autonomo, emancipandosi da dinamiche di subordinazione maschile. D.O. Donatella Orecchia osserva come la stessa Carla Tatò abbia successivamente interpretato quel periodo come una fase di emancipazione personale e artistica. L.C. Luigi Cinque conclude rievocando un aneddoto legato a una rappresentazione di Nora Helmer di Henrik Ibsen ad Anzio, interpretata da Carla Tatò insieme a Piero Brega. |
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| 00:46:20 – 00:52:00
La ricerca vocale di Carla Tatò. |
D.O. Donatella Orecchia richiama il percorso artistico di Carla Tatò, dalla Nora Helmer dell’esperienza di Camion alla Didone di Progetto Genazzano, chiedendo quale fosse la percezione dei musicisti rispetto all’evoluzione della sua ricerca vocale.
L.C. Luigi Cinque colloca il lavoro di Carla Tatò all’interno di una più ampia stagione di sperimentazione sulla vocalità femminile. Osserva come l’attrice, inizialmente ancora condizionata da modelli interpretativi preesistenti, abbia progressivamente elaborato un linguaggio performativo autonomo. Individua in Progetto Genazzano, nella collaborazione con Carlo Quartucci e nell’esperienza della Zattera di Babele il contesto che ha favorito tale processo di maturazione artistica e personale. |
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| 00:52:01 – 00:57:55
Il frammento come principio compositivo e Didone. |
L.C. Luigi Cinque riflette sul ruolo del frammento quale principio operativo della ricerca artistica di Carlo Quartucci, riconoscendone l’influenza anche sulle pratiche della musica contemporanea. Attribuisce tale impostazione alla frequentazione di autori e intellettuali che hanno alimentato la ricerca quartucciana.
Richiama inoltre la figura di Roberto Lerici, descrivendolo come una presenza fondamentale all’interno di Progetto Genazzano e collocandolo nel contesto della cultura romana del periodo, insieme ad altre esperienze quali il Gruppo 63 e la collaborazione con Jannis Kounellis. Soffermandosi su Didone, definisce l’opera un’esperienza di forte impatto visivo, caratterizzata dalla sensazione di agire all’interno di un quadro. Ricorda il lavoro improvvisativo condiviso con Eugenio Colombo, Giancarlo Schiaffini e Massimo Coen, fondato sulle differenti esperienze maturate nell’ambito della musica contemporanea. Richiama inoltre il proprio percorso nel gruppo di improvvisazione del Beat 72, ricordando la presenza di Giorgio Battistelli e descrivendo la Roma di quegli anni come un contesto particolarmente fertile per la sperimentazione artistica. Conclude tornando su Didone, sottolineando la centralità della presenza scenica di Carla Tatò all’interno della composizione. |
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| 00:57:56 – 01:03:21
La ricezione di Progetto Genazzano e una riflessione sul concetto di avanguardia. |
D.O. Donatella Orecchia chiede quale fosse, secondo Luigi Cinque, la reazione del pubblico nei confronti di Progetto Genazzano.
L.C. Luigi Cinque ricorda una partecipazione generalmente silenziosa da parte della comunità contadina di Genazzano, percepita come meno ricettiva rispetto ad altre esperienze, quali quella di Erice. Attribuisce tale difficoltà anche all’assenza di percorsi di mediazione e preparazione del pubblico, distinguendo la ricezione degli abitanti da quella degli spettatori provenienti dall’esterno. A partire da questa considerazione, sviluppa una riflessione sul significato storico dell’avanguardia, collocandola all’interno del contesto politico e culturale italiano degli anni Settanta. Richiama il progressivo superamento dell’idea di avanguardia come guida culturale e politica, mettendolo in relazione con la trasformazione di altri paradigmi della modernità, tra cui la concezione di progresso. |
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| 01:03:22 – 01:05:56
Il rapporto tra Progetto Genazzano e la comunità locale. |
D.O. Donatella Orecchia richiama il tentativo di Carlo Quartucci e Carla Tatò di instaurare un dialogo con la cultura contadina di Genazzano, ricordando il ricorso a materiali provenienti dal territorio, la permanenza continuativa degli artisti nel paese e il rapporto diretto con la comunità locale. Chiede quindi a Luigi Cinque di approfondire il proprio punto di vista, che appare maggiormente orientato a evidenziare gli elementi di discontinuità.
L.C. Luigi Cinque intepreta Progetto Genazzano come espressione di un’utopia propria della sua generazione, sviluppando una riflessione critica sulle aspettative culturali e politiche maturate in quegli anni e sul loro successivo ridimensionamento. |
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| 01:05:57 – 01:11:58
La Drammaturgia delle Arti e l’eredità di Carlo Quartucci e Carla Tatò. |
L.C. Luigi Cinque richiama la collaborazione tra Carlo Quartucci e Rudi Fuchs, soffermandosi sul concerto della durata di trentadue ore, inizialmente concepito come un’azione di ottanta ore consecutive. Descrive il dispositivo scenico come un ambiente abitabile, composto da letti, comodini, cucina e da un articolato sistema sonoro costruito attraverso oggetti quotidiani, quali sveglie e lavandini amplificati.
Nel corso della riflessione affronta anche il tema dei finanziamenti pubblici destinati ai progetti culturali, evidenziandone i limiti politici. Attribuisce il principale valore di Progetto Genazzano e, più in generale, dell’opera di Carlo Quartucci e Carla Tatò alla capacità di perseguire una ricerca artistica radicale e visionaria, che ha formato numerosi artisti delle generazioni successive. Ricorda inoltre la figura di Elsa Piperno. Conclude riconoscendo nella Drammaturgia delle Arti uno dei principi fondanti del proprio percorso artistico, dichiarando che tale elaborazione sarebbe stata difficilmente raggiungibile senza l’esperienza condivisa con Quartucci e Tatò. |
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| 01:11:59 – 01:17:52
Il Castello Colonna come dispositivo spaziale. |
D.O. Donatella Orecchia ritorna sul tema del Castello Colonna, chiedendo quale significato abbia avuto per Luigi Cinque lavorare all’interno di uno spazio ripensato scenicamente da Jannis Kounellis secondo i principi della Drammaturgia delle Arti.
L.C. Luigi Cinque descrive il Castello Colonna come uno spazio di straordinaria qualità architettonica, capace di favorire processi di conoscenza e di scambio tra artisti. Evidenzia come tale contesto producesse anche una condizione di relativa separazione rispetto alla vita quotidiana del paese. Osserva inoltre che la ricerca di Carlo Quartucci e Carla Tatò non era orientata a rappresentare direttamente le specificità della realtà locale, bensì a costruire uno spazio protetto di sperimentazione artistica. Richiama in particolare la Sala Martino V e il palcoscenico sopraelevato, definendoli il luogo neutrale entro cui rendere praticabile una dimensione utopica. |
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| 01:17:53 – 01:21:58
Funerale tra Venezia e l’intuizione scenica di Jannis Kounellis. |
L.C. Luigi Cinque ricorda il percorso produttivo di Funerale, precisando di non aver assistito alla prima realizzazione di Kassel ma alla successiva rappresentazione al Teatro Malibran di Venezia.
Rievoca un episodio legato all’allestimento della scena, quando inizialmente venne negata l’autorizzazione all’ingresso della carrozza e dei cavalli a causa del peso ritenuto eccessivo per il palcoscenico. Ricorda quindi l’intuizione di Jannis Kounellis, che individuò e fece recuperare antiche travi lignee destinate a rinforzare la struttura scenica, interpretando tale soluzione come testimonianza della straordinaria capacità inventiva dell’artista. |
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| 01:21:59 – 01:27:34
Ancora sul sodalizio tra Carlo Quartucci e Jannis Kounellis. |
LC. Luigi Cinque conclude ritornando sulla collaborazione artistica tra Carlo Quartucci e Jannis Kounellis, richiamando, tra gli esempi più significativi della loro ricerca comune, l’esperienza di Antigone realizzata a Segesta.
Conclusione. Ringraziamenti e saluti finali. |
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Interview Duration: 03:00:00 circa
Registration Duration: 01:38:17 (01:27:36)
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
Original Document Placement:
- ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
- Museo Biblioteca dell’Attore
Usage and Rights:
Tutti i materiali audio presenti nel portale di Patrimonio orale sono proprietà esclusiva di Ormete e dell’intervistato.
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Citation
Intervista a Cinque Luigi, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, nello studio di Luigi Cinque, Roma, il 09/04/2024, “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18n), consultata in URL:<https://patrimoniorale.ormete.net/progetto/progetto-genazzano-1981-1984/>, (data di accesso).
Relation: Bibliography:
