Intervista a Coudray Michelle

ORMT-18z

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Titles (Theatre Performances, Texts, Films)
  • 1793, da Parigi di Fuchs Rudi
  • Borgatacamion di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Comédìe Italienne di Lerici Roberto, Paolini Giulio e Quartucci Carlo
  • Didone di Lerici Roberto (regia di Quartucci Carlo)
  • Florville e Courval di de Sade François (regia di Quartucci Carlo)
  • Funerale di Lerici Roberto e Kounellis Jannis (regia di Quartucci Carlo)
  • Identité Italienne di Celant Germano
  • Il fuoco che genera fumo. Il fumo che genera ballerina. Ballerina che genera galli di Kounellis Jannis
  • Histoire du soldat di Stravinskij Igor Fёdorovič (regia di Quartucci Carlo)
  • L’ultimo spettacolo di Nora Helmer di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Pentesilea di von Kleist Heinrich (regia di Quartucci Carlo)
  • Platea di Paolini Giulio e Quartucci Carlo
  • Prologo di Paolini Giulio
  • Robinson Crusoe mercante di York di Camion (regia di Quartucci Carlo)
  • Scene di Periferia di Quartucci Carlo
  • Tamerlano Il Grande di Marlowe Christopher (regia di Quartucci Carlo)
  • Un teatro musicale - Concerto scenico di Bennink Ham, Colombo Eugenio, Mengelberg Misha e Geremia Geremia
  • Uscite di Kounellis Jannis e Quartucci Carlo
Places
  • Aranciera di San Sisto Vecchio, Roma
  • Berlino
  • Castello Colonna, Genazzano (RM)
  • Erice
  • Genazzano (RM)
  • Genova
  • Kassel
  • Ninfeo del Bramante, Genazzano, (RM)
  • Roma
Collective Organisations (Companies, Institutions)
  • Compagnia Laboratorio di Camion
  • Documenta 7
  • Progetto Genazzano
  • Zattera di Babele

 

DESCRIPTION
00:00:00 – 00:05:49

Germano Celant: la definizione di arte povera e l’incontro con Michelle Coudray.

M.C. Michelle Coudray introduce il discorso sulla figura di Eliseo Mattiacci e sulla definizione di “arte povera” coniata da Germano Celant, soffermandosi sul ruolo di Pino Pascali e Jannis Kounellis, indicati come “leaders di questa situazione”, e sulla composizione del gruppo, formato “ufficialmente” da dodici artisti provenienti prevalentemente dall’ambiente torinese e romano. 

D.O. Donatella Orecchia chiede quando sia avvenuto l’incontro con Germano Celant.

M.C. Michelle Coudray prosegue il discorso sugli artisti gravitanti attorno all’arte povera, osservando che molti di essi non comprendevano le ragioni della loro inclusione nella categoria. Individua tuttavia un elemento comune nel desiderio di uscire dal quadro e dichiara di non ricordare con precisione le coordinate temporali dell’incontro con Celant, collocandolo nelle “primissime mostre di gruppo”.

D.O. Donatella Orecchia chiede se Jannis Kounellis si sia mai sentito vincolato dall’“etichetta” di arte povera.

M.C. La testimone riferisce che Kounellis considerava l’arte povera come una generazione piuttosto che come un movimento unitario: pur seguendo ciascuno una propria ricerca, gli artisti condividevano il desiderio di una maggiore libertà, di superare i confini della tela e della scultura, di lavorare con materiali vivi e di confrontarsi con la contemporaneità. 

C.T. Carla Tatò sottolinea la sintonia di queste ricerche con quanto avveniva nella società contemporanea.

00:05:50 – 00:09:23

Il rapporto tra arte povera e objet trouvé.

V.P. Vittorio Pavoncello introduce il tema dell’impiego di materiali contemporanei e chiede a Michelle Coudray quale rapporto gli artisti di quella corrente avessero instaurato con l’objet trouvé.
M.C. Michelle Coudray interpreta l’objet trouvé come dispositivo capace di produrre spostamenti e contrasti. Nel caso di Jannis Kounellis, l’oggetto è portatore di una memoria e viene messo in evidenza secondo un criterio di armonia; ricorda inoltre come Kounellis si sia sempre definito un pittore. Per gli altri artisti, l’uso dell’objet trouvé può invece configurarsi come un’indagine sulle caratteristiche e sulle possibilità del materiale.
00:09:24 – 00:15:18

Identité Italienne di Germano Celant, la transavanguardia di Achille Bonito Oliva e il ritorno alla pittura.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale sia stata la posizione e la reazione di Carlo Quartucci, Carla Tatò, Jannis Kounellis e Michelle Coudray alla proposta di Germano Celant di Identité Italienne a Parigi, introducendo inoltre il riferimento alla transavanguardia proposta da Achille Bonito Oliva.

M.C. Michelle Coudray colloca alla fine degli anni Settanta la nascita di una nuova generazione di pittori e il ritorno alla pittura. Ricorda la reazione immediatamente polemica di Jannis Kounellis, motivata da ragioni ideologiche: secondo Kounellis, la pittura aveva bisogno di riposarsi, poiché il soggetto e il tempo della pittura erano esauriti. Distingue inoltre il ritorno alla pittura in Italia e in Germania e, rispetto alla transavanguardia italiana, sottolinea la differenza con i pittori tedeschi. Interpreta la transavanguardia come caratterizzata da una forte inclinazione ideologica e dal riferimento al secondo fascismo e al futurismo. 

00:15:19 – 00:26:20

Ripresa del sodalizio Quartucci-Kounellis. Scene di periferia all’Arancera di San Sisto Vecchio.

D.O. Donatella Orecchia introduce il tema di Progetto Genazzano. 

M.C. Michelle Coudray colloca nel 1980 l’arrivo a Genazzano e ricorda la ripresa del sodalizio tra Jannis Kounellis, Carlo Quartucci e Carla Tatò all’Arancera di San Sisto Vecchio a Roma. Interpreta lo spazio dell’Aranciera come un’occasione per Kounellis, in quanto rimasto isolato rispetto al ritorno alla pittura e alle logiche delle economie di mercato. Sottolinea inoltre l’affinità dell’artista con lo spazio teatrale, richiamando la sua duplice identità di pittore e “uomo di teatro”, e ne collega l’approccio anche alla sua origine greca. 

C.T. Carla TAtò ricorda OPERA ovvero Scene di periferia allestito all’Arancera di San Sisto Vecchio. 

M.C. La testimone torna sulla centralità dello spazio e descrive l’intervento di Kounellis attraverso la realizzazione di un tempietto, definito un “partenope”, e la proiezione di frammenti video di Borgatacamion. I protagonisti, seduti in semicerchio, vengono rappresentati come figure di una società riconoscibile che ha creduto in un sogno e che assume atteggiamenti “di una nobiltà popolare”. Interpreta l’intero lavoro concepito all’Arancera come un’immagine, precisando che Carlo Quartucci aveva chiesto all’artista di creare un’immagine. 

00:26:21 – 00:28:55

Progetto Genazzano e il significato de La Zattera di Babele.

D.O. Donatella Orecchia introduce la nascita dell’idea di Genazzano.

M.C. Michelle Coudray ricorda la ripresa del rapporto tra Carlo Quartucci, Carla Tatò e Jannis Kounellis e la proposta di Genazzano, presentata da Quartucci e Tatò a Kounellis come una “avventura”. Colloca tale proposta in un contesto artistico nel quale gallerie e musei erano orientati verso il ritorno alla pittura e descrive la posizione di Kounellis come di disagio e isolamento rispetto a questo mutamento di direzione. Collega a tale condizione la formazione de La Zattera di Babele, interpretata come una condizione di naufragio. Rileva inoltre l’arrivo del postmoderno nel teatro e la posizione di Carla Tatò e Carlo Quartucci, che non vi aderirono. 

00:28:56 – 00:37:11

Il lavoro negli spazi del Castello Colonna compiuto da Jannis Kounellis e intrecciato alla storia e all’identità contadina di Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia riprende il concetto di objet trouvé, soffermandosi sul tema della memoria come elemento capace di intrecciare il lavoro di Carlo Quartucci e Carla Tatò con la storia di Genazzano, e chiede quale significato abbia avuto per Jannis Kounellis il lavoro negli spazi del Castello Colonna e il rapporto con la storia contadina e sociale del paese. 

M.C. Michelle Coudray ricorda la “prima scena” costituita dalle bottiglie e individua nella ricerca di un elemento dotato della memoria del luogo una delle chiavi del lavoro di Kounellis. 

C.T. Carla Tatò interviene per precisare e riordinare i ricordi di Michelle Coudray, ricordando come prima azione il biliardo al Castello, con la donna coperta e il camino acceso. 

M.C. La testimone descrive una prima fase di ascolto e illustra l’idea di Kounellis di costruire una doppia struttura, assimilata alla scena shakespeariana, capace di dare un’immagine e di creare una struttura all’interno delle stanze del Castello Colonna. Sottolinea come, nei primi episodi, l’assenza del testo renda lo spazio protagonista. Con l’introduzione del testo, questo rimane frammentario, evitando di ricadere nelle convenzioni del teatro dalle quali il gruppo aveva preso le distanze e preservando la centralità dell’immagine, che non assume la funzione di scenografia. Ricorda quindi il primo frammento, Didone, associato all’arrivo di Roberto Lerici: Kounellis immerge Didone in lingue di fuoco che ne sottolineano il perimetro, gesto che, in relazione all’origine greca dell’artista, viene interpretato come un atto di sacralizzazione. Definisce Kounellis “un uomo antico e un pittore moderno” e ricorda Carla Tatò su un piccolo piedistallo, vestita come una colonna dorica. Con l’arrivo di Roberto Lerici, individua un passaggio del teatro di Quartucci verso una maggiore centralità del testo.

C.T. Carla Tatò ricorda l’origine da Palestrina del viaggio di Enea. 

00:37:12 – 00:48:19

La percezione/reazione del paese a Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede quale percezione avesse il paese rispetto a Progetto Genazzano.

M.C. Michelle Coudray ricorda la disponibilità della comunità locale e la presenza del sindaco Ulderigo Michetti, sottolineando l’apertura, il coinvolgimento e l’interesse dell’amministrazione comunale nei confronti del progetto. Individua nell’obiettivo di «portare vita a Genazzano» una delle motivazioni dell’amministrazione. Ricorda inoltre gli artisti della seconda fase di Progetto Genazzano, caratterizzata da un’apertura nazionale e internazionale, e in particolare il lavoro realizzato da Luciano Fabro per l’intero paese, Genealogia. Ripercorre la collaborazione con Germano Celant, che avrebbe voluto trasformare Genazzano in un festival sul modello di Spoleto, e il successivo subentro di Rudi Fuchs. Sottolinea come gli artisti coinvolti nelle diverse edizioni abbiano tenuto conto del paese, realizzando interventi nelle strade, nelle piazze e all’interno del tessuto abitato. Osserva, per contro, che Jannis Kounellis aveva bisogno di uno spazio circoscritto, di un perimetro, e ricorda come, nel corso di queste azioni, egli sia divenuto anche spettatore. 

00:48:20 – 00:51:30

Documenta 7 sotto la direzione di Rudi Fuchs: conflitto culturale fra Europa e America.

D.O. Donatella Orecchia chiede se Michelle Coudray fosse presente a Documenta 7.

M.C. Michelle Coudray conferma la propria presenza e ricorda la direzione curatoriale di Rudi Fuchs, descrivendo il rapporto tra Fuchs e Germano Celant come un conflitto di egemonia e di potere. Interpreta Documenta 7 come luogo di un più ampio conflitto culturale tra Europa e America e caratterizza Fuchs come una figura maggiormente orientata verso la cultura europea e la pittura tedesca, in relazione al suo accesso alla direzione della manifestazione. 

C.T. Carla Tatò precisa che la direzione artistica di Documenta 7 era affidata a Rudi Fuchs, mentre Germano Celant vi partecipava come rappresentante italiano.

00:51:31 – 00:54:15

Documenta 7 e i diversi allestimenti di Funerale a Kassel e a Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia introduce l’esperienza di Documenta 7 e chiede delle differenze tra Funerale presentato a Kassel e quello realizzato nel Ninfeo del Bramante a Genazzano 

M.C. La testimone ricorda Carlo Quartucci, Carla Tatò e Jannis Kounellis come protagonisti di quell’edizione e sottolinea l’accoglienza positiva delle azioni sceniche presentate a Documenta, che contribuì all’apertura internazionale del loro lavoro. A proposito di Funerale, interpreta la versione di Genazzano in rapporto alla cultura italiana e la riconduce, per Kounellis, a una visione boccioniana. 

C.T. Carla Tatò sottolinea il carattere rivoluzionario dell’allestimento di Kassel, realizzato in uno spazio inedito quale un’officina dismessa, e descrive il Ninfeo del Bramante come uno spazio di “nobiltà popolare”. 

00:54:16 – 01:00:07

1970/80: mondo dell’arte mondo maschile?

D.O. Donatella Orecchia chiede se Michelle Coudray se percepisse il mondo dell’arte degli anni Settanta e Ottanta come un ambiente prevalentemente maschile.

M.C. Michelle Coudray riconosce che, osservato dalla prospettiva contemporanea, quel mondo può essere percepito come maschile, ma precisa che all’epoca non aveva maturato questa consapevolezza. Ricorda la presenza di donne impegnate nella scrittura e nella critica, come Carla Lonzi, e di artiste come Marisa Merz, collocandole all’interno di un clima culturale e politico percepito come sovversivo.  

01:00:08 – 01:02:51

Ricordi sulle azioni sceniche ospitate in Progetto Genazzano.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Michelle Coudray quali ricordi conservi, in qualità di spettatrice, della presenza e delle azioni sceniche ospitate a Progetto Genazzano, citando, tra gli altri, Marina Abramovich e Joan Jonas. 

M.C. Michelle Coudray ricorda soprattutto le atmosfere degli eventi, mentre dichiara di non conservarne particolari dettagli. Descrive le residenze a Genazzano come caratterizzate da un continuo andare e venire degli artisti e ricorda il ruolo di Carla Tatò nella gestione dei rapporti, definendola “l’ape regina”. 

01:02:52 – 01:11:12

Il processo creativo di Carlo Quartucci e Jannis Kounellis.

D.O. Donatella Orecchia chiede a Michelle Coudray come lavorassero Jannis Kounellis e Carlo Quartucci al di là della progettualità di Genazzano 

M.C. La testimone ricorda l’immagine di Carlo Quartucci e Carla Tatò che arrivavano a casa con molte valigie e descrive il processo attraverso il quale Kounellis ascoltava le immagini e le parole proposte dai due artisti. La formula “Jannis ascoltava senza ascoltare” restituisce, nella sua testimonianza, una modalità di ascolto orientata alla trasformazione dei discorsi in immagini. Ricorda di aver portato a Kounellis i fogli sui quali l’artista realizzava gli schizzi a partire dalle conversazioni con Quartucci e Tatò. Una volta concepita l’immagine, questa costituiva la struttura complessiva del lavoro, alla quale potevano essere aggiunti ulteriori dettagli. Ricostruisce quindi il processo creativo di Funerale a partire dall’idea di Carlo Quartucci. 

D.O. Donatella Orecchia definisce Carlo Quartucci un “visionario con la parola”.

01:11:13 – 01:15:22

La teatralità di Jannis Kounellis.

V.P. A partire dalla dimensione teatrale del lavoro di Jannis Kounellis, Vittorio Pavoncello chiede a Michelle Coudray se l’artista abbia mai svolto il ruolo di performer 

M.C. Michelle Coudray risponde sottolineando il rapporto problematico di Kounellis con la parola e sintetizzando la sua ricerca nella contrapposizione o immagine o teatro. 

Fine dell’intervista.

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Interview Duration: La durata di una giornata
Registration Duration: 01:17:41 (01:15:22)
Format: mp3
Type: Audio
Language: Italiano
Subjects:
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Citation

Intervista a Coudray Michelle, di Orecchia Donatella e Morganti Arianna, Casa di Michelle Coudray, Umbertide (PG), il 18/07/2025, Progetto “Progetto Genazzano (1981-1984)”, Collezione Ormete (ORMT-18z), consultata in URL:< https://patrimoniorale.ormete.net/interview/intervista-a-coudray-michelle-2/>, (data di accesso). 

 


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