Mancinelli Lydia
Roma – 1936-08-10
- Profession: Attrice
- Currently: Pensionata
Lydia Mancinelli si separa giovanissima dal marito e dai figli e debutta sulle scene romane a 26 anni, nel 1964, a fianco di Carmelo Bene nella parte di Gertrude, la madre di Amleto. Sposa il teatro irriverente di Bene ed è con lui in società e sodalizio fino al 1983, come attrice protagonista in quasi tutti i suoi spettacoli e nei suoi lungometraggi, fra i quali varie versioni dell’ Amleto e del Pinocchio, Arden of Feversham, Nostra Signora dei Turchi, Cena delle Beffe, Don Chisciotte, Manon, Il Rosa e il Nero, S.A.D.E. e vari altri. Con Bene assorbe e condivide la pratica di un teatro di ricerca, provocatorio e anti-istituzionale e sviluppa una maestria come dicitrice e interprete. È anche manager e amministratrice della società Carmelo Bene, sua infermiera e autista, suo supporto emotivo oltre che compagna, in un legame tempestoso per i continui tradimenti di lui. Attraversa con lui gli anni della contestazione e dei movimenti, sempre nell’occhio del ciclone perché il loro teatro dava scandalo e il nudo in scena e l’erotizzazione del corpo femminile erano contestati dalle femministe. Nell’83 i due si separano e Mancinelli continua in proprio la carriera di attrice; viene scritturata per vari allestimenti del teatro ufficiale, a partire dal Tito Andronico per la regia di Gabriele Lavia, ma preferisce dedicarsi a proprie progettualità, come L’Arlésienne di Alphonse Daudet con le musiche di Georges Bizet, per cui cura la traduzione, l’adattamento e la regia e con cui gira a lungo fra gli Ottanta e i Novanta, e gli ingaggi e i progetti per il teatro musicale, nonché i recital e gli spettacoli di cui è attrice-autrice sulla scia di Bene, come il leopardiano Canto Notturno.
Carmelo Bene, Sono apparso alla Madonna: vie d'(h)eros(es), Longanesi, Milano, 1983.
Carmelo Bene e Giancarlo Dotto. Vita di Carmelo Bene, Bompiani, Milano, 1998.
Carmelo Bene, Opere, con l’Autografia d’un ritratto, Classici Bompiani, Milano, 2008.
