Intervista a Innocenti Adriana
ORMT-01b

Interviewee: Innocenti Adriana
Interviewer: Iracà SIlvia

Orecchia Donatella

2 febbraio 2015 – Torino, abitazione della testimone

Anni Sessanta

  • People
  • Titles (Theater Performances, Texts, Films)
  • Places
  • Collective Organizations (Companies, Institutions)

  • Adani Laura
  • Alfieri Fiorenzo
  • Calindri Ernesto
  • Carraro Tino
  • Chiari Walter
  • Cortese Ernesto
  • Crivellaro Pietro
  • Dallara Ugo
  • De Bosio Gianfranco
  • De Sica Vittorio
  • Del Corno Dario
  • Dürrenmatt Friedrich
  • Falk Rossella
  • Flach Marise
  • Franco Enriquez
  • Gassman Vittorio
  • Gramatica Emma
  • Innocenti Adriana
  • Lonska Irina
  • Luzzati Emanuele
  • Malaparte Curzio
  • Mastroianni Marcello
  • Mauri Glauco
  • Melani Raffaello
  • Melato Mariangela
  • Modugno Domenico
  • Moriconi Valeria
  • Negroni Neda
  • Ninchi Annibale
  • Nuti Piero
  • Osiris Wanda
  • Passatore Franco
  • Ruggeri Ruggero
  • Scaparro Maurizio
  • Stoppa Paolo
  • Stoppard Tom
  • Strehler Giorgio
  • Tedeschi Gianrico
  • Testori Giovanni
  • Tognazzi Ugo

  • Anconitana di Ruzante (regia di De Bosio Gianfranco)
  • Erodiade di Testori Giovanni
  • L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht (regia Strehler Giorgio)
  • L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello Luigi (regia di Cortese Ernesto)
  • La bisbetica domata di Shakespeare William (Compagnia dei Quattro)
  • La dame de chez Maxim’s di Georges Feydeau (Compagnia dei Quattro)
  • La locandiera di Goldoni Carlo (regia Enriquez Franco)
  • La casa nova di Goldoni Carlo
  • Post-Hamlet di Testori Giovanni
  • Radici di Wesker Arnold (regia di Enriquez Franco)
  • Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Stoppard Tom
  • Sexofone di Curzio Malaparte
  • Tre atti senza amore (Teatro Prisma)

  • Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico, Roma
  • Liceo Cherubini, Firenze
  • Scuola di Recitazione Luigi Rasi, Firenze
  • Teatro Popolare, Roma
  • Teatro Prisma, Lugano

  • Compagnia dei Quattro

Description

Part 01 (duration: 00:42:19)

00:00:00
Compilazione della scheda anagrafica
La famiglia. 13 figli riconosciuti. Madre bolognese, padre romagnolo; il padre è quello dei tubi “Innocenti”.

Lettura della voce “attore” dell’enciclopedia Universale Rizzoli-Larousse, alla voce “attore”.
“Io sono un’interprete”

00:03:57
La Scuola Luigi Rasi a Firenze e gli americani
La prima scuola a Firenze di Luigi Rasi, prima del 1947, con il professor Raffaello Melani e Irina Lonska. Erano appena arrivati gli Americani a Firenze, lei lavorava con la V armata americana alla stazione di Firenze.
Musica, canto al Liceo Cherubini di Firenze; danza…
Dalla mattina alle 10 fino alle 5 del pomeriggio parlava americano: ritirava la biancheria sporca e consegnava quella pulita, con tanto di maschera sulla bocca, almeno “si mangiava”
Accademia di Roma Silvio D’Amico, per volontà del professor Melani e della Lonska, vincendo una borsa di studio
12 gennaio 1947 entra in teatro con la Compagnia di Annibale Ninchi
Digressione. Aneddoto sull’esame finale alla Luigi Rasi: La casa nova di Carlo Goldoni.
00:08:50
La formazione sul palcoscenico: Ninchi, ma soprattutto la rivista
A due anni a Firenze.
La famiglia: è un accidente, «tutti ’sti figli». In Romagna quando si è tanti figli gli si insegna a fare la pasta…
A Firenze, finito il lavoro, andava alla Scuola Rasi alle cinque del pomeriggio
A Roma il 12 gennaio 1947 è entrata in teatro, abbandonando l’Accademia Silvio D’Amico
Ha avuto un grande dono: la voce, l’intelligenza di interpretare personaggi scritti da grandi autori.Molte riviste con Wanda Osiris, Walter Chiari, Ugo Tognazzi: da Wanda Osiris ha imparato cosa è il “tallone sensuale”, la passerella.
00:13:05
L’interprete e il regista: aneddoto su Strehler e sull’Olimpico di Vicenza
Il rapporto con il regista nella triangolazione autore-regista-interprete

Aneddoto su L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht, diretta da Giorgio Strehler, nel ruolo di Madama Peachum. Avrebbe dovuto recitare su una sedia a rotelle, ma su un palcoscenico con dieci centimetri di dislivello
Strehler (c’era anche la coreografa Marise Flach) urla che Adriana non studia; la Flach la difende. Scontro e scaglia la sedia rotelle in platea.
Altro aneddoto all’Olimpico di Vicenza, con un altro grande regista [forse Gianfranco De Bosio con Ruzante nel 1968, ndr]: Innocenti interpreta otto modi diversi per farsi dire dal regista qual era il modo in cui avrebbe dovuto attraversare la scena, entrarvi e uscirvi.

00:17:19
Le recite scolastiche da bambina
Esordi a scuola. Prime recite
Incontro con l drammaturgia di Pirandello alle scuole superiori (Istituto tecnico Tita Cervo di Pescara).
00:20:29
La guerra
Durante la guerra cantava per i tedeschi l’Ave Maria di Charles Gounod «e allora si mangiava un po’ di più»
00:21:00
In teatro ha fatto tutto
E poi il teatro: ha fatto di tutto, ha persino una cattedra per insegnare il “patavino” di Ruzante, insieme a Glauco Mauri e Neda Negroni; parla [la lingua di] Iacopone da Todi, Alfieri, Pirendello, con la regia di Vittorio De Sica, il Liolà in girgentino dell’‘800… «cu c’u fici fari», con il barbone di quartiere parla il girgentino.
00:22:21
A Torino per la prima volta nel 1961
Mai fatto più di tre anni in una stessa compagnia: Stabile di Trieste, Milano, Torino, Catania.
La cosa bella del Piccolo Teatro di Torino [già Teatro Stabile, ndr]: ha debuttato con L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello [regia di Ernesto Cortese; scene e costumi di Eugenio Guglielminetti; Renzo Giovampietro (Prof. Paolino), Edda Albertini, (Signora Perella), Filippo Scelzo (Capitano Perella), Gianni Mantesi (Doti. Nino Pulejo), Giulio Oppi (Signor Totò), Anna Maria Cini (Rosaria), Alessandro Esposito (Giglio), Franco Passatore (Belli), Ivana Erbetta (Nono), Gina Sammarco (Grazia), Gastone Bartolucci (Un marinaio); Buenos Aires, Teatro Odeon 20 agosto 1960 (per la tournée ufficiale in America Latina). Nella stagione 1960/61 lo spettacolo viene ripreso con le seguenti variazioni nella distribuzione: Adriana Innocenti (Signora Perella), Virgilio Zernitz (Belli); Teatro Gobetti, 9 febbraio 1961, ndr]: «io facevo la bestia»
Ernesto Cortese lo conosceva già, perché ex compagno di Piero Nuti e Franco Passatore, conosciuti all’epoca del Teatro Prisma a Lugano in Svizzera, dove fece Tre atti senza amore: gli uomini recitavano in smoking, al sarto chiesero di un’attrice brava, con il quale Innocenti aveva un debito di vestiti di scena. «Grazie ai debiti ho conosciuto Piero Nuti».
00:25:34
Gli spettacoli in tournée nei Paesi dell’Est con il TST nel 1966
Lettura del promemoria preparato da Innocenti di tutti gli spettacoli fatti con il TST.
Il ritorno a Torino per Anconitana di Ruzante (1), La locandiera di Carlo Goldoni (2).
La tournée nei Paesi dell’Est: Gianfranco De Bosio e Franco Enriquez (aneddoto su Venezia, successivo, quando, presenti entrambi i registi, Innocenti scelse Enriquez e la Compagnia dei Quattro)
De Bosio: grande regista. Sapeva chiedere all’attore quello che lui voleva, senza che l’attore se ne accorgesse. Un uomo di cultura, sapeva spiegare.
Le due colonne erano Valeria Moriconi e Adriana Innocenti. Glauco Mauri e Emanuele Luzzati (piena di bozzetti e lavori suoi in casa Nuti-Innocenti).
00:29:46
La tournée in Russia con Luzzati e Svetlana
Lele Luzzati in tournée in Russia era il suo compagno di gite. Svetlana era la loro “pirivocich” (interprete), aveva imparato da Innocenti l’italiano.
00:32:26
L’accoglienza del pubblico russo
Venivi capito, per esempio Anconitana: 5000 spettatori a Mosca, dopo pochi minuti si tolsero le cuffie per la traduzione simultanea e risero da pazzi.
00:35:08
Il rapporto con colleghi e colleghe
Interruzione
Nuccio Messina era l’amministratore.
Rapporti con gli attori,
Il rapporto con Valeria Moriconi: l’ha anche picchiata in scena: due schiaffi in piena recita. Perché era troppo vera nel dire le battute. Durante Radici di Wesker (3), finché l’autore era presente, si cucinava realmente la carne in scena perché il pubblico sentisse l’odore vero del cibo. Partito l’autore, il direttore di scena sostituì la carne con le rape rosse, con una puzza in platea che non finiva più. Faceva di tutto, il bucato, accendeva le lampade, pelava le patate, talmente realistica che la Moriconi la picchiò. Compagna di lavoro seria.Ottimi rapporti con tutti i colleghi.
Sexofone di Curzio Malaparte (4)Amico è stato Domenico Modugno (5). Lui faceva il generico, non era bravo come attore, quando ancora non cantava e poi si sono ritrovati nell’Opera da tre soldi di Brecht con Strehler.

Part 02 (duration: 00:51:21)

00:00:00
“Interpretare” un personaggio
Fare teatro le dà la possibilità di comunicare.
Lettura dal libro A piedi nudi nel teatro, capitolo “Lo smataflone”, p. 64 (6)Compagnia dei Quattro (Renzo Montagnani, Tino Carraro, Valeria Moriconi, Adriana Innocenti) alla Pergola di Firenze per La dame de chez Maxim’s di Georges Feydeau [1968?]Orazio Costa, fu suo insegnante di mimo all’Accademia
L’aneddoto evidenzia come una delle più belle critiche fu lo schiaffone della madre che reagì così perché in scena, così truccata e vestita, non aveva riconosciuto sua figlia.
Questo per Innocenti significa “interpretare il personaggio”
Altro aneddoto recentissimo su un bambino che dalla platea si ribella rispondendo direttamente alla provocazione del personaggio interpretato in scena da Innocenti: riuscire ad “arrivare al pubblico”.
Non si studia recitazione.
00:04:30
Rapporto con i giovani
Rapporto con i giovani. Non è Innocenti che insegna loro, sono loro che insegnano a lei. I tempi cambiano, si accorciano. Oggi si corre.
00:06:20
Aneddoto con Annibale Ninchi
L’Accademia di Firenze, di Roma.
Il 12 gennaio 1947 entra al Politeama di Napoli con la compagnia di Annibale Ninchi nello spettacolo La cena delle beffe di Sem Benelli. La battuta di Innocenti era: «Come mi piaci anche così sconvolto. Se t’avessi baciato e ribaciato, tu saresti così così turbato». Le prove con Ninchi non si facevano, si facevano con gli aiuti. La sera del debutto, Innocenti in ginocchio davanti a lui, lui stava legato su una poltrona e doveva dire una battuta lunghissima che gli procurò della bava agli angoli della bocca. Innocenti provò un tale schifo che la battuta le uscì in un modo tale che Ninchi le confessò che mai nessuna attrice giovane era riuscita a fargli venire i brividi come lei. È così che Innocenti ha scoperto che cos’è il lavoro dell’attore. Bisogna essere bugiardi per recitare.
Non va d’accordo con le attrici.
00:09:00
«Non l’ho mai data a nessuno»
«A piedi nudi nel teatro», perché Innocenti è sempre stata “nuda” in teatro, non ha mai indossato le scarpe di nessuno: «O me la dai o non scendi a Siracusa» (p. 132 della biografia): lettura del capitolo. Gli amministratori usavano questi ricatti, i registi e produttori no.
Mannucci, maestra vocale.
La Innocenti voleva fare parte dei cori nelle rappresentazioni al Teatro Greco di Siracusa: si presentava agli amministratori dell’Istituto del Dramma Antico. Le rispondevano: «Parlerò di te a Sammartano [padre]», direttore di allora dell’Istituto.
Nel 1968 a Siracusa c’è stata, entrando in quello splendido teatro dalla porta principale come Giocasta nelle Fenicie di Euripide (7).
Costumi e scene di Lele Luzzati; Franco Enriquez, regista.
[Arriva Piero Nuti]
00:15:12
Tutto per l’arte: aneddoto sui suoi capelli nell’Opera da tre soldi
Ama la burla e lo scherzo, va più d’accordo con gli uomini che con le donne.
Per l’Opera da tre soldi di Brecht al Piccolo di Milano con Giorgio Strehler si tinse i capelli di quattro colori: verde, giallo, rosso e nero.
Si faceva passare per Nilla Pizzi da giovane, vista la sorprendente somiglianza.
00:16:28
La conoscenza profonda degli autori di teatro: l’insegnante russa a Firenze
Ha conosciuto gli autori: Tom Stoppard, con Friedrich Dürrenmatt c’è una foto sulla sua biografia. Erano ubriachi fradici. Giovanni Testori.

Čechov (Innocenti ha interpretato il ruolo di Mascia ne Il gabbiano (8)); i personaggi del teatro russo.

00:19:30
Recitare testi tradotti
La bisbetica domata (9) a Torino con la Compagnia dei Quattro. Non ha importanza quale sia l’autore che si recita, la cosa che dà fastidio è recitare i testi in traduzione.

Per Torino Spettacoli, le tragedie greche sono tradotte da Dario Del Corno [1933-2010]. Solo lui mi ha fatto capire che il greco è una lingua semplice.

00:21:45
Partecipa alla prima trasmissione televisiva; Adriana: la vergogna della famiglia Innocenti
La prima trasmissione televisiva che da Milano è arrivata a Genova, con Ernesto Calindri, Laura Adani, il ballerino Ugo Dallara e Ruggero Ruggeri. La sua mamma, per vederla partì da Firenze e andò in un bar di Genova (foto nel libro con Calindri). Suo padre a Firenze tirò una scarpa sullo schermo del televisore di un bar per la vergogna di vedere sua figlia lì dentro, sua madre dovette pagare il danno.
Il padre non è mai andato a vederla a teatro: si vergognava.
Le sorelle e i fratelli l’hanno sempre vista un po’ così perché non si è mai sposata. Era la vergogna della famiglia.
Il matrimonio è arrivato negli ultimi anni
00:25:08
Innocenti e Nuti fondano il Teatro Popolare di Roma
Fondazione del Teatro Popolare di Roma [1975]: nasce il connubio tra Innocenti, Nuti e Maurizio Scaparro. Debutto con Il feudatario di Carlo Goldoni.
00:26:20
Altri aneddoti su Roma e Firenze al tempo della radio in diretta
A Roma lavorava con Rossella Falk, Marcello Mastroianni, ma non ha mai frequentato le cerchie. Lei e Nuti sono sempre stati in disparte.
Tanta radio, quando ancora si trasmetteva in diretta: ha conosciuto all’epoca Emma e Irma Gramatica.
A Firenze faceva la trasmissione della domenica. Il direttore decise di registrare in un teatro, lei si mise in ghingheri, peccato che interpretasse un ragazzino “Il grillo canterino”. Il contrasto fu buffissimo.
Ha fatto anche la rumorista, all’epoca era normale per gli attori.
Aneddoti sul mestiere, sul sapersi arrangiare.
00:30:00
Pensieri sparsi
A Milano lavorava come cameriera nei ristoranti per mantenersi.
A Roma invece ricevette la proposta di ingaggio da Vittorio Gassman, all’epoca del Teatro Prisma a Lugano.
Cavaliere del Lavoro nel 2013.
Non vuole vivere di ricordi: vuole vivere giorno per giorno la sua vita fino a quando campa.
La memoria serve per lo studio, per le parti.
00:34:00
Il desiderio di dare ai giovani
Vorrebbe dare di continuo ai giovani: non ha una scuola. Non insegnare, ma dare. Non le piace la parola “insegnare”.
Le hanno dato “il dna del teatro greco”. Adesso invece studia come una pazza per avere “DFA (differenziata) della NU (nettezza urbana) italiana”
00:36:32
Archimede
Chi è Archimede?
Il suo modo di essere, quello che accende tutte le lampadine. È sempre vicino. Adesso deve essere portata perché non ci vede più: chiede ad Archimede di intercedere per lei. C’è sempre stato, anche senza sapere che ci fosse. Un amico.
00:38:30
Commento a foto dalla “cartella Innocenti” del Centro Studi del TST
Pietro Crivellaro: chiede se ha il suo libro. Lo vuole ringraziare per la foto che le ha fatto avere [foto tessera scattata per il passaporto all’epoca della tournée in Russia, doppione nella “cartella Innocenti” al Centro Studi del TST, ndr].
[Interviene Nuti dicendo che è sicuro di aver dato una copia del libro a Crivellaro, già due anni fa].
Guardiamo le fotocopie delle foto dalla cartella “Innocenti” dal Centro Studi, interviene anche Nuti nella conversazione:
La locandiera a Mosca; Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard.
Il rapporto con gli autori: Wesker, Stoppard, Testori
L’incontro con Testori per Nuti, dopo Enriquez, fu il più “strano”: quando doveva provare con Adriana non voleva fermarsi alle prove, poi invece si tratteneva ore e ore, con bottiglioni di tè verde e pasticcini (era molto goloso). Con lui Adriana fece: Post-Hamlet, Erodiade.
Lo chiamarono per curare la regia dell’Oreste per il Teatro Popolare di Roma: 5 interpreti immobili in scena.
00:44:26
Altre foto e commenti
Tante tesi di laurea che li riguardano.
Dalla rivista “Teatro in Europa (TE)” Nuti mostra alcune foto: La fiaccola sotto il moggio; Mariangela Melato, Paolo Stoppa.Racconta Nuti che nell’Oreste di Alfieri, debutto a Padova un fotografo aveva fatto delle foto orrende; allora Nuti ha chiamato il loro fotografo di Roma, Tommaso… [?] e ha fatto un lavoro eccelso, per dire che ci vuole arte anche in questo.Lavori di Lele Luzzati: Rosencrantz e Guildenstern; Il re Piero e la regina Nana (10)Rivista con foto Adriana Innocenti e Gianrico Tedeschi in Madama Peatchum, con il cappello fatto da Innocenti.
00:49:17
Liberatoria
Lettura della liberatoria [la legge e la firma Nuti per lei, che non può leggere]

Part 03 (duration: 00:11:10)

00:00:00
Aneddoto comico sul sindaco di Asti ignorante.
La cecità culturale dei politici
Il divorzio di Vittorio Alfieri regia di Ugo Gregoretti al Festival di Asti, “Astiteatro” [2001, ndr]
Racconta Nuti.
Il sindaco: «Che bello spettacolo, poi, grazie a Dio, avete usato una bellissima traduzione». Adriana Innocenti, da seduta, lo acchiappa per la cravatta, lo tira giù: «Che cazzo dici! ma quale traduzione!».
È durato pochi mesi. Tanto per dire a che livello siamo.
Diatriba tra Chiamparino e Fassino sulla cultura: «sai che geni!». Ma come è possibile?
In epoca fascista si italianizzava tutto: William Shakespeare = “Guglielmo Guglielmi”. “Itomaru” = Vito Mario
I politici non capiscono assolutamente nulla della cultura.
00:04:55
Torino rovinata dalle insegne
Con l’Expo Torino ospita tanta gente negli alberghi
Piazza San Carlo, la sera, è molto bella l’illuminazione, perché alla fine di via Roma deve esserci quell’insegna gigante della Reale Mutua. Vuole andare dall’Assessore a lamentarsi.Teatro Romano: con l’allora assessore Fiorenzo Alfieri volevano renderlo agibile. Nuti ha passato un anno intero per adoperarsi. A un certo punto lo mettono da parte, Turetta ha chiamato la Compagnia del San Paolo che si è presa carico delle ristrutturazioni, peccato che sul palcoscenico del teatro ci ha piazzato un cartellone immenso pubblicitario. Loro debuttarono con Le troiane di Euripide (con Torino Spettacoli) con questo enorme cartellone. C’era la coda fino in piazza Castello (ca 4 anni fa)Innocenti: «Senza parlare dei Sabaudi che vanno a costruire sulle rovine di un teatro romano».

(1) A cura di Ludovico Zorzi. Regia di Gianfranco De Bosio. Scene e costumi di Emanuele Luzzati. Coreografie di Marta Egri. Elaborazione da musiche del ’500 a cura di Roberto Goitre. Torino, Teatro Carignano, 20 aprile 1965.
Viene presentato al Teatro Comunale di Bologna il 6 maggio 1965 per il 15° Festival della Prosa (6 maggio 1965).
Viene ripreso nella stagione 1965/66 con le seguenti variazioni nella distribuzione: Armando Spadaro (Tancredi), Donato Castellaneta (Teodoro), Maria Teresa Sonni (Gismondo), Adriana Innocenti (Doralice), Giancarlo Zanetti (Ruzante), Silvana De Santis (Bessa), Leda Negroni (Ginevra), Adelaide Zaccaria (Ghitta); Clara Droetto, Eligio Irato, Romano Malaspina, Alfredo Piano, Mario Piave (Attori); Antonietta Daviso, Mirella Aguiaro, Luigi Bonino (Danzatori). Genova, Teatro Duse, 5 gennaio 1966.
Con il cast quasi invariato (degli attori manca Clara Droetto, mentre Giancarlo Vantaggio e Adriano Vitale completano il gruppo dei danzatori), partecipa alla tournée nei paesi dell’Europa orientale dal 28 marzo al 30 aprile 1966 che tocca l’Ungheria (Budapest), l’Unione Sovietica (Mosca, Kiev e Leningrado) e la Cecoslovacchia (Praga).

(2) Allestito in collaborazione con il 24° Festival della Prosa di Venezia. Regia di Franco Enriquez. Scene e costumi di Emanuele Luzzati. Con Paolo Graziosi (Il Cavaliere di Ripafratta), Glauco Mauri (Il Marchese di Forlimpopoli), Giuseppe Porelli (Il Conte d’Albafiorita), Valeria Monconi (Mirandolina), Adriana Innocenti (Dejanira), Silvana De Santis (Ortensia), Luciano Melani (Fabrizio), Alessandro Esposito (Servitore del Cavaliere), Alfredo Piano (Servitore del Conte). Venezia, Campo San Zaccaria, 19 agosto 1965. Lo spettacolo inaugura la stagione 1965/66 del Tst (nel ruolo del Conte d’Albafiorita Giuseppe Porelli è sostituito da Mimmo Craig). Teatro Carignano, 8 ottobre 1965. Partecipa alla tournée nei paesi dell’Europa orientale, dal 28 marzo al 30 aprile 1966, che tocca Ungheria (Budapest), l’Unione Sovietica (Mosca, Kiev e Leningrado) e la Cecoslovacchia (Praga) con le seguenti variazioni nella distribuzione: Gianfranco Ombuen (Il Cavaliere di Ripafratta), Mario Piave (Fabrizio); Alessandro Esposito, Donato Castellaneta (Servitori dei Cavaliere). Viene ripreso nella stagione 1966/67 con le seguenti variazioni: Corrado Pani (Il Cavaliere di Ripafratta), Gianni Galavotti (Il Conte d’Albafiorita), Donato Castellaneta (Servitore del Cavaliere). Milano, Teatro di Via Manzoni, 17 febbraio 1967.
Dialoghi del Ruzante, a cura di Ludovico Zorzi. Regia di Gianfranco De Bosio. Scene e costumi di Emanuele Luzzati. Musiche di Sergio Liberovici. Coreografie di Marta Egri. Direzione musicale di Enrico Lini. Prologo sui fatti della guerra di Cambrai: Alvise Battain, Alessandro Esposito, Eligio Irato,Romano Malaspina, Alfredo Piano, Armando Spadaro, Giancarlo Zanetti, Silvana De Santis, Leda Negroni, Maria Teresa Sonni, Adelaide Zaccaria(Gli attori); Franco De Lama, Mimmo Palmieri,Fernando Lizundia, Rosella Bechi (I danzatori);Alfredo Altavilla, Sergio Bensi, GiovanniSapino, Maria Aggio, Aida Claretto, Ermellina Guglielmi (I musici). La corte del Cardinal Cornaro al Barco d’Asolo (dalla Prima Oratione): Glauco Mauri (Ruzante), Donato Castellaneta (Card. Marco Cornaro); Silvano De Santis, EligioIrato, Romano Malaspina, Leda Negroni, Alfredo Piano, Maria Teresa Sonni, Armando Spadaro, Giancarlo Zanetti (La corte del Cardinale); Alvise Battain, Alessandro Esposito, Adriana Innocenti (La compagnia di Ruzante); Franco De Lama, Mimmo Palmieri, Fernando Lizundia, Rosella Bechi (I danzatori); Alfredo Altavilla, Sergio Bensi, Giovanni Sapino, Maria Aggio, Aida Claretto, Ermellina Guglielmi (I musici). Parlamento de Ruzante che iera vegnù de campo: Glauco Mauri (Ruzante), Alvise Battain (Menato),Adriana Innocenti (Gnua), Alessandro Esposito (Un bravo).Kiev, Casa della Cultura, 2 aprile 1966.

(3) Tit. or. Roots. Tre atti di Arnold Wesker. Traduzione di Hilda Colucci. Regia di Franco Enriquez. Scene e costumi di Lorenzo Ghiglia. Musiche originali e rielaborazioni musicali di Roberto Goitre. Con Valeria Monconi (Beatie Bryant), Adriana Innocenti (Jenny Beales), Carlo Enrici (Jimmy Beales), Laura Carli (Dafne Bryant), Giulio Giróla (Jack Biyant), Alfredo Piano (Frankie Bryant), Silvana De Santis (Pearl Bryant), Augusto Mastrantoni (Stan Mann), Carlo Baroni (Mike Healey). Teatro Carignano, 11 febbraio 1966.

(4) Testo e regia di Curzio Malaparte. Andato in scena al Teatro Nuovo di Milano nel 1955, fu fortemente contestato e cadde tra le proteste del pubblico. Il testo stesso della rivista prevedeva la presenza in scena dello scrittore in qualità di «provocatore» ma il pubblico non apprezzò il carattere smaccatamente «politico» del testo. Gli interpreti erano Adriano Rimoldi, Adriana Innocenti, Mario Scaccia e Umberto D’Orsi.

(5) Nella stagione teatrale 1955/1956 recitò al Piccolo Teatro di Milano nel Diluvio di Ugo Betti, regia di Franco Parenti con Adriana Innocenti.

(6) Edizioni Biografiche, Milano 2008.

(7) Regia: Franco Enriquez; traduzione: Enzio Cetrangolo; scene e costumi: Emanuele Luzzati; musiche: Miki Theodorakis; coreografie: Marise Flach; interpreti: Adriana Innocenti, Valeria Moriconi (nel ruolo di Antigone), Donato Castellaneta, Arnaldo Ninchi, Luciano Virgilio, Roldano Lupi, Fosco Giachetti, Ireneo Petruzzi, Piero Nuti, Renzo Giovampietro, Tino Carraro, Nicoletta Languasco, Maria Sonni, Giovanna Pellizzi; coro: Germana Asmundo, Gisella Burinato, Rosabianca Criado, Anna Maria Dispensieri, Gabriella Fano, Daniela Finzi, Ombretta Franzini, Lucietta Frisa, Rachele Ghersi, Lucia Guzzardi, Anna Maria Lisi, Mirka Martini, Rina Mascetti, Anna Priori, Teresa Ronchi, Valeria Sabel, Giuditta Saltarini, Clotilde Talamo produzione: Teatro di Siracusa; debutto: Siracusa, Teatro Greco, 30 maggio 1968, XX ciclo di spettacoli classici, 29 maggio-16 giugno 1968

(8) Traduzione di Luciano Codignola e Pietro Zveteremich. Regia di Franco Enriquez. Scene di Lorenzo Ghiglia e Ottavio Coffano. Costumi di Peter Hall. Musiche di Sergio Liberovici. Interpreti: Lilla Brignone (Irina Nikolàevna Arkàdina), Corrado Pani (Konstantìn Gavrìlovic Treplev), Nino Pavese (Pètr Nikolàevic Sorin), Valeria Moriconi (Nino Michàjlovna Zarècnaja), Alvise Battain (Ilijà Afanàsievic Samraev), Enza Giovine (Poiina Andréevna), Adriana Innocenti (Moscia), Glauco Mauro (Boris Alekséevic Trigorin), Gianni Galavotti (Evgenij Sergèevic Dorn), Donato Castellaneta (Semèn Seménovic Medvedenko), Alfredo Piano (Jakov), Carlo Baroni (Un cuoco), Adelaide Zaccaria (Una cameriera). Vercelli, Teatro Civico, 16 marzo 1967. Torino, Teatro Carignano, 28 marzo 1967.

(9) di William Shakespeare. Traduzione di Franco Enriquez. Regia di Franco Enriquez. Scene e costumi di Emanuele Luzzati. Musiche originali di Gino Negri. Interpreti: Donato Castellaneta (Cristoforo Sly), Mimmo Craig (Battista), Carlo Baroni (Vincenzo), Mario Piave (Lucenzio, Un lord), Glauco Mauri (Petruccio), Alvise Battain (Gremio), Armando Spadaro (Ortensio), Giancarlo Zanetti (Tranio), Silvana De Santis (Biondello), Alessandro Esposito (Grumio), Carlo Anedda (Curtis), Eligio Irato (Un pedante), Valeria Monconi (Caterina), Maria Teresa Sonni (Bianca), Adriana Innocenti (Una Vedova), Alfredo Piano (Un paggio), Adelaide Zaccaria (Un’ostessa). Kiev, Casa della Cultura, 9 aprile 1966 [per la tournée nei paesi dell’Europa orientale, svoltasi dal 28 marzo al 30 aprile 1966, che tocca l’Ungheria (Budapest), l’Unione Sovietica (Kiev, Mosca e Leningrado) e la Cecoslovacchia (Praga)]. Lo spettacolo prodotto dal Tst riprende l’allestimento della Compagnia dei Quattro (Monconi – Mauri – Enriquez – Luzzati) presentato per la prima volta al Teatro Romano di Verona il 15 luglio 1962.

(10) Si veda file “Luzzati.jpg” in allegato.

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Interview Duration:
  • 00:42:19
  • 00:51:21
  • 00:11:10
  • Registration Duration:
  • 00:42:19
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  • 00:11:10
  • Format: mp3
    Type: Audio
    Language: Italiano
    Subjects:
    Original Document Placement:
  • ICBSA, Via Caetani 32, 00186, Roma
  • Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, 16121, Genova
  • Usage and Rights:

    Tutti i materiali audio presenti nel Portale di Patrimonio orale sono proprietà esclusiva di Ormete e dell’intervistato. Per ogni uso del materiale diverso dall’ascolto (al di là di citazione limitata) deve essere richiesta l’autorizzazione a ECAD/Ormete. Vedi le norme generali in “Uso e Diritti” in home page.

    Citation:

    Intervista a Innocenti Adriana, di Iracà Silvia, Roma, il 02/02/2015, Progetto “Il teatro, la memoria, la città. Torino”, Collezione Ormete (ORMT-01d) – consultata in URL:<http://patrimoniorale.ormete.net/intervista-a-innocenti-adriana/>, (data di accesso).

    Relation:
  • Il teatro, la città, la memoria
  • Lettera Testori – 13 aprile 1983
  • La Repubblica – 28 gennaio 1998
  • Adriana Innocenti al Teatro stabile di Torino
  • Bibliography:
  • Addio ad Adriana Innocenti
  • Adriana Innocenti, A piedi nudi nel teatro, Milano, Edizioni biografiche, 2008